SBK | GP Indonesia 2021, sintesi della FP1

Razgatlıoğlu fa il bello e cattivo tempo nelle prime prove al Mandalika. Lowes secondo, Rea 11° a 2”4.


Chi ben comincia è a metà del lavoro e l’inizio di Toprak Razgatlıoğlu e della Yamaha in questo appuntamento finale della stagione 2021 è stato spettacolare. Il primo approccio al Mandalika Street Circuit, la nuova pista dove si svolgerà il GP Indonesia, è stato cauto per tutti, eccezion fatta per il turco che, col tempo di 1:34.985, ha rifilato 1”6 al primo inseguitore, primeggiando in tutti e quattro i settori della pista. Nel T1 e nel T4 “Razga” possiede addirittura un margine di 0”3-0”4 su tutti i suoi avversari.

Il #54 ha voluto subito mettere in chiaro il motivo per cui è qui, ovvero diventare campione del mondo per la prima volta. Anche la seconda Yamaha di Garrett Gerloff, terza, è andata bene tenendo il passo delle moto ufficiali, mentre Andrea Locatelli si è classificato decimo; tuttavia, la differenza tra i due e Razgatlıoğlu è quasi imbarazzante, col texano a 1”6 e l’italiano a 2”3.

La prima inseguitrice di Toprak è la Kawasaki ufficiale, ma non quella che ci si potrebbe aspettare. E’ stato infatti Alex Lowes a conquistare il secondo posto con 0”06 di vantaggio su Gerloff, mettendo una pezza ad un primo turno che avrà di certo lasciato dello sconforto nel box KRT vedendo la differenza col principale avversario per il titolo.

A sorpresa, Isaac Viñales ha ben interpretato la pista indonesiana e si è classificato quinto sulla ZX-10RR del team Orelac, seppur a più di due secondi dal leader della FP1. Inizio a rilento per Jonathan Rea, il quale ha girato pochissimo e si è classificato solo 11°, con una montagna che dev’essere scalata già a partire dalla FP2. 14° Tito Rabat.

Le Ducati si sono posizionati in una specie di limbo tra le due forze in campo giapponesi, con Scott Redding al quarto posto e con 0”3 di ritardo da Lowes. L’inglese, alla sua ultima gara con la Ducati, non aveva iniziato bene la FP1 nella ricerca del passo gara, a differenza di Michael Ruben Rinaldi che, prima di crollare in classifica nel time attack finale, si era piazzato secondo (ma pur sempre a 0”8 di ritardo da Razgatlıoğlu.

Axel Bassani si è classificato settimo, rimanendo comunque a distanza ravvicinata da Garrett Gerloff, suo rivale nella conquista del titolo indipendenti. Chaz Davies ha chiuso 13° la sua ultima FP1 in SBK, mentre Samuele Cavalieri, con la Ducati del team Barni, è 15°.

Il turno di Álvaro Bautista e della Honda non era iniziato affatto bene con un guasto tecnico nei primissimi minuti, ma lo spagnolo è stato bravo a recuperare nella seconda parte del turno, anche grazie al lavoro dei meccanici HRC. Il pilota di Toledo si è piazzato sesto, nel pieno del gruppo che potrebbe lottare per il quarto posto tra sabato e domenica.

Leon Haslam e Leandro Mercado si trovano ben più lontani nella seconda parte della classifica, con “Pocket Rocket” 12° e l’argentino del team MIE 18°. Anche per l’ex-campione del BSB questo sarà l’ultimo weekend nel mondiale SBK ed è certo che vorrà andarsene dando il meglio.

Michael van der Mark, a dispetto di qualche grosso rischio in curva 15, è riuscito a portare la sua BMW M 1000 RR in ottava posizione, a 2”7 da Razgatlıoğlu ma comunque vicino ai vari Bautista, Bassani e Viñales. Nel team SMR è rientrato anche Tom Sykes, il quale però sembrerebbe limitato dalla ruggine accumulata dagli ultimi weekend; il #66 si è classificato soltanto 17° in questa prima sessione, ad oltre tre secondi.

In questa sessione c’è stato anche il debutto su una Superbike di Oliver Konig, unico pilota del team Pedercini. Il primo approccio del ceco sulla Kawasaki di TPR è stato piuttosto brutale, con una scivolata in curva 3 ed un tempo di 1:43.2 (ergo, oltre otto secondi più lento di quello di Razgatlıoğlu).

Qui i risultati della prima sessione e l’analisi dei run svolti dai piloti.

Fonte immagine: worldsbk.com

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