Palmer alla ricerca di un ruolo da test driver per il 2015

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Il campione in carica GP2 Jolyon Palmer, intervistato in occasione dello spettacolo di fine anno di Autosport, ha dichiarato di essere alla ricerca di un sedile in F1 pur test driver. I posti ormai sono assegnati e restano solo alcune occasioni come pilota di riserva.

Questo, ovviamente, non fa piacere a Palmer, che ha visto (ad esempio) Felipe Nasr, giunto terzo in classifica proprio in GP2, trovare un sedile da pilota titolare in Sauber per il 2015. Palmer, al momento, si è dovuto accontentare di un test con la Force India ad Abu Dhabi nei giorni successivi all’ultimo Gran Premio dell’anno.

“Ho fatto del mio meglio, ho vinto il campionato con tre gare di anticipo, ma oltre a questo ci sono fattori che non posso controllare direttamente, come il numero di macchine in griglia o i grandi budget che non ho. Come campione GP2 non sono ancora pronto per mollare il colpo in F1. Per quest’anno non ci sarà niente da fare perché i posti sono 18 e sono già esauriti, quindi la cosa migliore che posso fare è collaborare con un team, fare chilometri e concentrarmi sul 2016”

Riguardo i nuovi criteri per il raggiungimento della Superlicenza, come i punteggi nelle categorie inferiori, Palmer crede che ci siano ancora delle cose da sistemare ma che la direzione sia quella giusta. “Non è male, in precedenza potevi ottenerla giusto facendo i chilometri. E dato che i chilometri potevi comprarli, tutti avevano la possibilità di ottenere la Superlicenza. In ogni caso è giusto che i ragazzi che fanno bene nelle rispettive categorie siano premiati più di chi ha altre risorse per raggiungere l’abitacolo”.

Implicitamente, Palmer pare essere leggermente contrario ai piloti paganti… no?

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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