SBK | GP Spagna 2019, sintesi prove libere del venerdì

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GP Spagna 2019, sintesi prove libere del venerdì

Bautista chiude al comando la giornata, sorprendenti le Yamaha. Rea mantiene alta la bandiera Kawasaki di 07 Giugno 2019, 23:20

Il ritorno in patria sembra aver fatto bene ad Álvaro Bautista, capace di tornare in testa al gruppo della Superbike nella FP2 del Gran Premio di Spagna a Jerez de la Frontera. Lo spagnolo di Toledo conosce questa pista come le sue tasche dopo i tanti anni di Motomondiale, e l’1:39.428 fatto al pomeriggio può essere il livello dell’asticella medio per quanto riguarda il ritmo dei migliori piloti in lizza per il podio. Nelle gerarchie di casa Ducati la situazione sembra esser tornata quella antecedente ad Aragón, con Chaz Davies solo 11° al pomeriggio, confermando così il risultato della mattina; il gallese è staccato dal compagno di 1.2 secondi.

Nelle gerarchie, la Yamaha sembra aver sfruttato bene il mese che ha separato il Gran Premio d’Italia da quello di Spagna, poiché tutt’e tre le R1 di stampo ufficiale si trovano in top ten e con del potenziale, forse superiore anche alla Kawasaki. Michael van der Mark ha concluso al comando la prima sessione con due decimi di vantaggio su Alex Lowes, ma non si è migliorato nella seconda conservando comunque la piazza d’onore virtuale. Anche il suo compagno di squadra non è riuscito a migliorarsi salendo anche oltre il muro dell’1:40, ma anche lui ha terminato la FP2 in top five. Marco Melandri ha chiuso quarto la prima sessione ed è sceso settimo nella seconda, mentre l’unica Yamaha a migliorare sul crono con l’aumento delle temperature è stata quella di Sandro Cortese, sesto finale e primo dei piloti sull’1:40.

Kawasaki in questo momento è Jonathan Rea, e non si tratta nemmeno di una grande novità quest’anno. Il campione in carica ha chiuso terzo la seconda sessione a tre decimi dal rivale Bautista, e per il momento sembra l’unico, tra i piloti delle Verdone, a poter inserirsi nel gruppo di testa. In entrambe le libere Leon Haslam e Toprak Razgatlıoğlu sono rimasti aggrappati alla top ten, ma ne hanno occupato le ultime posizioni generalmente, in una situazione similare a quella tra Bautista e Davies.

Come già da qualche round, la BMW può essere la vera carta matta del weekend Superbike. Con Tom Sykes al quarto posto nella FP2 e al quinto nella combinata, la S1000RR conferma ciò che aveva fatto vedere di molto positivo sulla pista spagnola già nell’inverno, al debutto della nuova squadra e della nuova moto. L’inglese di Huddersfield ha fatto segnare il suo miglior tempo in 1:39.934, ed è in classifica l’ultimo dei piloti ad aver abbattuto il muro dell’1:40, ma bisogna anche segnalare, in negativo, la prestazione di Markus Reiterberger, solo 15°. A meno di sorprese dovrà essere il campione del mondo 2013 a portare in alto la BMW, almeno in questa gara.

Michael Ruben Rinaldi occupa l’ultimo posto rimanente in top ten, con l’ottavo tempo di 1:40.419 nel pomeriggio, ma era riuscito a fare anche di meglio nel turno mattiniero con un 1:40.290 (lo stesso tempo fatto da Jonathan Rea in quel turno). Sui distacchi, i privati non sembrano molto avvantaggiati nonostante la natura molto corta della pista, con distacchi più corposi del previsto; tra questi è molto atteso Loris Baz col team Ten Kate, per ora solo 13° nella sessione pomeridiana, nel panino Kawasaki Jordi Torres-Leandro Mercado (quest’ultimo rientrato dall’infortunio). Continuano a navigare in alto mare le Honda, con le due moto HRC che occupano due delle ultime tre posizioni con Takahashi 17° e Kiyonari 19°.

Qui i risultati della sessione 2 e l’analisi dei tempi fatti.

Fonte immagine: worldsbk.com



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