SBK / Supersport | Svelate le entry list 2023 delle tre categorie mondiali

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Tempo di lettura: 8 minuti
di Alyoska Costantino @AlyxF1
29 Dicembre 2022 - 19:18
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Ventitré gli iscritti alle dodici tappe del mondiale SBK, trenta in SSP e SSP300.


I continui cambi di casacca e conferme contrattuali per il 2023 hanno reso il mercato piloti del paddock delle derivate di serie parecchio interessante in questi ultimi mesi del 2022 e quest’oggi, a circa due mesi dall’avvio per la prima prova dell’anno in Australia, sono state svelate le entry list di SBK, SSP e SSP300.

In totale saranno 83 gli iscritti, 30 nelle due classi Supersport e 23 in SBK.

SSP300

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Partiamo dalla categoria 300, giunta forse al proprio ultimo anno dopo i nefasti incidenti avvenuti (e che sono costati anche la vita a giovani piloti in certi casi) ed in vista di un possibile debutto di una categoria Supertwin. Gli iscritti si sono stabilizzati sulla trentina e disputeranno nove delle undici tappe finora annunciate (con la possibilità della decima ancora da presentare, la quale sarà probabilmente Imola).

Una delle novità principali è rappresentata dal limite di soli due piloti che ogni squadra ha deciso di seguire; non si vedranno più squadroni con tre o quattro punte, come attuato da team quali MTM Kawasaki negli ultimi anni. Il team olandese, campione in carica ma reduce dall’enorme perdita umana di Victor Steeman, cercherà di affrontare la stagione 2023 col massimo spirito e con la nuova coppia Jeffrey Buis-Loris Veneman.

Arco Motor University, dal canto proprio, ha optato per Gabriele Mastroluca e Ruben Bijman per cercare di ripetere l’impresa del 2022 compiuta grazie ad Álvaro Diaz e, con tutta probabilità, questa sarà la squadra Yamaha da tenere maggiormente d’occhio. Oltre ad essa, vanno segnalati i team tutti italiani quali BRcorse (con Mirko Gennai e Marco Gaggi) ed AG Motorsport Italia (Raffaele Tragni e Matteo Vannucci), ma farà il proprio ritorno anche MS Racing con ben due strutture iscritte: la Sublime Racing con l’uruguaiano Eitan Gras Cordon ed il francese Clement Rouge ed il Team Brasil, che ha sostituito Ton Kawakami con Enzo Valentim.

L’ultimo team rappresentante il marchio di Iwata sarà ProGP Racing grazie al greco Ioannis Peristeras e al nostro Alessandro Zanca, per un totale di dodici R3 sullo schieramento. Presenza massiccia, come da prassi, anche per le Kawasaki Ninja 400, che formano metà della griglia grazie a team di riferimento quali Prodina (per cui correranno Samuel Di Sora e Mattia Martella), RT Motorsports (Petr Svoboda e Troy Alberto) e l’Accolade Smrz Racing (Yeray Saiz Marquez e José Luis Perez Gonzalez).

Ci sarà persino lo spazio per un debutto di un nuovo marchio tra le fila della SSP300. Mentre KTM schiererà due RC 390 R col team Freudenberg e guidate da Lennox Lehmann e Dirk Geiger, la Casa cinese Kove farà debuttare sul palcoscenico mondiale la 321RR, moto le cui specifiche tecniche (e non) l’avvicinano molto alla Yamaha R3. L’unico modello presente sarà gestito dal team China Racing e sarà guidato da Shengiunjie Zhou.

SSP

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La rivoluzione avvenuta nel 2022 della categoria ha finalmente riacceso l’interesse verso il panorama delle supersportive da corsa e la griglia di quest’anno, tra arrivi, conferme e cambiamenti, sembrerebbe promettere molto bene a prima vista. Con l’addio del bicampione del mondo Dominique Aegerter, la lotta all’iride potrebbe rivelarsi estremamente incerta sin dall’avvio a Phillip Island.

La squadra campione in carica Ten Kate ha dovuto completamente rivoluzionare la propria line-up ed il ruolo di prima guida se lo giocheranno il debuttante Jorge Navarro ed una delle sorprese del 2022, Stefano Manzi. La Yamaha YZF-R6 rappresenta, pur col debutto delle moto Next Generation, il riferimento tecnico della serie e le squadre ancora legate ad Iwata potrebbero continuare a godere di un margine in questo 2023.

Oltre a Ten Kate, correranno con Yamaha anche Evan Bros., GMT94, EAB Racing, VFT Racing, la squadra Arco arrivante dalla SSP300, il team YART e la squadra thailandese Yamaha Thailand Racing, al debutto. In totale saranno undici le R6 iscritte, un netto calo rispetto ad un paio d’anni fa grazie al debutto delle moto di cilindrata maggiorata. Tra l’altro, molti team di prim’ordine, quali Evan Bros., GMT94 ed EAB schiereranno una sola punta: Andrea Mantovani correrà nel box di Fabio Evangelista, Valentin Debise sarà al debutto full-time col team francese e Glenn van Straalen proseguirà il suo lavoro nella squadra bianco-rossa.

Come annunciato pochi giorni fa, Arco Motor University si affiderà al campione della 300 Diaz per il proprio debutto in SSP come squadra, mentre Tom Edwards correrà sotto l’effigie di YART. Nicholas Spinelli e Maiki Abe formeranno il team VFT ma affronteranno due programmi differenti, dato che il figlio d’arte parteciperà alle sole tappe europee del WorldSSP Challenge. Stessa cosa anche per Diaz ed Edwards tra gli alfieri Yamaha.

Pure Kawasaki, ancora in griglia con l’ormai vetusta ZX-6R, vedrà il proprio impegno decisamente ridotto rispetto al recente passato, con solo sei moto iscritte ed un solo team a due punte, ovvero Motozoo Racing con Luke Power e Tom Booth-Amos (entrambi iscritti al solo Europeo). La punta di diamante per Akashi sarà senza dubbio Can Öncü, cresciuto esponenzialmente tra il 2021 ed il 2022 ed ora pronto sia per la prima vittoria di categoria con Puccetti Racing, sia per la rincorsa al titolo.

Il team di Manuel Puccetti assisterà anche la struttura Vince64, la quale ha messo sotto contratto John McPhee. Per anni uno dei volti più esperti della Moto3, quest’anno lo scozzese attuerà il tanto atteso balzo in una nuova categoria, ora sempre più competitiva con l’arrivo di diversi piloti arrivanti dal Motomondiale. Gli ultimi due piloti sulle “Verdone” saranno Adrián Huertas (MTM Kawasaki) e Yuta Okaya (Prodina Racing).

In termini di presenze, Ducati ha superato come impegno Kawasaki con sette moto iscritte e dopo un anno di studio, la Panigale V2 è ora meno grezza rispetto allo scorso anno e potrebbe finalmente ambire alla corona iridata. Nicolò Bulega proseguirà insieme al team Aruba.it Racing e dopo il quarto posto conquistato nel 2022 l’ex-membro dell’Academy VR46 potrebbe finalmente raggiungere la prima vittoria.

Anche Federico Caricasulo, tra i piloti più veloci nel finale di questa stagione, è affamato di vittorie ed Althea Racing darà lui fiducia per un altro anno. Barni Racing, dal canto proprio, si è accaparrata Yari Montella, appiedato da Puccetti Racing ed ora dotato di una Ducati con margini di crescita tecnica maggiori.

Orelac Racing addirittura raddoppierà il proprio impegno: al fianco dell’esperto Raffaele De Rosa (forse alla sua ultima stagione) sarà presente Federico Fuligni, nuovamente iscritto al WorldSSP Challenge europeo. L’ultimo team con le bicilindriche bolognesi sarà il gruppo D34G di Davide Giugliano, in pista con Oli Bayliss (mondiale) e Maximilian Kofler (Europeo).

E’ sulle moto Next Gen che si sono concentrati i debutti più interessanti, come in Triumph dove troveremo, al fianco del nuovo arrivato Niki Tuuli, l’ex-pilota del campionato inglese Harry Truelove, in sostituzione di Soomer. In arrivo dalla serie britannica anche l’ex-iridato del BSB Tarran Mackenzie, che ha abbandonato Yamaha per sposare l’ambizioso progetto del team Petronas MIE Moriwaki e della nuova Honda CBR600RR, moto che andrà a soppiantare lo storico modello della Casa dell’Ala Dorata praticamente onnipresente negli ultimi quindici anni della categoria. Al suo fianco un altro debuttante, Adam Norrodin.

L’ultima Casa, ma non per importanza, è MV Agusta, stavolta in pista per tutta la durata dell’anno con due piloti: Marcel Schrötter arrivante dalla Moto2 ed il confermato Bahattin Sofuoğlu, che dopo aver conquistato il titolo europeo 2022 è stato premiato con la partecipazione all’intera serie, sin da Phillip Island.

SBK

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Infine, la Superbike. Oltre al valore numerico piuttosto elevato di ben ventitré titolari iscritti (a cui manca all’appello il nome scelto da Pedercini-Viñales Racing, per un totale di ventiquattro), quello qualitativo dei partecipanti del prossimo campionato si rivela, ad una prima occhiata, più omogeneo rispetto al passato, le cui ultime fila erano contraddistinte da piloti forse non all’altezza del massimo campionato delle derivate.

Quest’anno la situazione appare diversa: sebbene le cinque squadre factory abbiano mantenuto inalterate le proprie line-up, molti team privati (di cui uno anche al rientro nella serie) si sono affidati a piloti nuovi, come ad esempio il team BMW Bonovo Action che ha sostituito il ritirato Eugene Laverty con l’ex-yamahista Garrett Gerloff, oppure il team GRT che ha modificato in blocco la formazione scegliendo due campioni del mondo, l’iridato SSP e MotoE Aegerter ed il campione 2021 della Moto2 Remy Gardner.

Le novità non finiscono qui: Lorenzo Baldassarri farà il salto di categoria insieme al suo rivale della stagione appena conclusa e correrà con la singola Yamaha R1 schierata da GMT94, mentre Danilo Petrucci farà il suo tanto atteso debutto nel mondiale con Ducati Barni Racing, dopo una stagione passata negli States e nel MotoAmerica. Debutto a tempo pieno anche per Bradley Ray, scelto da Motoxracing per sostituire Roberto Tamburini dopo l’annata trionfale nel BSB.

Gli ultimi due nomi differenti rispetto alla griglia 2022 sono quelli di Eric Granado, scelto al posto di Mercado in Honda MIE, e di Tom Sykes, campione della SBK nove anni fa e rientrato per sostituire Lucas Mahias nel team Puccetti.

Fonte immagine: press.kawasaki.eu

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