Silverstone 1985: l’economy run e il bluff della Lotus con Senna

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Quello di Silverstone 1985 è stato un weekend “record” per la F1 di 36 anni fa. Come vi avevamo raccontato in questo articolo, già dal sabato Keke Rosberg, grazie al nuovissimo turbo Honda, riuscì nell’impresa di stampare una pole position da record in 1’05”591, alla media mostruosa di 259,005 km/h. 

Alain Prost vinse con un giro di vantaggio su Michele Alboreto, circa sette chilometri di distacco, e il vecchio Jacques Laffite ritornò sul podio a quasi 42 anni. In una gara dove i piloti con un occhio guardavano la pista e con un altra il computer di bordo per la gestione del carburante, in diversi alzarono bandiera bianca (Ayrton Senna compreso) rimanendo a secco.

Quattro motori diversi ai primi quattro posti e sei nei primi undici al traguardo (Porsche, Ferrari, Renault, BMW, Alfa Romeo e Ford) a conferma della quantità e qualità di quel periodo storico della F1.

Silverstone 1985 è stata anche la gara della tattica “no sense” della Lotus con Ayrton Senna alla guida. Fermo a sei giri dalla fine, ufficiosamente per un guasto all’impianto d’alimentazione, dopo avere tenuto un ritmo insostenibile in testa dalla prima curva il “bluff della Lotus”, come sottolineato dall’Autosprint dell’epoca, venne a galla. Alle verifiche tecniche di fine gara la Lotus risultava 548 chili alla pesa. Per percorrere un giro del vecchio e velocissimo “Pentagono” di Silverstone erano necessari circa tre litri di carburante, che moltiplicati per i giri ancora da percorrere fanno 18 (equivalenti a 16 chili di peso). Pensare che la Lotus avesse corso sottopeso è irreale mentre la tattica del team diretto dal compianto Peter Warr, cioè quella di partire a razzo e sperare in una pioggia che avrebbe potuto fermare la gara con Senna in testa, assolutamente veritiera. Rischi poco calcolati di una F1 che richiedeva anche questo tipo di soluzioni.

Molto significative furono le parole di Laffite contro il sistema del risparmio di carburante durante la gara. “Non è correre questo, non esiste competizione automobilistica in cui si deve cercare di andare piano, è contro natura. Questa regola che ha ridotto la F1 ad una specie di Economy Run deve essere soppressa perché sta snaturando l’essenza dei GP!”.

Insomma una gara non banale, con la Ferrari di Michele Alboreto sul podio e in testa ad un mondiale che poi lo vedrà alzare bandiera bianca, e anche tanto fumo, sul finire della stagione a favore di Alain Prost.

Immagine: Flickr / rac819

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Andrea Ettori
Vivo a Mirandola, e sono un grande appassionato di sport. Jenson Button è il mio idolo, e il Milan la mia squadra del cuore. Sono una persona positiva, e vedo sempre il bicchiere mezzo pieno in ogni situazione. #StayPositive #ForzaEmilia

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