Povero Lewis: “Datemi un martello..”

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“Datemi un martello / Che cosa ne vuoi fare / Lo voglio dare in testa / A chi non mi va”

Non so se Lewis ha mai sentito parlare di Rita Pavone: a giudicare dal look direi proprio di no. Ma forse proprio lei potrebbe fornirgli il testo della canzone più adatta al suo stato d’animo dopo lo scippo di un’oretta fa.

Credo che l’incalcolabile quantità di banconote che lo ricoprirà d’oro per i prossimi tre anni abbia avuto un peso nella quantità di self control utilizzata nel giro di rientro, soprattutto perché il rinnovo è datato tre giorni fa. Di certo, vedendolo rientrare scortato da due vetture del circuito ho pensato per un momento a chissà quale cataclisma una volta sceso dalla vettura. A parte il muso da cane bastonato, il povero Lewis si è dimostrato un signore (e anche un po’ aziendalista) nel trattare l’argomento nelle prime interviste post gara.

Resta il fatto che non ricordo in questo momento molti episodi di suicidi sportivi simili. Montecarlo rimane, ad un anno di distanza dal fattaccio del Mirabeau, indigesta a Lewis nonostante la pole. Il fatto che poi il suicidio abbia avvantaggiato proprio Rosberg, sa di beffa ulteriore. Ma questa volta Nico non c’entra nulla, e ha ammesso candidamente che senza il colpo di fortuna non sarebbe mai riuscito a portare a casa il GP.

Chissà, adesso, cosa succederà nel retrobox Mercedes. Vorrei tanto essere una mosca.

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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