NASCAR | Xfinity Series: van Gisbergen soffre ma si ripete a Sonoma!

NASCAR | Xfinity Series: van Gisbergen soffre ma si ripete a Sonoma!

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Tempo di lettura: 14 minuti
di Gabriele Dri @NascarLiveITA
9 Giugno 2024 - 19:00
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Problemi meccanici, elettrici, di gomme e di strategia rallentano una vittoria annunciata di van Gisbergen. Prima Gibbs e poi Hill devono cedere al neozelandese


Ormai Shane van Gisbergen si sta ambientando agli USA. Sta iniziando a ragionare in miglia all’ora, ha cominciato ad odiare il traffico di Charlotte ed ora dopo il rugby (PS: secondo punt spedito tra la folla come trademark del successo) sta imparando anche il football americano. In gergo tecnico si chiama taunting l’esultanza dopo un touchdown fatta prendendo in giro l’avversario. E in questo caso il giro di rientro in drifting proprio nei pressi di Austin Hill, spostato di peso per la vittoria come risposta a quanto successo nel finale di Austin, ha proprio il sapore del taunting.

La gara

La NASCAR Xfinity Series apre a Sonoma la seconda metà di regular season e lo fa proseguendo sugli stradali della costa Ovest. Sul circuito californiano è stato posato un nuovo strato di asfalto e quindi al venerdì viene allestita una sessione di libere old style da 50′ per permettere a tutte e 39 le vetture di provarlo in modo prolungato.

Tre gli incidenti che caratterizzano la sessione: dopo appena 8′ sulla vettura (di nuovo la #92 del DGM Racing dopo la chiamata dal Joe Gibbs Racing a Portland) di Bilicki salta completamente il retrotreno e Josh perde in controllo nella discesa. La sua auto mentre viene trainata ai box perde addirittura l’albero di trasmissione. La lunga riparazione nel garage avrà successo.

Meno bene va al superveterano Boris Said, in pista sulla #17 dell’Hendrick Motorsports, che a suo dire perde in modo imbarazzante il controllo della vettura in curva1. Per lui impatto forte e muletto (uno dei due condivisi fra JR Motorsports ed Hendrick) completamente nero senza sponsor, nonché un rischio di rimanere escluso dalla griglia.

In chiusura di sessione Riley Herbst finisce in testacoda dietro ad uno dei dossi ciechi del primo settore ed il suo rientro in pista è piuttosto garibaldino con la #98 che rischia di centrare Ryan Ellis. Il più veloce al termine della sessione è Shane van Gisbergen (1’15.290″) che stacca di addirittura tre decimi Kligerman, a seguire Gibbs, Allgaier, Love, Hill, Allmendinger (a oltre otto decimi), Herbst, Custer e Chandler Smith.

Sabato è giorno di qualifiche e il tenore è esattamente lo stesso: tutti contro SVG. La questione DNQ si risolve presto: il pilota a bordo della penultima auto per owner point è Sage Karam e la sua #35 accusa problemi al carburatore rimanendo fuori dalla top33, pochi minuti più tardi dal gruppo B Preston Pardus tira fuori il giro buono per qualificarsi e quindi a sorpresa è Karam a tornare a casa con qualche ora di anticipo.

Dopo una serie di bump e contro-bump per avanzare al secondo round, la lotta non sembra essere per la pole bensì per andare in prima fila col distacco minore possibile dalla #97. A vincere questa lotta è Ty Gibbs che si piazza a 0.372″ dal poleman van Gisbergen; seguono Hill, Allmendinger, Allgaier, Love, Nemechek, Mayer, Creed e Sammy Smith.

Dopo aver mandato in fondo il solo Said per l’utilizzo del muletto, la gara da 79 giri può avere inizio. Van Gisbergen e Gibbs partono all’unisono (distacco sul traguardo 0.000″), tuttavia verso la salita il neozelandese conserva meglio la velocità e dall’esterno rimane al comando. Dietro di loro Allmendinger supera Hill e si porta al terzo posto mentre Austin si deve difendere anche dal compagno di squadra Love.

Il gruppo si mette subito in fila indiana e la prima stage da 20 giri non vedrà tanti scossoni. Il leitmotiv è il duello fra van Gisbergen e Gibbs, con Shane che a differenza del pronostico non riesce a scappare né sullo short (in cui il neozelandese dice di scivolare troppo con la pressione delle gomme troppo bassa), né sul long run e Ty che gli rimane incollato fra 0.3″ e 1″. Il terzo si fa sempre più distante giro dopo giro.

Allmendinger cede subito a causa del sovrasterzo e al quarto giro viene superato da Hill, poi anche da Love. Nel gruppo c’è qualche contatto, Kligerman per bloccare Chandler Smith al tornante finisce per toccare Custer e mandarlo lungo; Cole perde due posizioni. Un paio di giri più tardi Parker supera anche Sammy Smith (e poi anche Creed) ed entra in top10 venendo seguito ai -9 da Chandler.

Chi entra in crisi di gomme (in molti avranno problemi di blister alla fine della prima stage) con una vibrazione forte alla posteriore sinistra è Creed che, dopo essere stato superato da Chandler Smith e Custer, va ai box ai -6 anticipando leggermente la sosta.

Si entra nella fase strategica: ai -3 pittano Mayer, Allgaier, Custer, Green e Ed Jones (sosta lenta per lui e doppiaggio), poche auto e questo forse mette in crisi il muretto della #97 che al giro successivo sbaglia strategia: van Gisbergen tira dritto (lo rassicurano dicendogli che ripartirà attorno all’ottava posizione) mentre alle sue spalle un Gibbs ancora incollato va ai box. Riesce ad andarci anche Love mentre Allmendinger deve proseguire perché il leader ha già chiuso la pit lane.

Ultimi due giri tranquilli come i primi 18: van Gisbergen vince la prima stage con addirittura 12.0″ su Allmendinger (erano 10″ su Love ai -3), 17.0″ su Hill, 17.7″ su Kligerman, 19.2″ su Nemechek, 21.2″ su Chandler Smith, 25.9″ su Sammy Smith, 27.6″ su Alfredo, 28.6″ su Retzlaff e 33.8″ su Herbst; Ed Jones è il lucky dog da unico doppiato.

Al break si completa il giro di soste (Deegan rimane senza potenza e perderà diversi giri) e van Gisbergen esce dai box davanti a Hill, Kligerman e Nemechek e riparte effettivamente ottavo dietro a Gibbs, Love, Mayer, Allgaier, Custer, Creed ed Austin Green. Sosta lenta per Allmendinger che perde una decina di posizioni, speeding per Herbst che finisce in coda.

Si riparte ai -21 nella seconda stage e Gibbs in un attimo è già solo al comando, Love alle sue spalle finisce leggermente lungo e allarga su Allgaier aprendo invece la porta a Mayer; Creed prova ad approfittarne mentre van Gisbergen infila subito Custer. Honeyman finisce nell’erba sulla salita verso curva2; per lui in seguito problemi al servosterzo.

E qui iniziano i veri tormenti di SVG: il neozelandese inizia a sentire un anteriore troppo ballerino anche a livello di sensazioni sul volante, come se qualcosa si fosse rotto. Infatti van Gisbergen recupera sì terreno, ma non come ci si aspettava. Passa in sequenza Allgaier e Creed, fatica un bel po’ su Mayer e si mantiene per il momento a circa 3″ da Gibbs al comando. Più dietro Sammy Smith perde posizioni a vantaggio, fra gli altri, di un Allmendinger (ancora frustrato via radio) che cerca la rimonta. Boris Said invece si riscatta ed entra in top20 prima di finire però in testacoda in seguito ad una toccata subita da Labbé.

Da notare in top10 altri due sorpassi in questa fase comunque tranquilla, quello di Custer su Allgaier per il sesto posto e quello di Chandler Smith su un impalpabile Nemechek per il decimo. Col passare dei giri emergono due giovani piloti, uno è ovviamente Gibbs che allunga e mette 3″ fra sé e Love, che ha vicini Mayer e SVG, e il figlio d’arte Austin Green che in una delle prime gare in carriera supera anche Allmendinger per il 12esimo posto.

Anche Allgaier è in difficoltà e ai -7 perde quattro posizioni in fila, da Hill sulla salita, da Chandler Smith al culmine, da Kligerman alla curva successiva a destra, in chiusura di giro al tornante da Nemechek e così Justin esce dalla top10. Davanti nel frattempo van Gisbergen supera Mayer ai -5 solo al secondo se non terzo tentativo. Nel finale va a riprendere anche Love, ma interviene di nuovo la strategia.

Ai -3 vanno ai box Mayer, Hill, Green e Allmendinger. C’è solo una occasione rimasta per i leader prima della chiusura della pit lane. E al muretto della #97 creano ancora confusione per la terza volta nelle ultime quattro stage: dicono a Shane di seguire Gibbs ai box convinti che Ty pitterà ai -2 con l’intenzione a loro volta di effettuare il pit stop. E invece il pilota del JGR tira dritto e van Gisbergen lo segue per lo sconforto del team (e non solo).

Gibbs vince la seconda stage con 6.6″ su van Gisbergen, 7.2″ su Love, 11.7″ su Creed, 12.9″ su Custer, 17.9″ su Chandler Smith, 19.6″ su Nemechek, 20.2″ su Kligerman, 21.7″ su Allgaier e 28.9″ su Retzlaff; Honeyman è il lucky dog.

La strategia sbagliata potrebbe rivelarsi comunque buona, infatti quei quattro giri di differenza sulla benzina fra chi ha anticipato la sosta e chi no potrebbero essere decisivi in caso di green fino al traguardo o di overtime, con i nuovi leader che dovranno gestire la situazione.

E il break è molto ricco di aggiornamenti: Sammy Smith va nel garage con un semiasse rotto (brutto colpo per la sua classifica generale), van Gisbergen sente che anche il retrotreno (vibrazione nelle curve a destra) non è meccanicamente a posto e perde la posizione da Custer in pit lane, Gibbs ha una sosta lunghissima per un problema alla posteriore sinistra, Love finisce quasi in testacoda entrando nello stallo, speeding per Nemechek e Clements, Herbst sosta fuori stallo, Said safety violation, Pardus invece si trascina qualcosa fuori dallo stallo, su Honeyman intervengono troppi meccanici.

La nuova classifica vede dunque Hill al comando su Green e Allmendinger, poi chi ha pittato solo ora e sono Custer, van Gisbergen, Mayer, Creed, Allgaier, Kligerman e Burton con Gibbs appena 14°.

Si riparte ai -30 ed arriva subito la caution a salvare la gara dei tre che dovevano andare lunghi col carburante. Ed è addirittura un big one in cima alla collina. Mentre Hill allunga su Allmendinger che supera Green, insidiato a sua volta da van Gisbergen e Mayer, poco più indietro si crea un po’ di tappo e nel mucchio Chandler Smith e, dietro di lui, Burton incrociano le traiettorie. Il pilota JGR perde il controllo giusto alla corda e tocca Williams al suo esterno mentre da dietro arriva Gibbs che, non potendo evitare il rallentamento, tocca Jeb e lo spedisce contro Retzlaff alla sua sinistra che finisce nella terra.

Si crea così una nuvola di fumo e polvere nella quale finiranno almeno 14 (le stime variano ovviamente) vetture. Sul momento il più danneggiato sembra Brandon Jones con lo stesso Gibbs mentre più indietro anche Annunziata (ottimo il debutto fin qui del pilota Trans-Am) distrugge il muso, poi però Gibbs di totale frustrazione tiene giù non si sa per quale motivo l’acceleratore (e in molti punteranno il dito contro di lui) e per liberarsi della stretta di Brandon Jones e Burton perde ulteriormente il controllo e centra il compagno di squadra Chandler Smith che in tutto questo ne era uscito quasi indenne.

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Mente incredibilmente non viene esposta la bandiera rossa, inizia la conta degli ammaccati. Quattro soli i ritiri immediati e sono Gibbs (radiatore bucato), Burton, Williams e Brandon Jones mentre nella lista degli ammaccati finiscono anche Love, Annunziata, Said, Ed Jones, Retzlaff, Ryan Sieg, Pardus, Chanlder Smith (col muso mezzo distrutto, ma il pilota dice che per lui sono solo danni estetici), Weatherman e Bilicki. Honeyman è ancora il lucky dog.

La lunga caution come detto favorisce Hill e Allmendinger (ma anche Austin Green) che non devono più preoccuparsi o quasi della benzina. La classifica alla ripartenza vede dunque i tre in questo ordine davanti a van Gisbergen, Mayer, Custer, Creed, Kligerman, Allgaier e Ryan Sieg con Love 11°. Green ai -24 e Hill scatta bene, Allmendinger resiste ma deve accodarsi, SVG e Custer aggirano Green.

Che non sia la gara di AJ, malgrado lui si gasi sempre in queste circostanze fortunate, lo si capisce già al giro successivo quando il compagno di squadra van Gisbergen lo infila senza problemi al tornantino. Pochi metri più indietro, invece, Mayer sbaglia clamorosamente la frenata e centra Custer che stava attaccando Green. Austin deve allargarsi, Cole finisce in testacoda e precipita in fondo, Sam così guadagna due posizioni con una manovra decisamente sbagliata. Chandler Smith invece finisce in testacoda all’inizio delle Esses e questo sembra decisamente l’epilogo della sua corsa, ma rimonterà clamorosamente.

Si apre così una fuga a due con Hill e van Gisbergen al comando, Austin per il momento resiste bene mentre Shane fatica a raggiungerlo definitivamente rimanendo a circa mezzo secondo. Creed emerge e si fa vedere all’interno di Green per il quinto posto ma il sorpasso non arriverà immediatamente. Bilicki va ai box con la posteriore destra forata. Ai -17 un momento preoccupante perché in contemporanea SVG perde decimi prendendo un cordolo troppo decisamente (e così scivola a 1.1″ da Hill), poi via radio dice di avere problemi elettrici con un voltaggio troppo basso.

Sembra la bandiera bianca per lui, invece il neozelandese reagisce tornando sotto ai -15. Ma non c’è il tempo per l’attacco, arriva infatti una caution e a provocarla è Jesse Love, in quel momento ottavo. Una caution forse fin troppo preventiva della NASCAR dato che la #2 dopo il testacoda non si ferma in pista anche se la curva è abbastanza cieca. Weatherman è il lucky dog. Alfredo va ai box con un semiasse ko; ripartirà con una sola ruota motrice. Kligerman si gioca il tutto e per tutto montando l’ultimo set di gomme insieme a Perkins, Love e pochi altri in coda.

Si riparte per uno sprint di 11 giri con Hill e van Gisbergen affiancati e Shane che ha ancora in mente come finì ad Austin con le manovre molto aggressive di Austin, seguono Allmeninger, Mayer, Creed, Green, Nemechek, Sieg e Labbé con Herbst 12°, Chandler Smith 20°, Kligerman 21°, Custer 24° e Love 28°.

E la corsa si decide nel primo settore della pista. I due scattano bene, Hill forse allarga leggermente nella piega, van Gisbergen non molla, al momento della frenata è ancora storto, perde leggermente il controllo, tocca l’erba secca, scivola oltre il cordolo e si appoggia decisamente alla fiancata di Hill che va largo e perde oltre alla prima posizione da SVG anche il posto da Mayer, Green, Allmendinger, Creed e Nemechek. Poco dopo in fondo alla discesa Creed centra Allmendinger e lo manda in testacoda.

A questo punto per van Gisbergen si aprono finalmente le porte della vittoria dato che gli avversari principali non ci sono più. Mayer nei primi giri prova a rimanergli attaccato, ma nel finale cede sotto i colpi di uno scatenato Creed che scavalca Green ai -8 e lo stesso Sam ai -3. Rimonta anche un furioso Hill ma sorpasserà solo Nemechek. Nel finale alcuni contatti fanno temere una caution: Retzlaff e Sieg prima fanno a sportellate sul traguardo, poi Parker si vendica e manda Ryan in testacoda in salita (seguirà scambio deciso di opinioni), pochi secondi più tardi nello stesso posto Pardus finisce nell’erba. Infine Nemechek paga dazio all’ultimo giro tutto da solo.

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Shane van Gisbergen vince soffrendo decisamente più del previsto la seconda gara in carriera a solo una settimana di distanza dalla prima. Creed chiude secondo per la nona volta in carriera (+1.3″), seguono Mayer (+2.738″), un clamoroso Green (+2.752″ e che non si prende la terza posizione in volata per pochissimo), Hill (+5.2″), Allgaier (+11.8″), un incredibile rimontante Chandler Smith (+12.3″), Nemechek (+15.556″), Custer (+15.577″) e Kligerman (+15.7″), Retzlaff 11° poi Love ed Herbst, Allmendinger 17°, Said 28°.

Nel victory lap SVG mette ancora in scena il drifting per tutto il giro, solo che la coincidenza, chissà se voluta o no, lo mette dopo un rallentamento iniziale giusto nei pressi di Hill che ovviamente non è felice di come è andata alla ripartenza. E i festeggiamenti diventano quasi un taunting. Il neozelandese dirà chiaramente che l’aggressività era giustificata come risposta ad Austin, Hill invece si trincera dietro mezzi silenzi e frasi del tipo “Non parlo tanto qualsiasi cosa dica mi danno contro” e “Chiedo il quinto emendamento”, segno che le ferite recenti bruciano ancora anche se il pilota del RCR si atteggia ancora a duro.

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I risultati odierni

La classifica della “Zip Buy Now, Pay Later 250”

La classifica generale

Così in campionato a 12 gare dalla fine della regular season della NASCAR Xfinity Series 2024

I prossimi appuntamenti

Stasera a Sonoma alle 21:30 (diretta su Mola con il commento di Daniele La Spina e Gualtiero Lasala) ci sarà la gara della NASCAR Cup Series; a partire dalla pole position sarà Joey Logano. La Xfinity Series tornerà sabato prossimo in Iowa.


Immagine: Media NASCAR

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