NASCAR | Xfinity Series: rimonta vincente di Allmendinger a Mid-Ohio

CONDIVIDI

SEGUI P300.it

TELEGRAM | Canale News

TELEGRAM | Gruppo

GOOGLE NEWS

TWITTER

INSTAGRAM

Allmendinger si prende una penalità, poi una caution gli permette l’attacco decisivo che beffa Cindric


Dispiace che sia finita così, specialmente per Austin Cindric che fino a quattro giri dalla fine aveva fatto una gara perfetta, ma AJ Allmendinger aveva l’auto migliore e solo una penalità a causa di una infrazione del muretto all’ultima sosta lo aveva mandato in fondo al gruppo. Negli ultimi giri Allmendinger si è letteralmente scatenato e preso di forza una vittoria meritata che lo fa sognare in ottica futura.

La gara

A Mid-Ohio splende il sole in una giornata quasi estiva. Non ci sono state prove libere né qualifiche e così le 40 vetture in griglia vengono ordinate in base all’algoritmo; la pole position va al favorito numero uno della gara Austin Cindric, il quale sfrutta gli owner point per strappare la prima posizione a Ty Gibbs che il giorno precedente ha vinto pure la gara della ARCA Series. L’altro favorito, ovvero AJ Allmendinger, invece, deve scattare solo dalla 12esima posizione.

La prima gara standalone della stagione introduce regole particolari riguardo le soste: le pit crew titolari sono a Sonoma e dunque per le riserve i pit stop vengono congelati. Durante le green si può solo rifornire (a meno di incidenti e/o forature), mentre sotto caution cambio gomme e pieno si devono fare in due pit successivi della durata compresa fra 50″ e 70″. Questa regola permette anche ai piccoli team, chiaramente ancora più in difficoltà in giornate del genere, di non perdere rispetto agli squadroni che potrebbero schierare anche qui a Mid-Ohio pit crew di livello assoluto. Quello che stona, tuttavia, è la divisione dei 75 giri di gara in tre stage da 25.

Alla bandiera verde Cindric sceglie all’interno e a fatica si tiene dietro Gibbs; in seconda fila ci sono i cugini Burton, con Harrison che segue Austin, mentre Jeb finisce largo e solleva un polverone. Molti passano indenni, qualcuno riporta delle ammaccature (Snider e Labbé), mentre Gragson perde le coordinate, finisce ancora più largo e finisce per piantare lo splitter nel raccordo fra asfalto ed erba. Il muso è distrutto, la perdita di olio notevole (per fortuna solo Ware finisce in testacoda) e per Noah la gara è finita dopo appena due curve. Gragson in 13 gare così ha portato a casa ben sei ritiri, questo è il terzo di fila, e la striscia negativa senza vittorie ha sorpassato l’anno di durata.

Si riparte con 21 giri da disputare nella prima stage e Cindric, come in precedenza, fatica a tenersi dietro Gibbs, ma alla fine mantiene la prima posizione; i cugini Burton e Allgaier completano la top5. La coppia di testa prova subito l’allungo mentre Brandon Brown perde terreno dopo l’algoritmo favorevole e degno di nota è il duello con l’omonimo Brandon Jones con Allmendinger spettatore interessato e che poi passa entrambi portandosi al quinto posto. Al giro otto nuova caution, con il motore di Martins in fumo ed AJ vede così annullato il ritardo.

Si riparte ai -13 e Gibbs si fa furbo, anziché resistere in curva1 a Cindric gli si accoda e lo attacca in curva2 riuscendoci; Austin tuttavia non molla e nelle Esses ritorna al comando, tuttavia entrambi devono guardarsi alle spalle, dato che Allmendinger ha indovinato la ripartenza ed è già terzo. Al giro successivo AJ attacca Gibbs in accelerazione sul rettilineo più lungo e completa la manovra in staccata, poi ai -10 si ripete su Cindric, stavolta nel tratto misto.

Allmendinger vola via con la vettura migliore presente in pista e Cindric deve limitare i danni; chi invece non lo fa è Harrison Burton, il quale imita Gragson ed anche lui è costretto al ritiro. Interviene la strategia e Ty Gibbs con Hemric, Lally, Snider, Paludo (che in uscita dai box finisce nella ghiaia), Gaulding e Sieg (che ha problemi alla frizione e per ripartire perde un giro) si fermano prima del break a scontare una delle due soste obbligatorie.

Allmendinger vince così senza problemi la prima stage con 3″ di margine su Cindric, oltre 10″ su Haley, 11″ su Jeb Burton, 13″ su Allgaier e Jones, 15″ su Herbst, 16″ su Labbé, 27″ su Annett e Clements. Al break tutti questi devono fare due soste, prima il pieno e poi le gomme, mentre Gibbs e gli altri solo una e così Ty passa al comando.

Dopo le penalità per Clements, Gaulding, Howard, Ellis e Brown, si può ripartire con 20 giri da disputare nella seconda stage, tuttavia con un altro colpo di scena: Allgaier prende la via del garage con un problema alla posteriore destra; Justin perderà numerosi giri e concluderà solo 35°. Alla bandiera verde Gibbs rimane al comando su Hemric e Snider, Daniel non riesce a completare la manovra di sorpasso e così si deve accodare al compagno di squadra, mentre Myatt perde terreno.

Dietro di loro Allmendinger e Cindric iniziano la loro rimonta, con AJ che apre la porta su un avversario ed Austin che il giro dopo ne approfitta. Uno degli ostacoli più duri è Haley, dato che mentre Austin tenta il sorpasso su Lally all’esterno di curva2, da dietro arriva Justin che si tuffa all’interno; per fortuna tutti ne escono indenni con Cindric davanti ad Haley e Lally. Dopo i testacoda di Ware (e due) e Berry (che ha qualificato grazie alla vittoria di Martinsville la vettura di Jordan Anderson) ai -15 i tre big sono finalmente nella top3, con Gibbs che ha 2.7″ su Allmendinger e 4.3″ su Cindric.

AJ pian piano si avvicina a Ty, Austin invece perde terreno, tuttavia ad azzerare i distacchi ci pensa Clements, il quale sta vivendo una giornata complicatissima e si ferma in pista ai -9 a causa di problemi elettrici. Stavolta ad anticipare la sosta è Cindric seguito dai soli Snider, Sieg, Annett, Ellis, Brown, Cassill, Weatherman, Vargas e Ware. Bandiera verde ai -7 e Gibbs rimane al comando in curva1, tuttavia AJ lo scavalca in curva2. Allmendinger ha aperto la porta e così ci si infila anche Haley.

Come ogni settimana arriva in questa fase il colpo di sfortuna per Daniel Hemric che, mentre è settimo, fora la posteriore sinistra e si deve fare quasi un giro su tre ruote, arrivando ai box dopo aver praticamente distrutto un quarto di carrozzeria. Un piccolo colpo di scena strategico arriva ai -3, quando (dopo Berry e Wright) vanno ai box sia Allmendinger che Gibbs ed insieme a loro Lally, Moffitt, Paludo e Williams. Tuttavia, al box #16 sbaglia completamente i conti ed il tempo trascorso da Allmendinger in pit lane è di appena 47″, 3″ in meno del limite fissato e dunque AJ si prende una penalità.

Nel frattempo Haley gestisce gli ultimi giri e vince la seconda stage davanti a Jones, Jeb Burton, Herbst, Cindric (già quinto), Labbé, Snider, Brown, Annett ed Ellis; Buford perde l’ottava posizione dopo una toccata subita da Brown. Dopo le penalità per Lally, Ware e Wright, il lucky dog per Little e Clements di nuovo fermo in pista, si completa il giro di soste, Sieg tenta la sorte e rimane in pista e così Cindric alla ripartenza è solo secondo mentre Gibbs finisce nel plotone e Allmendinger in coda.

Alla bandiera verde dei -20 Cindric ci mette pochissimi metri a sorpassare Sieg e così inizia la sua cavalcata. Ha meno benzina dei rivali diretti, tuttavia il pieno gli dovrebbe bastare fino alla bandiera a scacchi. Ad aiutarlo ci pensa il fatto che Gibbs non recuperi in fretta (e staziona a lungo in settima posizione), mentre AJ deve recuperare 25 posizioni. Lo show di Allmendinger è incredibile, tuttavia il ritardo è notevole: il trio si ricompone in testa ai -8, ma Gibbs è secondo a 10.7″ da Cindric, AJ terzo a 13.2″.

Dietro nel frattempo i duelli proseguono, con Pardus che viene letteralmente mandato nell’erba da Jones, Snider che fatica nel perdere terreno, Paludo ed Haley che hanno il muso ammaccato, Ware che finisce per la terza volta in testacoda, tuttavia la caution che frega letteralmente Cindric arriva dai piani alti: alla staccata in fondo al rettilineo più lungo Jeb Burton, compagno di squadra di Allmendinger, si insabbia ai -8 quando è nono.

Cindric vede così annullato il vantaggio sui rivali, soprattutto su Allmendinger che evidentemente ha la vettura migliore. Per Austin si profila una beffa simile a quella del 2018 quando Allgaier lo superò con gomme fresche. Solo Snider, Sieg, Brown ed Ellis vanno ai box, mentre Hemric si prende il lucky dog e così si arriva alla ripartenza dei -4.

Austin, memore delle ripartenze precedenti, sceglie la corsia esterna e questo sarà l’errore fatale, malgrado il ragionamento sia valido. Cindric, infatti, non fa i conti con Allmendinger che indovina la ripartenza perfetta (anche se Gibbs che è davanti a lui sospetta un cambio di corsia irregolare prima del traguardo) e va 3-wide. AJ ne esce in testa, Gibbs si deve allargare e Cindric all’esterno deve alzare il piede, finendo in un altro 3-wide in cui Annett a sinistra sbanda, colpisce Haley il quale centra lo stesso Cindric che finisce nell’erba. Più dietro alle Esses Jones manda in testacoda Wright che viene centrato da Weatherman. Arriva così la nuova caution che manda tutti all’overtime.

Allmendinger è al comando davanti a Moffitt, Haley, Gibbs e Paludo, tuttavia arriva un ulteriore colpo di scena: quando tutto è pronto per il restart, Moffitt rimane a secco e perde una chance enorme di ribaltare la propria stagione. Gibbs sfrutta il regolamento e, siccome le due file erano già formate, avanza in prima fila passando Haley. Negli ultimi due giri in vetta succede poco, Allmendinger scatta via, Haley resiste malgrado non abbia mezzo muso e Gibbs si accontenta della terza posizione. Dietro invece all’ultimo giro Herbst manda nell’erba Paludo e pochi metri più avanti a sua volta viene spedito nella ghiaia da Lally.

Allmendinger vince così la seconda gara stagionale davanti al compagno di squadra Haley (con Mr.Shank al muretto direttamente da Indianapolis), Gibbs, Jones, Lally, Brown, Annett, Berry, Sieg e Williams; Hemric è 12°, Cindric 14° dopo aver recuperato 10 posizioni in due giri, Herbst 21°, Paludo 27°.

Ha vinto così il pilota con l’auto migliore, anche se la beffa per Cindric, che ha avuto la strategia perfetta, è atroce visto che per lui questa è la gara di casa e sugli stradali nel 2021 sugli stradali è ancora a secco. Allmendinger si avvicina a quota due vittorie, contro le tre di Austin, tuttavia notevole è il crollo in classifica di Gragson, visto che il terzo DNF di fila lo spedisce al 12° e ultimo posto. Ora per lui si spera che il giro di boa rappresenti anche un cambio di vento, da contrario a favore.

I risultati odierni

La classifica della “B&L Transport 170”

La classifica generale

Così il campionato a metà regular season (gara 13 di 33)

I prossimi appuntamenti

Oggi a Sonoma (ore 22:00, diretta SI Motori e Nascar Trackpass) andrà in scena la Cup Series. La Xfinity Series tornerà sabato prossimo in Texas.


Immagine: media.nascar.con

P300 MAGAZINE

NASCAR | Xfinity Series: rimonta vincente di Allmendinger a Mid-Ohio

Continua a seguirci

Avatar of Gabriele Dri
Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

P300 MAGAZINE

NEWSLETTER

ULTIMI ARTICOLI

GRUPPI AMICI

Telegram | Passione Motorsport

ALTRI DALL'AUTORE

P300 MAGAZINE

NASCAR | Xfinity Series: rimonta vincente di Allmendinger a Mid-Ohio

Continua a seguirci