Quando un’immagine racconta le storie di tanti di noi

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Ho trovato su Facebook questa immagine. Non ne conosco la provenienza. Ma mi ha lasciato per qualche secondo fermo ad osservarla.

“Ognuno è guidato da qualcosa”. Quel qualcosa lo sapevano, lo sanno, lo sapranno loro. Ma quello che non sanno è che quello che ha guidato loro nelle loro vittorie è quello che ci ha spinti, ci spinge e ci spingerà sempre a seguirli. Potranno continuare a distruggere a martellate la F1, ma quanto meno la storia non potrà portarla via nessuno.

Lauda, Senna, Alonso, Schumacher, Vettel, Prost, Hunt. Se la matematica non mi inganna sono 24 titoli mondiali racchiusi in un’unica immagine. Tre per Lauda e Senna, due per Alonso, sette per Schumacher, quattro per Prost e Vettel, uno per Hunt. Ovviamente ne mancano tanti altri di protagonisti che avrebbero avuto il diritto di rientrare in questa immagin, ma mi limito a quelli che ci sono.

Hunt ha lottato con Lauda, che ha lottato con Prost, che ha lottato con Senna, che ha lottato con Schumacher, che ha lottato con Alonso, che ha lottato con Vettel. Questo per tirare fuori una specie di cronologia. Ma gli incroci sono stati anche a tre. Si possono prendere i singoli frammenti e metterli vicini, e ricordare delle lotte a due (o a tre) in pista, o su diverse piste, in diversi anni. Ognuno di noi, partendo da questa immagine, può crearsi il suo film mentale e pensare a cosa sono legati quei volti.

Quanti ricordi saltano in mente scorrendo questi caschi e questi occhi? Già per me, che ho una memoria che arriva solo agli inizi degli anni 90, sono tantissimi. Potrei elencarne a decine, legati a uno o più di loro. Figuriamoci quanti ne ha chi è abbastanza grande da ricordare distintamente tutti loro, probabilmente rimembrando con maggior piacere i momenti più lontani rispetto a quelli più recenti. Perchè è col passare del tempo che le immagini più lontane si ricordano con più affetto.

Chi li ha visti e se li è goduti tutti saprà apprezzare questa immagine dall’inizio alla fine. Saprà chiudere gli occhi e vedere e ripercorrere nella sua mente i flash di quegli anni, i ricordi, le persone, le gare, le emozioni.

Che forza, le immagini.

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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