SBK | Test Jerez de la Frontera 2019, la sintesi

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Test Jerez de la Frontera 2019, la sintesi

La due giorni di test svoltasi in Andalusia è terminata col campione del mondo in testa alla graduatoria di 24 Gennaio 2019, 20:23

Il tempo è agli sgoccioli per prepararsi al meglio alla nuova stagione del campionato Superbike, ricco di novità e di arrivi d’importanza più che rilevante, sia tra i piloti che tra i marchi. A Jerez de la Frontera, tra ieri e oggi, i vari team si sono ritrovati a confrontarsi nella terzultima sessione di test collettiva prevista prima del Gran Premio d’Australia a Phillip Island (dal 22 al 24 febbraio). Alcune novità le abbiamo già osservate ad Aragón con i primissimi test pre-2019, come per esempio le prime uscite in pista di Davies e Bautista con la Panigale V4, ma questo primo test del 2019 terminato oggi a Jerez può aver dato segnali importanti sui progressi dei potenziali protagonisti.

La certezza, all’alba della stagione 2019, rimane una: Jonathan Rea è ancora l’uomo da battere. Già in configurazione “schiacciasassi” nei test di Aragón e Jerez di novembre, Rea si è trovato a suo agio soprattutto nella seconda giornata dei test svolti. Il nordirlandese, da poco eletto motociclista irlandese dell’anno tra l’altro, ha terminato in prima posizione col tempo di 1:39.160. Un miglioramento di circa 1.3 secondi sul tempo stabilito il primo giorno, nel quale si era fermato a otto millesimi da Alex Lowes. Lavoro certosino anche sulle piccole novità della moto 2019.

Alex Lowes, un po’ come lo scorso anno, ha fatto un buon lavoro durante tutte le sessioni svolte fino a oggi e ha confermato la crescita di Yamaha, che punta a ben più delle tre vittorie 2018 per il 2019. Un lavoro di consistenza che ha permesso al #22 di regolare in entrambe le giornate il suo compagno di squadra Michael van der Mark, fermandosi a soli due decimi dal campione del mondo. Tra i 77 giri completati mercoledì e i 102 odierni, Lowes ha un totale di ben 179 passaggi sulla pista spagnola.

Molti più di quelli fatti dall’olandese van der Mark, il quale però ha aiutato il team a provare alcune soluzioni volte a trovare un po’ di accelerazione in più in uscita dalle curve. Sono 131 i giri completati da “Magic Michael” (56 mercoledì, 75 giovedì), con un settimo posto finale in mezzo alle due nuove Yamaha R1 del team GRT di Cortese e Melandri. Il nuovo team ha dimostrato di non aver nulla da invidiare al team Pata, presente da più tempo nella massima categoria, e il campione della SSP600 si sta dimostrando valido anche sulle 1000cc dopo la stagione esplosiva con la R6. C’è stato un imprevisto sotto forma di caduta per l’italo-tedesco, fortunatamente senza conseguenze.

Tra il trio di Yamaha e la #22 di Lowes si piazzano tre piloti con due moto differenti. Leon Haslam, rientrante in campionato dopo il successo nel BSB, si è piazzato terzo e con un distacco tutto sommato accettabile dal compagno Rea, pari a tre decimi e mezzo. Netti passi avanti rispetto alle giornate passate ad Aragón in confronto al compagno di squadra. In quinta posizione troviamo anche la Kawasaki di Toprak Razgatlioglu gestita dal team Puccetti; il ragazzo turco ha accumulato un distacco di quasi otto decimi dalla testa.

La prima delle Ducati è quella del rookie Álvaro Bautista in una due giorni che, almeno da fuori, non sembra esser stata molto positiva per la Rossa. Sono 103 i giri completati dall’ex pilota del team Ángel Nieto, molti meno rispetto a quelli di Alex Lowes, e il distacco dal campione del mondo è di quattro decimi. Situazione ancora più complicata per Chaz Davies, vittima di un incidente che ieri ha compromesso sia il suo lavoro che, seppur in minima parte, il suo fisico con una brutta botta alla schiena; nella seconda giornata il gallese ha girato poco (solo 18 giri), chiudendo la top ten e sperando di recuperare le energie per i test di Portimão. Davanti a lui la V4 del team Barni di Michael Ruben Rinaldi; dodicesimo Laverty sulla Ducati del team Go Eleven.

C’era molta attesa per vedere il primo confronto tra la nuova BMW e i marchi concorrenti, ma la sfortuna ci ha messo lo zampino. Infatti, su entrambe le moto tedesche, i transponder non hanno funzionato adeguatamente in questi due giorni e il guasto è stato riparato solo nell’ultima parte della sessione odierna. Secondo i dati di Dorna, sono solo 24 i giri che Sykes e Reiterberger hanno fatto complessivamente, ma il team SMR si è detto soddisfatto dei progressi fatti, essenziali per iniziare la stagione in maniera positiva.

Chi è mancata all’appello, nel vero senso della parola, è stata Moriwaki che ancora non ha messo in campo le proprie Fireblade gestite insieme al team Althea. Di Honda presenti, infatti, ci sono state solo quelle di Delbianco e di Stefan Bradl, quest’ultimo presente per conto di HRC con una MotoGP.

Tra appena tre giorni i preparativi dei team continueranno in quel di Portimão, sulla pista dell’Algarve, dal 27 al 28 gennaio. Sarà il primo test pre-2019 a disputarsi su una pista non spagnola, dalle caratteristiche ben diverse da quelle dell’Andalusia sia per conformazione che temperature. Kawasaki arriva con la consapevolezza del margine che il proprio campione ha, mentre Yamaha e Ducati dovranno cercare di limare qualcosa già dal Portogallo per essere competitivi a Phillip Island.

Qui i risultati della prima e della seconda giornata.

Fonte immagine: worldsbk.com


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