NASCAR | Xfinity Series: Allmendinger vince nel diluvio del Roval!

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Pioggia, incidenti ed errori, AJ sfrutta l’esperienza e conquista Charlotte. Harrison Burton l’eliminato eccellente dai playoff


Si sapeva che la pioggia sarebbe arrivata su Charlotte, ma nessuno aveva indovinato tempi e quantità. E alla fine come prevedibile ne è uscita una gara incredibile, con i piloti al limite dall’inizio – o quasi – alla fine, con incidenti, errori e lotte fantastiche fra i big degli stradali. Il duello nel diluvio e quasi al buio fra Allmendinger e Briscoe è valso il prezzo del biglietto. Alla fine a prevalere è stato AJ, ma solo per la temuta pozzanghera di curva1, altrimenti il finale sarebbe stato molto incerto.

La gara

Il cielo è grigio sopra Charlotte e lo è da molte ore, il problema è capire quando inizierà a piovere, perché questo è certo e il fatto che lo farà sul Roval in una elimination race rende il pre gara molto ricco di tensione. Al poleman Gragson dicono che la pioggia arriverà dopo circa un’ora, dunque attorno a metà gara, ma la previsione sarà completamente sballata.

Al via Noah resta al comando davanti ad Hemric che sorpassa Haley; Cindric e Briscoe, partiti in fondo alla top10, cominciano già il loro recupero e dopo un giro sono 5° e 6° mentre Allmendinger è già nella top15 dopo la penalizzazione causata dall’algoritmo. Dopo due giri arriva già la prima caution: c’è una rottura meccanica sulla vettura di Moffitt e la #02 parte in testacoda in curva4 dell’ovale costringendolo al ritiro.

Durante la caution – e siamo solo al terzo giro – i piloti cominciano a riportare le prime gocce di pioggia sul parabrezza, dunque i 60 minuti di attesa previsti sono diventati nemmeno 10 e al traguardo mancano ancora 64 giri. Dopo un paio di giri dietro la pace car, con le gocce che non smettono di cadere, i commissari sono costretti a dichiarare “gara bagnata” e quindi la pit lane si apre con i piloti che possono montare gomme wet. Il problema è che la pista è ancora abbastanza asciutta e tutti rischiano di bruciare così il primo dei due set di gomme da bagnato a disposizione. Malgrado questo tutti – tranne Gaulding e Weatherman (nomen omen) – si fermano e ripartono sulle wet.

La bandiera verde arriva dopo sei giri (a 14 dalla fine della prima stage) e Chastain si tuffa all’interno per conquistare la seconda posizione dietro a Gragson e davanti al compagno di squadra Haley mentre Briscoe e Allmendinger completano la top5. La pioggia intanto sembra essere quasi finita ma è solo un’illusione e infatti poco dopo riprende e l’intensità aumenta di minuto in minuto.

Mentre Gragson comanda con relativo margine, dietro iniziano i problemi. Su tutti quelli del Kaulig Racing che, con tutte e tre le vetture di Haley, Chastain e Allmendinger, vede i tergicristalli ribaltarsi e quindi non contribuire in alcun modo a togliere la pioggia dal parabrezza. E mentre Ross si tiene dietro a fatica AJ e Briscoe, Cindric invece come a Road America soffre i primi giri con la pioggia anche a causa di un assetto non perfetto.

https://twitter.com/NASCAR_Xfinity/status/1315019633154351104?s=20

Il primo colpo di scena lo regala proprio Briscoe che, sulla chicane del traguardo, salta troppo sul cordolo e finendo in testacoda scivola in coda al gruppo. Nel frattempo la pioggia aumenta ed i primi girano ormai 15″ più lenti al giro delle condizioni di asciutto. Stupiscono in classifica Harrison Burton che passando Allmendinger e Chastain è terzo e Gaulding – con gomme da asciutto – che è 11°.

La pioggia aumenta ancora e si arriva al punto in cui il gruppo scoppia. E’ il giro 14 ed in sequenza nell’infield Weatherman va a muro, Gragson (dalla prima posizione) va in testacoda, Chastain lo imita ed infine Vargas, Martins e A.Hill si infilano sotto le barriere e la caution è inevitabile. La pit lane si riapre ed Haley non si ferma malgrado il tergicristallo inutilizzabile (a differenza di AJ e Ross) ed eredita il comando della gara.

Si riparte con uno sprint di due giri e Burton va subito all’attacco, ma Haley resiste e al ritorno sul banking Gragson prova ad approfittarne ed i tre sono affiancati. Alla bus stop Noah li passa entrambi e all’inizio dell’ultimo giro è al comando. Sembra fatta ma da dietro rimonta Kaz Grala e approfittando della lotta appena avvenuta ha già raggiunto la #9 e la scavalca nell’infield. Grala vince la prima stage davanti a Gragson (qualificato al “Round of 8” matematicamente), Labbé, Haley, Allgaier, Chastain, Hemric, Williams, Pardus e Brown; Burton sbaglia due volte la chicane finale in due giri e perde punti preziosissimi in ottica playoff a favore di Chastain.

Il gruppo si divide ancora una volta fra pit lane e pista e Grala riparte al comando, tuttavia la traiettoria esterna alla prima curva è favorevole dato che c’è meno dislivello e meno acqua stagnante e così Gragson ritorna primo. Dietro di lui provano a tenere il suo passo l’incredibile Brown e Grala, ma entrambi sbagliano la chicane e Kaz poco dopo bacia pure il muro e la sua gara – ed i playoff della #21 per il titolo a squadre – sono finiti qua.

Ad approfittare di questo è Herbst che si porta in seconda posizione seppur a 3.5″ da Gragson, ma Riley inizia una incredibile rimonta; un altro a sbagliare a sorpresa è Allmendinger che in uscita di curva1 fa un 360° venendo evitato da tutti. Herbst intanto raggiunge Gragson in appena tre giri e in curva3 decide di vendicarsi subito dell’incidente subito in Texas e spedisce Noah nelle gomme. La caution è obbligatoria ma la #9 riesce a riprendere la pista col muso ammaccato. Intanto la pioggia aumenta ancora e la pista è ormai un lago. Mancherebbero solo quattro giri a metà gara per dichiarare la corsa ufficiale ma le condizioni sono insostenibili e dunque arriva la bandiera rossa con Herbst leader e virtualmente qualificato.

Dopo quasi 40′ di bandiera rossa si riparte ma la pioggia non è diminuita e la situazione è migliorata – relativamente – solo sull’asfalto dato che le pozzanghere sono state parzialmente asciugate. La bandiera verde viene sventolata ai -7 nella seconda stage (e a -1 da metà gara) ed Allgaier è scatenato e dalla quarta posizione in curva2 è già in testa. Peccato che sia troppo scatenato e in curva3 è già nelle gomme e buona parte dei leader lo segue, con Allmendinger che spedisce Herbst contro le barriere ma ne esce – dopo la caution – con la prima posizione in tasca. A finire a muro sono anche Haley (unico costretto al ritiro), Pardus e Annett e la situazione nella griglia playoff per molti diventa disperata.

Malgrado la situazione atmosferica la Nascar decide di proseguire e alla bandiera verde dei -4 a sfruttare la traiettoria esterna è Briscoe il quale passa al comando, ma dietro di loro i colpi di scena non sono finiti: Brown manda Williams a muro in curva1 e Sieg per evitarlo deve rallentare perdendo molte posizioni e poco più tardi Harrison Burton si ferma nell’infield con la frizione andata ko alla ripartenza. Per la #20 del JGR i playoff finiscono così, spinto da un pick up nel garage. La pit lane si apre ed Allmendinger va ai box lasciando a Briscoe in sintesi il traguardo intermedio che si conclude con uno sprint di un giro. Chase vince la seconda stage davanti a Chastain, Labbé, Cindric (quarto qualificato al “Round of 8”), Gragson, Hemric, Brown, Allgaier, Gaulding e Buford.

Ancora una volta al break il gruppo si spacca (ad esempio Cindric fa solo il pieno) e così, a 42 minuti dal tramonto e 25 giri da disputare, le luci dell’ovale che iniziano ad accendersi, quelle dell’infield sufficienti per la successiva gara dell’IMSA ma non per una Nascar ed una pioggia che continua a cadere ad intensità variabile, la gara riprende. Briscoe è in testa e tutti ormai puntano a portare la vettura al traguardo, anche per i playoff, dato che il trio Brown, Herbst e Annett è costretto a vincere per qualificarsi per il turno successivo oppure sperare in un disastro immediato di Chastain o Sieg.

Pronti via e con la visibilità praticamente azzerata nelle prime curve Gragson finisce ancora a muro ma riparte senza caution. Davanti intanto Briscoe mantiene la prima posizione su Chastain e Labbé mentre Allmendinger cerca la rimonta ma ovviamente perde tempo nei sorpassi. Sieg prova a rovinare tutto finendo in testacoda sulla solita pozzanghera in curva1 e si appoggia al muro col retrotreno; riesce a proseguire ma decide saggiamente di alzare il piede per non perdere ulteriori punti.

Ai -20 altro momento caotico: Labbé scavalca Chastain in curva1 poi pochi secondi più tardi è già contro le gomme in curva3, alla chicane finale Jeffrey Earnhardt quasi si spiaggia sul cordolo e infine Little si ferma nell’infield. Altra caution e ciò permette ad AJ di riavvicinarsi e insidiare Briscoe che teme per qualche problema meccanico e di benzina. Il box di Chastain decide che Ross deve fermarsi per rabboccare ma la radio della #10 funziona a scatti e così Allmendinger deve affiancare il compagno di squadra per comunicargli a gesti quello che deve fare.

Mancano 17 giri alla fine alla ripartenza e la pioggia è tornata ad essere diluvio. Alla prima curva ancora una volta funziona meglio l’esterno e così Allmendinger torna al comando dopo una feroce lotta fiancata contro fiancata con la #98. Dietro di loro si affaccia a sorpresa Snider che ne approfitta e scavalca Briscoe portandosi in seconda posizione, ma secondo la tradizione della gara pure lui finisce in testacoda nella pozza di curva1 pochi secondi più tardi.

Allmendinger e Briscoe hanno un altro passo e approfittando di una breve pausa del diluvio tornano a girare per la prima volta da inizio gara sotto l’1’40”. Hemric è terzo e staccato di ormai 10″ davanti ad Allgaier mentre l’unico a tenere il ritmo dei leader è Gragson, costretto all’ennesima rimonta e all’ennesimo screzio con Herbst con cui però non fa un ottima figura dato che ammacca ancora di più il muso e poi finisce largo in curva1.

Ai -12 Allmendinger sbaglia l’ultima chicane e Briscoe si rifà sotto, passano altro mezzo giro attaccati e poi Chase alla bus stop piazza la staccata che lo riporta al comando. Mentre Cindric e Allgaier a sorpresa saltano la chicane e dunque devono scontare lo stop&go, entrambi i leader sono preoccupati, Briscoe per la benzina e Allmendinger per lo stato delle gomme anteriori.

Sette giri dalla fine, CJ McLaughlin finisce in testacoda nel solito posto e poi non riesce a ripartire e arriva la caution; nel mezzo delle mille manovre CJ quasi elimina Briscoe ma Chase se la cava con una sbucciatura. Nessuno va ai box e si riparte velocemente ai -6 con l’oscurità ormai onnipresente, e va in replica l’atto precedente, con AJ che passa alla prima curva, lo scambio di vernice e poi un paio di giri più tardi la replica di Briscoe nell’infield. Sembrerebbe quasi fatta per Chase, ma ai -4 Brown saluta definitivamente i playoff affondando – letteralmente – nell’erba dell’infield.

La caution manda tutti all’overtime e dunque AJ ha un’ultima chance di replica con ormai il tramonto astronomico che è passato, le vetture che non hanno luci e il tergicristallo che fa ancora le bizze. Bandiera verde e c’è un’altra replica delle ripartenze precedenti, tuttavia Briscoe sa che potrebbe non avere il tempo per il diritto di replica e quindi osa di più. A tradirlo ci pensa ovviamente la pozzanghera di curva1 e la #98 finisce in testacoda.

Allmendinger si trova così in testa con un discreto margine sul gruppo in lotta e può iniziare l’ultimo giro con quasi 2″ su Gragson. AJ è troppo esperto per farsi fregare ma Noah è scatenato e sul traguardo è vicinissimo ad un incredibile sorpasso.

Allmendinger vince dunque la seconda gara stagionale, una corsa storica, davanti a Gragson, Hemric, Labbé (anche lui ottima rimonta), Chastain, Cindric, Cody Ware, Buford, Annett e Jones. Briscoe è 18° e Sieg 21° ma gli basta per avanzare incredibilmente al secondo round dal quale vengono nettamente eliminati Brown (stupendo nono in generale), Burton, Annett ed Herbst, anche lui a muro nei giri finali.

Ora si inizia a fare sul serio ma Briscoe non è più alla pari con Cindric bensì a +10 dopo un fantastico tris di gare. Allgaier e Gragson torneranno su piste più amiche e dovranno difendersi dall’attacco di un Chastain ancora a secco e che deve recuperare il distacco accumulato.

I risultati odierni

La classifica della “Drive for the Cure 250”

La classifica generale

Così il campionato al termine del “Round of 12”

Questa la griglia playoff dopo il reset del punteggio all’inizio del “Round of 8”

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 20:30 la Cup Series completerà il suo “Round of 12” sul Roval di Charlotte. Anche in questa occasione è prevista pioggia. La Xfinity Series tornerà in pista sabato prossimo in Kansas.

Immagine: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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