NASCAR | Xfinity Series: Kyle Busch domina la prima al COTA

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98esime vittoria nella categoria per Kyle Busch, il quale aggiunge un’altra pista alla lista di quelle conquistate in carriera


Nemmeno i dolori del passato, ovvero la frattura al piede sinistro del 2015, fermano Kyle Busch, il quale ovviamente non può non firmare l’appuntamento con la storia prendendosi la prima gara nella storia della Xfinity Series ad essere disputata sulla pista di Austin. Ad aiutarlo tanta esperienza, ma anche i meccanici che gli hanno costruito un supporto in carbonio da inserire nella scarpa per scaricare meglio il peso e ridurre il fastidio. Con questa soluzione Busch ha dato almeno 11″ a tutti i rivali, un margine costruito nei 14 giri finali.

Prove libere

Nel venerdì di Austin in cielo è sereno, tranne nel garage #18 dove la sfortuna colpisce ancora Hemric, il quale nel primo giro in pista finisce col servosterzo ko, tuttavia riuscirà a tornare in pista in tempo. Problemi anche per Ryan Sieg (motore rotto e zero giri percorsi), Kris Wright, Spencer Pumpelly e Bayley Currey (anch’essi problemi al propulsore).

Con Brandon Brown fermo in pista a 5′ dalla fine della sessione, si chiudono le prove libere e al comando c’è Austin Cindric (2’17.778″) davanti ad Hemric, Reddick, Kyle Busch, Allmendinger, Labbé, Allgaier, Jeb Burton, Gragson e Snider. Da notare, infine, Ross Chastain che sostituisce all’ultimo Joe Graf Jr. a causa di un problema al ginocchio di quest’ultimo.

Qualifiche

Le prove ufficiali si svolgono al sabato sulla pista bagnata e la sessione è tormentata: la prima bandiera rossa arriva dopo 8′ per Currey fermo in pista come il giorno precedente, poi persino Kyle Busch e Chastain finiscono in testacoda, infine a 8’30” dalla fine del primo round è Noah Gragson a provocare una interruzione finendo lunghissimo in curva1 fermandosi nella ghiaia. Le pause permettono pochi giri lanciati a causa della lunghezza della pista, ma alla fine i big emergono.

I 12 che avanzano al secondo round sono Chastain (2’41.664″), Custer, Allmendinger, Haley, Cindric, Kyle Busch, Reddick, Labbé, Harrison Burton, Allgaier, Harvick e Jeb Burton. Fra gli eliminati lo specialista Lally (13°), Paludo sulla #8 del JRM (15°), Austin Dillon (17°), Jones (19°), Gragson (20°), Moffitt (21°), Snider (24°), Hemric (26°), Herbst (29°) e Annett, addirittura 39° e qualificatosi solo grazie ad una provisional.

Il 10′ per la pole per fortuna non vedono incidenti e Kyle Busch stacca il miglior tempo (2’40.349″) davanti a Chastain, staccato si soli 0.108″, Custer (che perde la pole all’ultima curva, +0.175″), Labbé, Reddick, Haley, Allmendinger, Cindric, Allgaier, Harrison e Jeb Burton, Harvick.

La gara

La pioggia ha smesso di cadere ormai da molte ore quando sabato pomeriggio si disputa la corsa. La Truck Series ha ulteriormente asciugato la pista e dunque la Xfinity parte regolarmente. I commissari dichiarano che la pista è umida, dunque i team possono scegliere liberamente con quali gomme partire, ma tutti scelgono le slick, anche se un nuovo fronte è dato a circa un’ora da Austin.

Kyle Busch, come detto, è in pole e deve vedersela con una muta di altri piloti della Cup Series, scesi come lui di categoria per fare esperienza su questa nuova pista, e specialisti degli stradali come Cindric, Allmendinger, Lally e persino Boris Said, tornato in Nascar dopo molti anni di assenza.

Tre sono i piloti costretti a partire dal fondo, i citati Sieg e Wright per cambio motore e Daniel Hemric per problemi alla trasmissione riportati in qualifica. Nei giri di formazione altro replay, con Brown fermo in pista e dunque si deve rimandare la partenza per spingerlo ai box. Alla bandiera verde Kyle Busch rimane al comando, tuttavia a seguirlo non c’è Chastain, infatti nelle esse si rompe un semiasse e la sua gara finisce praticamente qua; chiuderà 30° staccato di dieci giri.

Dopo il primo giro, Busch è così al comando su Allmendinger, Custer, Allgaier, Haley e Cindric, mentre Hemric è già nella prima metà del gruppo. Kyle ed AJ staccano nettamente i tre inseguitori, con Allgaier che si libera di Custer, ma la notizia principale è che il favorito Cindric, pur avendo scelto un assetto da asciutto, non regge il ritmo della top5.

Quando Hemric sembra aver raddrizzato la gara rientrando nella top15, ecco che a metà stage arriva di nuovo la sfortuna, con la leva del cambio che fa le bizze e Daniel deve tornare ai box, con un meccanico che addirittura deve entrare in vettura per sistemare la trasmissione; a questo si aggiunge anche il nervosismo e per Hemric arriva anche una penalità per eccesso di velocità, ma evita il doppiaggio grazie alla lunghezza della pista.

La stage prosegue tranquilla (dopo 10 giri Kyle Busch ha 4.6″ su Allmendinger, 13.4″ su Allgaier, 15″ su Custer e 17″ su Cindric che ha passato un Haley andato in difficoltà) e dunque si inizia a pensare alle strategie. L’unico ad approfittarne ai -4 è Herbst, poi pochi secondi più tardi arriva una caution per le vetture di Ellis e Said ferme in pista. La bandiera gialla è veloce e il gruppo si spacca, Kyle Busch e molti altri vanno ai box, Allmendinger no.

Si riparte per uno sprint di un giro con AJ in testa su Reddick mentre Kyle Busch è scivolato oltre la 20esima posizione, anche dietro ad Allgaier. E, malgrado la breve distanza da completare, arriva il colpo di scena: nell’ultimo settore Gragson finisce in testacoda con il motore in fiamme, probabilmente per un tubo dell’olio che si è sfilato nella staccata al termine del lungo rettilineo; per Noah la gara finisce qui con un ultimo posto. Allmendinger vince la prima stage su Reddick, Jones, Lally, Clements, Allgaier (già sesto pur con la sosta), Harvick, A.Dillon, Cindric e Paludo.

Al break si completa il giro di soste (penalità per Lally) ed Allgaier eredita la prima posizione davanti ad Harvick, Cindric, Paludo, Herbst e Kyle Busch. Alla ripartenza Cindric batte Allgaier e alla prima curva è al comando; Wright e soprattutto Jones riportano dei danni e Brandon deve andare ai box con una foratura. Cindric resiste al comando appena due giri, poi la rimonta di Busch è inesorabile e Kyle torna al comando al giro 20 con un sorpasso in curva1.

La gara praticamente finisce qua, a ben 27 giri dalla fine, infatti Kyle Busch dominerà malgrado il citato problema al piede sinistro fratturato a Daytona nel 2015. Non lo impensieriscono né la caution per Martins in fumo che arriva poco dopo, né le strategie, inoltre il pericolo pioggia per il finale di corsa è svanito.

Nel finale della seconda stage da notare ci sono alla ripartenza il sorpasso di Cindric ad Allgaier, con i due fianco contro fianco nelle esse, il divebomb di Cole Custer (pilota Stewart-Haas in Cup Series, ma non in questa gara) che manda in testacoda Herbst, pilota Stewart-Haas qui, in curva1 e il problema al cambio di Paludo (altro ritiro JRM) con perdita della trasmissione in pit lane.

Alla fine comandano le strategia, i leader si fermano ai box e quindi la classifica al break non rispecchia i reali valori in campo: Haley vince la seconda stage su Annett, Buford, Austin Dillon, Kyle Busch (che ha accumulato talmente vantaggio che finisce quinto), Clements, Allgaier, Allmendinger, Harvick ed Howard mentre Cindric ha perso molto terreno ed è solo 15°.

Al completamento del giro di soste Kyle Busch torna al comando e nei 14 giri finali deve solo tenere a bada Allmendinger che alla ripartenza ha scavalcato Allgaier, ma alla fine Rowdy gira anche 1″ al giro più veloce dello stesso AJ e quindi non c’è nulla da fare. Da notare in questa fase l’ennesimo problema meccanico per Hemric (era quarto, scivola al 29° posto), la rimonta di Harvick fino alla top5, mentre Snider scivola indietro fuori dalla top15.

Kyle Busch domina dunque ad Austin prendendosi un’altra pista e andando oltre ai problemi fisici. Al traguardo Rowdy chiude con 11.0″ su Allmendinger, 13.2″ su Allgaier, 16.1″ su Harvick, 17.8″ su un Cindric non in formissima, 19.2″ su un buon Harrison Burton, 19.7″ su Custer, 26.3″ su Reddick, 28.0″ su Haley e 30.0″ su Jeb Burton; Annett raddrizza un weekend iniziato malissimo ed è 11° davanti a Moffitt, Herbst 16°, Jones 17°, Snider 21°.

In campionato, esclusi i punti persi da Gragson, non cambia praticamente nulla e probabilmente lo sarà anche per le prossime settimane, infatti questa era la prima gara di Kyle Busch in stagione ed ha stampato anche il primo successo. È la vittoria numero 98 nella categoria per lui che aveva promesso di smettere con la Xfinity a 100 successi, a meno di richieste particolari da parte di Joe Gibbs. Ormai si può dire che Rowdy avrà quattro match point per chiudere la partita già nel 2021.

I risultati odierni

La classifica della “Pit Boss 250”

La classifica generale

Così in campionato dopo 11 gare su 33

I prossimi appuntamenti

La Xfinity Series torna in pista questo sabato a Charlotte nel mezzo fra Truck e Cup Series. Anche per questa categoria ci saranno prove libere e qualifiche.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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