NASCAR | Xfinity Series: un Allmendinger chirurgico conquista Talladega!

di Gabriele Dri @StockCarLiveITA
2 Ottobre 2022 - 18:30

Gara intensa ma pulita dopo il rischio iniziale di Gibbs. Un gruppo selezionato dalla sosta nel finale si contende la vittoria con manovre in extremis, ma quella decisiva è quella di Allmendinger


Gara tranquilla, fin troppo visto che c’è stato un solo incidente a Talladega e Gibbs (l’unico coinvolto) non ha nemmeno riportato danni rilevanti. Una gara pulita e strategica che passerà alla storia per i zero ritiri ma anche per il primo successo su uno superspeedway per AJ Allmendinger, uno che odia Daytona e Talladega ma che è stato capace di piazzare la mossa giusta e perfetta al momento giusto.

La gara

Talladega (a differenza di altre località della Florida) rispetto alle previsioni è uscita indenne dal passaggio dell’uragano Ian che invece ha lasciato sott’acqua e con il terrapieno in terra del banking scalfito Daytona, ma il timore ha lasciato il segno sulla entry list.

Dei 41 iscritti ben tre rinunciano già a metà settimana per il timore che le qualifiche vengano cancellate e dunque la loro DNQ sia automatica dopo aver speso dei soldi solo per preparare la vettura e fare il viaggio in Alabama. Rimangono a casa dunque la #24, la #53 e la #77 mentre ringrazia Mike Harmon che, pazientando, tiene duro e così si ritrova qualificato con la sua #47 dato che sono rimaste 38 vetture per 38 posti.

Non ci sono libere come da format 2022 e quindi si va dritti in qualifica. Nel secondo round è dominio RCR con Austin Hill in pole e Creed terzo ed il solo Gibbs, reduce dalle polemiche della gara di domenica scorsa in Cup Series a cui (solo a penalità comminata) ha chiesto scusa quasi più per l’essere stato scoperto che per la manovra contro Ty Dillon in sé.

I piloti ancora in lotta per il titolo, incluso Trevor Bayne qui sulla #18 del Joe Gibbs per l’owners championship dopo la misteriosa sostituzione nei confronti di Drew Dollar (“impegni universitari” ma ci credono in pochi) che avrebbe dovuto correre e invece da maggio a Charlotte (incidente discusso in ARCA Series) non tocca il volante, sono tutti nella top15 ad esclusione di Herbst 23° e Clements tristemente 37° anche se Jeremy nega un problema tecnico.

Da notare anche le prestazioni di Ryan Vargas, qui sponsorizzato da Reddit, e Parker Kligerman, sulla vettura del Big Machine Racing, entrambi nella top10. I due, insieme ad Hill e Creed, sono gli unici ad essersi qualificati per il secondo round delle qualifiche in tutte e tre le gare sugli superspeedway del 2022.

In molti sono costretti a partire dal fondo, chi per cambio motore (Gase), chi per modifiche in parco chiuso (Gragson su tutti alla caccia della quinta storica vittoria di fila ma anche Iwuji, Bacarella, Clements, McLeod e Massey) o per aver saltato Sì, hannole presentazioni dei piloti (Currey, Timmy Hill e DiSavino perché reduci dalla gara dei Truck), la gara può cominciare. Perkins invece prende il via malgrado un botto pauroso sul traguardo.

Al via Creed spinge Hill davanti a lui nella corsia interna, l’esterno con Gibbs e Allgaier (alla 400esima gara in Xfinity Series, 10° di sempre) perde terreno anche perché in coda c’è qualche 3-wide e le corsie larghe si rallentano a vicenda.

Dopo due giri e mezzo però arriva già la prima caution. Hill e Creed devono bloccare la corsia esterna in rimonta e in curva2 si spostano a destra, la manovra riesce al pelo e quindi Gibbs deve alzare il piede, ma dietro di lui non riescono a reagire in tempo e quindi Allgaier tampona la #54. Ty perde il controllo, scarta verso destra ma riesce solo ad appoggiarsi leggermente al muro venendo anche evitato da tutto il gruppo. La gara di Gibbs dunque è salva. Incredibile ma vero: questa sarà l’unica “vera” caution della gara.

La prima caution è occasione anche delle prime soste e, insieme ad alcuni in fondo al gruppo, vanno ai box anche Mayer e Gragson per risolvere subito i problemi di sovrasterzo. Si riparte ai -19 nella prima stage e la coppia RCR mette in pratica il solito gioco di squadra con Creed che non partendo al 100% lascia tornare davanti Hill per riformare il tandem.

L’esterno stavolta però è più rapido ed Allgaier mette in pericolo la loro leadership, quindi il solo Hill riesce a coprire la rimonta di Justin, poi però torna all’interno e quindi il gruppo è tutto 2-wide, anche se solo per un attimo dato che Herbst apre la terza corsia. Massey intanto entra ed esce dal garage a ripetizione con problemi al motore.

L’esterno col passare dei giri guadagna e la coppia Allgaier-Allmedinger si mette davanti a Hill. Questo momento anche di indecisione nel riequilibrio delle forze permette a Bayne, combattivo (fin troppo anche se non causerà mai guai) in ogni momento della gara, di attaccare per la prima volta passando prima dall’esterno, poi alla corsia centrale ed infine all’interno mettendosi davanti ad Alfredo.

La manovra tuttavia non sortisce gli effetti sperati, Allgaier è sempre il leader e dietro di lui affiancati ci sono Hill e Bayne mentre la corsia centrale, guidata ora da Jeb Burton, perde nettamente. A ridarle vita ci pensano prima Alfredo e poi Creed, dunque ci finisce suo malgrado Bayne. Allgaier viene saltato e così dopo dei giri ricchi di tensione la situazione torna quella iniziare, ovvero con Hill davanti a Creed.

Pian piano il gruppo si mette in fila indiana lungo il muro con i soli Gragson, Herbst e Berry a cercare qualcosa all’interno ma ottengono poco. Mancano ormai pochi giri nella stage e iniziano le manovre per conquistare i punti. I primi attacchi sono di Jones che si porta all’interno tirandosi dietro altre vetture facendo però saltare Mayer.

La manovra di Brandon però non riesce e nasce una piccola fuga a sette con Hill, Creed, Alfredo, Allmendinger, Hemric, Allgaier e Brown, poi un piccolo buco e appunto le due-tre file che si sono un po’ ostacolate. La fuga viene ovviamente ripresa, ma quando avviene mancano ormai solo due giri al break.

La coppia Kaulig non attacca e quindi ci pensa il JGR con Jones, Bayne e Gibbs, solo in curva3 arrivano anche Allmendinger ed Hemric, tuttavia la coppia RCR copre perfettamente facendo saltare, con la collaborazione di Allgaier, Alfredo.

L’ultimo giro non vede grossi sorpassi perché proprio Allgaier tenta una manovra poco ragionevole nel mezzo delle due corsie con il buco che si sta chiudendo e quindi le posizioni cambiano poco: Hill vince la prima stage davanti a Creed, Hemric, Jones, Bayne, Allmendinger, Allgaier, Gibbs, Brown e Mayer. Nessun lucky dog perché le 37 vetture (con Harmon staccatissimo) sono a pieni giri e Massey è nel garage dal giro otto.

Il primo giro di soste vede molti dei leader cambiare solo due gomme (Bayne supera Creed ed è secondo) e quindi le posizioni restano quasi invariate; Gibbs torna in fondo per ulteriori riparazioni al muso. Si riparte ai -20 nella seconda stage e Hill si trova dietro come al via Creed, tuttavia a prevalere a sorpresa è la coppia Bayne-Jones e quindi Trevor passa al comando con Herbst dietro di loro che viene fatto saltare dalla fila con la complicità del solito Allgaier.

L’interno reagisce subito e Hill prova a lottare con le due Toyota, ma la sua corsia si svuota quasi subito e quindi mantenere la velocità è difficile. Per compensare questo Austin ed i suoi si tengono incollati alla linea gialla, Bayne e gli altri vicino al muro e quindi fra le due file c’è uno spazio enorme. Solo Hill prova ogni tanto a fare side draft, ma non ottiene gli effetti sperati.

Rimangono all’interno soltanto Hill, Creed, Brown, Sieg, Kligerman, Gragson ed Herbst con Noah che dopo qualche giro si lascia sfilare da Riley. A circa metà stage Austin alza bandiera bianca e appena trova un varco all’esterno ci si infila lasciando da solo il compagno di squadra Sheldon. Creed non molla e “convince” gli altri che lo seguono a fare tutti side draft.

La tattica riesce anche perché Bayne, pare senza relazione a quanto stia facendo l’altra fila, e gli altri all’esterno hanno un momento di esitazione in curva4, la corsia si disunisce, perde velocità e Creed torna sotto al leader.

Il gruppo però si è scombinato per quanto successo e ci sono di nuovo dei 3-wide in cui quasi casualmente Creed ritrova Hill dietro di lui nel mezzo, Brown è interno con Alfredo, poi Bayne rilancia l’attacco all’esterno. Trevor riesce a mettersi al comando, Hill si sposta davanti a Mayer e, dopo una difesa di Bayne, ritorna al comando coprendo il tentativo di Alfredo.

Siamo di nuovo nei giri decisivi e Bayne non molla, attacca di nuovo e toglie la seconda posizione ad Alfredo, ma ad aiutare Hill ci pensa sempre Anthony dato che è riuscito a resistere e poi a ripassare Trevor che perde di nuovo e poi cerca nuovi varchi.

Descrivere tutte le manovre di questi giri è praticamente impossibile, poi dal nulla si forma all’improvviso la fila indiana all’interno con Bayne saltato dalla fila. L’ultimo attacco è di Allmendinger con Alfredo, Mayer si unisce a loro, ma la coppia RCR copre ed il gruppo si rimescola con Creed che salta. Hill vince, meno facilmente rispetto a prima, anche la seconda stage davanti ad Allgaier, Allmendinger, Bayne, Burton, Mayer, Brown, Jones, Sieg e Berry. Massey è il lucky dog dato che è rientrato in gara ma recupera solo uno dei 18 giri persi.

Nuovo giro di soste e stavolta la classifica cambia: Bayne, Mayer (che però commette un classico errore di gioventù, non il primo dell’anno, con uno speeding in pit lane), Gragson, Jones, Gibbs e Sieg cambiano solo due gomme e precedono Yeley (solo pieno), Hill, Allgaier e Allmendinger (sosta completa).

Bandiera verde, l’ultima della corsa, ai -58 dunque tutti si dovranno fermare un’altra volta ai box per rifornire. Gibbs deve spingere Bayne mentre alla loro sinistra Jones per aiutare i compagni di squadra di sicuro non spingerà Gragson. Ripartenza scontata dunque? Tutt’altro: Noah riparte a razzo e si porta al comando.

Mentre Berry apre la terza corsia, Jones si riaffaccia ed affianca e poi sorpassa Gragson seguito da Sieg. Dietro le file non sono ordinate e quindi la confusione regna. Ma nonostante questo ad emergere è sempre Hill che risale mentre Jones perde terreno e Sieg prende il comando seguito da Allmendinger.

Ryan poi però manca un blocco su Brown e così AJ passa al comando, tuttavia Sieg reagisce e torna primo lui malgrado un detrito sulla griglia. Si forma pian piano la fila indiana con a 50 giri dalla fine Sieg davanti ad Allmendinger, Hill, Jones, Gragson, Gibbs, Herbst, Cassill, Snider e Burton; Mayer ci prova a smuovere la situazione ma desiste.

Neanche il tempo di calmarsi tutti, al volante o dietro lo schermo, che inizia il giro di soste finale. I primi ad andare ai box sono i compagni di squadra Burton e Alfredo ai -45, poi al giro successivo (mentre Allmendinger passa al comando facendo saltare dalla fila Sieg) è il turno di tutte le Chevrolet. In corsia box Perkins manda in testacoda Snider che sterza troppo bruscamente verso il suo stallo ed il pit della #31 avviene al contrario.

Un giro dopo è la volta di Ford e Toyota e al comando rimangono 11 audaci alla caccia di una caution (incluso Clements) guidati da Currey. Dietro intanto all’uscita dei box tuttavia il leader virtuale è tornato Hill da Allmendinger, Gragson, Cassill, Mayer, Kligerman, Creed, Sieg, Herbst, Berry, Gibbs, Bayne, Jones ed Hemric. Questi 14 hanno creato dopo il pit stop un buco di circa 1.5″ sul gruppo seguente guidato da Burton, Allgaier ed Alfredo.

Le soste fra gli 11 di testa vanno avanti (si ferma anche Clements) e rimangono in pista il trio Currey-Timmy Hill-Vargas che ha staccato Jeffrey Earnhardt e Starr. Ma l’attenzione di tutti è sul divario fra i due gruppi di big. Sembra scontato che Allgaier riesca a tornare sotto, ma non sarà così.

I cinque audaci vanno ai box ai -32 (i compagno di squadra Currey e Vargas commettono un deleterio speeding) e quindi Hill torna al comando della gara con gli altri 13 in fila indiana dietro di lui. Ma in appena cinque giri il ritardo del secondo gruppo è balzato a quasi 4″. I 14 non verranno più ripresi.

Inizia così un lungo stallo che dura per gran parte dei giri finali in attesa della lotta per la vittoria o che succede qualcosa. Ma non succede nulla a parte una sosta imprevista di Perkins, i problemi al motore di Brown e i doppiaggi che si fanno sempre più numerosi con i ploti che cercano di rimanere attaccati al trenino più veloce.

Passano i giri e le speranze di Allgaier di recuperare il distacco insieme a Burton, Alfredo, Griffith e Yeley si fanno sempre più ridotte anche se reagiscono e per un po’ oscillano fra i 2.5″ e i 3″ di ritardo; il terzo gruppo guidato da Earnhardt e in cui c’è anche Clements è invece staccatissimo a oltre 20″.

Dai -25 si può saltare direttamente ai -5. Il secondo gruppo ora è a 7.8″ dalla vetta ed il terzo, sempre più sgranato, ad oltre 35″. Il primo ad attaccare all’esterno dalla decima posizione è Berry insieme a Sieg e Mayer si mette alla testa di questo terzetto.

L’attacco però è disordinato e nemmeno l’aiuto delle tre Toyota in blocco di Gibbs, Bayne e Jones sembra dare frutto, poi però la fila si riordina ed avanza. In curva3 Cassill fa una finta e non si unisce a loro, cosa che invece fa Gragson. La corsia esterna avanza mentre i doppiati si fanno da parte.

In curva4 ai -4 si decide gran parte della gara: la corsia esterna con Noah guadagna tanto e Hill è costretto a difendersi, ma il suo blocco arriva in ritardo e così Austin porta Gragson largo sul trioval fin quasi sul muro. I due ovviamente perdono velocità ed il dominatore della corsa finisce in coda al gruppo.

Passa in testa dunque Allmendinger all’interno che ha Mayer alla sua destra e poi rimane solo a difendere le corsie di Sam e del compagno di squadra Cassill. Si va così fino ai -2 quando Bayne e Hill tentano la rimonta nella terza corsia, ma non guadagnano.

Chi guadagna invece è Mayer che riesce pure a metter il muso davanti a quello di AJ. È in questo momento che Snider finisce in testacoda sul rettilineo opposto e poi riparte lentamente e tutto storto (probabilmente ha forato) sull’apron. L’inquadratura non è chiara, ma evidentemente non ci sono vetture nei paraggi perché i commissari, ovviamente con qualche piccola polemica, non chiamano la caution.

Si va dunque all’ultimo giro e Mayer è passato del tutto davanti ad Allmendinger grazie alla spinta di Sieg all’esterno. La spinta è talmente poderosa che la #1 in curva1-2 è davanti nettamente agli inseguitori, troppo davanti. E infatti dietro di lui si piazza Allmendinger che gli prende la scia.

AJ supera Sieg e poi potrebbe sfruttare il varco per aggirare Mayer all’esterno, ma decide (a posteriori giustamente) di rimanergli in scia e dargli lui un’altra spinta. La mossa è perfetta perché Mayer dopo mezzo giro esatto si trova nella stessa identica situazione ma in curva3-4: solo, troppo solo.

Sul trioval Allmendinger riprende la #1, indovina alla perfezione il timing dello scarto verso destra, Mayer ovviamente deve reagire e quel centesimo di ritardo nella manovra è sufficiente per vedersi superato sulla linea.

Allmendinger torna alla vittoria, la prima su uno superspeedway dopo tante beffe all’ultimo giro, battendo Mayer (che recrimina anche per la penalità) di solo 0.015″, seguono Cassill, Sieg, Berry, Kligerman, Gibbs, Hemric, Jones e Gragson, a chiudere il gruppo dei 14 Herbst, Creed, Bayne ed un deluso Hill.

Allgaier all’ultimo giro scavalca Burton e batte Alfredo di 0.012″ ed è 15°, ma a 11″ dal vincitore; con loro anche lo stesso Burton e Yeley; staccatissimo il terzo gruppo con Williams, Clements (20°), Gase, Graf e Griffith a 44″, tutti gli altri doppiati.

La notizia storica però è un’altra: alla 393esima gara nella storia della NASCAR (includendo Cup, Xfinity e Truck Series) non ci sono ritirati su uno superspeedway, infatti Snider ha completato la corsa malgrado un ultimo giro in 148″ e Massey non ha avuto più problemi al motore ed ha chiuso a 18 giri.

In campionato Allmendinger raggiunge Gragson direttamente al “Round of 8” ma in vista di Miami possono stare tranquilli anche Gibbs (+49), Hill (+43), Berry (+27) e Allgaier (+25). Verosimilmente ci sarà una lotta a sei per due posti con Mayer che andrà a Homestead a +12 sul taglio mentre stupisce ancora Sieg, virtualmente qualificato con sei punti su Jones. Costretti ad inseguire Herbst e Jones (-10), obbligato a vincere Clements.

I risultati odierni

La classifica della “Sparks 300”

La classifica generale

Questa la griglia playoff dopo la seconda gara del “Round of 12”

NASCAR Xfinity Series classifica dopo Talladega 2022

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 20:00 (diretta Mola TV e NASCAR Trackpass) ci sarà la gara della NASCAR Cup Series, snodo centrale del “Round of 12” e di tutti i playoff; Christopher Bell scatterà dalla pole position. La Xfinity Series tornerà sabato prossimo sul Roval di Charlotte per il primo taglio, quello da 12 a 8 piloti.


Immagine: Media NASCAR