Pirelli respinge le illazioni sulle forniture di gomme a Singapore

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Non si è ancora placata la polemica dopo il caso Mercedes di Singapore. Come sappiamo, nel weekend scorso le vetture campioni in carica hanno dovuto far fronte ad un calo di prestazioni insolito rispetto agli avversari, con distacchi che nessuno avrebbe potuto immaginare nemmeno lontanamente.

La polemica è partita da una pensiero che avrebbe sfiorato Toto Wolff, team principal Mercedes, durante il weekend, ovvero che le due frecce d’argento siano state fornite con delle mescole diverse rispetto agli avversari volontariamente per rallentarle.

Per voce di Paul Hembery, Pirelli ha respinto qualsiasi illazione ricordando che la distribuzione degli pneumatici, una volta lasciata la fabbrica di produzione, è a totale discrezione della FIA. Pirelli, quindi, non ha alcuna voce in capitolo riguardo la decisione di affidare tali gomme a tale team.

Inoltre, in un comunicato stampa, Pirelli ha ricordato che le gomme sono tracciabili sin dalla loro costruzione nella fabbrica di Izmit, in Turchia. E’ la FIA stessa a procurare un codice a barre che viene incluso nella struttura della gomma durante il processo di vulcanizzazione, in modo da renderlo non ‘violabile’ e da creare una sorta di passaporto della gomma.

La lista dei codici a barre applicati alle gomme pronte per la spedizione viene inviata al gruppo logistica a Didcot (UK), dove un sistema computerizzato raggruppa con un algoritmo random quattro pneumatici (due anteriori e due posteriori) inviando i ‘blocchi’ da quattro alla FIA. Questa si occupa, successivamente, di consegnare fisicamente il set ad una delle squadre.

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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