SBK | GP Australia 2022, Gara 1: termina il digiuno di Jonathan Rea, vittoria di strategia dopo il flag-to-flag. Ducati vince il titolo costruttori

di Alyoska Costantino @AlyxF1
19 Novembre 2022 - 07:25

Dopo ventiquattro gare senza vittorie, Rea torna al successo in maniera perentoria. Razgatlıoğlu e Lowes a podio, Ducati vince il titolo costruttori dopo undici anni e Aruba.it Racing miglior team dell’anno; Bautista quinto.


Il periodo di magra di ben sei mesi di Jonathan Rea si è finalmente concluso. La Gara 1 del GP Australia 2022 della SBK se l’è aggiudicata proprio il sei volte campione del mondo, tornando così a vincere dopo ventiquattro gare al termine di una corsa contraddistinta dal flag-to-flag reso necessario dalla pista prima umida e poi asciutta. 

Il fenomeno di Ballymena ha sfruttato al massimo sia le sue abilità di adattamento in queste condizioni che la strategia del pitstop, fermandosi al momento giusto e conquistando la sua sesta vittoria stagionale, la 118a in carriera. Sul podio, insieme a lui, sono saliti Toprak Razgatlıoğlu ed il compagno Alex Lowes, i quali hanno mantenuto il contatto col #65 fino al cambio gomme per poi perdere secondi preziosi nei primi giri a gomma fredda. Quarta l’altra Yamaha R1 del team Pata Crescent, con Andrea Locatelli 

Pur non essendo salito sul podio, anche il quinto classificato Álvaro Bautista può festeggiare qualcosa insieme al suo team. Dopo la conquista del titolo mondiale piloti di settimana scorsa, sono arrivati anche i titoli costruttori e a squadre, vinti rispettivamente da Ducati e dal team Aruba.it. 

LA CRONACA 

La gara viene dichiarata bagnata per via della pista ancora umidiccia, ma un raggio di sole si fa largo tra le nuvole di Phillip Island e la sensazione è che il tracciato possa asciugarsi in fretta. Tutti quanti, comunque, partono con gomme da bagnato pesante. 

Bautista parte bene dalla pole position e nell’allungo riesce a mantenere la testa nei confronti di Rea, con Razgatlıoğlu che s’infila a sua volta all’interno scavalcando le due Kawasaki e ritrovandosi al secondo posto. Grande start di Axel Bassani, che da 14° si ritrova addirittura sesto in metà giro. 

Nonostante un via non eccellente, Rea pare avere il potenziale per tornare davanti e cerca subito di recuperare la posizione su Toprak, ma finisce lungo in curva 1 prendendosi un rischio colossale sull’erba e nel rientrare in pista sul cordolo scalinato. Il ritmo del #65 è però spaventoso in questo momento e, dopo l’errore, in appena mezzo giro riesce a tornare sotto ai due leader della gara. 

Al secondo tentativo il sorpasso su “Razga” va a buon fine e, tre curve dopo, il nordirlandese è già davanti anche a Bautista alla curva Miller. Dei tre lo spagnolo sembrerebbe il più in affanno e nel giro seguente anche lo yamahista riesce ad effettuare il sorpasso nello stesso punto. 

Anche Alex Lowes supera lo spagnolo sfruttando una maggior velocità d’ingresso alla 8, ma andando lungo alla 1 vanifica il proprio lavoro ripermettendo ad Álvaro di stare virtualmente sul podio. A Lowes non serve molto per poter contrattaccare alla 4. 

Questo scambio tra Lowes e Bautista permette a Rea e Razgatlıoğlu di prendere del margine, fino a quando la lotta non coinvolge anche loro: “El Turco” attacca il rivale alla 1 e passa in testa al settimo giro, prima di subire nel successivo la controrisposta del pilota Kawasaki che sta più stretto alla Southern Loop. Tra i due litiganti s’inserisce Lowes, che dà una mano al compagno superando Razgatlıoğlu alla Stoner. 

Poco dopo, invece, il fratello di Sam va all’attacco anche del proprio caposquadra, superandolo dall’esterno della 1 subito dopo il rettilineo. Dalla quinta posizione sta girando forte anche Bassani che è però staccato, mentre a centro gruppo c’è il lungo di Michael van der Mark al tornante MG. 

Hafizh Syahrin è il primo ad inaugurare il girone di soste montando le gomme slick: nonostante la cospicua perdita di secondi, la pista si sta asciugando rapidamente e la forbice di prestazioni tra slick ed intagliate si sta allargando. Tocca poi a Forés fare la sosta, mentre davanti Razgatlıoğlu perde la posizione anche su Bautista. 

Del gruppo di testa i primi a rientrare sono Rea e Razgatlıoğlu, mentre Bautista resiste un giro in più ma finisce per perdere diversi secondi dai due avversari. Il primo giro lanciato ha permesso a Rea di guadagnare moltissimo terreno sul turco e lo spagnolo, mentre Lowes insiste per un paio di giri più rimanendo in testa. 

La scelta del #22 non paga e, terminato il pit, rientra in pista molto attardato rispetto ai tre avversari, in particolare Rea. Ad ereditare la testa della gara è dunque Scott Redding sulla BMW, seguito dalla sorpresa Kyle Smith sulla Kawasaki del team Pedercini. 

Anche l’alfiere di BMW si arrenderà all’evidenza e deciderà di cambiare le sue Rain per delle gomme da asciutto, mentre Smith resiste stoicamente al comando. A nove giri dalla fine, però, il sogno del miracolo sportivo dell’inglese termina, con Rea che, dopo avergli recuperato 8” al giro, lo raggiunge e lo sorpassa con facilità all’esterno della Miller. 

Uno ad uno i primi supereranno con facilità il #11 consolidando le posizioni, tranne Bautista che perde clamorosamente ritmo e diventa facile preda di Lowes e Locatelli. Alex compie un fantastico sorpasso all’esterno delle Lukey Heights alle spese del ducatista, mentre il “Loka” si libera di Bautista poco in curva 1. 

La gara prosegue senza intoppi (eccezion fatta per la caduta di van der Mark alla 4 dove disintegra la moto) e Jonathan Rea riassaggia il gusto della vittoria dopo ben sei mesi di digiuno. Razgatlıoğlu chiude secondo a 5” dal nordirlandese, poi Lowes, Locatelli, Bautista e Gerloff. Anche Bassani, come il compagno di marca, ha perso ritmo nel finale ed ha terminato settimo davanti a Vierge, Baz e Nagashima (primi punti per lui), ma un plauso va anche a Smith che ha resistito fino all’ultimo giro con le Rain chiudendo 12°, dietro a Michael Rinaldi. 

La lotta per il secondo posto nel mondiale è ancora aperta, ma con 32 punti di vantaggio (507 a 475) a Razgatlıoğlu basterà perdere non più di sette punti per diventare il vicecampione del 2022. Anche Rinaldi è ad un passo dal quarto posto avendo 26 punti di vantaggio su Locatelli e se dovesse mantenere questo vantaggio dopo la SP Race, otterrebbe la medaglia di legno. 

Da segnalare anche le conquiste iridate di Ducati, che ottiene anche i titoli di squadre e costruttori dopo quello piloti. Era dal 2011 che Ducati non si aggiudicava il mondiale marche, mentre per Aruba.it Racing si tratta del secondo titolo in tre anni. 

Qui i risultati della prima manche e la classifica aggiornata. 

Fonte immagine: press.kawasaki.eu