NASCAR | Xfinity Series: Nemechek beffa Hemric in Texas

John Hunter Nemechek domina la gara prima di una penalità. Hemric accarezza il sogno della prima vittoria in carriera, ma una caution e la strategia della #54 hanno la meglio nello sprint finale


Un dominio inaspettato quello di John Hunter Nemechek in Texas, dato che il figlio e nipote d’arte mancava dalla Xfinity Series da ben due anni, tuttavia la #54 del Joe Gibbs Racing è in forma straordinaria in questo 2021, al punto che grazie a Kyle Busch, Ty Gibbs, Christopher Bell ed ora Nemechek ora ha conquistato addirittura 10 vittorie nelle prima 30 gare. Il problema per il team è che questi successi sono arrivati tutti da piloti non in lotta per il titolo piloti e dunque il trio composto da Daniel Hemric (ancora una volta secondo), Harrison Burton e Brandon Jones è ancora a secco e gli ultimi due rischiano di mancare la qualificazione per Phoenix.

La gara

Sotto il sole del Texas il clima è bollente solo in previsione delle 300 miglia che potenzialmente mettono in palio il primo biglietto diretto per Phoenix qualora vinca uno degli otto piloti ancora in corsa per il titolo. La classifica dopo il reset del punteggio vede Allmendinger a +6 su Cindric frutto di altrettanti playoff point guadagnati su Austin nel “Round of 12”; entrambi si possono giocare un jolly visto il margine che hanno sul quartetto composto da Allgaier, Gragson, Hemric ed Haley mentre Harrison e Burton e Jones sono già ad inseguire.

L’algoritmo che costruisce la griglia di partenza è anche frutto di questa classifica, infatti Allmendinger e Cindric compongono la prima fila; il primo gruppo di merito si è ristretto a sole 10 vetture, infatti oltre agli otto piloti ci sono anche la #1 (con Annett ormai tornato saldo al volante) e la #54 (stavolta non con Ty Gibbs bensì con John Hunter Nemechek appena riconfermato nei Truck al KBM) in lotta ancora per l’owners championship al posto della #20 (eliminata dopo Charlotte) e della #19 (nemmeno qualificata ai playoff, esclusa invece dalla #8).

Oltre all’inversione dell’ordine in calendario fra Texas e Kansas, a Fort Worth c’è un altro cambiamento decisamente più importante. Infatti, dopo anni di polemiche è stato bocciato il famigerato PJ1, l’additivo adesivo che avrebbe dovuto garantire più traiettorie e sorpassi ma che invece aveva regalato inutili grattacapi a Nascar e soprattutto IndyCar. Al suo posto, tuttavia, è stata posta la resina di composizione diversa applicata quest’anno ad esempio a Nashville e che aveva riscosso un relativo apprezzamento da parte dei piloti. La Xfinity quindi è la prima categoria a testare da zero la novità senza libere né qualifiche.

Alla bandiera verde Allmendinger dalla corsia interna rimane al comando e a seguirlo è Hemric che sorpassa Cindric, mentre dietro di loro Gragson ed Haley lottano per la quarta posizione. Al giro successivo, però, Hemric – che ha anche problemi radio – va leggermente largo in curva1 e Cindric lo scavalca; la #18 rimane all’esterno sulla resina ancora da collaudare e perde la posizione anche da Gragson ed Haley. I suoi compagni di squadra del JGR non se la passano meglio, visto che Jones ed Harrison Burton (in crisi di sovrasterzo per tutta la corsa) sono passati da un Nemechek già in rimonta, da Annett e da Mayer sulla #8.

Dopo 10 giri i leader trovano già i primi doppiati, CJ McLaughlin viene passato senza problemi, la coppia Gase-Boyd in lotta invece no, Allmendinger se li trova nel punto sbagliato, Cindric ne approfitta per scavalcarlo e portarsi in vetta. Mentre Sieg alza il piede per un problema, da notare prima della competition caution del giro 20 la rimonta di Hemric che si porta dietro Nemechek.

Al primo break Cindric è al comando con 1.2″ su Allmendinger, 2.2″ su Gragson, 2.4″ su Hemric, 2.5″ su Nemechek, 2.8″ su Haley, 3.1″ su Allgaier, 4.6″ su Annett, 6.7″ su Jones, 9.6″ su Mayer, 9.9″ su Harrison Burton e 13.3″ su un Jeb Burton che non sta facendo nulla di straordinario per trovarsi un sedile per il 2022.

Ai box ci vanno solo Moffitt e pochi altri, dunque si riprende a posizioni di testa invariate, anche se il break fornisce spunti interessanti: Allmendinger, come in tutte le ultime settimane, non è felice della sua vettura, Buford va nel garage con un problema alla trasmissione e McLaughlin è in pit lane col cofano alzano. La bandiera verde sventola ai -20 e Cindric, a sorpresa, scatta bene, dall’esterno Allmendinger ci prova ma viene respinto prima di un’altra caution immediata.

Sul momento si crede che a provocarla sia Cassill che procede a rilento, oppure McLaughlin con ulteriori problemi in uscita dai box, e invece la causa è un tamponamento a catena nella fila interna in curva1. Dietro a Cindric, Gragson cerca un varco al suo interno e Haley ancora di più, Justin sbanda sul contatto che riceve da dietro, Brandon Jones deve alzare il piede così come Mayer e da dietro arriva a tutta velocità senza frenare Jeb Burton (che aveva due lunghezze di ritardo) che tampona la #8 ammaccandogli il passaruota e provocando una grossa nuvola di fumo che allerta i commissari che preferiscono non correre rischi.

https://twitter.com/NASCAR_Xfinity/status/1449458791246827522?s=20

Alla fine ad andare ai box a riparare il muso è solo Jeb Burton, mentre l’aerodinamica incredibilmente sistema in qualche modo il passaruota di Mayer che sotto caution era pericolosamente ammaccato e si riparte a posizioni quasi invariate ai -15. Cindric scatta anche meglio di prima grazie alla spinta di Hemric; Allmendinger invece scivola sulla resina e finisce al terzo posto con ancora Gragson ed Haley in lotta per la quarta posizione prima di un largo di Justin.

Poco più tardi l’evento clou della gara nella lotta per i playoff: Allmendinger finisce loose in curva1 e va sulla resina alzando il piede, Gragson gli è incollato e non riesce ad evitarlo pur frenando, AJ finisce ancora più largo e perde ulteriore terreno passando al sesto posto. Sembra un normale contatto di gara e invece Allmendinger via radio, supportato dal team, ha visto chissà che cosa lamentandosi della condotta di Gragson. Per fortuna poi non succede nulla, anche se Noah dopo la corsa porgerà delle scuse non dovute ad AJ.

Ad approfittare di tutto questo è Nemechek che è ora terzo ed incollato alla coppia di testa. Poco prima di un’altra caution (Yeley fermo sul rettilineo opposto) JHN scavalca pure il compagno di squadra Hemric ed è vicinissimo pure a Cindric, tuttavia la bandiera gialla gli impedisce un attacco. Mancano pochi giri alla fine della stage e dunque si apre il libro delle strategie. Chi pensa solo alla vittoria e non ai punti si può fermare ora per anticipare il resto del gruppo ed è quello che fa Nemechek, ma a seguirlo ci sono anche Hemric, Jones, Austin Hill, Herbst, Snider e tanti altri.

Si riparte per uno sprint di un giro che non vede grossi movimenti: Cindric vince una prima stage (utile per i 10 punti, inutile per i playoff point che ora non contano più) davanti a Gragson, Allmendinger, Allgaier, Annett, Galey, Harrison Burton, Clements, Moffitt e Brown; Hemric è 14° davanti a Nemechek, Jones 19°, tuttavia al completamento del giro di soste Daniel e John Hunter sono in prima fila mentre Austin da primo è addirittura 19° dopo aver perso la posizione anche da Gragson e Grala (due gomme). Quella del JGR sarà la tattica vincente.

La classifica rimescolata mette molta attenzione sulla ripartenza della seconda stage, tuttavia per i big fila via tutto liscio e gli unici a pagare posizioni sono Cindric e Gragson che dall’esterno scivolano sulla resina; davanti invece Hemric (malgrado un paventato tire rub) rimane davanti a Nemechek, Mayer e Jones, poi arriva quasi subito una caution (senza motivo molto lunga) per detriti in curva1.

Nuova green ai -29 e stavolta Nemechek dall’esterno sfruttando la resina passa al comando in curva4, poi però mezzo giro più tardi finisce loose lottando con un arrembante Hemric e alzando il piede scivola anche dietro a Mayer. Un’altra caution, tuttavia, blocca ancora tutti: stavolta a finire in testacoda in curva2 è Sieg che prosegue come detto il terribile 2021 in questo modo. È la sesta caution in appena 65 giri ed il record sui 200 giri è di 13.

L’ennesima bandiera verde sventola ai -22 e Nemechek spinge Hemric davanti, poi approfitta di Mayer che fa pattinare le gomme per portarsi di nuovo secondo. Sam deve difendersi da Jeb Burton e fa partire la fuga a due. Ancora una volta Nemechek colpisce a freddo, ma stavolta, dopo due giri di incroci e controsorpassi, riesce a completare la manovra su Hemric e rimanere al comando.

Dietro di loro nessuno riesce a passare Mayer e quindi si forma un trenino interessante in cui Haley guida gli altri sei dei playoff, incluso un Jones anch’egli in giornata no malgrado abbia la strategia buona.

Nelle fasi finali non succede molto e Nemechek vince la seconda stage con 1.9″ su Hemirc, addirittura 8.1″ su Mayer, 8.3″ su Jeb Burton, 8.5″ su Haley, 9.2″ su Herbst, 9.5″ su Annett, 9.8″ su Allgaier, 10.0″ su Gragson, 10.1″ su Allmendinger, 11.7″ su Cindric, 12.2″ su Jones e 13.6″ su Harrison Burton.

Il giro di soste regala i primi veri colpi di scena: mentre Nemechek esce dalla pit lane in testa, Allmedinger entrando nello stallo tocca la gomma portata in mano da un meccanico di Gragson (e chi altrimenti?; per la cronaca anche Noah avrà una sosta lenta per riparare il muso ammaccato in altra circostanza) e danneggia leggermente la carrozzeria, poi l’auto viene calata troppo in fretta dal sollevatore ed il pit stop è disastroso. Analoga sorte per Haley, i cui meccanici perdono addirittura due penumatici in pit lane e per loro fortuna la penalità non ha aggravanti.

Con tre contendenti per i titolo costretti a ripartire dal fondo del gruppo, si riparte a 103 giri dalla fine e Nemechek mantiene il comando davanti ad Hemric che deve difendersi da Mayer; in coda altro incidente con Berryhill che perde il controllo, coinvolge Lupton e Buford non può evitarli a differenza dei tre big; per le tre auto incidentate arriva il ritiro.

Dopo una lunga pulizia della pista, l’ennesima ripartenza arriva ai -92: Nemechek aspetta fino all’ultimo per scattare e provoca un po’ di scompiglio in cui, forse, a pagare delle conseguenze è Snider, al punto che Myatt perderà velocità e nel corso dei giri seguenti finirà addirittura doppiato. John Hunter approfitta dello scompiglio per allungare sulla coppia Hemric (contatto con Mayer che poi a causa del sovrasterzo precipiterà in classifica) – Allgaier (due ruote sull’erba nel trioval).

Quando la situazione si placa, ai -80 Nemechek ha 1.5-2″ su Hemric, seguono poi Allgaier, un ritrovato Cindric, Jeb Burton, Annett, Jones, Gragson, Allmendinger (ottimo recupero) e Brown, con Haley 11° dopo aver illuso sullo short run che precede Mayer, Herbst ed un Harrison Burton ancora spento. Le rimonte da seguire, come appena accennato, sono quelle di Noah (malgrado la #9 per qualche giro perda fluidi) ed AJ che ormai sono ai margini della top5.

Quando è tutto pronto per l’ultimi giro di soste, all’apertura della finestra per il pieno ai -60, CJ McLaughlin finisce in testacoda per un’altra caution che segna un’altra svolta nella gara. Ci si preoccupa di Hemric che sente uno strano odore nell’abitacolo (alla fine probabilmente è solo il sacchetto del ghiaccio che è finito sul pianale bollente), e invece a finire nei guai è Nemechek per altro tipo di fumo, quello della vettura di Starr in pit lane che ostruisce la visuale ai meccanici della #54 che anticipano troppo la loro routine.

Con John Hunter che finisce in coda al gruppo per la penalità insieme a Brown (speeding per lui dopo che la sanzione inizialmente era stata assegnata ad Allmendinger e poi misteriosamente tolta alla #16), si riparte ai -51 con la consapevolezza che Hemric ha la chance per conquistare la prima vittoria in carriera. Alla bandiera verde Daniel rimane al comando su Allgaier che si tiene dietro Cindric, il quale dall’interno preferisce non rischiare e non allarga la traiettoria in curva2 chiudendo Justin; di questa situazione ne approfitta Allmendinger che da nono passa sesto.

Hemric riesce ad allungare e tutto sembra a posto malgrado un leggero sottosterzo, c’è solo da curare un Allgaier che non molla ma che presto scivola ad 1.5″ di ritardo, gli arrembanti Gragson ed Allmendinger che si stanno avvicinando a Cindric ed infine la rimonta di Nemechek che ai -45 è 13° (dopo essere scattato 20°), ai -40 12°, ai -35 8° dopo aver scavalcato quasi in un sol colpo Jones, Herbst ed Harrison Burton. Poi, inevitabilmente, i distacchi si dilatano e JHN, pur passando anche Haley, rimane a 6″ dalla vetta. Nemechek avrebbe bisogno di una caution, e l’incidente di Brown in curva2 ai -28 gliela regala.

Tuti hanno ancora un set di gomme fresche ai box e quindi la sosta è più che logica. Sui 17 a pieni giri in 16 si fermano, l’unico ad osare è un disperato Harrison Burton e già si capisce l’esito finale. Solo un altro muretto decide di fare qualcosa di diverso ed è quello della #54 che cambia solo due gomme a Nemechek mandandolo in seconda posizione dietro a Burton e davanti ad Hemric.

L’ultima bandiera verde arriva ai -21, Harrison Burton pur non scattando bene rimane al comando. La resistenza su Nemechek dura quasi due giri, poi il pilota della #20 è costretto ad alzare bandiera bianca ai -19. I due giri che Hemric ci mette in più per passare Harrison permettono a Nemechek di accumulare un vantaggio che ai -15 è di otto decimi. A Daniel le due gomme più fresche in più non permetteranno praticamente mai di ridurre questo gap.

Dietro di loro intanto Harrison Burton lentamente affonda, prima passa Allgaier, poi Gragson, dunque Allmendinger ed infine Cindric. La lotta fra questi quattro è interessante e vede due sorpassi negli ultimissimi giri, uno preventivabile (Gragson su Allgaier), uno decisamente a sorpresa (Cindric su Allmendinger. Per il resto sono solo applausi per JHN.

Nemechek, alla prima gara in Xfinity Series dal 2019 (stagione a tempo pieno con il GMS Racing) conquista il secondo successo in carriera battendo Hemric (decimo secondo posto per lui nella serie cadetta) di 1.3″, Gragson è terzo (+5.2″) davanti ad Allgaier (+5.6″), Cindric (+5.8″), Allmendinger (+6.4″), Haley (+6.5″), H.Burton (+8.1″), Annett (+8.7″) e Jones (+8.8″).

Gli otto dei playoff dunque sono tutti nella top10, si rubano pochi punti a vicenda e la griglia playoff è praticamente invariata, con due piloti in vantaggio (Allmendinger e Cindric), quattro in lotta ed infine la coppia H.Burton-Jones sempre più con l’acqua alla gola; nessun pilota stacca il biglietto per Phoenix, ma una vettura sì, infatti come detto la #54 era ancora in lotta per l’owners championship e dunque questa in Arizona si contenderà il titolo. A guidarla in quella occasione sarà ancora una volta John Hunter Nemechek.

I risultati odierni

La classifica della “Andy’s Frozen Custard 335”

La classifica generale

Così la griglia playoff dopo la prima gara del “Round of 8”

Nascar Xfinity classifica post Texas 2021 Nemechek

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

Oggi alle 20:00 (diretta SI Motori e Nascar Trackpass) sempre a Fort Worth andrà in scena la gara inaugurale del “Round of 8” della Cup Series con in palio il primo biglietto per Phoenix. La Xfinity Series tornerà in pista sabato prossimo in Kansas.


Immagine: media.nascar.com

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