NASCAR | Xfinity Series: “Spin and win” per Ty Gibbs a Charlotte!

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In testacoda alla fine della seconda stage, Gibbs si salva con l’erba artificiale e rimonta fino alla vittoria in un finale a singhiozzo


Sembrava essere la giornata fortunata per Daniel Hemric, e invece la sorte ancora una volta lo ha privato del primo successo. E forse brucerà il fatto che ancora una volta a vincere è stato invece un suo compagno di squadra, quel Ty Gibbs che anche oggi ha stupito tutti, dato che a 18 anni è già al secondo successo in carriera a poche settimane dal debutto in questa categoria. Giornata difficile per molti big, fra problemi tecnici, di addetto e di incidenti.

La gara

A Charlotte è una tipica giornata primaverile ed il rischio di temporali pomeridiani è all’orizzonte. Per fortuna, a differenza della Truck Series, sia le libere che le qualifiche filano via lisce e non ci sono né incidenti, né pioggia. Nelle prove cronometrate a prendersi la pole position è Riley Herbst, in cerca di rilancio, con un tempo incredibile, infatti rifila 0.377″ a Chase Briscoe che formalmente guida una vettura del team di BJ McLeod, ma in realtà è una seconda vettura SHR che dunque monopolizza la prima fila; Cindric è quarto dietro ad Hemric e dunque ci sono tre Ford fra i primi quattro.

La pole di Herbst è sospetta dal punto di vista dell’assetto, un vantaggio del genere è segno di regolazioni estreme che poi non pagano in gara, e infatti succederà proprio questo. Alla bandiera verde la fila esterna scatta male, come successo spesso nei Truck, e presto si forma la fila indiana dietro ad Herbst per evitare l’insidioso PJ1 che deve entrare in temperatura.

Dopo un rischio in curva3 fra Ty Dillon, che ha qualificato la #23 dopo i guai con gli owner point causati dalla cancellazione delle qualifiche di Daytona, e Tyler Reddick, idem come sopra, ma con la #31 del team di Jordan Anderson con cui ha corso già ad Austin, è proprio quest’ultimo a cercare, non senza rischi, la traiettoria più esterna fin da subito ispirandosi ad Homestead.

La leadership di Herbst dura otto giri, poi Hemric lo sorpassa. Alla competition caution del giro 20 (proprio mentre Cody Ware fora e va a muro) Hemric ha 1.5″ su Herbst, Briscoe, Cindric e Gibbs; Allmendinger è sesto e litiga con la vettura, andando a cercare il PJ1 quasi per disperazione, poi ci sono Snider e la coppia Kaulig con Jeb Burton ed Haley. Il JRM ha sofferto in qualifica e la loro rimonta tarda ad arrivare, al punto che Gragson e Allgaier si sorpassano un paio di volte lottando però per la 16esima posizione.

Nessuno dei leader va ai box, dunque al primo choose cone di giornata Hemric sceglie l’interno con Cindric, tuttavia Herbst dall’esterno torna momentaneamente secondo; nel gruppo Sieg salva la vettura dopo un contatto con Berry e per lui purtroppo in seguito non ci sarà un replay di successo. Arriva presto un’altra caution: Enfinger, al debutto in Xfinity dopo aver sostituito Gdovic, il quale con coraggio ha ceduto il sedile dopo aver ammesso di non essersi sentito a suo agio su un ovale come questo, si gira sul muso di Finchum ed è costretto al ritiro.

Si riparte ai -14 ed esattamente come prima Herbst dall’esterno passa Cindric che ha scelto l’interno, tuttavia Riley viene subito scavalcato da un arrembante Allmendinger che è seguito come un’ombra da Gibbs. La #98 inizia a perdere terreno sempre più velocemente ed i punti diventano un miraggio. Davanti succede poco altro ed Hemric vince la prima stage davanti ad Allmendinger, Gibbs, Cindric, Jeb Burton, Briscoe, Gragson, Harrison Burton, Sieg e Reddick. Snider accusa problemi al motore proprio all’ultimo giro e prima perde il 12° posto e poi un paio di giri ai box.

Il giro di soste decide una piatta seconda stage: Hemric rimane al comando su Gibbs, Allmendinger, Cindric ed un Gragson che si è fatto largo come al suo solito ed è già nella top5; Reddick si prende invece una penalità per eccesso di velocità. Alla ripartenza Cindric manda Gibbs loose, guadagna sì la posizione su Ty, ma deve far passare Gragson e manda in fuga la coppia Hemric-Allmendinger. Oltre ai salvataggi di Moffitt e Reddick c’è solo da notare il testacoda di Gibbs all’ultimissima curva mentre lotta con Briscoe per la quinta posizione.

A salvare Ty ci pensa l’erba sintetica di recente introduzione che impedisce allo splitter di piantarsi e permette alla vettura di scivolare. Davanti – intanto – un Hemric molto convincente vince anche la seconda stage su Allmendinger, Gragson, Cindric, Briscoe, Harrison e Jeb Burton, Gibbs, Allgaier e Jones (Brandon, mentre Erik è inviato ai box nella annuale telecronaca “Drivers’ Only” della FOX).

Il giro di soste premia ancora Hemric, ma ora Gragson è secondo su Cindric e Allmendinger; Moffitt ha problemi al rifornimento, mentre Herbst, fortunato come sempre, si prende pure una penalità per colpa dei meccanici. Visto che la sorte ha colpito Riley, si attende come questa bloccherà un ispiratissimo Hemric sulla strada della prima vittoria in carriera.

Si riparte ai -103 e dopo un Daniel a razzo si va 3-wide, Gragson decide di alzare il piede (e viene scavalcato da Briscoe, che poi va di traverso per attaccare Harrison Burton), lasciando a lottare per la seconda posizione Cindric e lo stesso Burton. La lotta viene interrotta subito dalla caution causata da Mills, vittima di un piccolo rallentamento a catena iniziato da Howard.

Si riparte ai -97 a posizioni praticamente invariate, Cindric scatta ancora non al meglio e così Harrison Burton si porta al secondo posto; Austin per tentare il controsorpasso al pilota JGR finisce per essere scavalcato da Briscoe, il quale poi non si ferma e lui sì che passa Burton.

Hemric e Briscoe riescono ad allungare sul gruppo e Daniel sembra ad avere la situazione in pugno. Poi, purtroppo per lui, tutto precipita. Prima dice di aver colpito un detrito, poi viene sverniciato da Briscoe ai -85, infine, alla caution provocata dal testacoda di Jeb Burton, finisce incastrato dietro a Finchum e si prende una penalità per una ruota vagante.

Briscoe rimane al comando su Harrison Burton, Gragson, Cindric e Allmendinger: alla ripartenza dei -76 Chase rimane al comando, Burton invece scatta male e ciò permette a Cindric ed Allmendinger di duellare per la piazza d’onore, tuttavia AJ ben presto alza bandiera bianca. Pare che gli abbiano montato la posteriore sinistra con soli tre bulloni ben avvitati e il movimento della ruota abbia mandato ko il freno. Allmendinger così è costretto al ritiro.

Ai -70, dunque, Briscoe ha circa 1″ su Cindric, 2.5″ su Harrison Burton e 3″ sul rimontante Gibbs, finito in fondo al gruppo dopo il testacoda, Gragson invece non ha una vettura veloce e tutto ciò che guadagna in pit lane e alle ripartenze poi lo perde in pista. Sta rimontando anche Hemric, ormai ai margini della top10 e arrabbiato col destino come forse non mai.

Cindric non ha una vettura al 100% e così Briscoe va in fuga, tuttavia c’è ancora una sosta che potrebbe decidere tutto e la strategia potrebbe risultare fondamentale. A cancellare sul nascere tutti i calcoli ci pensa Jeffrey Earnhardt che si ritrova col paraurti penzolante e la Nascar chiama la caution prima che lo perda del tutto. È la miccia che accende il finale di gara.

In una pit lane convulsa (Allgaier, Haley con la bottiglietta in mano, Jones ed Hemric rischiano il contatto) Sieg decide di fare solo il pieno ed esce dai box davanti a Briscoe, Gibbs e Cindric. Alla ripartenza dei -50 Sieg parte anche bene, poi finisce loose in curva1; Ryan tiene bene la vettura, poi però l’apron e l’effetto pendolo fanno il resto, la vettura finisce in mezzo alla pista in curva2 e Berry lo centra in pieno con anche Moffitt che riporta dei danni. Malgrado il violento incidente tutti stanno bene e Jeb Burton ringrazia dopo aver preso la wave around.

Briscoe è dunque tornato in testa e alla green dei -41 mantiene la prima posizione; a seguirlo c’è Gibbs, che prova pure a resistergli, mentre Harrison Burton è terzo su Cindric. I quattro allungano sul resto del gruppo ed in questa fase c’è da notare il fatto che Hemric perda lo slancio della rimonta dei giri precedenti e, per passare Gragson, finisce per scivolare dietro a Jones ed è di nuovo ottavo.

Il quartetto col passare dei giri diventa sempre di più una doppia coppia e Gibbs non molla Briscoe; al box #99, tuttavia, hanno sbagliato l’ultimo aggiustamento e la vettura è diventata sottosterzante. I doppiaggi rappresentano il colpo di grazia per Chase, il quale ai -20 viene attaccato da Gibbs. Briscoe resiste per mezzo giro all’esterno, poi in curva2 Ty involontariamente gli toglie l’aria dallo spoiler e Chase finisce in testacoda, salvando sì l’auto, ma spiattellando l’ultimo set di gomme che aveva a disposizione.

La pit lane si riapre e i due nomi più interessanti che ci vanno sono quelli di Allgaier, che monta un set ricondizionato, e Brown, il quale invece ha risparmiato un set ed ora con gomme fresche sogna il colpaccio. Si riparte ai -14, tuttavia la green dura ben poco: in un enorme fallo di confusione Hemric non si accorge del compagno di squadra Jones e nel mucchio ci finiscono lo stesso Hemric, Jones, Haley, Annett, Gragson (altro DNF per lui) e Martins.

La Nascar sembra pensare ad una bandiera rossa, poi però prosegue sotto caution e ciò fa arrabbiare la signora Allgaier, neomamma per la seconda volta, e probabilmente interrompe il sogno di Brown, il quale dunque avrà soli sette giri per rimontare dalla nona posizione.

Stavolta la ripartenza va a buon fine e Gibbs vola favorito dal duello fra Cindric ed Harrison Burton, vinto alla fine dal pilota Penske. Austin non arriva mai troppo vicino alla #54 e così l’attenzione si sposta su Brown il quale passa Jones, Ty Dillon e Reddick per portare a casa una incredibile quarta posizione.

Ty Gibbs conquista così una incredibile seconda vittoria in carriera diventando il più giovane vincitore in Nascar a Charlotte (e fra poco potrà fare il bis con la ARCA Series). Cindric chiude secondo pur non avendo un auto vincente (ed è questo il pregio dei campioni), davanti ad Harrison Burton, Brown, Reddick (con Jordan Anderson che festeggia la salvezza quasi definitiva del team), Briscoe (clamorosa rimonta nel finale), Ty Dillon (che fa con la #23 quello che non ha fatto con la #54), Jones, Jeb Burton e Clements.

In campionato cambia ben poco, la vittoria di Gibbs è un jolly spendibile solo per il titolo a squadre; Burton passa Allmendinger al secondo posto, ma pur sempre staccato da Cindric. Herbst infine non sfrutta la pole position e rimane ancora lontano dalla qualificazione.

I risultati odierni

La classifica della “Alsco Uniforms 300”

La classifica generale

Così in campionato dopo 12 gare su 33

I prossimi appuntamenti

Domani a mezzanotte andrà in scena la Coca-Cola 600, la storica maratona del Memorial Day della Cup Series. La Xfinity, invece, tornerà in pista sabato prossimo a Mid-Ohio.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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