NASCAR | Xfinity Series, Las Vegas: Josh Berry torna vincitore in una gara “senza caution”

di Francesco Gritti
16 Ottobre 2022 - 15:15

Josh Berry strappa il biglietto per il Championship 4 grazie alla vittoria a Las Vegas. Polemiche per l’ultima caution, creata usando una scusa per riaprire la gara. Allmendinger paga caro due ruote mal fissate e perde tanti punti


Josh Berry è tornato in prima posizione, esattamente dove aveva ottenuto la prima vittoria in NASCAR un anno fa. Per il pilota, che compirà 32 anni il giorno della prossima gara a Homestead-Miami, è la prima stagione completa dopo una carriera nelle Late Model. Ottenere un risultato simile è straordinario, una favola per chi pensava di non poter più arrivare nel circuito dei grandi. Per Josh è un’occasione unica per realizzarsi e per ricordare a tutti che i sogni possono diventare realtà.

La NASCAR Xfinity Series torna in pista per la Alsco Uniforms 302, trentesimo appuntamento stagionale e primo del Round of 8, “semifinale” dei playoff prima della resa dei conti di Phoenix. Per la seconda volta in stagione (dopo l’appuntamento di inizio marzo), la serie torna a Las Vegas, ma a differenza della prova primaverile, quella autunnale è leggermente più lunga di quella sopracitata, la Alsco Uniforms 300 (stesso munifico sponsor ma con una leggera variazione).

La storia del Las Vegas Motor Speedway è molto particolare. Nonostante sia l’ovale il punto cardine delle competizioni nel Nevada, nella sua area si erge un complesso di tracciati nato nel 1972, quando è stato creato un piccolo road course di appena 3km. Una storia intrigante, visto che al circuito (modificato nel tempo e ora molto tecnico, dalla lunghezza di quasi 4km) è stato affiancato nel 1985 uno speedrome da 3/8 di miglia e poi, nel 1996, lo speedway su cui si correrà la prova odierna.

L’ovale da 1.5 miglia, ora il pezzo pregiato del complesso di tracciati, è arrivato quindi dopo quasi 25 anni dall’apertura, e da allora è una presenza fissa del calendario NASCAR. Il tracciato è uno speedway in configurazione tri-oval dal banking progressivo (20° di inclinazione massima), che non ha subito grosse modifiche dall’apertura.

La Alsco Uniforms 302, prova autunnale, è stata introdotta nel 2018, dopo che, dal 1997, si è sempre tenuta una sola gara all’anno in Xfinity Series. Le prime 3 edizioni non prevedevano differenze rispetto alla prova di inizio campionato, ma dall’anno scorso si è deciso di dare una marcia in più alla gara, allungandola di un giro. Un cambiamento tutto sommato minimo, che porta i piloti a dover compiere 301.5 miglia, per un totale di 201 giri.

Da regolamento, i 38 piloti iscritti dovranno effettuare un giro lanciato del tracciato in qualifica per determinare l’ordine di partenza. AJ Allmendinger, sulla Chevrolet #16 di Kaulig Racing, partirà in pole position, esattamente come nella gara primaverile, grazie al suo 29.716″, tempo non molto distante dal record fatto segnare da Kyle Busch nel 2017 (appena 6 decimi migliore della pole). Di fianco al veterano ci sarà invece Trevor Bayne, oggi pilota della Toyota #18 di Joe Gibbs Racing ancora in corsa per l’owners championship, appena 13 millesimi più lento del poleman.

Gli altri playoff drivers si trovano tutti in ottime posizioni di partenza. Appena dietro la prima fila si trovano Gibbs, Gragson e Mayer. Jones e Hill sono separati dagli altri ragazzi in lotta titolo da Hemric, campione uscente. Allgaier è decimo al via, Berry dodicesimo, unico tra i qualificati al Round of 8 fuori dalla top 10. Per la fortuna dei team minori, il numero degli iscritti coincide con il massimo delle auto in griglia di partenza. Questo significa che tutti i piloti presenti a Las Vegas avranno la possibilità di dare il meglio di sé in gara.

L’unico problema degno di nota in qualifica è il testacoda di Herbst. Per il pilota di casa, il cui hauler nel viaggio verso Las Vegas si era quasi ribaltato nel fosso per un malore dell’autista senza però feriti né danni alla vettura, ci sarà la partenza dal fondo della griglia.

La gara

In partenza Allmendinger sfrutta la traiettoria interna per restare davanti a Bayne. Gibbs non ha la stessa bravura del poleman, dato che perde due posizioni a vantaggio di Gragson e Mayer.

Al giro 4, mentre Gragson sta tentando l’attacco su Bayne, il part-timer Toyota perde il controllo all’interno di curva 2. Ne esce però una mossa da manuale, visto che si rimette diritto dopo una derapata degna di una downhill il tutto perdendo poche posizioni. Sul traguardo del giro 8 cambia il leader: Noah Gragson supera Allmendinger, mentre poco dietro infuria la battaglia fra Creed, Mayer e Berry.

Gibbs è in forma, e si nota quando supera AJ Dinger in curva 2 al giro 15, ma il veterano, in difficoltà, sa che deve difendersi. Ci vogliono 6 giri di tentativi per permettere al giovane pilota Toyota di sopravanzare il pilota della #16. Ora Ty punta alla testa della corsa.

Gibbs raggiunge Gragson molto in fretta, visto che già in curva 4, durante il giro 24, diventa il terzo leader della gara. Il primo stage non lascia grosse emozioni, a parte il ritiro di Ryan Sieg al giro 40 per problemi allo sterzo e la disfatta, purtroppo ormai una consuetudine su questi ovali durante il 2022, di Allmendinger che scivola sempre più indietro in classifica.

Ty Gibbs vince quindi il primo stage di giornata, seguito a distanza da Hill in rimonta, Gragson, Allgaier e Jones. Durante la sosta generale di fine stage si assiste al ritiro di Creed per problemi al motore, oltre che al lucky dog di Alfredo.

La seconda parte di gara, sempre di 45 giri, si apre con Gibbs che riesce a sopraffare Hill, ma non Gragson. Il pilota Chevy #9 si porta all’esterno in curva 3, superando entrambi i piloti partiti in prima fila e facendo scendere bruscamente in classifica Ty, ottavo al termine del giro dopo aver dovuto alzare il piede. Un altro pilota in grado di sfruttare al meglio la ripartenza è Brandon Jones, subito dietro a Noah, che scappa.

Gibbs non si distrae e inizia subito la sua rimonta: in 5 giri ha già ripreso Hill e si trova dietro solo a Jones e Gragson. In top 10, nonostante i piloti siano vicini, non ci sono attacchi. L’unica battaglia degna di nota è quella di Berry ai danni del compagno Allgaier, che però si conclude con un nulla di fatto.

Al giro 84 problemi per Yeley: il pilota di MBM procede lentamente per problemi al motore, ma riesce a entrare nei box per ritirarsi senza causare caution. Nel frattempo Gibbs si impone anche su Jones, prendendosi la seconda posizione.

Senza ulteriori indugi si conclude lo stage 2. Gragson, che ha dominato dall’inizio alla fine, si tiene la stage win, davanti a Gibbs, Jones, Hill e Allgaier. Secondo stage molto calmo, senza grossi colpi di scena. La tranche finale di gara inizia con il pit generale e il lucky dog di Retzlaff.

Brandon Jones sfrutta al meglio la corsia esterna all’inizio dei 111 giri che separano i piloti dalla bandiera a scacchi. Hill gli rimane dietro assieme a Gragson e Gibbs, che però appare in difficoltà, visto che si fa superare da diversi piloti attorno alla metà di gara un po’ come successo anche in precedenza.

Passano pochi giri, però, per cambiare le carte in tavola. Josh Berry è velocissimo, talmente tanto da riuscire a disfarsi del resto dei partecipanti e rubare la leadership a Jones a 100 giri esatti dalla fine. Per Brandon è finita. La botta è anche psicologica dato che viene superato molte volte da qua a fine gara senza riuscire a contrattaccare.

Risalgono velocemente i due compagni di squadra dell’ex primo classificato: Gibbs e Bayne affrontano giro dopo giro battaglie e sorpassi per rimediare agli errori di inizio stage. La partenza discutibile della #54 e la violazione della sicurezza da parte della pit crew #18 sono solo un lontano ricordo ora che il team principale Toyota sta dando il massimo per ottenere la vittoria.

Berry e Gragson si trovano al giro 125 quando Noah attacca in curva 2 il pilota alla prima stagione completa che lo tocca sul posteriore e lo rispedisce qualche indietro.

Al giro 131 Kris Wright colpisce le barriere in curva 2 violentemente e causa una foratura alla gomma anteriore sinistra della sua Chevy #68. Rientra immediatamente nell’apron, non causando problemi di sicurezza e, quindi, lasciando la gara in regime di bandiera verde.

La battaglia per il primo posto non è finita. Noah Gragson sfrutta tutta la velocità in curva 1 per mettere le sue ruote davanti a quelle del compagno Berry. La tecnica funziona, permettendo alla #9 di condurre la gara per la terza volta quest’oggi.

Soste in green dal giro 140. Hill, nonostante fosse molto presto secondo gli analisti, rientra ai pit per un cambio gomme con rifornimento annesso. Tutti i piloti lo seguiranno e da questo ne scaturiranno cambi di leadership decisamente inaspettati. Con la sosta di Gragson al giro 143 è Gibbs a prendere la prima posizione, cedendola poi al giovane Sanchez, fresco campione di ARCA Menards Series e alla quinta gara nella categoria, dopo 3 tornate. Per lui è il primo giro in testa in carriera. Inoltre anche Weatherman riesce a rimanere davanti a tutti prima della sua sosta.

Dopo il giro 148 finisce la saga dei pit e si ritorna a correre in regime regolare, con Noah Gragson a capo del gruppo di vetture. Prima dell’unica caution chiamata in causa un solo fatto da raccontare. Hailie Deegan, oggi al debutto nella serie, viene toccata da Hill durante un doppiaggio, senza però subire danni.

Al giro 161 è, finalmente, caution. Una chiamata in causa della pace car forzata, viziata dal poco spettacolo in pista e dalla grande abilità dei piloti nel rimanere fuori dai guai. Jones si gira nemmeno del tutto in curva 2, riuscendo a riprendere la vettura senza problemi.

Per evitare un finale noioso e senza drama, la NASCAR ha deciso di tirare un colpo basso allo sport. Certo, il pericolo in pista era reale, ma decisamente minimo e solo potenziale, contando anche che, nello stesso punto oltre 150 giri prima, anche Bayne aveva perso la macchina recuperandola. Inoltre il part timer sulla #18 aveva un gran numero di vetture dietro mentre Jones era quasi completamente solo. Una scelta dunque che agli occhi di tutti è stata solo ed esclusivamente fatta ai fini dello show.

Dopo una sosta finale fatta da molti piloti e il secondo lucky dog di Alfredo si riparte per l’ultima volta. Davanti a tutti si trova Cassill, che non si è fermato ai box scommettendo su un’altra caution nel finale (mossa decisamente azzardata in una gara così tranquilla) resiste a Allmendinger fino a curva 4, quando il compagno contendente al titolo lo spinge quasi a muro per prendere la testa, che però è tutt’altro che salda.

Già al giro successivo Josh Berry arriva di gran carriera su Allmendinger. AJ chiude il campione di Late Model in curva 4, ma non riesce a fermarlo nonostante il “bacio sul muro”. La #16 cede posizioni e il pilota lamenta vibrazioni alle gomme di destra. Alla fine si scopre che le gomme in questione sono mal fissate e sono ben due, e questo lo costringerà a un pit supplementare durante il giro 177. Dato il rientro in pista con 2 tornate di ritardo, si può definire finita la sua gara.

Nel finale il più veloce è Gragson, il quale aveva dovuto frenare alla ripartenza essendosi trovato davanti Cassill appena toccato da AJ e che si mangia Bayne e raggiunge Allgaier, secondo. Al penultimo giro una manovra di Allgaier in risposta al compagno di squadra fa discutere i due, che si riappacificano alla scoperta di un problema ai freni della #7.

Dopo una trentina di giri in gestione Josh Berry taglia la linea del giro 201 davanti a tutti, prendendosi la terza vittoria stagionale. Dietro di lui, non troppo lontano, si trova Gragson, ancora una volta velocissimo sulla pista di casa ma ancora una volta beffato visto che alla famigerata caution aveva 6″ di vantaggio su Gibbs. Più distanti gli altri componenti della top 5, ossia Allgaier, Gibbs e Bayne.

Per Berry è la quinta vittoria in carriera e la terza stagionale, ma non solo. Il primo posto a Las Vegas (gara che gli è anche valsa la vittoria in NASCAR l’anno scorso quando sostituiva l’infortunato Annett) gli vale anche il passaggio al Championship 4 durante la sua prima stagione completa. Un risultato memorabile anche per gli altri piloti JR, con Gragson e Allgaier subito dietro di lui e Mayer settimo, comunque in top 10.

Gli altri playoff drivers sono quasi tutti davanti. Gibbs ha tagliato il traguardo quarto, due posizioni davanti a Hill e 5 davanti a Jones, nono sotto la bandiera a scacchi. Nonostante le gomme nuove, Allmendinger non è riuscito a rimontare nemmeno di una posizione, restando fisso in P22. Per AJ sono molti i punti persi in una fase cruciale di campionato.

Bisogna anche aggiungere un paragrafo per Hailie Deegan, ragazza oggi al debutto in Xfinity Series. Nonostante non fosse su una vettura di un top team (la #07 di SS Green Light oggi però con il supporto tecnico dello Stewart-Haas Racing) si è piazzata in una molto dignitosa P13, addirittura a pieni giri in una gara selettiva, dove solo 15 piloti sono riusciti a fare altrettanto. Inoltre è il miglior risultato all’esordio nella serie per una pilota.

I risultati odierni

La classifica della “Alsco Uniforms 302”

La classifica generale

Questa la griglia playoff dopo la prima gara del “Round of 8”

NASCAR Xfinity Series classifica dopo Las Vegas 2022

La classifica completa

La vittoria consegna a Josh Berry un biglietto per il Championship 4. Il primo membro del quartetto alla fase finale di campionato è stato nominato, resta capire con il tempo chi saranno gli altri 3. Al momento il punteggio premia Gragson, Gibbs e Allgaier, molto distanti dagli altri qualificati al Round of 8.

Hill, Allmendinger, Jones e Mayer devono vincere, o comunque recuperare molti punti nelle prossime gare di Homestead-Miami e Martinsville se vogliono avere una chance di giocarsi il titolo nel finale di Phoenix il primo sabato sera di novembre.

I prossimi appuntamenti

Il fine settimana di Las Vegas è tutt’altro che finito. Manca ancora la portata principale prima di fare i bagagli e spostarsi in Florida. La Cup Series scenderà in pista alle 20.30 (diretta Mola TV e NASCAR Trackpass) per la South Point 400, appuntamento numero 33 e primo, come in Xfinity Series, del Round of 8. La classe regina percorrerà 267 giri lungo lo speedway del Nevada. A partire dalla pole position sarà Tyler Reddick.

Per rivedere la classe di mezzo bisogna aspettare la Contender Boats 300, gara di 200 giri a Homestead Miami, che si terrà sabato prossimo, 22 ottobre, nella tarda serata italiana. Oltretutto, in Florida tornerà in pista anche la Truck Series, nel tardo pomeriggio nostrano, con la Baptist Health 200, ventiduesimo e ultimo appuntamento del Round of 8 prima del gran finale di Phoenix. Il piatto principale, la Cup Series, correrà la Dixie Vodka 400, appuntamento centrale del Round of 8, esattamente come per la NASCAR Xfinity Series, domenica 23 ottobre nella serata italiana.


Immagine: Media NASCAR