P300 Magazine, una scommessa che vogliamo vincere

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Un paio di considerazioni su P300 Magazine e sul nostro ultimo mese

Non avevo avuto modo di scrivere niente nelle scorse settimane. I tempi sono stati troppo tirati per tutto quello che è successo a partire dall’inizio di marzo, tra l’incendio nei datacenter dove sono ospitati i nostri server e due Magazine usciti in 22 giorni, con il primo chiuso proprio durante il down ed il secondo da imbastire di conseguenza in fretta per rientrare nei tempi.

È stato tutto talmente compresso che solo ora riesco a scrivere due righe su questa nuova avventura che, di fatto, è una scommessa. P300 Magazine è nato in realtà nel 2017 dalla nostra consueta voglia di provare a realizzare contenuti nuovi per chi ci leggeva. Ci siamo resi subito conto dell’impegno che richiedeva, e ne richiede davvero tanto. Si tratta di un prodotto diverso, organizzato in modo differente e con tempistiche a loro volta diverse quando entrato a regime. È pianificabile e non vive nell’immediato come un sito web. Ha bisogno di una sinergia totale tra le persone che ci collaborano e questo, per fortuna, è un nostro punto forte da sempre. Ci abbiamo provato e ci siamo detti che, quando saremo diventati una testata, sarebbe stato corretto provare a proporlo come prodotto editoriale.

Quindi eccoci qua. Dopo aver creato una società in tempo di pandemia e aperto la nostra testata, P300 Magazine è una scommessa che vogliamo assolutamente vincere. Perché il nostro obiettivo, da testata appunto ed editori, è fare della passione per cui impieghiamo da anni gran parte della nostra vita, con sacrifici di qualsiasi tipo, un mestiere. IL mestiere.

La prerogativa di questo gruppo è sempre stata l’unità di intenti, il comune obiettivo, il noi sull’io. Non c’è mai stato, non c’è e non ci sarà spazio per chi pensa prima a sé che al gruppo. E questo si è visto anche in queste settimane. Tutte le persone coinvolte in questo progetto hanno reagito in modo encomiabile ad una situazione di emergenza e alla conseguente fretta per l’uscita dei Magazine, senza batter ciglio e con una volontà rara.

Dopo la collaborazione con Radio 1 Sport, nata proprio con l’uscita del primo numero, stiamo già lavorando ai prossimi sviluppi, che ancora non possiamo anticipare. Tengo particolarmente ad una collaborazione che potrebbe nascere a breve, ma sarete aggiornati appena avremo novità.

P300 Magazine è una scommessa in un mondo dell’informazione dove prevalgono tanti aspetti che abbiamo sempre evitato, spesso rimettendoci. Ma abbiamo tirato dritto perché crediamo nel nostro modo di raccontare il motorsport. Appunto per questo l’aspetto al quale non abbiamo mai rinunciato è la linea editoriale seguita sin dal 2012, volta a fornire un prodotto di qualità più che di quantità.

Abbiamo apprezzato ed apprezzeremo sempre le critiche costruttive che possono aiutare a migliorarci. Abbiamo preso nota delle segnalazioni giunte sul nostro numero di esordio: per il secondo Magazine abbiamo reso più leggibile il font degli articoli e pensato anche a chi vuole leggere alcuni pezzi da smartphone, con quattro versioni diverse a disposizione nel pacchetto di acquisto. Si va dal mobile, con und PDF da soli 18 Mb per 122 pagine, alla versione stampabile per chi vuole leggersi tutto con calma, magari seduto sul divano.

Questo si chiama lavoro di gruppo: una sinergia tra noi che produciamo i contenuti e chi da tempo ci segue e ci consiglia. È su questo rapporto che ci baseremo per continuare a lavorare su P300 Magazine.

Infine un ringraziamento esteso a chi ci ha supportati nell’ultimo mese. È stato durissimo ma ne siamo usciti. Intanto, con il numero 2021.02 appena uscito, si pensa già al terzo.


P300 Magazine è disponibile su store.p300.it ed è presente su Facebook, Twitter ed Instagram

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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