Raikkonen soddisfatto a metà dopo Suzuka

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Weekend dolce-amaro per Kimi Raikkonen a Suzuka. Il finlandese è rimasto penalizzato dalla posizione di partenza alle spalle delle Williams e solo con l’ultima sosta ai box è riuscito a sopravanzare il connazionale Bottas per la quarta posizione.

Il punto debole della Ferrari numero 7 è stata ancora una volta la qualifica. Il primo giro della Q3 non è stato perfetto e ha lasciato Raikkonen in sesta posizione. L’incidente di Kvyat ha impedito anche a lui di migliorare e pertanto questa è stata la posizione di partenza.

Dopo pochi metri Kimi ha beneficiato del contatto tra Ricciardo e Massa per guadagnare una posizione sul brasiliano. Da qui la gara si è corsa su Valtteri Bottas nel momento in cui Nico Rosberg ha sopravanzato la Williams. La grande velocità sul dritto della vettura inglese non ha permesso a Kimi di avvicinarsi abbastanza nemmeno con il DRS. Pertanto la Ferrari ha puntato tutto sulla strategia, vincendo il confronto con un secondo pit stop cortissimo (si parla addirittura di un secondo e otto decimi).

“La gara è stata buona ovviamente, parti dietro altri piloti e la gara si basa sul tentare di passare in un modo o nell’altro. Siamo rimasti un po’ bloccati quindi ho puntato al quarto posto, che era il massimo possibile considerato da dove sono partito. In partenza ho visto Ricciardo avvicinarsi molto, ha avuto un bello scatto, era molto vicino a me ma poi non ho visto esattamente cosa sia successo. Abbiamo avuto due bei pit con i quali siamo balzati davanti alla Williams. Arrivare terzi e quarti non è il massimo ma sappiamo che questa non era una pista a noi favorevole. Dobbiamo comunque essere contenti di essere la seconda forza. Continueremo comunque a lavorare per progredire, siamo nella giusta direzione”.

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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