NASCAR | Xfinity Series: Hemric vince prima gara in carriera e titolo a Phoenix!

Cindric controlla tutta la gara, ma viene beffato dalla serie di caution finali. All’overtime Hemric piazza il bump&run decisivo che mette fine ad anni di sconfitte


Un finale quasi magico quello di Phoenix, infatti l’incantesimo di Daniel Hemric si è spezzato nel giorno perfetto, quello in cui bastava (ma non era obbligatorio) una vittoria per diventare campione dopo anni di sconfitte. Il bump&run su Austin Cindric, beffato dopo una gara dominata, è stato perfetto mentre Gragson ed Allmendinger erano già lontani e praticamente mai in lotta per il successo. Cindric mastica amaro dopo un’altra stagione di successo ma deve riconoscere i meriti di Hemric, il quale ora avrà davanti a sé un 2022 in cui dovrà proseguire nel trend per difendere il trofeo.

La gara

Il weekend di Phoenix inizia stranamente lungo una highway texana, un po’ come in Cars, il film d’animazione della Disney-Pixar. È qui che il camion che trasporta la #18 di Daniel Hemric centra un cervo (non è chiaro se fosse vivo o una carcassa già in mezzo alla strada); il mezzo di trasporto finisce ko, la vettura a bordo riporta solo un leggero graffio al passaruota, ma il problema più grosso sono le tempistiche, visto che il convoglio, partito in ritardo da Charlotte data la qualificazione all’ultimo di Hemric, rischia di non arrivare in tempo a Phoenix.

In casa JGR riescono a fermare il mezzo del team di Ty Gibbs, che corre – e vince – la gara conclusiva della ARCA West Series ma non con la scuderia del nonno, per fare uno scambio di vetture. La #18 di Hemric arriva così nel garage di Phoenix su un semplice motorhome a poche decine di minuti dal via delle libere del venerdì pomeriggio e scende in pista regolarmente. Daniel così, molto probabilmente, salda subito il conto con la sfortuna.

Nella tranquilla prima sessione di libere (solo una bandiera rossa per Yeley che finisce a muro quasi senza freni) il più veloce è John Hunter Nemechek davanti a Cindric, Hemric, Gragson, Haley ed Allmendinger, dunque tutti i big sono ancora davanti.

Come per la Truck Series, i piloti che si giocano ancora un titolo sono 4+1. Per il titolo più prestigioso in corsa ci sono Austin Cindric ed AJ Allmendinger, i dominatori e duellanti della stagione, Noah Gragson, l’arrembante rappresentante del JRM alla caccia della vittoria della maturità, ed infine Daniel Hemric, uno che è sempre lì ma che incredibilmente non ha ancora ottenuto nemmeno un successo in Nascar. Per il titolo a squadre, invece, al posto della #18 di Hemric c’è la #54 – sempre del JGR – guidata in questa occasione da Nemechek e che è una delle favorite per il successo parziale di Phoenix.

Nelle qualifiche del sabato pomeriggio a dominare è Cindric, il quale rifila addirittura due decimi a Nemechek, Allgaier, Hemric ed Herbst, mentre Gragson è solo settimo dietro a Jones e Allmendinger addirittura 12° ed che conferma le piccole-grandi difficoltà già viste nelle libere.

Da notare nella sessione anche Harrison Burton che fallisce i controlli tecnici e dunque parte ultimo (insieme a Yeley per l’utilizzo del muletto e Starr per modifiche in parco chiuso), la DNQ a sorpresa di Cassill con Leicht, Boyd, Ellis, Timmy Hill e Gase (presenti ben 42 auto per 36 posti) e il fatto che sia i compagni di squadra all’Our Motorsports Moffitt e Perkins che quelli del JD Motorsports Vargas e Jeffrey Earnhardt ottengono lo stesso identico tempo.

Al via, dopo una lotta di un giro con la #54 esterna e al #22 interna, Nemechek riesce a prendere il comando su Cindric, seguono Hemric, Allgaier e Jones, tuttavia dopo poco Gragson sorpassa Brandon ed entra nella top5; Allmendinger, invece, è solo 11° ed inizia la sua lenta rimonta.

I primi giri vedono Cindric tenere leggermente l’esterno per cercare un varco su Nemechek sfruttando la resina, poi invece punta decisamente all’interno ed i due si invertono i ruoli riuscendo a staccare Hemric. Seguono più lontani Allgaier, Gragson ed Haley con Jones che fa da tappo ad un gruppetto ed Allmendinger, che dice di non avere grip e conferma gli inizi di gare con vetture non all’altezza, ne approfitta per recuperare in paio di posti.

Al 20° giro Cindric passa decisamente all’attacco e si porta al comando proprio mentre i leader si stanno avvicinando ai doppiaggi. Austin ha avuto pazienza nelle prime fasi e subito dimostra di avere la vettura più veloce, impedendo a Nemechek il controsorpasso, anzi Hemric (tight in entrata e loose in uscita di curva) si avvicina al compagno di squadra. Mentre Gragson si mantiene lì, AJ comincia a cercare la quadra della vettura e pian piano i suoi tempi migliorano, anche grazie al suggerimento del box di scalare in curva in terza marcia.

I giri passano veloci ed emergono i problemi dei vari piloti, Haley ad esempio ha tanto sottosterzo e crolla, Cindric invece ha difficoltà nel comunicare via radio, Allgaier non ha la vettura dei giorni migliori a Phoenix e forse ha perso anche la concentrazione essendo stato eliminato. L’unico vero attacco nel finale è quello di Hemric sul compagno di squadra, scavalcandolo proprio all’ultima curva per appena 0.004″.

Cindric vince senza grossi problemi la prima stage davanti ad Hemric (+1.2″), Nemechek (+1.2″), Allgaier, (+3.1″), Gragson (+6.8″), Jones (+8.9″), Allmendinger (+11.1″), Annett (+12.3″), Herbst (+12.7″) ed Haley (+13.2″); seguono Mayer, Jeb ed Harrson Burton, con quest’ultimo in rimonta dal fondo, Creed (che fa ottime prove tecniche di 2022), Ryan Sieg (in pista c’è anche il fratello Kyle), Snider, Clements e Moffitt.

Il primo giro di soste, mentre Mayer e Williams si prendono una penalità, premia Hemric che passa al comando su Cindric e Gragson; Allmendinger rimane settimo dietro a Jones, Allgaier e Nemechek che scivola indietro. Alla ripartenza con 38 giri da disputare nella stage Jones prova ad andare 3-wide all’interno, quasi si tocca con Gragson e di questo ne approfitta Cindric per rimanere secondo seguito da Allgaier e Nemechek con Noah che all’interno si vede sfilato.

La lotta dura fra Allgaier, Nemechek e Gragson, che ha delle conseguenze via radio, viene interrotta dall’incidente che ha come vittima Jeffrey Earnhardt e probabile colpevole Graf al punto che più tardi i due avranno un confronto nel garage. In pochi vanno ai box e così si riparte ai -25 con il trio Kaulig che prova a coalizzarsi all’interno del choose cone ed AJ ne beneficia. Chi paga per qualche giro è invece Cindric, il quale viene sfilato da un grande Nemechek che dall’esterno balza da sesto a secondo e poco più tardi anche al comando.

Nemechek precede ora Hemric, Allgaier, Allmendinger, Cindric e Gragson, tuttavia la fase buona di AJ dura appena un paio di giri, poi la #16 si spegne e viene scavalcata da tutti i rivali venendo salvato dai compagni di squadra Haley e Jeb Burton che corre nonostante una intossicazione alimentare.

Cindric intanto conferma di avere un auto molto veloce e recupera il terreno perduto passando Allgaier e tornando vicino a d Hemric che al momento sarebbe campione pur arrivando ancora una volta secondo, lo scenario più cabalistico per questo gran finale.

La #22 sembra in grado di passare di slancio la #18, tuttavia Hemric, confermando la velocità nel finale della prima stage, sul long run oltre i 30 giri forse è anche più rapido di Cindric che tenta uno slide job che non va a buon fine. Austin sta spingendo Daniel verso John Hunter ed i doppiaggi favoriscono il ricongiungimento. Il sorpasso per la vetta arriva ai -5 e Nemechek deve alzare bandiera bianca pure a Cindric all’ultimo giro.

Hemric vince la seconda stage su Cindric (+0.4″), Nemechek (+0.6″), Allgaier (+2.3″), Gragson (+3.7″), Allmendinger (+5.4″), Haley (+6.6″), Harrison Burton (+9.0″), Annett (+9.5″) ed Herbst (+11.7″); seguono Mayer, Creed, Moffitt, Jones, Jeb Burton e Snider.

Il secondo giro di soste lascia Hemric al comando su Cindric, Nemechek ed Allgaier, poi Allmendinger entra nella top5 davanti a Harrison Burton, che completa così la rimonta, Herbst, Jones, Haley e Gragson, il quale perde numerose posizioni a causa di una ruota vagante recuperata in tempo (fortunato Noah perché è nello stallo numero uno e non ostacola nessuno) dallo stesso meccanico che a Martinsville l’anno scorso salvò la stagione di Chase Elliott.

Si riparte con 103 giri (cioè metà gara e almeno un’altra sosta) da disputare ed il pattern vede Hemric e Cindric esterni mentre JHN va interno. Daniel scatta bene mentre Allmendinger prova a dare tutto infilandosi nel mezzo, guadagnando una posizione mentre Nemechek deve alzare il piede perché finisce loose e così Cindric rimane secondo. Poco dopo la caution per Graf che finisce a muro toccato da Sage Karam ferma tutti.

Nessuno va ai box, quindi alla green dei -95 va in scena un replay della ripartenza precedente, sia davanti che nel gruppo, infatti un Karam troppo aggressivo e che deve adattarsi ancora a queste dinamiche della Nascar, si ripete su Mills. Si è quasi nella finestra per l’ultimo pieno ed un Gragson che oltre al problema al pit precedente ha messo insieme anche due ripartenze non esaltanti, deve ribaltare la corsa e quindi decide di rabboccare senza tuttavia cambiare gomme.

Nuova ripartenza ai -87 e stavolta Cindric va interno lasciando Nemechek e Allmendinger all’esterno. Il taglio della dogleg non basta a Cindric e così Hemric resta al comando; Allmendinger, invece, non sfrutta la chance e perde le posizioni guadagnate in precedenza ed è ottavo. Austin, tuttavia, stavolta non ha mollato e tornando ad affiancare Daniel, dopo due giri di lotta, ai -85 è di nuovo al comando e virtualmente campione. Dietro di loro Buford bacia il muro, ma riesce a proseguire.

Quando sta per iniziare il long run, con Cindric che è scappato via ed ha messo già 1.5″ su Hemric, Nemechek, Allgaier, Harrison Burton ed Allmedinger con Gragson 15° in rimonta, ecco che arriva un’altra caution, stavolta per la vettura di Parsons in fiamme dopo una rottura meccanica.

Dopo una pulizia prolungata, è tempo per l’ultima sosta di gruppo e Cindric rimane al comando su Nemechek, Allgaier, Allmendinger ed Hemric che perde posizioni preziose, mentre Gragson, costretto ad una sosta completa come tutti gli altri e non recupera. Al choose cone Cindric, Nemechek ed Allmendinger scelgono l’esterno lasciando ad Allgaier ed Hemric l’interno.

Mentre Herbst fuma leggermente, si riparte ai -66 e Cindric sul filler ondeggia troppo al punto che Allgaier alla sua sinistra si porta agilmente, e a sorpresa, al comando. Ancora una volta la green dura poco, visto che Buford finisce da solo in testacoda. Chi beneficia di questa fase è Gragson che con una ripartenza stellare si riporta al settimo posto alle spalle di Allmendinger.

Il break però cambia di nuovo le carte in tavola, infatti alla ripartenza Allgaier è sceso sotto la doppia linea gialla prima del traguardo e questo gli costa una penalità che rimette Cindric al comando. Nuova ripartenza ai -60 e Cindric dall’esterno parte bene (secondo qualcuno è partito troppo presto ma non è così) seguito da Hemric; dietro di loro c’è un leggero contatto fra Allmendinger e Nemechek e così Gragson ne approfitta per infilarsi in mezzo a loro.

Nasce una fuga a tre con Cindric, Hemric e Nemechek con dietro a loro Harrison Burton, Gragson ed Allmendinger anch’essi molto vicini anche se AJ, come in precedenza, pian piano cede terreno. Cindric col passare dei giri mette metri sulla coppia JGR con Hemric e Nemechek che fanno l’elastico. Daniel quando sembra aver staccato John Hunter, invece perde tutto un una curva e viene scavalcato dal compagno di squadra ai -49.

La lotta fra i due ha permesso ad Austin di allungare ulteriormente ed ora, in quello che sta diventando un long run, ha un margine sulla #54 di 1.2″. Cindric potrebbe così gestire ancora meglio la situazione, perché la vettura che lo segue potrebbe fargli perdere solo il titolo a squadre e non anche quello piloti. Hemric, invece, spera che Nemechek raggiunga e si metta a lottare con la #22.

Invece, Cindric allunga decimo dopo decimo e poco dopo i -40 il divario fra la coppia di testa è diventato di 2″, poi però inizia la serie dei doppiaggi e il gap si riduce di nuovo comunque non scendendo sotto il secondo. Nel frattempo la situazione di Allmendinger, sesto dietro a Gragson ed Harrison Burton, si fa ancora più grave perché senta una vibrazione ad una gomma.

Ai -35 comincia a sentirsi la vettura più veloce sul long run di Hemric, il quale raggiunge di nuovo Nemechek sorpassandolo ai -24, tuttavia il gap dal leader è tornato di 1.6″. I giri successivi sono potenzialmente quelli decisivi, ci si aspetta la rimonta della #18 e invece la #22 torna ad allungare mentre tutti i rivali crollano letteralmente. Ai -20 Cindric ha di nuovo 1.9″ su Hemric quando arriva la caution che riapre tutto.

La situazione di Allmendinger col passare dei giri è diventata sempre più insopportabile ed AJ sta pensando di andare ai box a montare gomme fresche. Prima ancora di entrare in pit lane, però, perde il controllo della vettura sempre più loose (la mossa non sembra intenzionale a differenza di altri casi recenti, oppure se lo è AJ è molto bravo a nasconderlo) e finisce in testacoda.

Tutti vanno ai box a montare un nuovo set di gomme (la posteriore di AJ era effettivamente mal fissata) e Cindric esce dalla pit lane davanti ai rivali Hemric e Gragson. Si riparte ai -13 con Cindric e Gragson esterni insieme a Nemechek ed Hemric interno. Austin non scatta bene ed appare in tutta la sua luce lo scenario peggiore in questo 2021 per la #22, ovvero uno short run per concludere la corsa.

I due sono affiancati per mezzo giro, poi Austin va, favorito anche da un leggero contatto fra Hemric e Gragson che cerca di seguire come un’ombra la #22. Mentre Cindric ha completato il giro, Jeb Burton in curva3 finisce a muro chiudendo la porta ad un incolpevole Creed che non può andare da nessuna parte essendo nel mezzo fra Snider e Mayer.

Nuova ripartenza ai -8 con i big nelle stesse posizioni di prima. Hemric scatta ancora meglio di prima, tuttavia allo stesso modo Cindric si libera di lui dall’esterno più facilmente della precedente fase. Gragson invece, alza bandiera bianca al giro successivo tenendo giù il piede e baciando il muro sia in curva1 che in curva2. Hemric, intanto, dopo aver perso lo slancio ai -7, ai -6 è di nuovo incollato a Cindric, tuttavia l’incidente fra Buford e Williams ferma tutto mandando la gara all’overtime dato che bisogna pulire la pista.

Al choose cone le posizioni sono le stesse di prima, solo che ora Nemechek è in seconda fila dietro a Cindric dato che Gragson, finito in fondo alla top10 ma comunque davanti ad Allmendinger e quindi lo invitano a rimanere concentrato in caso di guai davanti, è saltato. Anche nei team radio della #18 c’è un fitto monologo, infatti cercano di intervenire sulla psicologia di Hemric viste le debacle finali che gli hanno impedito di ottenere più di qualche vittoria.

Si riparte per lo sprint finale ed i due scattano alla pari e lo sono praticamente per tre quarti di giro, poi Hemric finisce leggermente loose in curva4 e Cindric inizia l’ultima tornata con due lunghezze di margine tenendo sempre l’esterno.

Si arriva così all’ultima curva: Hemric frena forte mentre Cindric si mantiene leggermente largo per evitare l’inevitabile, ovvero il classico bump&run che sarebbe fatale. Ad una prima visione sembra quasi che Cindric sbagli completamente curva4, al replay invece si apprezza che Hemric ha piazzato il bump&run praticamente all’ultimo metro utile quando la #22 stava già iniziando la fase di accelerazione.

Cindric si scompone in uscita di curva, Hemric riesce a trovare l’interno ed i suoi sono fiancata contro fiancata, ma l’inerzia è dalla parte della #18 e così Daniel Hemric vince la sua prima gara in carriera, e con esso il titolo 2021 della Xfinity Series, per appena 0.030″. Per onore di cronaca, dietro ai due nel rimesscolamento finale chiudono la stagione Harrison Burton, Herbst, Haley, Nemechek, Jones, Moffitt, Allgaier, Creed, Annett, Gragson (13°), Mayer e Allmendinger.

È quasi incredibile che Hemric si sia sbloccato così ed è naturale essere felice per lui, ma è anche inevitabile non essere vicini a Cindric che, dopo essere stato trattato male a Bristol da Allmendinger (oggi completamente fuori rotta) e Allgaier, ed essere stato beffato in numerose occasioni nello stesso modo, ora perde il secondo titolo in carriera per tre centesimi per un bump&run che lui stesso definisce “in pieno stile Nascar e quindi da applaudire”. L’unica consolazione per lui è che regala a Roger Penske l’ennesimo titolo a squadre.

La stagione si chiude con i festeggiamenti di Hemric, il quale butta via forse definitivamente la sfortuna e festeggia come promesso con un backflip alla Carl Edwards. E non è un caso che l’ultima vittoria di Edwards fosse arrivata esattamente cinque anni fa in Texas. Allora però fu una gara accorciata per pioggia e Carl non fece il backflip dicendo “me lo tengo per Miami”. Allora finì male per il contendente per il titolo, che chiuse lì la carriera, stavolta decisamente meglio.

Il campione

Nascar Xfinity 2021 Hemric Phoenix campione

Daniel Hemric nasce a Kannapolis, North Carolina, dunque la stessa città della famiglia Earnhardt, il 27 gennaio 1991. La sua carriera inizia all’età di cinque anni su un kart al Concord Speedway dove vince fin da subito 11 gare ed campionato organizzato quell’anno dal circuito. Poi prosegue la canonica gavetta delle stock car passando all’età di dieci anni alle vetture Bandolero. È con queste vetture che mette in pratica il suo marchio di fabbrica, ovvero festeggiando una vittoria facendo un backflip dalla vettura così imitando Carl Edwards.

A 16 anni Hemric si sposta sulle vetture Legends e nel 2008 inizia a raccogliere i primi campionati, migliorandosi poi nel 2009 quando conquista quasi 60 vittorie sulle circa 80 gare disputate. Il 2010 rappresenta poi il debutto sul palcoscenico più importante: sull’ovalino da 0.25 miglia di Charlotte, realizzato fra traguardo e pit lane, vince il Legends Million e si porta a casa l’assegno più ricco nella storia della categoria, 250’000$.

Nell’autunno di quell’anno Daniel debutta anche in Nascar, tuttavia non lo fa come ci si può aspettare con la K&N Pro Series, bensì nel Modified Tour disputando 12 gare nei successivi tre anni con discreti risultati soprattutto nel 2012. Nel frattempo corre anche nella Champion Racing Association vincendo il titolo. L’anno successivo compete ancora in svariati campionati minori continuando a vincere.

Il vero debutto in Nascar arriva a Martinsville nell’autunno del 2013 quando lo Sharp Gallaher Racing lo chiama per correre nella Truck Series; il debutto non è esaltante (32°), ma alla seconda occasione a Phoenix è già 13°. Non importa, visto che i risultati arrivano su altre vetture: a novembre è secondo nella prestigiosa All American 400 dietro al solo Chase Elliott, poi vince la Southern Super Series davanti ad una leggenda come Bubba Pollard. Il 2014 è un anno avaro di gare e si fa vedere solo a Miami nella Truck Series dove è 12°.

Il 2015 è l’anno delle prime grosse soddisfazioni per Hemric. Viene infatti confermato a tempo pieno dal NTS Motorsports. Malgrado il team non sia di primo livello Daniel riesce a trovare prestazioni notevoli e con quattro top5 e 3 top10 è addirittura settimo in campionato. Nello stesso anno si fidanza ufficialmente con l’ex pilota della K&N Pro Series Kenzie Ruston, attualmente sua moglie e madre della loro figlia Rhen.

Le prestazioni stellari del 2015 gli valgono addirittura la chiamata da parte di Brad Keselowski nel suo team dove diventa il compagno di squadra di un altro giovane talentuoso, ovvero Tyler Reddick. Quella stagione è il riassunto perfetto della carriera futura di Hemric: arrivano sì tanti risultati a ripetizione (11 top5 e 17 top10 in 23 gare), ma lo spunto decisivo stenta ad arrivare. La beffa arriva nei playoff, dove Hemric si è qualificato a differenza di Reddick protagonista di una stagione storta. A Las Vegas il team fa doppietta, ma l’ordine è quello “sbagliato”: Reddick vince ma è un successo inutile e che a posteriori elimina Hemric al primo round dei playoff. Daniel chiuderà sesto il campionato.

Per il 2017 viene promosso in Xfinity Series con il Richard Childress Racing. Categoria diversa, rendimento uguale visto che Hemric ha una costanza di rendimento invidiabile, ma il successo non arriva mai. Per il momento va bene così, visto che in entrambi i campionati Daniel arriva fino al gran finale di Miami. Nel 2017 accusa problemi alla batteria e chiude staccatissimo, nel 2018 è quinto al traguardo e terzo in campionato dietro a Reddick, pilota ora del JR Motorsports, e Custer.

Gli intrecci fra Hemric e Reddick non sono finiti qua. Nel 2019 Daniel viene promosso in Cup Series sulla #8 del RCR al posto del partente Newman; Hemric aveva già assaggiato la vettura l’anno precedente sostituendo in qualifica Paul Menard in pausa paternità. Al posto di Daniel in Xfinity Series ci va proprio Reddick che ha lasciato il JRM, che in quella stagione si riconfermerà campione e disputerà qualche gara sulla #31. La stagione da debuttante di Hemric in Cup Series non è esaltante e arrivano solo un quinto posto a Talladega ed un settimo a Pocono. Il 25° posto in generale non gli basta per la riconferma in squadra dove viene sostituito proprio da Reddick.

Costretto a ricominciare, nel 2020 Hemric deve tornare in Xfinity Series e trova un posto part-time con il JR Motorsports. Dopo un inizio altalenante, in autunno arrivano i soliti buoni risultati con tante top5 ma ancora manca la vittoria elusiva.

Nel 2021 cambia ancora scuderia e passa al Joe Gibbs Racing dove deve ricominciare ancora quasi da capo. Il leitmotiv però è sempre lo stesso: tante top5 e zero vittorie, al punto che il problema assume un aspetto quasi psicologico. Al decimo secondo posto nella categoria raggiunge un record poco invidiabile. Poi, dopo 206 gare nelle tre categorie Nascar in cui aveva ottenuto 59 top5 e 102 top10, finalmente il primo successo di Phoenix nella corsa più importante dell’anno. Il tutto prima di un altro cambio di casacca, stavolta in direzione Kaulig Racing.

I risultati odierni

La classifica della “Desert Diamond Casino West Valley 200”

La classifica finale

La classifica finale della “NASCAR Xfinity Series 2021”

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 21:00 (diretta su SI Motori, con commento di Francesco Gritti e Simone Longo a partire dalle 21:20 circa, e Nascar Trackpass) andrà in scena l’epilogo della stagione 2021 con l’assegnazione del titolo della Cup Series. Bandiera verde effettiva alle 21:34.


Immagini: media.nascar.com

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