P300.it ha avuto il piacere di intervistare Matteo Vannucci, durante il venerdì del Round Emilia-Romagna 2026
da Misano Adriatico – Matteo Vannucci è tra i principali portabandiera italiani del nuovo campionato Sportbike. In sella alla sua Aprilia RS660, del team Revo Racing, è riuscito ad ottenere una pole position, un podio e una vittoria. L’anno scorso è stato anche in lotta per il mondiale Supersport 300 fino all’ultimo round a Jerez, complice di un finale di stagione coronato da tre vittorie nelle ultime cinque gare. Di questo e molto altro abbiamo parlato nell’intervista svolta nel venerdì del Round di Emilia-Romagna 2026. Buona lettura.
Ciao Matteo, come stai?
“Innanzitutto sto bene, grazie mille di questa domanda. Sono un po’ amareggiato perché volevo fare la pole position nella gara di casa. Ho ottenuto un’altra prima fila ma la pole, sai, è sempre più bella. Non sono mai riuscito a trovare il giro giusto con la scia e quando l’ho fatto mi hanno ostacolato. Sembrava quasi una Supersport 300 in quel momento. Si poteva abbassare tanto con la scia: non è andata bene ma proveremo a rifarci”.
Parlando del Matteo bambino: come si appassiona alle moto e come comincia questo viaggio?
“Diciamo che mio padre mi ha indirizzato tanto. A lui piacevano di più le Formula Uno ma mi chiese se volevo fare una giornata a SestoPista, un tracciato che abbiamo a venti minuti da casa, e quando mi portò li per la prima volta mi innamorai subito della Moto”.
Qual è stato il tuo primo campionato?
“Un campionato organizzato sempre li a SestoPista: la Minimoto Cup, che vinsi subito al primo anno. Da li abbiamo cominciato a fare i campionati italiani, che sono riuscito a vincere facendo le scalate nelle categorie e successivamente nelle ruote alte ho vinto due trofei italiani ed il campionato in Supersport 300, poi ho fatto i regionali, l’italiano minimoto e così via”.
Come ti sei adattato al Mondiale Supersport?
“Non conoscevo nessuna pista, ma l’obiettivo in realtà era rimasto quello di vincere lo stesso. Cercavo di tirare fuori sempre il meglio e poi fortunatamente il tempo c’era. La pista in due giri la conosci, ti vai a mettere a posto con l’assetto e in quegli anni c’erano due libere invece che una ed erano da mezz’ora, rispetto a come è stato ridotto negli ultimi tempi”.
Avevi una preferenza verso le derivate o i prototipi oppure no?
“Sfortunatamente la mia preferenza era per via dei soldi. Nei prototipi purtroppo è difficile far fronte al dispendio economico che ti si presenta”.
L’anno scorso hai sfiorato il bersaglio grosso: cosa puoi dirci di questo finale di stagione così arrembante?
“Che non siamo riusciti a sfruttare al meglio il nostro potenziale. Potevo far meglio sicuramente: avevo vinto gara 1 ma nella seconda probabilmente erano più affamati di me, non lo so. Ho subito diversi sorpassi e non son più riuscito a risalire perché un pilota andava lungo, un altro invece ti passava all’interno o mi tamponavano ed è stato un vero casino”.
Ora però è arrivata la transizione verso la Sportbike. La reputi un salto in avanti rispetto alla 300?
“Assolutamente si: è tutto un altro livello. Le moto finalmente sono moto. La 300 insegna ma dentro era un delirio: era infattibile. Per esempio a Portimao non ci potevano essere due secondi e mezzo di scia su tutto il giro secco, il pilota veniva fuori parzialmente o non veniva fuori proprio. A meno che non facesse tutta la pista a gas aperto ma era difficile”.
Ti piace la moto?
“L’Aprilia è forte e bella, sia esteticamente che da guidare. Sicuramente c’è da adattarsi perché si tratta di uno stile di guida diverso rispetto alla 300 ma comunque la moto va guidata. Come si guida il 300 si guida anche questa”.
Come ti sei trovato col passaggio di cilindrata?
“Sostanzialmente bene perché c’è più divertimento, più potenza, più tutto. Ovviamente con l’introduzione del 636 che è un Supersport, non una Sportbike, è più difficile affrontarlo: perché hai a che fare con una moto sovradimensionata, rispetto a un modello fatto per questa categoria”.
E a proposito di supersportive leggere aveva fatto tanto discutere l’introduzione di moto più orientate verso la Supersport: come la Kawasaki o il CBR 600 che ha corso a Portimao. Che ne pensi te, però, di tutto questo?
“Il bilanciamento che hanno fatto secondo me funziona molto bene, ma sicuramente andrebbe rivisto. Ovviamente se a una moto come la Kawasaki è fatta per portare 150 cavalli gliene togli 50, funziona perfettamente. Infatti nei tratti un po’ più tecnici credo sia più semplice guidare la loro moto: semplicemente è un Supersport. L’Aprilia però resta un’ottima moto e con un gran potenziale. Dobbiamo ancora capire come sfruttarlo e io sicuramente devo conoscere meglio la moto. Bisogna che ci ridiano potenza perché in accelerazione soffriamo!”.
A Misano avete avuto ancora problemi da questo lato oppure no?
“Soffriamo da quando ce l’hanno tolta a Portimao. Sembra poco il 3% di farfalla ma tutto ciò che si trova sotto l’80% influisce tantissimo. Se ci riportassero a quella percentuale di farfalla non sarebbe male, ecco”.
Il bilancio di questi primi round qual è?
“Sicuramente se non mi buttavano in terra ad Aragon era molto più positivo. A Portimao ho fatto due brutti errori. In gara 1 pensavo di ripartire primo dopo la bandiera rossa perché ero passato sul traguardo davanti a tutti, quindi pensando che la stoppassero prima del primo settore mi proiettavo in prima posizione sulla griglia. Invece sono partito quarto e neanche benissimo; le Kawasaki su quel punto di vista è stra avvantaggiata e quindi mi hanno risucchiato. Nella foga di ritornare su il prima possibile mi son toccato con Torres e son scivolato. In gara 2 invece è stata colpa mia”.
Come affronterai i prossimi round?
“L’aspettativa è quella di cercare di lottare per il campionato e portarlo a casa in tutte le maniere, perché so che abbiamo il potenziale per farlo e quindi ci proveremo al meglio delle nostre possibilità”.
Nella squadra e con il tuo compagno Mattia Sorrenti come ti trovi?
“Molto bene, lui è molto simpatico. È un clima famigliare ma anche molto professionale”.
Ringraziamo Matteo Vannucci ed Alessandro del Team Revo per aver reso possibile la realizzazione dell’intervista. Auguriamo loro il meglio per il prosieguo del campionato.
Media: Revo Racing on Instagram
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