SBK | Test Portimão 2019, la sintesi

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Test Portimão 2019, la sintesi

Stupisce la nuova BMW, ma Rea è ancora al comando. Guai tecnici per Rinaldi sulla Ducati V4 di 29 Gennaio 2019, 22:51

La pre-season del mondiale 2019 Superbike è continuata a Portimão con una nuova due giorni di test tra il 27 e il 28 gennaio, pochi giorni dopo quella effettuata a Jerez de la Frontera. In quest’occasione l’attenzione è salita anche per la presentazione della nuova BMW S1000RR e del nuovo team ufficiale del marchio tedesco che ha già dimostrato importanti passi avanti, specie con Tom Sykes. Il campione del mondo 2013 ha concluso quinto il primo giorno e sesto il secondo, a 1.3 secondi di ritardo dalla vetta. Un po’ meno entusiasmante Markus Reiterberger, ma comunque capace di stare in top ten con poco più di due secondi di ritardo dal primo classificato.

Facile immaginare chi sia stato il primo classificato. Jonathan Rea continua a stupire tutti quanti anche in semplici sessioni di test e se a Jerez i distacchi sono stati mantenuti nella norma, qui a Portimão (circuito dove il nordirlandese ha debuttato in SBK) questi sono risaliti sul secondo abbondante; solo Alex Lowes sulla Yamaha R1 è riuscito quantomeno a tenersi sotto il secondo di distanza dal #1. Il forte vento non ha spaventato Rea e nemmeno una caduta negli ultimi minuti del giorno 2, tutto per cercare il miglior setup possibile. Quarto posto per il suo compagno Leon Haslam.

Escludendo il campione della Kawasaki, l’uomo più costante nei test finora svolti corrisponde al nome di Alex Lowes. Due secondi posti nelle giornate portoghesi e un vantaggio sul compagno di squadra van der Mark pari a quattro decimi. Il secondo e quinto posto dei due compagni del team Pata sono sintomo anche di un leggero gap che il team ha sulla nuova controparte GRT coi piloti Sandro Cortese e Marco Melandri, rispettivamente settimo e ottavo a 1.6 secondi di distacco da Johnny e con pochi millesimi a separarli. Ai microfoni di Sky “Macho” si è detto abbastanza preoccupato di non avere ancora trovando le giuste soluzioni con la sua R1, con cui ha problemi in ingresso curva e in frenata, al contrario dell’italo-tedesco che sente di aver fatto dei grossi miglioramenti in vista dell’Australia.

Sono 42 i giri completati invece da Chaz Davies, 11° sulla tabella dei tempi della seconda giornata. Come preannunciato a Jerez, l’importante adesso è recuperare sulla forma fisica dopo la botta alla schiena in Andalusia e il tempo a disposizione non è dei più generosi. La posizione in sé non sembra di buon auspicio per il gallese (pur considerando che c’è stato anche un lavoro su diverse mescole di gomme), ma la Ducati può sorridere vedendo i risultati di Álvaro Bautista, terzo nella generale e poco sopra il secondo di distacco dalla prima posizione. Lo spagnolo si sta cucendo addosso il nuovo modello della Casa italiana e anche per lui il lavoro sulle gomme è stato importante. Laverty, sulla V4 di Go Eleven, ha completato il suo secondo test senza patemi d’animo mentre Rinaldi ha avuto non pochi problemi con la sua moto, probabilmente al cambio.

Ancora nessuna traccia di Moriwaki ufficiali in pista, nella speranza di vederle in azione almeno per i test di Phillip Island. Come a Jerez de la Frontera, solo Alessandro Delbianco ha girato con la sua Honda Fireblade privata del team MIE Althea, incamerando in Algarve quattro secondi pieni di ritardo dalla Kawasaki al comando; per l’italiano non sarà facile mettersi quantomeno al passo dei privati nelle prossime settimane.

Il prossimo appuntamento è previsto per il 18 e il 19 febbraio, ad appena tre giorni dal primo weekend della stagione 2019. E’ oramai una prassi del campionato, quella di effettuare l’ultima sessione nel luogo del primo GP stagionale, ma Phillip Island nasconde spesso insidie e rischi che, anche dai test, rischiano di compromettere persino l’avvio dell’annata.

Qui i risultati del secondo giorno di prove collettive.

Fonte immagine: worldsbk.com



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