Perez meritava di più

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Il messicano chiuderà a fine anno l’esperienza con un team al quale ha dato tantissimo. E, forse, una chance in Aston sarebbe stata un bel ritorno

L’annuncio della separazione tra Sergio Perez e la Racing Point è una di quelle situazioni che lasciano un po’ di amaro in bocca, soprattutto per chi non vede nei piloti solo delle pedine da spostare qua e là come birilli.

Mi spiego meglio. Che la situazione piloti nel team comandato da Stroll padre fosse complicata l’avevamo capito. Da settimane si parla del possibile trasloco di Vettel in quella che sarà la futura Aston Martin e, alla fine, non era difficile intuire chi tra i due piloti sarebbe stato quello sacrificabile per la causa, nel caso in cui Aston avesse deciso di portarsi in casa un quattro volte campione del mondo.

Ora che la separazione col messicano è ufficiale viene facile pensare che il prossimo movimento nel mosaico sia quello che vedrà il tedesco portarsi al fianco di Lance Stroll, fresco di podio a Monza.

In tutto questo, però, mi spiace sinceramente per Perez. So bene che la riconoscenza spesso e volentieri non esiste, così come so anche che se il team è tuo e ci corre tuo figlio non c’è neanche da chiedersi quale sedile deve saltare; al tempo stesso, però, dispiace vedere andare via il pilota che ha dato al team le maggiori soddisfazioni in questi anni.

Lasciamo stare il fatto che, tecnicamente, Racing Point non ha nulla a che vedere con Force India e che – sempre tecnicamente – quello di Stroll figlio a Monza è il primo podio del team. La squadra, alla fine, è sempre la stessa e Sergio ne ha portato i colori sin dal 2014, ovvero dall’inizio dell’era ibrida, portandone a casa i risultati più importanti con cinque terzi posti.

Perez è “sopravvissuto” ad Hulkenberg e ad Ocon e, nelle fasi critiche del rischio fallimento, è stato fedele alla causa che ha portato il team nelle mani di Lawrence Stroll. Io credo che, tutto sommato, questi non siano dettagli trascurabili ed è per questo che spiace vedere andare via proprio lui.

Non mi interessa dire come sarebbero dovute andare le cose, o meglio chi sarebbe dovuto essere il compagno di squadra di Perez se fosse rimasto per l’avventura con Aston. Quello che mi preme sottolineare è il dispiacere nel vederlo lasciare il team a cui ha dato tantissimo proprio in un momento importante, quello di un salto che avrebbe potuto significare molto in termini di crescita prestazionale.

Credo che Checo se lo meritasse pienamente. Spesso, però, le cose non vanno come dovrebbero.

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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