NASCAR | Xfinity Series: Un Gragson magistrale conquista Martinsville!

Obbligato a vincere, Noah Gragson vince e vola a Phoenix stupendo tutti per la sua condotta di gara pulita. con Haley ed Harrison Burton ko, un Hemric sul pezzo batte uno spento Allgaier per raggiungere Cindric ed Allmendinger al gran finale


Magistrale, non credo ci sia altro modo per definire la gara di Noah Gragson a Martinsville. Mentre tutti si aspettano una gara votata all’aggressività, dato che dopo l’incidente in Kansas era obbligato a vincere, e siccome le dichiarazioni prima della corsa confermavano la sua solita condotta, il pilota del JR Motorsports invece ha disputato una gara in totale controllo della situazione, piazzando le manovre giuste al momento giusto. Il sorpasso all’esterno di Hemric mentre tutti si aspettavano un deciso (eufemismo) bump&run ne è la dimostrazione.

La gara

Dopo l’animata, e forse eccessiva, gara della Truck Series vinta da Zane Smith, tre ore più tardi in pista è la volta della Xfinity Series e lo scenario è molto simile a quello dei pick-up, infatti anche in questo caso nessun pilota è ancora matematicamente qualificato per il gran finale di Phoenix.

Austin Cindric ed AJ Allmendinger sono abbastanza tranquilli visto il loro +47 che gli permetterebbe di ottenere il biglietto decisivo con appena 16 punti o un 21° posto. Dal lato opposto della top8 ci sono Noah Gragson, Brandon Jones ed Harrison Burton, rispettivamente a -24, -40 e -51 e praticamente obbligati a vincere per escludere uno fra Allgaier, Hemric ed Haley che partono racchiusi in appena nove punti.

L’algoritmo post Kansas mette in pole Cindric con al fianco Gibbs, con la #54 già qualificata per l’owners championship, il quale sfrutta finalmente le due gare consecutive sulla stessa vettura; seguono Allmendinger, Haley, Allgaier, Annett (con la #1 tenuta in vita da Berry, oggi sulla #31, per il titolo a squadre), Hemric, Jones, Gragson ed Harrison Burton.

Tutto ok ai controlli tecnici, solo Graf e Leicht partono dal fondo per modifiche in parco chiuso, dunque le uniche penalità sono in arretrato dal Kansas, dove Haley ed Hemric avevano fallito per due volte le verifiche e quindi per Martinsville hanno perso una preziosa scelta dello stallo in pit lane, dunque si trovano non solo in una posizione scomoda a centro gruppo, ma anche vicini ad ostacolarsi ad ogni giro di soste.

Sotto un cielo grigio che a poco dal via scarica anche qualche goccia di pioggia fredda (ed altra è data a circa 20′) appena sopra i 10 °C visto che il sole è calato, dopo le consuete dichiarazioni di circostanza nel pre-gara, tranne quelle di Gragson che promettono ferro e fuoco per ottenere il suo obiettivo primario, la corsa può cominciare. Sullo scatto Gibbs sbanda leggermente e così Cindric rimane agilmente al comando; poco dietro di loro Allgaier blocca leggermente le gomme ma riesce a proseguire senza danni.

L’allungo immediato di Cindric dura poco, poi al terzo giro un combattivo Gibbs lo riprende e cerca il sorpasso; Austin per un attimo sembra come pensare di voler lasciar passare Ty non dovendo rischiare puntando solo ai pochi punti che gli mancano alla qualificazione, poi invece decide di reagire e si rimette dietro la #54. La lotta fra i due permette ad Allmendinger di rifarsi sotto alla coppia di testa. Dietro di loro il trenino vede in fila Haley, Hemric, Allgaier, Jones, H.Burton e Gragson che da qui in poi inizia la sua rimonta insieme ad Harrison.

Al giro 15, ad appena 10 dalla competition caution, Pardus – al debutto su un ovale – finisce in testacoda da solo all’interno di un Vargas che per tutta la corsa avrà problemi ai freni e così arriva la prima caution della corsa proprio pochi istanti dopo il doppio sorpasso di Allmendinger su Gibbs e Harrison Burton su Jones. Qualche pilota in coda va ai box e così si riparte con 20 giri completati e la competition caution spostata al giro 30.

Alla green Cindric scatta bene a differenza di Allmendinger che dopo un attimo di smarrimento riesce a difendere la seconda posizione dall’attacco di Gibbs che così deve guardarsi da Hemric, il quale dopo una breve lotta passa; brutta ripartenza, invece, per Jones e Gragson. Risalgono anche Harrison Burton e Sieg, con il pilota JGR che apre sia la porta che la crisi di Haley. Brutto momento anche per Gibbs, il quale scivola fuori dalla top5. Alla competition caution, dunque, Cindric è al comando su Allmendinger, Hemric, Allgaier, Mayer, Gibbs, Harrison Burton, Sieg, Gragson ed Haley con Jones addirittura precipitato in 16esima posizione dopo un bump&run subito da Noah.

Anche in questo caso in pochi vanno ai box e dunque ai -25 nella prima stage si riparte a posizioni quasi invariate. La prima fila scatta bene a differenza di Mayer dietro di loro e così, mentre Austin rimane primo, Hemric ci prova su AJ con successo. La ripartenza disastrosa a questo turno è quella di Haley, scivolato in 20esima posizione. Succede molto in questi giri: Martins rompe la trasmissione alla green e crea un attimo di panico nel gruppo, Gragson attacca in modo deciso Harrison Burton sfruttando anche la fiancata, Gibbs è ancora loose e si ritrova in lotta con Mayer.

Poco dopo il patatrac: Mayer tenta un bump&run in curva1 senza successo, Gibbs evidentemente si arrabbia ed in uscita di curva4 fa un plateale brake check a Sam che centra il posteriore della #54 e si ritrova il muso distrutto. Il fumo bianco esce subito e la Nascar chiama la caution; la gara di Mayer sembra finita, ma dopo tre giri di riparazioni riesce a ripartire.

Mancano pochi giri alla fine della prima stage e il libro delle strategie si apre. Rimangono in pista in 20 fra cui Cindric, Hemric, Allgaier ed Allmendinger, tutti a caccia di punti preziosi per la classifica, con loro anche Berry, Sieg, Annett e Moffitt; ai box invece vanno Gibbs, Gragson, Harrison Burton, Jones, Herbst, Snider, Brown, Jeb Burton, Clements ed Haley.

Si riparte per uno sprint di sette giri con la pioggia data a tre miglia dalla pista, tuttavia non arriverà mai per fortuna. Cindric parte molto meglio di Allgaier, al choose cone finito in prima con lui, che torna dietro ad Hemric. Alle loro spalle con gomme fresche Gragson vola in rimonta lasciando sul posto Harrison Burton. Cindric vince dunque la prima stage su Hemric, Allgaier, Allmendinger, Berry, Sieg, Gragson, Annett, Yeley e Moffitt; Harrison Burton è 17°, Haley 19° e Jones 24°.

Mentre si completa il giro di soste (e Cindric passa 17° lasciando il comando a Gragson), ai box si fanno i conti: Cindric vola a +57 e gli basterebbero cinque punti o un 32° posto, Allmendinger è a +54 (otto punti/29° posto), Allgaier +17, Hemric +16, Haley -16, Gragson -29, Jones ed Harrison Burton ora anche matematicamente obbligati a vincere.

Con la classifica scombinata e Gragson virtualmente ad eliminare il compagno di squadra Allgaier, si può dare il via alla seconda stage, una fase di gara lunga 52 giri senza incidenti e molto veloce. Noah mantiene il comando davanti a Gibbs e Jeb Burton, tuttavia il cugino Harrison, scattato sesto, ben presto è quarto e poi salta un Jeb ancora non al meglio. Nel gruppo, invece, Hemric si è messo davanti a Cindric (che rischia con Buford) ed Allmendinger, Allgaier invece ha dovuto alzare il piede in un 3-wide con AJ e Weatherman e così ha perso il treno buono andando un po’ in difficoltà con le gomme ed il sottosterzo.

Mentre davanti Gragson, Gibbs ed Harrison Burton sono in battaglia, dietro Hemric, senza forzare ma solo con la consapevolezza di una vettura più veloce, risale in fretta il gruppo aprendo la porta all’interno venendo subito seguito come un’ombra da Cindric e Allmendinger, mentre Allgaier osserva a distanza faticando con Sieg e Williams.

Ai -30 Gibbs, approfittando dei doppiaggi, si fa sotto a Gragson e lo punta non trovando però il varco giusto. Ai -20 subisce un wheel hop in curva3, salva la vettura andando largo e così Burton si porta al secondo posto.

Al giro 100 un Hemric in rimonta ha virtualmente sei punti di margine su Allgaier e 10 su Haley sul quale indugiano sempre di più le telecamere, infatti i suoi freni sono incandescenti non solo in frenata ma anche in rettilineo, segno che qualcosa non sta funzionando bene, infatti negli ultimi 20 giri della stage Haley precipiterà di nuovo dal sesto posto.

Mentre davanti Harrison Burton ha un gran passo (forse migliore di Noah), ma non un gran ritmo (infatti ad ogni doppiaggio perde qualcosa dalla #9), il trio Hemric-Cindric-Allmendinger è ormai stabilmente nella top10 e gli ultimi due vedono i punti decisivi a portata di mano. Molto cinicamente Austin ai -5 sorpassa Hemric che ha fatto il lavoro sporco per lui e si mette al sicuro. L’ultimo giro vede un timido attacco di Burton a Gragson in curva3 approfittando di un leggero largo della #9 per doppiare Boyd, ma la manovra non va in porto per soli 0.089″.

Gragson vince la seconda stage su Harrison Burton, Gibbs (+4.1″), Jeb Burton (+5.6″), Cindric (+8.0″), Hemric (+8.6″), Allmendinger (+9.1″), Herbst (+10.1″), Clements (+10.9″) e Snider (11.5″); seguono Jones (+11.8″), Haley (+13.1″) ed Allgaier (+13.4″) con soli 21 piloti totali a pieni giri. Cindric e Allmendinger sono così matematicamente qualificati per Phoenix, Hemric è a +21, Allgaier a +17, Haley a -17 e Gragson a -20, dunque questi ultimi due, insieme a Jones ed Harrison Burton, devono vincere se non vogliono gufare la #18 e la #7.

Dopo il secondo giro di soste Gragson rimane al comando su H.Burton, Gibbs, Cindric e J.Burton; Snider si prende una penalità mentre Haley si ferma nello stallo con i freni posteriori in fiamme. Per lui la sosta unica diventa doppia e poi un viaggio nel garage che segna la sua eliminazione dai playoff visto che tornerà in pista ancora in grossa difficoltà con i freni staccato di una ventina di giri.

Con Noah ed Harrison in prima fila a duellare per un solo posto, la gara riparte con 120 giri da disputare. Il gruppo è a lungo 2-wide con Gragson e Burton affiancati, Gibbs a guardarli e tenere a bada la coppia Jeb Burton-Cindric; alla fine Noah e Jeb hanno la meglio sui rivali. Chi ha perso numerose posizioni è Hemric, ma malgrado sia decimo mantiene tre punti di margine su Allgaier che è proprio davanti a lui.

Burton in vetta riparte subito ad attaccare Gragson, tuttavia le sue manovre cercano sempre di essere il più possibile pulite, infatti la corsa è ancora lunga. Noah, tuttavia, non sembra essere quello di prima e dietro di lui si forma un lungo trenino. Dopo una piccola fase di calma, a 100 giri dalla fine Currey fora e provoca una caution con la quale “ruba” il lucky dog a Mayer che nel frattempo ha ancora un’auto veloce e di strategia era risalito da -3 a -1.

Tutti hanno abbastanza benzina per andare in fondo e solo Jones (che ha anche il muso e lo splitter ammaccati) va in maniera già disperata ai box a montare il penultimo set di gomme a disposizione, quindi si riparte ai -95 con Gragson davanti ad H.Burton, Gibbs, J.Burton, Cindric, Herbst, Allmendinger, Allgaier ed Hemric con Jones 19°.

Gragson ancora una volta scatta bene ed in curva2 è già solo approfittando della lotta in casa JGR che si sviluppa dietro di lui. Probabilmente in questa fase Harrison Burton sbaglia a non lasciar andare subito Gibbs, perché dopo circa 50 giri di attacchi in prima persona a Noah sarebbe anche il momento di tentare qualcosa di diverso e lasciare che sia Ty ad “innervosire” il leader. Invece, Gibbs riesce sì a mettersi davanti alla #20 perdendo però quasi 1″; più dietro Hemric ha passato Allgaier e così il +3 in classifica è diventato +5.

Daniel tuttavia non si accontenta e poco più tardi scavalca anche Allmendinger e Jeb Burton, entrando nella top5 e volando a +7. Da notare anche la rimonta con gomme fresche di Jones, ora ai margini della top10. Ai -75 Gibbs ha un altro wheel hop e dunque il suo inseguimento a Gragson subisce un brusco stop pur mantenendo il secondo posto. Cindric prova ad approfittarne, tuttavia preferisce rimanere calmo, infatti è nel panino JGR avendo davanti Gibbs e Burton e dietro Hemric.

Ad interrompere questa fase di transizione ci pensa Ellis che finisce in testacoda e così Mayer torna finalmente a pieni giri. L’occasione è quella buona per montare un nuovo set di gomme fresche, ma la sorpresa è che ai box si ferma anche Jones. In pit lane Gragson viene leggermente rallentato in uscita dallo stallo da Jeffrey Earnhardt e così esce terzo dietro a Gibbs ed Harrison Burton e davanti ad Hemric, Jones e Cindric che perde terreno.

Tuttavia, per tutti c’è un’amara sorpresa, infatti Boyd decide di giocarsi il tutto e per tutto e non si ferma passando al comando. Ad un cruciale choose cone Boyd sceglie l’interno con Gragson e Cindric mentre Gibbs e Burton vanno all’esterno. Sembra che Noah ed Austin siano spacciati dietro alla #52, ma sarà l’esatto opposto, infatti Gragson con una manovra perfetta va subito 3-wide e si libera di Boyd che allargandosi tocca Harrison Burton che perde numerose posizioni prima della caution per Sieg che manda a muro Snider.

La classifica aggiornata vede Gibbs primo su Gragson, Cindric, Allgaier, Hemric, Jones, Allmendinger, Boyd, Harrison Burton e Annett. Nuova ripartenza a posizioni praticamente invariate ai -58 e, mentre Gibbs e Gragson vanno, Boyd non parte bene ed in curva2 succede il patatrac: Annett, Jeb Burton e Boyd sono 3-wide ma c’è ancora un piccolo varco in cui prova ad infilarsi Herbst che finisce nel sandwich con la #1 e la #10 a girarsi sul suo muso. Annett e Jeb Burton finiscono ko ed arriva pure una bandiera rossa da 10′ per i fluidi che perde la #1.

La nuova graduatoria ora vede Gibbs davanti a Gragson, Cindric, Allgaier, Hemric, Jones, Harrison Burton, Berry ed Allmendinger e ai -50 arriva una nuova green.

Ty parte bene e lo seguono gli altri due, poi l’incidente che deciderà in parte la corsa. A prima vista quello di Noah sembra un bump&run finito male, in realtà è una serie di tamponamenti a catena decisamente involontari con Cindric che tocca leggermente in frenata di curva3 Gragson il quale a sua volta tocca Gibbs che finisce in testacoda. Oltre al danno c’è pure la beffa, dato che a finire contro la #54 ferma in mezzo alla pista è Harrison Burton. Gibbs ha lo sterzo storto, la #20 il muso molto rovinato ed entrambi finiscono fuori dai giochi.

Gragson beneficia dell’incidente per riprendersi la prima posizione su Cindric, Allgaier, Hemric, Allmendinger e Jones e così riparte ai -43; Noah scatta bene, Austin no e così Allgaier momentaneamente si porta al secondo posto. Cindric ha un attimo di difficoltà all’esterno e viene passato dal treno alla sua sinistra riuscendo poi ad infilarsi nella scia in quinta posizione dietro anche ad Hemric e Jones.

Chi si scatena in questa fase è però Hemric, il quale col sorpasso su Allgaier è così secondo e di nuovo a +5 in classifica generale. Mancano ancora 40 giri alla fine e Daniel ha la velocità per vincere, tuttavia paradossalmente stavolta non gli converrebbe farlo, infatti un sorpasso a Gragson gli metterebbe un mirino sul paraurti per il finale, dato che Noah deve vincere, invece col secondo posto davanti alla #7 avrebbe un posto sicuro a Phoenix.

A rimescolare le carte ci pensa una caution per detriti di Harrison Burton proprio mentre Cindric aveva sorpassato di nuovo Jones. Dopo che la #20 perde anche un sollevatore in pista, la green sventola ai -26.

Hemric è in scia a Gragson ma non piazza il bump&run e così deve lottare con Allgaier per rimanere secondo; Justin all’esterno perde poi anche il terzo posto da Cindric. Malgrado la situazione sia migliore così, Hemric ai -18 attacca e passa in maniera pulita Gragson volando al comando. Ed i playoff cambiano volto, con Allagier che torna dentro ai quattro qualificati addirittura con 18 punti di margine su Haley.

Noah non ha il passo di Hemric che pian piano allunga, sembra fatta per la prima vittoria in carriera di Daniel, e invece ad appena sei giri dalla fine Haley, ancora in difficoltà con i freni e staccato di 22-23 giri, finisce in testacoda annullando il vantaggio della #18.

Si va dunque all’overtime e la trama sembra già scritta: Hemric che sceglie l’interno, Gragson a seguirlo e a piazzare un deciso bump&run che non concede risposta a Daniel non pensando a cosa potrebbe succedere alle altre vetture dietro di lui. E invece, per la sorpresa generale, Gragson va all’esterno perché “i vincenti scelgono la prima fila”.

E alla bandiera verde dei -2 Noah mette in scena una manovra da applausi, resistendo all’esterno in curva1 e passando in accelerazione in curva2 tornando al comando. Purtroppo per lui, quando è già uscito da curva4, Berry viene mandato in testacoda da Herbst e così si va al secondo overtime.

All’ultimo choose cone Gragson ed Hemric scelgono l’interno lasciando a Cindric la prima fila. Alla green Noah non scatta bene, però gli basta per rimanere primo anche perché poco più dietro Cindric lo emula e dall’esterno sorpassa Hemric. I due vanno in fuga e Gragson per poco non rischia la beffa, infatti come nell’ultimo giro della stage precedente è leggermente largo in curva3 e Cindric trova in maniera pulita il varco al suo interno mancando il sorpasso sul traguardo per appena 0.064″.

Gragson vince così ancora una volta a Martinsville, quattro anni dopo il successo nei Truck ottenuto con la stessa manovra, battendo Cindric, Hemric, un incredibile Mayer, Allgaier, Jones, Allmendinger, Labbé, Clements ed Herbst; Harrison Burton chiude 20°, Gibbs 27°, Haley 33°.

In campionato Noah ribalta la griglia playoff e vola a Phoenix insieme ai citati Cindric ed Allmendinger, ma soprattutto con Hemric che elimina Allgaier per appena sei punti in una battaglia molto equilibrata e decisa soprattutto dalle prestazioni negative della #7 nelle stage del “Round of 8”. Ora a Phoenix si preannuncia una gara molto equilibrata fra quattro piloti di quattro team che lasciano Martinsville con il sorriso sulle labbra, consci di avere l’un l’altro il rispetto reciproco per giocarsi in maniera sportiva il titolo.

I risultati odierni

La classifica della “Dead On Tools 250”

La classifica generale

Così la griglia playoff al termine del “Round of 8”

Nascar Xfinity 2021 classifica Martinsville Gragson

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

Stasera alle ore 19:00 (diretta SI Motori e Nascar Trackpass) a Martinsville sapremo chi raggiungerà a Phoenix Kyle Larson ancora con la speranza di vincere il titolo. La Xfinity Series fra sette giorni vivrà il suo epilogo.


Immagine: media.nascar.com

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