SBK | Pubblicate le entry list delle tre categorie per il 2020

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Mancano poco meno di sei settimane all’inizio della 33a edizione del campionato mondiale Superbike e, nonostante il tempo risicato, ancora diverse questioni sono da risolvere, sia per i team che per la promotrice Dorna. Ci saranno ancora ben tre sessioni di test tra Jerez, Portimão e Phillip Island, per poi veder finalmente correre i protagonisti del campionato sullo splendido tracciato del Victoria nel weekend di passaggio tra febbraio e marzo (a meno di clamorose cancellazioni dovute alle condizioni atmosferiche e all’aria inquinata, a causa degli incendi scoppiati nelle foreste australiane).

Uno dei punti più incerti riguardava la presenza in pista e il numero di team e partecipanti effettivamente coinvolti per l’anno 2020 tra le categorie SBK, SSP600 e SSP300. Solo oggi sono state pubblicate le entry list ufficiali delle tre classi, che in totale conteranno 101 partecipanti.

SBK

La classe regina delle derivate di serie pare aver guadagnato più delle altre in termini di numero e di livello. Rispetto all’anno scorso, in pista vedremo ventidue piloti contro i diciotto di inizio 2019, con debuttanti da tenere d’occhio e rientri altrettanto interessanti. Saranno cinque i marchi in corsa, gli stessi che hanno disputato la stagione 2019: Kawasaki, Ducati, Yamaha, BMW e Honda, quest’ultima pronta a fare il suo grande ritorno in Superbike dopo una stagione di (difficile) studio. La nuova CBR1000RR-R sarà portata in pista da Álvaro Bautista, vicecampione al debutto nella stagione 2019 sulla Ducati, e da Leon Haslam, scaricato dal team Kawasaki e approdato nuovamente alla corte Honda dopo le esperienze con Stiggy e Ten Kate. Sarà ancora presente il team MIE Racing, struttura che coinvolge anche Moriwaki Engineering e che l’anno scorso ha collaborato con Althea muovendo i primi passi in forma ufficiale per Honda dopo quasi vent’anni di assenza dal campionato SBK; una moto sarà affidata a Takumi Takahashi, mentre il secondo pilota è ancora da annunciare.

Honda dovrà fare i conti con tanti avversari papabili per il titolo, forse il numero più alto che si sia visto nella storia recente del campionato con moto di serie. Primo fra tutti c’è Jonathan Rea: reduce da un 2019 strepitoso in cui ha messo in mostra il suo miglior stato di forma e una fame di successi insaziabile, il pilota Kawasaki si appresta a quella che potrebbe essere la sua ultima stagione agonistica (anche se il rinnovo con la Casa di Akashi non è poi un’utopia); al suo fianco ci sarà il connazionale Alex Lowes, che lascia la Yamaha dopo quattro stagioni e si accasa con un’altra squadra ufficiale, forse anche grazie alle buone parole spese da “Johnny” a suo favore durante l’arco del 2019.

Dopo aver mancato il bersaglio grosso l’anno scorso più per colpe del pilota che della squadra o della moto, la squadra Ducati Aruba.it tenterà nuovamente l’assalto alla corona mondiale, stavolta con una coppia tutta britannica: al fianco del confermato Chaz Davies, in ripresa nel finale della scorsa stagione, ci sarà l’ex-pilota MotoGP e attuale campione inglese Scott Redding, desideroso di indossare una corona ancor più sfarzosa di quella portata a Brands Hatch. Ducati sarà il marchio maggiormente impegnato durante l’anno, con sei Panigale V4 R in pista, ma due di queste le vedremo in pista solo dal Gran Premio di Spagna a Jerez: il team Motocorsa Racing con Leandro Mercado e Brixx Performance con Sylvain Barrier correranno dal terzo round in poi, mentre Leon Camier per il team Barni e Michael Ruben Rinaldi per GoEleven saranno in pista già a Phillip Island.

La vera coppia che può scoppiare in questo 2020 è sicuramente quella del team Yamaha Crescent Pata, formata da Michael van der Mark e dal nuovo arrivato Toprak Razgatlıoğlu. I due rientrano tra i più talentuosi dell’intero paddock Superbike e il loro confronto è uno dei motivi di maggior interesse per questo 2020, dopo averli già visti ai ferri corti in alcune occasioni lo scorso anno (ad esempio in gara-1 a Imola). Questa nuova coppia sarà supportata al meglio da Yamaha, che schiera la nuova versione della Yamaha R1 2020, dotata di alcuni accorgimenti aerodinamici rispetto al modello precedente e presa d’aria frontale rivista. Due delle altre tre Yamaha in campo saranno guidate da debuttanti, il nostro Federico Caricasulo proveniente dalla Supersport e l’americano Garrett Gerloff, pupillo del campione del mondo Ben Spies e terzo classificato nel Motoamerica lo scorso anno; saranno compagni di squadra in un team GRT totalmente rivoluzionato. Per il team Ten Kate correrà invece Loris Baz dopo il buon 2019 svolto con il team olandese, ma al contrario delle previsioni iniziali sarà l’unico alfiere del team.

Oltre a Honda, l’altra carta matta di questo mondiale potrebbe essere la BMW, che ha puntato forte su due dei piloti più esperti e vincenti attualmente disponibili, nonché due piloti alla ricerca di riscatto dopo stagioni passate, per un motivo o per l’altro, un po’ all’ombra. Tom Sykes e Eugene Laverty, ex-avversari per il titolo nel 2013, dovranno collaborare per portare avanti lo sviluppo della moto bavarese, portandola magari al suo primo successo dal ritorno in forma ufficiale. A completare la griglia ci saranno le Kawasaki private: il team Orelac parteciperà con il campione della ESBK Maximilian Scheib, la squadra di Manuel Puccetti punterà sull’esperto Xavi Fóres e infine c’è la questione “team Pedercini”, con la squadra italiana che ha annunciato proprio quest’oggi la sua partecipazione ma che dovrà dimezzare l’impegno previsto, poiché schiererà un solo pilota (uno tra Torres e Savadori).

SSP600

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Come l’anno scorso, i piloti che parteciperanno alla prima manche in Australia saranno ventiquattro, mentre gli iscritti in totale sono ventinove con l’inserimento di cinque piloti che faranno solo l’europeo: Xavier Navand per il team Altogoo Racing, la coppia Benro Racing formata da Tom Toparis e un nome ancora da annunciare, Alejandro Ruiz Carranza per il team Emperador e il nostro Alex Bassani sulla Yamaha R6 della squadra Soradis Motoxracing. Come da tre anni a questa parte, la entry list di inizio anno vede una presenza davvero massiccia del marchio dei Tre Diapason, con venti R6 iscritte e solo nove altri modelli presenti in griglia. Il mercato piloti della categoria di mezzo è partito alla grande già a stagione 2019 in corso, con Randy Krummenacher che ha lasciato il team Bardahl per sposare la causa di MV Agusta, formando una formazione a tre punte con gli italiani Raffaele De Rosa e Federico Fuligni.

Non mancano i debuttanti: a ereditare la sella rimasta del team Bardahl Evan Bros. sarà il nostro Andrea Locatelli, ex-pilota Italtrans in Moto2 e ora parte del team campione del mondo della passata stagione. L’italiano non è però l’unico a esser passato dal Motomondiale al mondo delle derivate: Philipp Öttl salirà sulla Kawasaki ZX-6R del team Puccetti prendendo il posto di Okubo, passato alla Honda, e anche Steven Odendaal ha trovato una sella dopo l’esperienza fallimentare in Moto2, col team Ten Kate rientrante anche in questa categoria. C’è chi ha fatto anche un salto più esagerato, come Can Öncu: il turco, dopo aver deluso le aspettative di tutti in Moto3, KTM e Ajo Motorsport in primis, col sostegno del mentore Kenan Sofuoğlu ha avuto un’altra chance in questa categoria, dove correrà per il Turkish Racing Team (nato da una collaborazione tra Orelac e Puccetti). Gli altri debuttanti sono Galang Hendra Pratama e Andy Verdoïa provenienti dalla Supersport 300 e ancora appoggiati dal progetto Yamaha bLU cRU, il tedesco Patrick Hobelsberger sulla seconda Honda Dynavolt, l’inglese Danny Webb alla sua prima stagione completa in Supersport e ultimo, ma non per importanza, il campione del mondo della Supersport 300 Manuel González, che avrà il duro compito di dimostrare che anche un pilota della giovane categoria può fare strada con cilindrate maggiori. Ci sono stati anche alcuni addii, come quello del team Lorini e quello del team Pedercini, per concentrare tutte le forze residue nella classe maggiore.

SSP300

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Il numero di partecipanti previsti per la Supersport 300, il cui mondiale scatterà da Jerez e durerà per tutto il ciclo europeo, sarà pari a cinquanta piloti, e ben dodici di questi sono italiani. L’Italia è la più preponderante in termini di numeri nella categoria, sopra anche alla Spagna (sette) e alla Francia (nove). Inoltre, molti dei nostri si pongono come potenziali candidati al titolo mondiale, tra cui l’intero squadrone del team Kawasaki GP Project formato da Kevin Sabatucci, Bruno Ieraci e il rientrante nella categoria Alfonso Coppola, Filippo Rovelli come sostituto di González nel team ParkinGO e tanti altri ancora; tutti gli azzurri correranno su Kawasaki Ninja 400, tranne Kim Aloisi che gareggerà su Yamaha del team ProGP Racing (e il cui compagno di squadra è ancora l’unico pilota da annunciare).

Il favorito d’obbligo, alla caccia del primo titolo dopo tre stagioni di assalti fallimentari, è Scott Deroue, ancora pilota Kawasaki, ma stavolta per il team MTM dove verrà affiancato da altri tre piloti, ovvero Jeffrey Buis, l’unico giapponese iscritto Yuta Okaya e Koen Meuffels, uno dei clienti potenzialmente più ostici del campionato. Altri nomi da tenere d’occhio sono l’ex-campionessa Ana Carrasco col team Provec, l’ucraino Nick Kalinin di RT Motorsports, lo spagnolo Borja Sanchéz e un debuttante d’eccezione, il belga Livio Loi.
Ci sarà anche la presenza di KTM che schiererà quattro moto, affidate a Maximilian Kappler, Jan-Ole Jähnig, Oliver König e un altro pilota retrocesso dalla 600 alla 300, Christian Stange.

Lo sguardo volge ora ai test previsti questa settimana in Andalusia, dove si avrà un primo responso sui progressi fatti da team e piloti in questo inverno.

Fonte immagine: worldsbk.com

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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