Matomo

NASCAR | Xfinity Series – Kansas: Brandon Jones beffa tutti al secondo overtime

CONDIVIDI

SEGUI P300.it

Telegram | Canale News

Telegram | Discussione

Google News

Twitter

Instagram

Cindric ed Harrison Burton dominano, ma le caution privano loro la vittoria. Nei Truck successi per Austin Hill e Matt Crafton


La gara della Xfinity Series che ha chiuso il weekend del Kansas ha regalato spettacolo ed un duello mozzafiato fra Austin Cindric, alla caccia di un posto nella storia, ed il giovane Harrison Burton, il quale puntava ad una buona prestazione dopo un inizio di estate sottotono. Il tutto è durato fino a tre giri e mezzo dalla fine quando sono arrivate due caution – e due overtime – che hanno ribaltato il pronostico e dato la vittoria, la seconda stagionale e seconda consecutiva in Kansas, a Brandon Jones.

La gara

I riflettori nel pre-gara sono tutti su Austin Cindric. Il non ancora 22enne del Team Penske infatti può diventare il secondo regular nella storia della Xfinity Series a vincere quattro gare consecutive dopo Sam Ard nel 1983. Ed Austin non delude: gli bastano dieci giri per passare in testa alla gara dopo essere partito quarto, ancora meno (un giro) ci aveva messo Brandon Jones a scavalcare il poleman per sorteggio Annett che così si eclissa subito. Alla competition caution del giro 20 Cindric ha già 3.5″ su Jones, seguono poi Chastain, Grala (al debutto stagionale), ed Harrison Burton mentre sono in difficoltà sia Briscoe che Gragson.

Ed infatti sono loro due ad aprire il giro di soste insieme ad Annett, Herbst e Sieg mentre i leader non si fermano ai box. E ad avere ragione saranno questi ultimi infatti a coloro che hanno montato gomme fresche non riesce la rimonta. Cindric non è un fulmine nelle ripartenze, da circa il quinto giro dello stint in poi ha due marce più di tutti ed allunga. Si cerca disperatamente un avversario e pian piano questo emerge ed è Harrison Burton, il quale si porta in terza posizione dietro a Chastain. Cindric vince così la prima stage davanti a Chastain, Burton, Jones ed Allgaier mentre Gragson e Briscoe sono fuori addirittura dalla top10.

Il primo giro di soste comunitario non cambia le prime posizioni e quindi Cindric riparte davanti a tutti, ma la seconda stage (senza incidenti intermedi) riassume perfettamente la trama della gara: Austin riparte a fatica, poi dopo qualche giro scappa e nessuno è in grado di tenere il suo ritmo, poi dopo una ventina di giri sul long run inizia a perdere rispetto a Burton che giro dopo giro riduce il divario fino a raggiungere l’avversario. In questo caso Harrison tenta pure due volte il sorpasso ma Cindric è ben guidato dallo spotter e copre la traiettoria della #20, leggermente più interna in uscita della curva, e quindi riesce a difendersi molto bene. Cindric vince dunque anche la seconda stage davanti a Burton, Allgaier, Chastain ed Haley; da notare il gruppo fra la quarta e l’ottava posizione in cui appunto Chastain (in testa per mezzo giro alla ripartenza), Haley e poi Jones, Briscoe ed Herbst (a cui si unirà dopo anche Hemric) si scambiano di continuo le posizioni in un continuo sali e scendi a secondo dello short o del long run.

Il secondo giro di soste ancora una volta non cambia le prime posizioni, ma stavolta Burton riparte secondo e quindi può subito attaccare Cindric. Tuttavia Austin ripete quanto fatto in precedenza, soffre e poi scappa accumulando fino a 3.7″ a 65 giri dalla fine anche perché Burton paga un po’ di sovrasterzo. Poi Harrison però recupera e al momento della sosta che effettuano insieme sotto green ai -40 è a soli 1.3″. Il pit stop della #20 è leggermente più lento e quindi la #22 all’uscita dei box torna a +2.8″. Ci si aspetta una replica di quanto fatto nei due stint precedenti, ma Cindric in questa occasione deve fare i conti con il traffico notevole delle soste sotto bandiera verde, incluso il fatto che Sieg, Gragson, Grala e Labbé non si fermano alla ricerca di una caution e quindi bisogna pure riprendere loro. Alla fine i quattro si fermano uno alla volta (e sia Gragson che Grala si prendono una penalità) e quando ai -22 la #22 torna in testa ha solo 1″ di vantaggio e la parte dello stint che manca è tutta a favore del suo avversario.

Fra i -20 e i -10 Burton colma il poco distacco che ha ed è chiaro che, avendo molto più tempo rispetto alla seconda stage, il destino di Cindric sia segnato. Non ci si aspetta però che Austin per tenersi dietro un Harrison ormai sul suo spoiler esageri e baci il muro in curva2 ai -9 e apra dunque la porta alla #20. Cindric può gestire tranquillamente il finale visto che Chastain è terzo a 6″, quindi Burton tocca con mano la vittoria. Peccato per lui che a tre giri e mezzo dalla fine Graf finisca in testacoda (primo atto odierno di quella che si scoprirà solo dopo è una faida in corso con Little).

Si va dunque all’overtime e tutti vanno ai box per montare l’ultimo set di gomme; l’unico a non fermarsi è Sieg che ha pittato una ventina di giri prima e quindi decide giustamente di giocarsi così la prima vittoria in carriera. Lo seguono Cindric, Burton (vittima ancora di una sosta lenta) e Chastain, assoluta mina vagante alle ripartenze. Alla bandiera verde Sieg parte bene e Burton forse sbaglia non andando al suo interno e così all’esterno arriva Chastain ad affiancare Cindric, i due sverniciano Sieg ma arriva anche la caution (Little ko e secondo atto della faida) e al timing loop precedente Ryan era ancora in testa.

Si va dunque al secondo overtime con Sieg ancora davanti a Cindric ma ora Chastain è davanti a Burton e questo – come anche ammetterà dopo – rilassa troppo Austin. Infatti Cindric alla bandiera verde bada solo a Sieg che si difende strenuamente e cede solo dopo un giro, ma non guarda quello che succede dietro di lui. Infatti ad azzeccare la ripartenza dell’anno non è Chastain, né Burton e nemmeno Allgaier. E’ Brandon Jones che in un giro passa da settimo a secondo, prende la scia della #22 (che come detto non era un fulmine sullo short run) e la passa forzando la manovra in uscita di curva2 con Austin che bacia ancora il muro.

Jones vince così la terza gara in carriera davanti a Cindric, Burton, Sieg, Chastain, Haley (tutta la gara senza poter parlare al team via radio), Hemric, Annett, Herbst ed Allgaier, con questi ultimi due che battono al fotofinish Brown. Briscoe al termine di una giornata difficile (foratura all’ultimo giro e 14° posto) deve anche pagare il sorpasso in classifica generale da parte di Cindric che ha conquistato nelle ultime quattro gare addirittura 227 dei 240 punti al massimo disponibili, ma mantiene la vetta della griglia playoff grazie alle cinque vittorie fin qui ottenute.

Le altre categorie

La Truck Series ha disputato il suo primo double header della storia e si unisce così alla Cup e alla Xfinity Series che già li avevano svolti in diverse occasioni nelle settimane scorse. In Kansas sono arrivati i primi successi del 2020 per Austin Hill e Matt Crafton.

In gara1 la vittoria è andata al leader della classifica generale – ma fino a quel momento senza successi malgrado 4 top5 e 7 top10 nelle prime sette gare seguite poi dal ritiro in Texas – Austin Hill. Il sorteggio regala la pole a Christian Eckes, tuttavia dopo nemmeno pochi metri Brett Moffitt, scattato al suo fianco, è già in testa sulla spinta di Todd Gilliland che non si accontenta di questo ma al non giro passa al comando. Il giovane figlio d’arte rimane in testa fino alla caution provocata dal testacoda di Lyons; in questa occasione, dato che manca poco alla fine della stage, il gruppo si divide fra pista e pit lane a seconda della strategia. Ankrum invece è già da tempo nel garage: la carcassa della gomma forata si avvolta attorno al mozzo ed ha strappato cavi e tubi del freno e ciò lo costringe a perdere moltissimi giri (e punti) preziosi visto che taglierà il traguardo soltanto in 33esima posizione.

Alla ripartenza a sette giri dalla fine della stage Gilliland è ancora al comando ma Zane Smith non riesce ad aiutarlo e quindi all’interno la coppia Moffitt-Hill lo scavalca in pochissimo tempo. Brett allunga subito mentre Austin deve badare a Chastain dietro di lui. Moffitt conquista dunque la prima stage davanti ad A.Hill, Chastain, Gilliland e Crafton. Al break si completa il giro di soste e a partire davanti a tutti è di nuovo Eckes.

Dopo un giro dalla bandiera verde Hill è già nella top5 e quindi con gomme fresche la rimonta è molto più semplice rispetto a quella di Moffitt; Austin al giro 41 è già di nuovo in testa e nella stage, conclusasi senza incidenti, non verrà più ripreso. Dietro di lui Eckes non riesce a reggere il suo ritmo e viene passato prima da Majeski e poi da Rhodes. Il secondo ad avere problemi è Friesen a causa di una foratura mentre era sesto; i due giri persi non verranno più recuperati e concluderà solo 27°. Hill vince la seconda stage davanti ad un Rhodes in rimonta, Zane Smith che ci ha provato nelle fasi centrali, Majeski e Kraus.

Il giro di soste premia Rhodes che esce dalla pit lane davanti ad Eckes, Z.Smith e Hill; ci si aspetta che Austin rimonti velocemente come prima ma non sarà così. Alla bandiera verde Rhodes parte male e viene risucchiato permettendo ad Eckes di portarsi di nuovo al comando, seppur per poco, infatti viene scavalcato da Zane Smith, il quale può allungare favorito dal duro duello fra Eckes ed Hill. L’inseguimento di Austin viene fermato dalla caution provocata dall’incidente di Forrister.

La finestra per l’ultima sosta è aperta e quindi tutti vanno ai box. Chastain prova la carta del solo pieno per salvare l’ultimo set di gomme per una eventuale altra caution, Crafton lo segue ed Hill cerca – non riuscendoci – di far passare Smith all’uscita dai box per avere una corsia migliore alla ripartenza ma l’unico risultato che ottiene è quello di venir tamponato leggermente da Moffitt. Alla bandiera verde dei -47 Crafton fulmina subito Chastain ma Hill è subito con lui, il duello fra i due è spettacolare e dura a lungo, al punto che ne approfitta pure Moffitt per un paio di giri, tuttavia alla fine Austin è il più veloce e ai -39 passa definitivamente al comando che – vista l’assenza di caution – non lascerà più fino al traguardo.

Enfinger approfitta delle battaglie davanti a lui per sorpassare sia Crafton che Moffitt e si porta in seconda posizione ma alla lunga Brett è più veloce – seppur molto loose – e lo ripassa a 16 giri dalla fine, quando Hill è ormai a 3″; Crafton e Smith completano la top5 e la classifica sembra fatta, ma Zane cede nel finale e Kraus, sempre più convincente e sorpresa dell’anno, lo riprende. Chastain esce dalla lotta per una possibile top10 a causa dello stesso problema accusato da Ankrum in precedenza.

Malgrado qualche discussione su una mancata caution negli ultimi giri per un contatto fra Davis e Anderson, Hill vince la prima gara stagionale davanti a Moffitt, Enfinger, Crafton, Kraus, Smith, Rhodes in rimonta dopo una ripartenza disastrosa, Creed, Sauter e Gilliland; giornata disastrosa per il KBM, con Eckes 13°, Brandon Jones 14° e Lessard 16° che manca la pole per il giorno successivo perché per l’inversione dei 15 a partire davanti a tutti in gara2 sarà Chase Purdy.

Al via di gara2 Purdy stupisce pur avendo ha pochissima esperienza (sesta gara in carriera) rimane a lungo nelle prima posizioni; è scontato il sorpasso da parte di Eckes nelle primissime fasi così come non stupisce, ma comunque regala applausi, il fatto che in sette giri Zane Smith – già veloce il giorno prima – passi da decimo a primo e conquisti la prima stage davanti a Moffitt, un Crafton pimpante, Eckes e Brandon Jones; problemi invece in casa Niece con Majeski ed il funambolico Travis Pastrana costretti ad una sosta imprevista.

Il primo giro di soste manda in testa (solo due gomme cambiate) Rhodes ed un Hill in crisi di sovrasterzo e che non ha rimontato quasi nulla dalla 15esima posizione. I due affonderanno quasi subito e così l’unico su questa strategia a resistere nella scia di uno scatenato Smith è sempre Crafton. La prima vera caution arriva per il testacoda di Dauzat che fa piacere solo a Majeski che intravede il ritorno a pieni giri dopo un rischio strategico; si riparte a posizioni immutate, Smith non ha problemi a gestire il finale e vince anche la seconda stage davanti a Crafton, Moffitt, Creed, Kraus e un Ankrum già a quota tre salvataggi alle ripartenze in due giorni.

L’ultima stage sarà travagliata, con ben sei caution e una bandiera rossa a spezzare molto il ritmo. Mentre Friesen passa in testa di strategia, Smith perde posizioni in pit lane e finisce nel gruppo e questo lo pagherà in seguito. Emerge al suo posto Creed il quale passa al comando alla ripartenza davanti a Moffitt, Ankrum, Crafton e lo stesso Smith per un 1-2-3-5 del GMS Racing. Poi però Pastrana finisce in testacoda ed iniziano i problemi.

Alla ripartenza Kraus perde il controllo in curva2, salva la vettura ma per evitare l’incidente Roper tampona Natalie Decker e finisce duramente a muro; il gruppo si divide e in molti vanno ai box e ciò crea un plotone decisamente eterogeneo alla nuova bandiera verde. E infatti si scatena il big one, con Gray che manda in testacoda davanti al gruppo Greenfield e a farne le spese sono Friesen, le due lady Decker e Cobb e soprattutto Sauter che fa la pallina da ping pong e quando si ferma ha il Truck distrutto.

Dopo la bandiera rossa si completa il giro di soste rimescolando ancora la classifica e generando dopo la ripartenza altre lotte interessanti. In una di queste ci sono Self, Smith, Ankrum, Gilliland, Purdy e Moffitt e il patatrac arriva poco più tardi: Smith perde il controllo in curva4 e travolge i compagni di squadra Ankrum e Moffitt; per questi due gara finita mentre Zane si salva con pochissimi danni.

Il GMS potrebbe ancora contare su Creed che è in testa malgrado abbia toccato leggermente il muro, ma Hill e Crafton sono molto vicini a lui e lo sorpassano, Sheldon ci riprova e lo slide job non solo non va a buon fine, ma finisce ancora contro le barriere appena prima dell’ennesima caution (foratura e testacoda di Lessard). Alla ripartenza Creed completa l’opera distruggendo il posteriore e provocando l’ultima caution della gara.

La bandiera verde arriva a 22 giri dalla fine ed Eckes manda davanti a tutti Crafton e per Hill i sogni di vittoria finiscono qua visto che nel traffico paga ancora il sovrasterzo. Matt e Christian allungano sul resto del gruppo e alla lunga il giovane (classe 2000) del KBM si avvicina al veterano 44enne tre volte campione del ThorSport. Eckes a pista libera sarebbe anche più veloce, ma non riesce a trovare il varco giusto per il sorpasso e così Matt basta dare tutti ai -3 e ai -2 per guadagnare i metri preziosi che gli permettono di respirare nell’ultimo giro.

Crafton vince così la prima gara negli ultimi tre anni (ultimo successo a Eldora 2017, l’anno scorso vinse il titolo solo con i piazzamenti) davanti a Eckes, Enfinger, Gray, Rhodes (questi ultimi due con gomme fresche nel finale), Hill, Kraus, Jones, Smith e Purdy. In campionato Hill resta nettamente in testa ma ora quattro dei dieci biglietti per i playoff sono stati assegnati e la lotta per gli ultimi posti si fa infuocata.

I risultati odierni

La classifica della “Kansas Lottery 250”

La classifica generale

Così il campionato a 9 gare dai playoff

I prossimi appuntamenti

Il prossimo weekend in New Hampshire in pista – esattamente domenica – ci sarà solo la Cup Series. Il fine settimana successivo i Truck seguiranno la categoria principale in Michigan mentre la Xfinity Series andrà a Road America per la seconda gara stagionale su uno stradale dopo Indianapolis.

Immagine: nascarmedia.com

MONOPOSTO by SAURO

ULTIMI ARTICOLI

Otto anni e molto di più, nel bene e nel male

Otto anni fa davo il via a Passione a 300 all'ora uscendo da un'esperienza che mi aveva lasciato l'amaro in bocca....
NASCAR | Xfinity Series - Kansas: Brandon Jones beffa tutti al secondo overtime 1
Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

ALTRI DALL'AUTORE