NASCAR | Xfinity Series: Reddick regala in Texas la prima vittoria al Big Machine Racing!

In una gara ricca di caution Reddick sorprende i big e porta al trionfo il giovane team. Pochi regular rimangono indenni al punto che Byron conclude secondo in una gara one-off col JR Motorsports che mastica amaro. Ancora un risultato deludente per Creed che finisce a muro


Una gara poco lineare ha impedito lo sviluppo dei reali valori in campo, tuttavia alla fine il più veloce è stato Reddick che ha ottenuto per sé e per il Big Machine Racing una vittoria in una gara spezzettata da moltissime caution, ben 11, al punto che gli stint sotto bandiera verde più lunghi (una ventina di giri) sono stati il primo e l’ultimo. Gli altri hanno pagato dazio, chi più e chi meno, chi prima e chi dopo, ma di auto indenni al traguardo ce ne sono state ben poche.

La gara

Il venerdì in Texas è molto caldo dentro e fuori la pista. I controlli tecnici fanno soffrire qualche pilota, in primis Gibbs e Snider che arrivano in pit lane all’ultimo. Le libere poi mandano subito nel garage Cassill perché finisce a muro in curva2 (muletto e partenza dal fondo per lui) e poi anche Allmendinger perché i commissari notano qualcosa che non va relativamente alle altezze da terra pur avendo dato l’ok e quindi AJ deve rifare i controlli tecnici; alla fine #16 viene riapprovata in tempo. Da notare inoltre anche il testacoda di Vargas in curva2 per una foratura lenta.

Il miglior tempo è di Ryan Truex su una #18 del Joe Gibbs Racing ancora tristemente senza sponsor davanti ad Allgaier, Reddick (ancora sulla #48 del Big Machine Racing) la sorpresissima Yeley e Gragson. Ben presto si capisce il motivo di JJ in quarta posizione: durante la trasferta sulla costa Ovest il team di Carl Long aiutò il Team Penske (!) rimasto praticamente senza vetture di scorta dopo gli incidenti di Daytona; ora Roger ha deciso di ringraziare Long vendendogli una delle vetture del 2021 (si pensa, infatti non si sa quando Penske ha abbandonato i piani relativi alla categoria cadetta).

In qualifica, dove solo una vettura andrà a casa subito, anche Alfredo paga dazio finendo a muro in curva4 nel giro di lancio, poi a lungo Reddick rimane a sorpresa al comando, ma l’ultima vettura a scendere in pista è quella che si mette dietro tutti gli altri.

Noah Gragson conquista la sua prima pole nella Xfinity Series battendo appunto Reddick, Austin Hill, Jones e Truex, Gibbs (al debutto su questa pista) è “solo” settimo, Yeley buon 14°, Weatherman ottimo 17° fra molti malumori perché in gara verrà sostituito dal team owner Iwuji che era impegnato in obblighi militari (è riservista della Marina) in una procedura straordinaria concessa dalla NASCAR in quanto Jesse è un rookie e a norma di regolamento non avrebbe potuto correre.

Prima del via si devono mandare in fondo diversi piloti, oltre ai citati Cassill ed Iwuji anche (tutti per modifiche in parco chiuso) Starr, Currey, Vargas, Alfredo, Parsons, Gibbs (problemi ad una gomma) e Brown (freni), la corsa può partire. Gragson scatta benissimo e va subito in fuga perché Reddick scivola in curva2 e crea un po’ di confusione da cui emerge in seconda posizione Austin Hill e poi Jones in terza perché Tyler all’esterno perde tante posizioni al punto che al terzo giro è addirittura 13° con Berry che freme dietro di lui per passarlo.

Ovviamente chi rimonta meglio è Gibbs, anche se sembra abbia imparato la lezione di Las Vegas e lo fa senza esagerare o tamponare qualcuno, Cassill invece fatica tanto dato che praticamente questi sono i suoi primi giri in pista nel weekend. Ancora problemi ai freni per Brown che affronta le curve solo alzando il piede.

La fuga di Gragson dura una quindicina di giri, poi Hill perde due posizioni in un colpo a vantaggio di Jones ed Allgaier con quest’ultimo che supera anche Brandon. Ed Allgaier, che aveva 2″ di ritardo, in pochissimo tempo raggiunge Gragson proprio mentre Noah raggiunge i primi doppiati partendo ovviamente da un lento Iwuji. Gragson fatica con i doppiaggi ed un Emerling che non si sposta (la paura di finire all’esterno dove non c’è grip è tanta) favorisce il sorpasso di Allgaier; pochi secondi dopo arriva la prima caution di serata per il motore di uno sfortunato Vargas che esplode.

Ai box ci vanno in pochi (Cassill e Brown che cerca di sistemare i freni) dunque si riparte dopo una lunga caution a posizioni quasi invariate e Gragson ritorna subito in testa mentre più indietro Hemric bacia il muro dopo un contatto sfiorato con Berry. Chi invece provoca la caution con un testacoda in curva2 è McLaughlin. Stavolta la pit lane si affolla decisamente di più (Gibbs, Reddick, Berry, Herbst, Byron ed altri) anche perché manca ormai pochissimo alla fine della stage.

La green sventola ai -4 e la lotta fra Gragson ed Allgaier viene congelata in fretta perché McLaughlin finisce di nuovo in testacoda. Quando si accendono le luci gialle Gibbs rallenta a differenza di Jeb Burton che lo tampona, lo manda in testacoda e gli provoca una foratura; ai box ci va anche Sieg leggermente ammaccato durante la caution precedente. Gragson vince la prima stage sotto caution davanti ad Allgaier, Allmendinger, Jones, Hill, Mayer, Creed, Alfredo, Yeley e Snider.

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Al break si completa il giro di soste e dai box esce davanti Jones perché Gragson ha una sosta lenta (ed ha paura pure che il servosterzo non funzioni al meglio), ma il nuovo leader per la strategia è Berry che alla bandiera verde parte bene e approfitta della lotta dietro di lui fra Cassill e Reddick per allungare subito. Tyler ha la meglio e così Cassill deve vedersela con Byron, oggi alla guida della #88 del JR Motorsports, senza successo.

Mentre Allgaier e Gragson soffrono nel traffico e Reddick riprende Berry, ecco un’altra caution e a finire a muro è un Creed che con questo incidente (chiuderà 26° a un giro dopo essere stato a lungo a -2 prima di un breve ritorno a pieni giri) non facilita la sua rincorsa verso i playoff.

La green sventola con appena 18 giri da disputare e Berry all’interno scatta bene venendo seguito da Byron, nel gruppo invece Starr finisce di traverso ma salva la vettura e non viene esposta nemmeno la caution. Reddick è il più in forma e dopo aver perso metri alla ripartenza ritorna secondo e con lui arriva un rinvigorito Allgaier. Tyler prova ad attaccare Berry ma non riesce nella manovra a differenza di Gragson su Herbst fatto che gli permette di entrare nella top5 e dietro Gibbs rientra nella top15.

Il gruppo di testa si ricompatta e ciò permette ad Allgaier di attaccare Reddick in curva1, poi scivola in curva2 (non sarà l’ultima volta) e Tyler riesce ad incrociare, ma poi è lui a commettere un piccolo errore e così la #7 passa e si incolla al compagno di squadra Berry. La top5 (Berry che resiste malgrado gomme leggermente più usurate, Allgaier, Byron, Reddick e Gragson) è racchiusa in appena un secondo, ma il dominio del JRM (che aggiunge Mayer settimo dietro a Ryan Truex) è netto.

Il finale scorre via tranquillo e Berry vince la seconda stage, le altre posizioni non cambiano e a completare la top10 ci sono Herbst, Austin Hill e Jeb Burton mentre Cassill, Allmendinger, Gibbs e Jones ne sono rimasti fuori. Al break tutti vanno ai box e Berry esce ancora al comando al pelo su Allgaier mentre Reddick e Gragson perdono terreno; Cassill finisce in coda per una penalità (come Yeley e Parsons) per una ruota vagante che finisce sull’erba.

Si riparte a 80 giri dal termine e Berry non scatta bene al punto che Allgaier lo affianca dall’esterno in curva1, poi qui Josh perde il controllo all’interno del compagno di squadra finendo di traverso. Questo ovviamente provoca un po’ di scompiglio e Jones tocca il compagno di squadra Gibbs che poi rovina su Gragson. Entrambi finiscono a muro mentre nella confusione Berry aveva salvato la vettura, ma poi viene tamponato da Mills.

Allgaier passa dunque al comando davanti a Truex, Mayer, Byron e Reddick; i box si affollano di vetture ammaccate e fra queste c’è anche Jones che c’ha il muso più concavo che convesso ma pure Herbst che ha problemi alla radio. Si riparte ai -73, ma sarà una stage molto sofferta; Allgaier parte bene e la lotta fra Truex (che poi perde terreno) e Byron manda Justin in fuga.

La green dura poco però, infatti Gragson (con una vettura che è lunga mezzo metro in meno ed ha perso tre giri) fora e finisce a muro mettendo fine alla sua giornata. I giri passano e la strategia per quanto riguarda l’ultima sosta entra nel vivo. Il gruppo si spacca e ai box ci vanno Reddick, Hill, Cassill, Gibbs, Alfredo, Berry, Labbé, Herbst, Jones, Starr, Graf, Brown (a cui dicono che è così quattro giri a corto con la benzina) e tanti altri. Rimangono in pista in 17 fra cui Allgaier che sceglie ancora la corsia esterna dopo quanto visto con Berry prima.

La bandiera verde sventola ai -64 ed Allgaier rimane al comando davanti a Byron e Mayer; Brown finisce in mezzo a due 3-wide e perde altre posizioni. Chi recupera meglio con gomme fresche è Reddick che si fa largo nel gruppo a forza di sorpassi torna nella top10. Nella top10 c’è anche Hemric malgrado qualche ammaccatura.

Ai -55 la cambia improvvisamente volto, anche a sorpresa: Allgaier finora non è mai scappato, però è sempre sembrato in controllo, tuttavia vederlo sorpassato all’improvviso da Byron coglie tanti alla sprovvista. L’attacco in curva1 è pulito, ma in curva2 i due compagni di squadra in uscita si toccano leggermente ed approfittarne è anche Mayer che scavalca Allgaier.

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Justin perde subito terreno e viene passato anche da Truex dopo un giro addirittura 1.3″ più lento di Mayer e si capisce che qualcosa non va, infatti al giro successivo Justin si ritrova con la posteriore sinistra forata e provoca anche una caution. Il gruppo si spacca di nuovo e rimangono in pista soltanto Hill, Jones ed Ellis, segue poi Cassill che cambia solo due gomme e Byron.

Nuova ripartenza ai -45 ed Hill scatta bene, Truex va 3-wide e fa saltare subito Ellis, tuttavia la tregua dura ben poco, infatti in curva3 il solito Graf decide di attaccare all’interno il compagno di squadra Starr mentre questi è all’interno di Sieg ed ovviamente l’effetto domino è servito con Joe che ne esce unico indenne; esauriti i lucky dog precedenti stavolta è il turno di Creed che recupera uno dei due giri persi.

Con questa serie di caution Hill è praticamente sicuro di andare in fondo con la benzina, tuttavia non si può più fermare a cambiare gomme perché altrimenti perderebbe tutta la track position. Si riparte ai -39 ed Austin rimane davanti ancora su Jones, tuttavia Byron è già lì in terza posizione; Cassill bacia il muro ma prosegue a differenza di Sieg che imita Gragson e fora finendo a muro per un’altra caution.

Malgrado le 10 caution ora ci sono ben 34 auto a pieni giri (incluso ora Creed) e solo quattro ritirati (Sieg, Mills, Gragson e Vargas), tuttavia l’undicesima e ultima caution sarà quella più selettiva. Dopo l’ennesima green ai -33 Hill sbanda leggermente e così a sorpresa Jones passa al comando, seguono Reddick e Byron.

La gara si decide ai -30: Reddick di slancio arriva e sorpassa Hill in curva1 e poi di slancio pure Jones in curva3 andando al comando. Dietro i leader in curva4 Labbé perde il controllo, bacia il muro, rimbalza in pista, travolge l’incolpevole Yeley (che finisce violentemente a muro) e coinvolge nell’incidente anche Emerling, Alfredo, Ellis ed Iwuji (in modalità “ARCA Brakes”).

Dopo una lunga caution per riparare le barriere e alcune soste (fra cui quella a sorpresa di Jones), il timore di Reddick per una ruota mal fissata ed i problemi per Moffitt la bandiera verde viene sventolata ai -22, Hill viene lasciato da solo e così Byron spinge Reddick al comando. E la gara praticamente finisce qua.

Da notare nel finale c’è Allmendinger che si ritrova al terzo posto dietro a Byron, ma poi deve cedere terreno per una vettura ancora non al meglio e viene superato da Hill, Mayer e Truex, ci prova pure Allgaier sul trioval ma i due si toccano ed AJ rischia di finire con la posteriore sinistra ko, ma dopo un attimo di panico prosegue in nona posizione.

Tyler Reddick vince così la prima gara nella storia del Big Machine Racing (che dunque ha avuto ragione a valutare altri piloti oltre a Jade Buford) precedendo Byron (+1.8″), Mayer (+4.7″), Allgaier (+5.0″ malgrado tutti i guai), Hill, (+6.6″), Truex (+6.8″), Berry (+8.9″), Herbst (+9.4″), Allmendinger (+12.7″) e Cassill (+12.9″); seguono Hemric, Gibbs, Burton, Brown e Clements.

La giornata dominante del JR Motorsports diventa così invece quella di un giovane team che vuole diventare grande, che magari ha commesso degli errori nella gestione dei piloti, che in futuro non potrà basarsi sul talento di Reddick, ma che sta capendo con le buone e con le cattive cosa si deve fare per vincere. Ora possono solo costruire qualcosa di meglio dopo questo successo.

In campionato, dunque, giornata di transizione con Creed che perde ancora più terreno dai playoff, con Gragson che mastica amaro per le posizioni perse ai box che l’hanno messo nel gruppo e nel posto sbagliato al momento sbagliato, di Gibbs che pure ha dovuto rimontare, di Allgaier che sembra aver perso una buona occasione ma soprattutto di Allmendinger che pur non essendo praticamente mai in lotta per la vittoria arriva a quota 500 punti esatti con 12 top10 in 12 gare. A Charlotte ci sarà un’altra chance per tutti.

I risultati odierni

La classifica della “SRS Distribution 250”

La classifica generale

Così in campionato dopo 12 delle 33 gare della NASCAR Xfinity Series 2022

I prossimi appuntamenti

Stanotte in Texas ci sarà la consueta All-Star Race (bandiera verde alle 2:00) preceduta dal solito Open di qualificazione che partirà alle 23:30. Nell’Open ci saranno 16 vetture con a disposizione tre posti (più il Fan Vote) per la All-Star Race che vede già 20 vetture qualificate.


Immagini: media.nascar.com

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