SBK | GP Portogallo 2020 – Anteprima

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Secondo weekend consecutivo e terzo del calendario per la SBK. Redding tenta il primo allungo, Rea, Razgatlıoğlu e gli altri provano a fermarlo.


E’ di dodici anni fa il primo Gran Premio della Superbike svoltosi a Portimão, in data 2 novembre 2008, data che corrisponde anche al ritiro di Troy Bayliss dalle scene mondiali, dopo un terzo titolo iridato in carrozza. Il Gran Premio del Portogallo sarà invece alla sua quattordicesima edizione, visto che le prime due visite del mondiale delle derivate di serie nel paese che si affaccia sull’Oceano Atlantico risalgono al millennio precedente, nel 1988 e nel 1993, entrambe tappe disputate all’Estoril.

Le premesse per la seconda tappa europea della stagione (oltre che la seconda dopo la pausa forzata causata dal Coronavirus) sono piuttosto interessanti, specie dopo quanto successo a Jerez de la Frontera settimana scorsa. Se a Phillip Island era stata la Kawasaki a impressionare grazie alle due vittorie ottenute nelle ultime due manche e alla doppietta Lowes-Rea di gara-2, sul tracciato andaluso a ruggire è stata la Ducati, grazie ai due successi firmati Scott Redding, al secondo posto di Chaz Davies nell’ultima manche e all’ottimo quarto di Michael Ruben Rinaldi su moto della squadra GoEleven. Questi primi successi del campione del BSB dimostrano come l’investimento di Ducati sia stato corretto, ma pensando al 2019 è ancora presto per cantar vittoria. Il gallese sta invece ritrovando la forma di un tempo e, per quanto possa essere difficile per lui lottare per il titolo, il ritorno al successo non è più un’utopia.

Il primo pilota voglioso di rivincita è sicuramente Jonathan Rea: pur vincendo la gara Sprint di settimana scorsa, l’alfiere della Kawasaki non è riuscito a tenere il passo durante gara-2, terminando addirittura sesto dietro al compagno Alex Lowes (e, tradotto, questo è il suo peggior risultato in una gara terminata da quando è nel box KRT). Portimão è storicamente una pista molto amica della coppia, poiché qui la Kawasaki ha vinto nove delle undici gare svolte dal 2014 e ben otto di queste con il #1. Alex Lowes ha invece uno “score” piuttosto negativo quindi, con un terzo posto nel 2019 come miglior risultato; il fratello di Sam ha anche perso la leadership del mondiale, perciò il suo obiettivo del weekend è raccogliere più punti possibili e giocare in difesa.

Se per le Kawasaki si prospetta una gara positiva, ciò non si può dire per le Yamaha, mai particolarmente competitive sin dal loro ritorno in campionato nel 2016. L’ultimo successo di una R1 all’Autodromo dell’Algarve risale al 2011 con Marco Melandri, sintomo di come anche per gli yamahisti questo potrebbe essere un weekend da giocare in difesa. Toprak Razgatlıoğlu vanta come miglior risultato un terzo posto ottenuto lo scorso anno nella seconda manche completa, mentre per Michael van der Mark la situazione è leggermente migliore con un due secondi posti ottenuti tra il 2017 e il 2018. Atteso anche Loris Baz, autore di un altro weekend solido e in lotta con le altre Yamaha ufficiali ma non concretizzato a pieno, a causa di una caduta a metà di gara-2.

I sospetti sulla BMW nati a Phillip Island hanno trovato una prima triste conferma in quel di Jerez. A dispetto di un tracciato sulla carta favorevole alle S1000RR di Sykes e Laverty, il miglior risultato ottenuto nel weekend è stato un sesto posto nella SP Race da parte del primo, mentre l’irlandese non è andato oltre a un 15° posto in gara-1. La situazione si fa molto complicata poiché le moto di Monaco di Baviera sembravano esser regredite anziché migliorate in questo inizio 2020; a ciò si sono aggiunti anche guasti tecnici, come quello occorso a Tom in gara-1, un punto debole che la moto si porta oramai dai suoi natali. A Portimão sia l’inglese che l’irlandese hanno ottenuto dei successi (con moto differenti), ma la configurazione del tracciato non pare quella più adatta alle potenzialità della moto.

Anche in casa Honda non c’è granché da sorridere: dopo delle belle prove libere, a Jerez i timori dei test sono stati confermati e né Bautista, né Haslam, hanno saputo tirar fuori granché da delle CBR1000RR-R ancora acerbe. A Portimão, tracciato con più tratti rettilinei ben più lunghi e importanti, la Honda ufficiale può sfruttare al 100% la propria potenza, ma servirà a poco senza una moto ben equilibrata; sarà anche compito dei piloti, Bautista in primis che non deve perdere ulteriore terreno dal treno dei piloti in lizza al mondiale, tirare fuori il massimo da questa moto. Correrà anche il team MIE Althea, dopo un altro weekend difficile in Spagna (nonostante il discreto 16° posto al debutto di Lorenzo Gabellini).

Tornerà in pista anche l’Aprilia, per la seconda di cinque wildcard organizzate per Christophe Ponsson. Il francese ha saputo dare comunque qualche buona sensazione sulla pista di Jerez con il 12° posto al debutto e le prospettive per Portimão potrebbero essere ancora migliori, dato che storicamente la RSV4 ha sempre fatto bene su questo tracciato (tanto da averci conquistato addirittura la pole nel 2018 con Eugene Laverty).

Torneranno in pista anche SSP600 e SSP300. La categoria di mezzo sta vivendo una stagione piuttosto monotona, a causa della dominanza incontrastata del nostro Andrea Locatelli; Portimão potrebbe essere una tappa un po’ più difficile essendo una pista a lui sconosciuta, ma considerando la dominanza vista in Australia e nelle due manche spagnole è difficile immaginarsi un risultato differente. Molto più combattuta la SSP300 invece, che nel primo round dell’anno ha visto due nuovi vincitori, Unai Orradre e Bahattin Sofuoğlu. Nonostante però i rispettivi trionfi, i favoriti per il mondiale rimangono Ana Carrasco e Scott Deroue, a cui si aggiunge adesso il nuovo arrivato Tom Booth-Amos, ex-pilota della Moto3 e per ora al comando della generale grazie a due podi.

In termini di caldo il weekend in Algarve non sarà ai livelli di Jerez de la Frontera, ma i piloti dovranno comunque sopportare quasi 30° di massime durante la giornata; fortunatamente, la percentuale di possibilità di precipitazioni è nulla. Per quanto riguarda la programmazione televisiva, durante questo fine settimana gli utenti Sky non dovranno guardare libere, qualifiche e gare su Sky Sport MotoGP, bensì su Sky Sport Arena (canale 204), essendo il canale solitamente usato occupato dal palinsesto del Motomondiale. Gli spettatori privi della piattaforma Sky potranno guardare la sola SBK su TV8, con le due gare canoniche in diretta e la SP Race in differita di un paio d’ore.

INFO TRACCIATO

track

Lunghezza tracciato: 4.592 m
Rettilineo principale: 970 m
Curve: 15 (6 a sinistra, 9 a destra)
Senso: orario
Record della pista: 1:40.372 (Jonathan Rea, Kawasaki, 2019)

ALBO D’ORO

ORARI TELEVISIVI*

Venerdì 7 agosto 2020

11:30 – FP1 SBK (Sky Sport Arena)
16:00 – FP2 SBK (Sky Sport Arena)

Sabato 8 agosto 2020

12:00 – Superpole SBK (Sky Sport Arena)
12:40 – Superpole SSP600 (Sky Sport Arena)
13:20 – Superpole SSP300 (Sky Sport Arena)
15:00 – Gara-1 SBK (Sky Sport Arena, TV8)
16:15 – Gara-1 SSP600 (Sky Sport Arena)
17:30 – Gara-1 SSP300 (Sky Sport Arena)

18:45 – Gara-1 SBK (Sky Sport MotoGP)

Domenica 9 agosto 2020

12:00 – SP Race SBK (Sky Sport Arena)
13:30 – Gara-2 SSP600 (Sky Sport Arena)
15:00 – Gara-2 SBK (Sky Sport Arena, TV8)
16:15 – Gara-2 SSP300 (Sky Sport Arena, TV8)

17:00 – Gara-2 SBK (Sky Sport MotoGP)

*in grassetto gli orari in diretta

Fonte immagine: Internet (per segnalare il copyright info@p300.it)

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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