SBK | GP Riviera di Rimini: la lotta Rea-Razgatlıoğlu infiamma Misano, vince il campione

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GP Riviera di Rimini: la lotta Rea-Razgatlıoğlu infiamma Misano, vince il campione

Rea cade nella SP Race ma dal quinto posto vince uno splendido duello col turco. Bautista out in gara-2 di 24 Giugno 2019, 00:14

L’esperienza del campione in carica che prevale sul talento cristallino del nuovo arrivato. Così si potrebbe riassumere uno dei duelli più entusiasmanti visti non solo negli ultimi anni di Superbike, ma anche nell’intera storia di questo campionato. Jonathan Rea ha vinto gara-2 a Misano Adriatico ottenendo la sua prima doppietta in questo 2019, ma a mettergli i bastoni fra le ruote fino all’ultima staccata è stato Toprak Razgatlıoğlu sulla Kawasaki nera e rossa del team Puccetti, combattivo come non mai per conquistare il suo primo successo in campionato ad appena il secondo anno di mondiale SBK. Il tutto assume toni quasi poetici pensando che fu proprio Rea, al suo debutto, a togliere la sella nel team Ten Kate all’attuale mentore di Toprak, Kenan Sofuoglu. La giornata trionfale per le Ninja è stata completata col terzo posto di Leon Haslam, che ha replicato il risultato della manche Sprint.

Come successo a Jerez de la Frontera, Álvaro Bautista ha iniziato bene la domenica ottenendo il successo nella Superpole Race e riguadagnando punti importanti su Jonathan Rea che è invece incappato in una scivolata (terminando poi quinto), ma nel secondo giro di gara-2 un'altra caduta d’anteriore, innocua ma inaspettata come quella in Spagna, ha tolto 25 punti importanti allo spagnolo. Il suo vantaggio in classifica si è ora ridotto a 16 punti, con il ducatista che ha raccolto quattro punti dopo esser arrivato al traguardo al 14° posto.

SUPERPOLE RACE

Torna a splendere il sole a Misano, permettendo al programma di procedere senza intoppi causati dal maltempo.

Al via Rea scatta bene dalla pole position e mantiene la prima posizione nelle prime curve, seguito da Cortese, Bautista e la BMW di Tom Sykes, che non perde troppo tempo dai primi allo start. Cortese mantiene la posizione fino al Rio ma nel giro di poco che il motore Ducati fa il suo verso la Quercia, permettendo a Bautista di prendere la seconda posizione. Alle loro spalle si accende la lotta tra Haslam e Razgatlıoğlu al Tramonto per il sesto posto, coi due che si prendono persino a sportellate nell’accelerazione successiva. Nono Davies che non ha né perso né guadagnato posizioni, mentre è partito bene Melandri dalla 19a.

I primi due cominciano subito ad allungare con Rea che fa da battistrada e Bautista che insegue, e il solo Cortese che tenta una timida reazione. L’inseguimento dello spagnolo termina sul traguardo del terzo giro, quando la Ducati #19 affianca la Kawasaki #1 superandola in staccata alla 1. Nel frattempo c’è la caduta di Davies al Rio, con il gallese che riparte ma in fondo al gruppo, buttando via un’altra occasione per rilanciare la propria stagione. Davanti Bautista non perde tempo e allunga sul suo avversario con Cortese sornione, mentre alle loro spalle Lowes sorpassa Sykes alla Variante del Parco conquistando il quarto posto.

Fino all’ultimo terzo di gara le posizioni rimangono congelate, con il solo Melandri che regala spettacolo rimontando nelle retrovie. Dall’ottavo giro in poi però la classifica nelle posizioni di testa si rimescola con tre colpi di scena: alla Misano Cortese, che stava tentando il riaggancio disperato su Rea, scivola d’anteriore all’ultima curva buttando via il suo primo potenziale podio nella SBK, ma ancora più incredibile quello che succede al Tramonto con Rea che perde la moto; il campione del mondo in un batter d’occhio risale in sella in sesta posizione, davanti al gruppo di Melandri, Rinaldi e Mercado. Il colpo di scena finale avviene nell’ultimo giro, quando la BMW di Tom Sykes si ammutolisce appiedando il suo pilota a sei curve dal traguardo. Questo regala la terza posizione ad Haslam e il 400° podio alla Kawasaki.

Bautista vince per la 14a volta quest’anno, davanti a Alex Lowes e a Leon Haslam, i quali tornano sul podio dopo un ultimo periodo non proprio brillantissimo. Quarto Razgatlıoğlu che aprirà la seconda fila in gara-2, davanti a Rea, Melandri, Rinaldi, Pirro e la sorpresa Mercado, che scatterà in terza fila. Rea perde così sette punti dal leader del campionato. Cortese e Sykes partiranno dalla quarta fila insieme a Davies.

GARA-2

Le temperature di aria e asfalto aumentano ancora per gara-2 rispetto alla manche Sprint, mettendo ancora più a rischio il grip dello pneumatico anteriore e l’usura delle gomme fino a fine gara.

Alla partenza della seconda manche Bautista scatta bene e conserva la prima posizione per tutto il primo giro, inseguito però a distanza ravvicinata dalle tre Kawasaki di Haslam, Razgatlıoğlu e Rea. Il campione del mondo non vuole perdere tempo e lo dimostra al Carro sorpassando il turco del team Puccetti nel primo giro; Melandri è quinto dopo il terzetto di Kawa.

Al secondo giro, nello stupore generale, si replica la scena vista a Jerez: Bautista arriva troppo forte alla curva del Rio e perde l’anteriore (oltre che un’aletta nella caduta), cedendo punti fondamentali al suo principale avversario; Bautista riesce a ripartire ma in 18a posizione. Le Kawasaki ora dominano con il solo Melandri alle loro spalle, e il campione del mondo lascia tirare il compagno di squadra per un paio di giri senza affondare attacchi troppo aggressivi.
Al quarto passaggio però il #1 viene sorpreso dal turco del team Puccetti, che s’inserisce al Rio e si prende il secondo posto.

Poco meno di un giro e Razgatlıoğlu passa al comando alla 1, proprio nel giro in cui Cortese cade nella stessa curva. Il #54 comincia immediatamente a spingere e fuggire dai compagni di marca ufficiali, con Rea che si libera del compagno al Carro. Anche Melandri tenta di approfittare del momento di smarrimento di Haslam cercando l’ingresso nel cambio di direzione 1-2, ma i due entrano in contatto e Haslam mantiene la posizione.

Per diversi giri la sfida tra il giovane talento al comando e il campione in carica si trasforma in una battaglia sul cronometro, con Johnny che, giro dopo giro, rosicchia parte del vantaggio costruito in precedenza dal #54; visibilmente, Razgatlıoğlu sembra avere una moto molto più nervosa. Continua anche la battaglia per il terzo posto con Haslam che tiene a bada Melandri grazie al suo motore, mentre il "Porcospino" si rifà sotto nel tratto veloce.

A circa dieci passaggi dal termine, l’aggancio tra i primi due avviene, mentre il distacco su Haslam sale intorno ai tre secondi. A nove giri dal termine la difesa di Leon Haslam piega invece Marco Melandri, col ravennate che cade d’anteriore al Carro, ripartendo alle spalle di Cortese ma anche lui in fondo al gruppo, per una giornata da dimenticare per il team GRT. Lowes sale così quarto seguito da Rinaldi, primo delle Ducati in gara; solo settimo Davies, in lotta con Pirro.

Toprak resiste per diversi giri alla pressione del suo avversario, ma a quattro giri dalla fine la leadership cambia, con un sorpasso di Rea su Razgatlıoğlu alla prima variante. Poche curve più tardi il fiato rimane sospeso quando il pilota del team Puccetti arriva alla staccata di curva 4 col posteriore totalmente sollevato, facendo la curva per miracolo senza centrare il compagno di marca. Anche stavolta però il forcing di Rea non basta a piegare facilmente il turco. Intanto, Lowes tenta il primo attacco ad Haslam, ma arriva lungo alla Variante del Parco facendo ripassare il connazionale.

All’ultimo giro Razgatlıoğlu si ritrova di nuovo vicino a Rea, e l’affondo del giovane talento arriva puntuale alla Quercia, ma Rea incrocia la traiettoria abilmente e chiude la porta in faccia alla Kawasaki nera, per poi mettere i metri di spazio necessari nel tratto veloce per prima difendersi al Carro e poi arrivare al traguardo da vincitore; Razgatlıoğlu perde di nuovo il posteriore all’ultima curva ma riesce a tenerlo abilmente anche in questo caso, terminando secondo un duello formidabile. Terzo Haslam che conclude il podio, seguito da Lowes, Rinaldi, Sykes, Davies, Pirro, un ottimo Zanetti e Torres. Bautista chiude 14° grazie ai ritiri di Takahashi e Delbianco, e un punto se lo aggiudica anche Cortese 15°.

La classifica di questo mondiale 2019 si accorcia come non succedeva da Phillip Island: Rea accusa ora un ritardo di soli 16 punti dal rookie Bautista (330 a 314), con i due che hanno seminato la coppia Yamaha Pata dell’assente van der Mark e Alex Lowes (188 il primo, 164 il secondo); la grande prestazione di Toprak lo porta invece al sesto posto, davanti a due nomi di grosso calibro come Marco Melandri e Chaz Davies.

Il prossimo appuntamento sarà in un’altra pista molto favorevole alla Kawasaki, il Gran Premio di Gran Bretagna nella mitica Donington Park. Non è necessario ricordare come questo sia un terreno di caccia prediletto per Tom Sykes, vero dominatore qui dal 2013 fino al 2017, ma lo scorso anno abbiamo assistito anche al ritorno alla vittoria della Yamaha R1. Dovrà dimostrare di saper gestire la pressione crescente Álvaro Bautista, al secondo zero importante in campionato ma soprattutto in una pista in cui la Ducati ha sofferto molto nelle ultime annate.

Qui i risultati della gara Sprint, gara-2 e la classifica attuale.

Fonte immagine: worldsbk.com



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