NASCAR | Xfinity Series: inarrestabile Gragson a Bristol!

Gabriele Dri - 17 Settembre 2022 - 17:35

Gragson tocca Gibbs e manda involontariamente ko lo stesso Ty e Creed, poi rimonta e approfitta dell’ultimo azzardo strategico per battere allo sprint un timido Jones. Allmendinger vince di nuovo la regular season, Sieg ultimo qualificato approfittando del ko meccanico di Cassill, beffato per cinque punti


Con un finale diverso si sarebbe potuto parlare di passaggio del testimone e invece si parla solo di un Gragson in stato di grazia pur essendo il solito e aggressivo Noah. Jones, infatti, si prenderà il sedile della #9 dal 2023 con la promozione di Gragson in Cup Series, ma per il JR Motorsports forse i rimpianti della scelta – forse più economica che basata sul talento – sono iniziati dopo appena pochi giorni. Ora Noah inizia i playoff da leader della classifica e favorito per il titolo, forse più di quel Gibbs raggiunto e superato nel conto delle vittorie proprio in extremis.

La gara

La settimana decisiva in vista dei playoff inizia martedì e c’è il primo ribaltone: Jeremy Clements ed il suo team vincono il ricorso contro la “squalifica” di Daytona (collettore di aspirazione irregolare) secondo la quale la #51 manteneva il primo posto al traguardo ma perdeva tutti i benefici annessi, inclusa la qualificazione ai playoff. Gli scenari in vista di Bristol dunque cambiano: mentre Mayer ed Herbst mantengono il biglietto ottenuto in Kansas, la linea rossa si sposta più in alto di un posto.

Hemric, dunque, torna in pericolo relativo iniziando la corsa a +37 sul taglio, ancor più a rischio il suo compagno di squadra Cassill a +19 su un Sieg che cerca di invertire la rotta che lo ha visto in calando fino a finire, appunto, primo dei virtualmente eliminati; praticamente obbligato a vincere invece Creed a -32. Tecnicamente ancora aperta la battaglia per la vittoria della regular season, ma Allmendinger (a cui basta un 14° posto) scatta con 38 punti di vantaggio su Gibbs e 55 su Allgaier.

Il venerdì di Bristol vede 41 auto iscritte che lottano per 38 posti in griglia e quello che sembra più in forma è Gibbs che prima si prende le libere e poi in qualifica fa pure gli straordinari dato che già col primo giro sarebbe in pole (è l’ultimo a scendere in pista) con 0.010″ su Berry e poi tira dritto – nonostante il crew chief gli dica di fermarsi – migliorandosi e mettendo un vantaggio totale su Josh di 0.062″. I DNQ sono Poole, Finchum e Cram.

Dopo aver mandato in fondo alla griglia Graf e Parsons per modifiche in parco chiuso la corsa ha inizio sotto le luci di Bristol e Gibbs dall’esterno (malgrado l’interno sia sfruttato molto a causa del famigerato PJ1 applicato nella parte bassa della pista per cercare di aprire più traiettorie) mantiene la prima posizione su Berry ed Allgaier mentre Allmendinger, partito quarto, finisce subito largo ed AJ riporta immediatamente via radio possibili problemi al cambio o forse è finito loose in ingresso di curva1.

Ty va subito in fuga perché la #7 cerca l’attacco al compagno di squadra, tentativo non completato. Bastano appena cinque giri però e arriva la prima caution: Nick Sanchez, leader della ARCA Series e alle prime gare in Xfinity, fora e bacia il muro in curva2 riuscendo a proseguire. Nessuno dei big si ferma ai box ovviamente e si riparte ai -75 con la top3 invariata e Berry che al choose cone che sceglie l’esterno dietro a Gibbs, ma Allgaier ringrazia e dalla prima fila passa al secondo posto; dietro di loro il JR Motorsports si conferma in forma e Mayer scavalca Sammy Smith.

La tregua però solo un paio di giri, poi in curva3 Herbst e Creed fianco a fianco si toccano con Sheldon che stringe e Riley che fa un mezzo testacoda perdendo qualche posizione. Ancora una volta nessuno dei leader va in pit lane e quindi nuova green ai -67 e Gibbs rimane al comando su Allgaier e Berry con Mayer e Smith che si scambiano di nuovo la posizione ed innescano una bella battaglia. Gragson inizia a recuperare posizioni (è partito nono), ma fatica a scavalcare un ottimo Jeb Burton mentre Jones (suo “erede” sulla #9 del JR Motorsports come annunciato in settimana) ed Hemric sono spettatori interessati.

Jones poi si stacca, distratto dalla window net che si sta staccando dal supporto che la tiene sollevata, viene scavalcato da Cassill e anche da Allmendinger che cerca di riorganizzarsi; Brandon poi ritrova un varco all’interno tenendosi dietro Sieg e Creed, poi però torna la distrazione e passano sia la #39 che la #2.

I giri scorrono veloci ma anche le caution, con questa che salva Jones: ai -50 nella prima stage ne arriva un’altra e a causarla è ancora una volta Sanchez, stavolta finito in testacoda forse toccato da Sage Karam che oggi corre sulla #02 dell’Our Motorsports. Il primo lucky dog della serata è Emerling. Stavolta la pit lane si anima e, oltre a Jones che sistema la window net, ai box va anche Creed perché da questo punto si può arrivare con il pieno fino alla fine della seconda stage.

Nuova ripartenza ai -44 e Gibbs mantiene ancora il comando, ma stavolta deve lottare per un giro con Allgaier. I due allungano su Berry e Gragson che ha sfruttato la ripartenza per superare Mayer. Il JR Motorsports dunque occupa quattro delle prime cinque posizioni, ma non la prima. La gara però è un continuo stop&go e stavolta a far sventolare la bandiera gialla ci pensa Brandon Brown, che nel turbinio della ricerca di un sedili sfruttando la provisional ed un posto garantito in griglia, è su una tristemente bianca #5 che finisce contro il muro interno sul rettilineo opposto.

Bandiera verde ai -35 e stavolta è la volta buona per un long – relativamente – run. Allgaier parte ancora meglio, ma Gibbs mantiene il comando. Terzo ora è Gragson che passa di forza Berry. Noah punta subito Allgaier che tiene una traiettoria leggermente più esterna, ma il sorpasso non arriva. Allmendinger (che è ancora preoccupato il motore e chiede scusa perché il cambio al via passando in terza è tornato in seconda), Burton, Hemric, Smith ed Austin Hill completano la top10. Si comporta bene anche Sieg, che poco più tardi scavalca Hill, seguito da Cassill, e si prende la decima (e per lui preziosa per proseguire il sogno playoff) posizione.

Il primo vero giro di doppiaggi potrebbe scuotere la classifica, ma Allgaier si difende bene usando l’esterno e riesce anche a riprendere Gibbs senza però riuscire ad attaccarlo. Più indietro nel gruppo Creed cerca la rimonta con gomme fresche, ma ce le ha pure Herbst e quando i due si incrociano di nuovo per la 18esima posizione Riley proprio non ci sta a cedere lottando duramente ma correttamente. Gibbs vince la prima stage davanti ad Allgaier, Gragson, Berry, Allmendinger, Mayer, Burton, Hemric, Cassill e Sieg mentre Sammy Smith, dopo un buon inizio, è scivolato indietro.

Per quanto riguarda le due situazioni da tenere d’occhio, Allmendinger ora è a +34 (ed ora gli basterebbe solo un 20° posto) su Gibbs mentre Allgaier è virtualmente out. Per gli ultimi posti ai playoff Hemric è a +39 (basta arrivare 11°) e Cassill a +20 su Sieg mentre Creed è scivolato a -34. La pit lane si apre e tutti i leader, ma non Creed che passa in testa con Jeffrey Earnhardt tornato in gara, effettuano la prima sosta; Ty esce davanti ad Allgaier, Gragson, Jones (due gomme) e Mayer e alla ripartenza.

Alla bandiera verde Earnhardt scatta malissimo e tappa tutta la corsia interna scelta da Gragson, Jones, Cassill e Hill mentre scappa via l’esterno con Creed, Gibbs, Allgaier, Mayer e Allmendinger. Ty cerca subito di tuffarsi nel varco lasciato da Jeffrey, ma il sorpasso sul leader non riesce e così ad approfittarne è Allgaier che si porta al secondo posto. Inizia così la lunga resistenza di Sheldon con gomme usurate. La ripartenza è del giro 95, il primo attacco della #7 al 98 ma Creed capitolerà solo al giro 125.

Il gruppo dietro la #2 così si ricompatta, permette a molti di recuperare metri e quello più attivo è Gragson che riaggancia Mayer, ma anche Allmendinger è lì. puntando Noah all’esterno Ai -77 Allgaier sbanda all’interno di Creed, i due quasi si toccano e così il primo attacco sfuma. Ty ci prova, ma Justin lo tiene basso e pure Mayer ci prova. Sheldon ringrazia ed allunga. L’esterno con il passare dei giri diventa sempre più competitivo, tuttavia AJ non riesce a sfruttarlo e così Jones lo supera.

Ai -62 colpo di scena: Cassill va ai box con una apparente foratura all’anteriore destra. Il team cambia solo due gomme, ma il leggero controllo dei meccanici fa perdere a Landon il secondo giro. Ma i problemi non sono finiti qua, infatti la #10 appena esce dai box, segno che il problema non era alla ruota (che infatti appariva gonfia), ma al mozzo. Dopo un paio di giri al rallentatore Cassill torna ai box e poi va nel garage con l’interno della ruota quasi in fiamme. E così la battaglia per l’ultimo posto ai playoff si rianima non solo perché Creed è al comando.

Il secondo attacco di Allgaier inizia ai -55 e dura fino ai -46 e stavolta, sfruttando anche un nuovo giro di doppiaggi, va a buon fine. Justin ovviamente scappa e gli inseguitori ovviamente non vogliono concedere spazio ad Allgaier. Nasce in sintesi così l’incidente decisivo della serata.

Gragson ha attaccato da qualche giro Mayer ed è quasi in scia a Gibbs, Ty cerca un varco all’interno della #2, ma non riuscendoci si trova incollato Noah che si è appena messo dietro il compagno di squadra. Gibbs riattacca, ma all’interno è un pochino loose e rischia qualcosina. In curva2 basta una leggerissima indecisione di Ty e Gragson è lì, la toccatina di Noah è sì volontaria, tipica di Bristol e dei suoi bump&run e lotta di contatti, ma sicuramente il pilota del JR Motorsports non vuole provocare un incidente, ma non bisogna sottovalutare la faida aperta dalla #54 a Portland.

Gibbs perde il controllo all’improvviso, la vettura scarta subito nell’effetto pendolo, punta l’esterno e travolge Creed. Le due auto finiscono a muro e per loro la gara finisce subito al giro 129. Gragson involontariamente ha chiuso un discorso e quasi certamente l’altro. Con il ritiro di Gibbs Allmendinger ha matematicamente vinto per il secondo anno consecutivo la regular season, con quello di Creed (ed il problema meccanico di Cassill), a Sieg basta una top15 e nessun vincitore a sorpresa per andare ai playoff con Hemric.

La bandiera verde torna 32 giri dalla fine della seconda stage e Allgaier parte bene mentre Gragson fatica di più a tenersi dietro Jone; Mayer e Allmendinger completano la top5. Brandon però non ha la vettura buona e rischia grosso permettendo a Sam di scavalcarlo, la #19 rimane all’esterno e lo supera anche AJ. Chi è uscito dalle prima posizioni è Berry che poco più tardi peggiora la sua situazione baciando il muro per passare Herbst senza però gravi danni.

La battaglia più intensa è in fondo alla top10 e coinvolge Hemric, Smith, Earnhardt, Sieg alla caccia di punti preziosi e Berry, ma non ci sono grossi rischi. Sieg ci prova ma non ce la fa e rimbalzando indietro è virtualmente qualificato, ma per soli tre punti con Cassill che, se tornasse in gara rapidamente, potrebbe guadagnarne almeno due con i sorpassi sui ritirati Creed e Gibbs, dunque è tutto aperto.

Il finale di stage vede l’inattesa lotta fra Gragson e Mayer con Sam che attacca Noah all’interno passandolo ai -8, tuttavia la gioia ha breve durata, infatti ai -4 Mayer, che ha staccato il compagno di squadra e vede Justin 1″ più avanti, decide di doppiare in curva1 Yeley e CJ McLaughlin che sono in battaglia affiancati. Ovviamente la manovra non riesce (Dale Jr. lo riprende in diretta in cabina di commento) e Mayer finisce in testacoda con Yeley. Allgaier vince sotto caution la seconda stage davanti a Gragson, Allmendinger, Jones, Herbst, Hill, Burton, Hemric, Mayer e Smith.

Tutti i leader ovviamente vanno ai box e Allgaier si tiene dietro tutti a partire da Jones e Gragson; solo Currey e Graf non cambiano gomme e ripartono al comando, tuttavia la loro leadership dura pochissimi metri, poi, alla green dei -121, Justin torna effettivamente primo dato che Graf scatta malissimo all’interno tappando ancora una volta Gragson e Currey in curva2 è già saltato ma resisterà a lungo a sorpresa in terza posizione fra i due gruppetti.

Cassill, ancora nel garage per le riparazioni, ovviamente spera che sia una stage finale ricca di incidenti e ritirati, ma per lui il tempo sta effettivamente scadendo. La conferma di questo ovviamente è a posteriori: la ripartenza avviene al giro 180, Landon ripartendo più tardi ne completerà solo 188, quindi una volta che alla green non è avvenuto un big one, l’unica possibilità di qualificazione rimane solo la speranza di problemi per Sieg.

In seconda posizione ad inseguire Justin è Jones seguito a Hill ed Herbst mentre Gragson è scivolato in quinta posizione, ma Noah non ci sta e subito vuole la rimonta, non facilitata dalla #21 e dalla #98 affiancate e molto vicine a lungo. La sorpresa però è davanti dato che Jones rimane vicino al leader Allgaier; il sorpasso però non arriverà mai. Arriva invece quello di Gragson su Herbst ai -111. Più dietro prosegue la giornata difficile di Berry e Mayer, con i due che finiscono largo e larghissimo in curva1 e Sam tocca le barriere.

Più indietro in lotta per la nona posizione ci sono Hemric e Sieg e la lotta è interessante perché Daniel ovviamente vuole fare di tutto per stare davanti a Ryan e “regalare” un punto a Cassill che è virtualmente out per sei punti, ma non ce la fa e la #11 esce addirittura dalla top10 per poi crollare. Ai -98 solo applausi per Currey che solo ora cede a Hill e a Gragson. I giri passano di nuovo veloci senza ulteriori sconvolgimenti, solo i doppiati movimentano un pochino la situazione e aprono qualche porta involontaria, come ai -89 quando Allgaier si ritrova Jones di nuovo incollato, poi però Brandon rimbalza e così Hill e Gragson entrano prepotentemente nell’inquadratura.

Si capisce che Jones non ha una vettura da long run nemmeno ora e Hill lo punta (ai -73 c’è una tamponata involontaria con Austin che ammacca il muso) con Gragson spettatore interessato. Ai -79, finalmente, Cassill esce dal garage e torna in gara, ma ormai è troppo tardi per contare sulle proprie forze dato che nemmeno i freni ko di McLeod e il problema a McCarty nello stesso momento gli permetteranno di recuperare più di due posizioni. Rischia grosso invece Sieg che per passare Currey in 3-wide con un doppiato arriva a toccare leggermente con la sua anteriore destra l’auto di Currey.

Allgaier intanto è scappato (ma non tanto) ed ha 1.5″ di margine, tuttavia non può stare tranquillo, infatti Noah torna all’attacco e, approfittando anche del danno della #21, supera Hill ai -68 e poi si mette in caccia della #19. Più indietro Allmendinger supera Herbst e torna nella top5; Mayer, Sieg, un ottimo Parsons sulla #45 del team di Tommy Joe Martins e ancora Currey completano la top10. I piloti hanno tutta la benzina necessaria per arrivare in fondo e anche le gomme non sembrano un fattore decisivo, dunque tutti hanno come obiettivo il traguardo.

I doppiati come detto sono potenzialmente decisivi e ai -58 Jones si trova Clements e Yeley affiancati da sorpassare, Gragson trova lo slancio ed il varco giusti e si porta in seconda posizione ma stavolta a 3″ da Allgaier. A 6″ invece c’è Allmendinger, malgrado il sottosterzo, che ha superato pure lui Hill sembra grazie alla coppia Clements-Yeley. La calma regna relativamente e la posizione da tenere d’occhio, oltre alla prima, è solo la 14esima, quella che Sieg deve ottenere per qualificarsi ai playoff con Ryan al momento nono dietro a Mayer e Parsons e sole 14 auto a pieni giri (seguono Currey, Berry, Earnhardt, Smith ed Alfredo).

Poi il colpo di scena finale: mentre di guarda Sieg non doppiare Cassill per vitare guai e la lotta fra un Hill in difficoltà, Herbst e Mayer, davanti Allgaier – ormai raggiunto da un Gragson scatenato e che lo inizia ad attaccare – paga ancora dazio nel finale di gara a Bristol. Ai -27, dopo aver doppiato Smith per la prima volta ed Hemric per la seconda, Justin approccia una lunga corsia di vetture lente che viaggiano all’esterno con una sola auto all’interno, quella di Yeley. Allgaier non può non infilarsi nel mezzo fra la #66 e le altre vetture. Tutto sembra a posto, ma in curva2 Yeley si allarga, tocca leggermente la #7 sulla posteriore destra e finisce a muro.

Allgaier ne esce indenne dall’incidente, ma ora si trova di nuovo il gruppo compatto alle sue spalle ed una decisione importante da prendere. Alla fine lui ed il suo crew chief decidono di pittare dato che hanno gomme vecchie di praticamente 100 giri e lo fanno praticamente tutti gli altri tranne Gragson che opta per la scelta opposta e non fermandosi passa al comando. La non-sosta di Noah aiuta anche Sieg (che quindi cambia gomme per prudenza) dato che non ci sono wave around e a pieni giri rimangono solo 13 vetture.

Dopo il danno pure la beffa per Allgaier, infatti Justin (e anche Earnhardt) vengono penalizzati per eccesso di velocità in pit lane e quindi devono ripartire in coda; l’errore di Allgaier è ancora più grave perché aveva tutto il tempo per fare una sosta tranquilla ed uscire lo stesso davanti a Jones che così eredita la seconda posizione.

Gragson e Jones, il pilota della #9 ed il futuro pilota della #9 dopo il passaggio di Noah in Cup Series sulla #42 del Petty GMS Racing. Al box di Brandon si sentono molti sicuri di sé, le gomme di Gragson hanno ormai 105 giri contro quelle fresche della #19 ed i due sono affiancati alla ripartenza dei -20, quindi per loro la vittoria è in tasca.

Alla green Noah scatta bene, poi ha un’esitazione ma viene salvato dalla spinta di Hill alle sue spalle. Gragson tiene l’esterno e così crea un varco che Austin può sfruttare nei primi giri ed impensierire un Jones ancora un po’ loose e non al meglio con l’assetto. Branson si libera della #21 solo ai -17 quando Gragson ha praticamente mezzo rettilineo di vantaggio. Pure Allmendinger prova ad infilarsi nella battaglia, ma finisce largo, tocca il muro e perde molto terreno che poi recupererà in un finale indiavolato. Nel frattempo Herbst e Mayer proseguono la loro battaglia.

A pista libera e senza doppiati di mezzo ovviamente Jones recupera metri su metri, ma i giri sono sempre di meno. Il traffico ricomincia ai -8 quando Brandon è a tre lunghezze dal leader, distacco che al giro successivo è annullato. Jones è in posizione da bump&run, ma Gragson ormai viaggia lungo il muro, traiettoria che la #19 forse non riesce a seguire e quindi il pilota JGR per un po’ cerca la manovra all’interno non riuscendoci. La prima toccatina è in curva1 ai -5 ma sembra timida e così Gragson resta davanti.

Lo spazio all’interno ormai lo stanno “rubando” i doppiati e un giro è perso per tornare sotto a Gragson. Altra toccata timida ai -3 sempre in curva1 e ancora nulla, ai -2 nella stessa curva Noah cambia tattica e in frenata scende più interno, Jones non osa e quindi, pur perdendo velocità, gli fa saltare i piani, la #19 ha un’esitazione in curva2 e così la #9 scappa di nuovo per la fuga che è decisiva.

Noah Gragson conquista così la terza vittoria consecutiva, la sesta totale nella regular season che permette l’ultimo ribaltone della serata, infatti con questi cinque playoff point in più ed il contemporaneo sorpasso subito da Gibbs in classifica generale da Allgaier, il pilota della #9 si presenta all’inizio dei playoff da leader della graduatoria e anche ora da favorito per il titolo.

Dietro a Gragson (che ha vinto nonostante i soliti problemi di stomaco e quindi ora può festeggiare senza paura di brutte figure ulteriori in diretta TV) e Jones tagliano il traguardo Hill, Mayer, Herbst, Allmendinger, Berry, un fantastico Parsons, Allgaier, Sieg c8che così è l’ultimo qualificato ai playoff per cinque punti su Cassill), poi a pieni giri anche Currey, Earnhardt e Alfredo. Sammy Smith 14° e primo dei doppiati, Clements 16°, Hemric 20° a -2, Cassill 35° a -112 e con una delusione che difficilmente smaltirà presto. Ora però nei playoff può ancora succedere di tutto e un Noah così in forma deve chiudere il discorso.

I risultati odierni

La classifica della “Food City 300”

La classifica generale

Così in campionato al termine della regular season della NASCAR Xfinity Series 2022

Questa invece la griglia dei playoff dopo il reset del punteggio:

NASCAR Xfinity Series classifica post Bristol inizio playoff

I prossimi appuntamenti

Stanotte sempre all’1:30 a Bristol (diretta Mola TV e NASCAR Trackpass) ci sarà la gara della Cup Series che chiuderà il “Round of 16” e ci sarà l’eliminazione di quattro piloti dalla lotta per il titolo; Aric Almirola scatterà dalla pole position. I playoff della Xfinity Series inizieranno sabato prossimo in Texas.


Immagine: Media NASCAR