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Stavolta non è colpa del Covid…

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Chissà quale sarà la scusa utilizzata come mantra per spiegare una delle qualifiche più brutte degli ultimi anni da parte della Ferrari. Considerato che quella del Covid è già stata usata per mascherare il siluramento di Vettel, adesso bisogna ricorrere a qualcosa di diverso.

Con Mercedes che migliora di tre decimi, Red Bull che resta lì e la SF1000 che peggiora di quasi un secondo quanto fatto dalla SF90 (beh se 1000 sta per millesimi almeno il nome è stato azzeccato), ci vuole comunque una bella motivazione da dare in pasto a tifosi e media per essere, quanto meno, credibili dopo quanto visto in Austria in qualifica.

Non è di certo sufficiente far passare il messaggio che, se gli altri hanno migliorato, è perché hanno lavorato durante la quarantena quando non si poteva. Perché già a febbraio a Barcellona – quando si sperava che la Ferrari stesse fingendo – si era capito che c’era un leggero problema di motore.

Motore poi finito sotto accusa, la sera stessa della fine dei test, per l’accordo con la FIA che ancora lascia più di un punto di domanda senza risposta. A questo punto, se uno volesse vederci qualcosa di strano, potrebbe pensare che il vero valore della Rossa 2019 fosse quello della prima parte dell’anno e non quello della seconda metà. E, seguendo gli stessi sospetti che si hanno ora sugli altri team, è da mesi che da qui ci si chiede come si possa, durante una pausa estiva di un mese (con due settimane di chiusura obbligate) sovvertire i valori di metà stagione diventando quasi prima forza in Belgio dopo aver rimediato un minuto in gara in Ungheria.

Considerati i sette decimi rimediati in Australia nel 2019, prima gara dell’anno, il secondo preso da Leclerc in Austria alle spalle di McLaren e Racing Point è un ceffone allucinante. Adesso, però, c’è da trovare una motivazione, una spiegazione valida. E qui non c’entrano il Covid, il bianco sulla livrea (ve lo ricordate?), gli altri che lavorano in quarantena, il pilota che sbaglia o qualche altra panzana da dare in pasto a tre boccaloni.

Da un anno e mezzo, ad esempio, Mattia Binotto ricopre contemporaneamente i ruoli che una volta erano di Montezemolo, Todt e Brawn. L’ultima volta che una carica alta ha parlato è saltato fuori che la Mercedes aveva fortuna ma tanto, quello che contava, era il giro più veloce. Meglio non aggiungere altro.

Senza considerare che, oltre al danno, ci si potrebbe mettere anche la beffa. Perché queste macchine, con questi telai, andranno in pista anche nel 2021. Praticamente la qualifica di oggi odora di sentenza per un anno e mezzo. Troppo brutto per essere vero? Sicuro, anzi, lo spero. Perché altrimenti vai a tessere le lodi di un Leclerc che fatica dietro la Racing Point.

Vedi che alla fine, grazie al Covid, a Vettel han fatto in realtà un favore…

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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