NASCAR | Xfinity Series: Truex sbaglia, Allgaier si prende Atlanta

Dopo 11 anni di lontananza Martin domina al ritorno nella categoria cadetta, poi però una penalità lo mette dietro ad Allgaier. Rissa Gragson-Hemric senza conseguenze


Il JR Motorsports aveva bisogno di una vittoria che riportasse il 2021 del team nei giusti binari e a riprendere le redini della squadra ci ha pensato il veterano Justin Allgaier che, con una gara concreta, ha approfittato dei problemi e dei guai altrui per prendersi una preziosa vittoria ai danni di un Truex che non ha dimostrato alcun segno di ruggine malgrado il tempo passato dall’ultima gara disputata in Xfinity Series.

La gara

La corsa della Truck Series si svolge senza lungaggini e quindi sempre sotto il solito freddo sole di Atlanta la Xfinity Series può partire in orario. E’ una gara fondamentale per molti aspetti, primo perché vale anche come qualificazione per la prima tappa del Dash4Cash (quattro i piloti che potranno vincere il premio aggiuntivo a Martinsville), poi perché chiude la prima fase del campionato dato che la categoria cadetta non andrà a Bristol e poi ci sarà la pausa pasquale, ed infine perché la classifica è ancora scombussolata così come la griglia di partenza che vede Brown quarto, Haley 13°, Jones 16°, Annett 27°, Gragson 30° e Allmendinger in coda per aver fallito i controlli tecnici per ben tre volte.

Gli occhi di tutti però sono anche su Martin Truex Jr., il bicampione della Xfinity Series nel 2004 e nel 2005 con la prima versione del JR Motorsports e che torna in questa categoria per la prima volta dalla gara conclusiva del 2010; al via l’algoritmo mette la #54 del Joe Gibbs Racing, che in origine sarebbe dovuta essere per Kyle Busch ad Atlanta/1 e per Truex ad Atlanta/2, poi i due si sono scambiati le date perché Rowdy è dovuto volare subito dopo i Truck a Bristol per i Dirt Nationals, in 18esima posizione in griglia.

Dalla pole scatta Cindric che a Phoenix ha fatto cappotto (vittoria, giro più veloce e leadership in campionato) ed Austin al primo giro rimane al comando, ma non davanti a Jeb Burton, che era partito al suo fianco, perché il cugino Harrison gli ha dato una toccatina in curva3 mandandolo largo e facendolo retrocedere in sesta posizione dietro a Truex che dopo due giri è già quinto. A Martin bastano soltanto sei giri e mezzo per andare al comando e questo desta ancora più stupore di quanto si potesse solo immaginare.

Il sorpasso di Truex a Cindric apre ufficialmente le difficoltà della #22 che, troppo sovrasterzante, perde subito secondi e posizioni fino ad assestarsi al quinto posto davanti ad un gruppetto di piloti che lotta duramente e fatica ad unirsi nell’attaccare Austin. Alla competition caution del giro 20 Truex ha 2.2” su Harrison Burton, 4.3” su Moffitt prontissimo nel double header, 6.8” su un Haley anch’egli bisognoso di un buon risultato e 8.5” su Cindric che si è tenuto dietro Allgaier, Clements, Herbst, Snider e Jones.

In pochi – i nomi di nota sono solo Sieg, Williams, Gaulding e Howard – vanno ai box, dunque si riparte a posizioni invariate e al choose cone in molti scelgono la corsia interna. Si riparte ai -16 e all’esterno Moffitt fa un po’ da tappo a Cindric e così Truex rimane al comando su Harrison Burton.

Le posizioni non cambiano molto rispetto a prima ed Austin si ritrova di nuovo quinto col gruppone alle spalle; in questo plotone sono da notare Herbst ed Hemric che si scambiano un paio di scaramucce fra curva3 e 4 e perdono un po’ di velocità. Alla fine è Gragson ad aprire la porta, di forza ovviamente, su Cindric e la #22 viene scavalcata da quasi tutti finendo fuori dalla top10.

Ad approfittarne però è soprattutto Allgaier che negli ultimi giri scavalca Haley e Moffitt portandosi in terza posizione. Sembra tutto deciso a questo punto per le prime posizioni ed invece ai -5 arriva la caution per il testacoda isolato di Bean; anche in questo caso in pochi vanno ai box (Herbst, Brown, Snider, Martins e di nuovo Sieg) e tutto è pronto per uno sprint di un solo giro.

Davanti va tutto regolare, dietro un po’ meno: in un 3-wide sul rettilineo opposto fra Jones, Moffitt e Allmendinger le traiettorie dei primi due si incrociano, con Brett che si sposta più a destra di quanto Brandon lo faccia a sinistra, l’anteriore della #02 tocca il posteriore della #19 che parte in testacoda.

Per poco non scatta il big one ma alla fine la lista dei coinvolti vede Moffitt (ritiro), Jones (sospensione danneggiata, arriverà 37° a 31 giri), Allmendinger, Gragson e Cindric (ammaccature notevoli) e in coda Starr e Timmy Hill. Davanti come detto invece nessun problema e Truex vince la prima stage su Harrison Burton, Allgaier, Haley, Annett, Cindric (che è riuscito a proseguire malgrado i danni), Clements, Berry, Hemric e Howard.

La prima sosta – tanica di Clements vagante in pit lane a parte – è regolare e Truex esce dai box sempre davanti a Burton ed Allgaier mentre Berry da quarto finisce in fondo per una penalità; davanti non si sono fermati in quattro, Brown, Snider, Sieg e Martins avendolo fatto in precedenza, tuttavia per Truex questi non sono un problema ed in mezzo giro è già di nuovo al comando.

I problemi invece sono per Harrison Burton, il quale fatica molto a passare sia Snider che Brown. Mentre Allmendinger si ferma ai box per un ulteriore problema e perde un giro, a 15 giri dalla fine della stage Truex ha 1.5” su Haley, 3.7” su Allgaier, Snider ed Harrison Burton che non è ancora riuscito a scavalcare Myatt.

Il più in forma sul long run tuttavia è il pilota del JR Motorsports, il quale riprende e sorpassa Haley portandosi in seconda posizione, ma il ritardo dalla vetta è ancora notevole e l’inseguimento metterà i suoi pneumatici sulle corde: Truex vince anche la seconda stage davanti ad Allgaier (+2.8”), Haley (+6.9”), H.Burton (+9.8”), Herbst (batturo da Harrison per soli 28 millesimi), Annett, Snider, Jeb Burton, Clements e Brown; Gragson con la vettura ammaccata è 16° davanti a Ferrucci mentre Cindric crolla di nuovo alla distanza ed è 22°.

Il nuovo giro di soste non cambia le prime due posizioni mentre Herbst si porta in terza posizione e così si riparte ai -75: Justin sceglie l’interno e allo scatto effettua una ripartenza degna di quella di Phoenix, portandosi subito all’esterno, approfittando della lentezza dell’altra corsia, affiancando così Truex il quale per rimanere al comando deve tenere ben giù il piede in curva3.

Dopo l’assestamento Truex è come detto primo su Allgaier, Haley, Harrison Burton e l’incredibile Clements, poi però il pilota della #11 prende un detrito che ostruisce la griglia del radiatore, le temperature salgono subito ed è costretto a mettersi in scia ad Harrison per toglierlo grazie all’aerodinamica; Haley non riesce a tornargli davanti e così la coppia Truex-Allgaier allunga fin da subito.

Dopo un 360° di Mills (non inquadrato) talmente in coda al gruppo che non viene chiamata nemmeno la caution da quanto la #5 era da sola, ai -51 – quando tutto è pronto per il giro di soste sotto green – il testacoda di Massey provoca una caution che sembra innocente e invece innescherà una valanga di fatti che vanno oltre al fatto che Allmendinger perde per ora il lucky dog a vantaggio di Labbé.

La #99 entra ai box con la pit lane chiusa, un fatto normale per un’auto incidentata o comunque dopo un testacoda, il problema è che il box fa ripartire Massey proprio mentre il gruppo sta entrando in pit lane. Mason si deve fermare – a quanto pare – quando ormai sta uscendo dallo stallo e ciò impedisce ad Hemric di entrare correttamente nel suo e Daniel finisce lungo nel posto di Gragson. La #18 non riesce a completare la manovra in tempo e dunque quando Noah arriva anch’egli finisce lungo e deve fare manovra.

Il grosso problema è che Gragson innestando la retromarcia per posizionarsi correttamente finisce per appoggiarsi contro il muso della #18 danneggiandolo leggermente, ma soprattutto mettendo in serio pericolo i meccanici di Hemric che stanno facendo la sosta. Team radio a parte, la questione sembra finita qua anche perché il tempo perso da entrambi parla chiaro, ma soprattutto perché là davanti Truex si prende una penalità per eccesso di velocità in pit lane e dunque la gara si riapre del tutto.

La bandiera verde sventola a 46 giri dalla fine e Truex è 23° mentre Allgaier ha ereditato la prima posizione, Clements al suo fianco scatta male e così Jeb Burton prova ad andare 3-wide, Jeremy in curva1 chiude troppo mentre Jeb sembra sterzare troppo poco (anche l’aerodinamica influisce, tuttavia Burton non si sente in colpa) ed i due si toccano baciando anche il muro per una nuova caution che rimette a pieni giri Allmendinger.

Si riparte ai -40 sempre con Allgaier davanti ad Harrison Burton, Herbst, Haley e incredibilmente Ferrucci, tuttavia Santino pur lottando tornerà indietro. Truex intanto inizia la sua seconda straordinaria rimonta ed in quattro giri è già nella top5. Poi però il suo recupero stalla, anche perché a metterci lo zampino è ovviamente Gragson che contrattacca, lo tocca e lo manda largo.

A salvare Martin ci pensa un’altra caution, l’ultima della gara: in curva4 Sieg perde la linea, tocca Berry al suo fianco, il quale riesce anche a salvare la vettura, poi purtroppo la #8 finisce nell’erba fin troppo alta, lo splitter si pianta e la vettura decolla pericolosamente per fortuna senza conseguenze fisiche per Josh.

Tutti vanno ai box per montare l’ultimo set di gomme tranne Howard che li ha già finiti, tuttavia Colby usa il cervello e alla ripartenza pur essendo in testa non ostacolerà il plotone composto da Allgaier, H.Burton, Haley, Truex, Herbst e Gragson. La bandiera verde sventola ai -26 e le prime posizioni non cambiano, Justin può scappare via con Burton mentre dietro si lotta duramente, Noah viaggia con due ruote sull’apron e si capisce che è arrabbiato col mondo come spesso è capitato in questo 2021.

Alla fine però prevale Truex che ai -20 ha 1” di ritardo da Burton e 1.5” da Allgaier; Martin ignora quello che succede dietro (Allmendinger incredibilmente quinto e il contatto fra Herbst ed Haley) e guarda solo davanti a sé. Per un paio di giri Harrison sembra addirittura in grado di attaccare Allgaier, poi invece deve alzare bandiera bianca e dopo un po’ di tenace resistenza ai -12 viene passato dal compagno di squadra. Solo mezzo secondo separa Allgaier da Truex, tuttavia Martin non riesce a colmare il gap, Justin è andato in progressione durante la gara ed ora è il più veloce al punto che non verrà mai attaccato.

Dopo mille problemi in apertura di stagione Allgaier vince dunque davanti a Truex, Harrison Burton, Gragson, Allmendinger (tranne Martin questi sono i quattro che si contenderanno il primo premio del Dash4Cash), Herbst, Annett, Haley, Hemric e Sieg; Cindric è solo 13°, Jeb Burton 25°, ultimo dei big tranne il citato Jones.

Mentre Allgaier festeggia togliendosi un peso di torno, dietro di lui in pit lane Hemric e Gragson vengono alle mani e solo l’intervento – eccessivo – dei meccanici di Gragson ferma la contesa, il pugno di Noah manca il bersaglio, quello di Daniel va a segno ma non con violenza.

Seguono le solite dichiarazioni al veleno e nemmeno 24 ore dopo Gragson non verrà penalizzato per la retromarcia in pit lane perché giudicata una manovra non volontaria, una decisione discutibile e che metterà ancora più fuoco nelle vene a Noah che, per la seconda volta in poche settimane, ha agito né senza pensare prima, né senza avere chiaro il contesto generale (non sapeva infatti che la colpa era di Massey, o meglio di chi lo aveva fatto ripartire dallo stallo, e non di Hemric).

Nella speranza che le sue settimane di pausa provvedano a raffreddare gli animi, la stagione si riapre, a Martinsville Cindric avrà una brutta posizione al via dopo i tanti guai di Atlanta e dunque le possibilità di rosicchiargli punti sono a favore dei suoi avversari.

I risultati odierni

La classifica della “EchoPark 250”

La classifica generale

Così in campionato dopo 6 gare su 33

I prossimi appuntamenti

Oggi alle 20:00 (diretta SI Motori e Nascar Trackpass) ci sarà ad Atlanta la gara della Cup Series. La Xfinity Series tornerà fra tre settimane, infatti si prenderà una pausa sia per lo sterrato di Bristol che per la Pasqua tornando il 9 aprile a Martinsville.


Immagine: media.nascar.com

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