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NASCAR | Xfinity Series: Harrison Burton beffa Gragson in Texas!

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Dopo il Kansas arriva un’altra gara caotica, Noah ha l’occasione per riaprire i giochi ma la spreca malamente


Il “Round of 8” della Xfinity Series è paradossale, ogni anno regala più spettacolo sugli ovali da 1.5 miglia che sulle altre piste. E così anche nel 2020 dopo un pazzo Kansas è arrivato un incredibile Texas, con praticamente tutti gli 8 piloti dei playoff che hanno qualcosa da recriminare sulle 300 miglia. Quello che probabilmente ha più l’amaro in bocca è Noah Gragson, obbligato a vincere dopo l’ultimo posto di sette giorni fa e che era a 500 metri dal farlo, poi però ha sbagliato l’ultima curva ed è stato passato da Harrison Burton.

La gara

Si parte sotto un cielo velato e temperature attorno ai 15 °C che mettono in difficoltà nelle prime fasi chi vorrebbe tentare la traiettoria esterna sul traction compound che, come si sa, ha bisogno di essere scaldato per funzionare. La gara è una di quelle cruciali perché le incognite di Martinsville sono sempre più vicine e la situazione in classifica è molto equilibrata escludendo Briscoe già qualificato per Phoenix e Gragson obbligato praticamente già a vincere.

La pole per l’algoritmo va – ovviamente – a Briscoe che scatta bene e alla prima curva è in testa davanti a Jones ed Haley; dietro di loro Sieg prova subito la traiettoria esterna ma il traction compound non è ancora pronto. Al quinto giro prima sorpresa: Cindric, in quel momento quinto, finisce loose e perde posizioni. Non è un momento isolato, la sua vettura è molto sovrasterzante ed è costretto ad alzare il piede.

Ad aiutarlo ci pensa Alfredo che al giro 10 manda in testacoda Jeb Burton provando a passarlo in curva3 e arriva la prima caution. Nessuno va ai box e quindi ci sarà uno sprint di soli sei giri fino alla competition caution, Briscoe lo gestisce al meglio e al break del giro 20 è al comando davanti a Jones, Allgaier, Gragson e Chastain, con questi due già in lotta, Sieg è 10° davanti a Cindric ed Haley, anch’egli crollato per il sovrasterzo dopo aver punzecchiato Austin ed aver ricevuto la risposta della #22 ad un passo dalla caution. Gli unici ad andare ai box sono proprio Cindric ed Haley per le necessarie modifiche di assetto ma facendo così vanno sotto di un set di gomme rispetto ai principali avversari.

Anche Briscoe avrebbe voluto fermarsi ai box dato che ha una vibrazione sempre più in intensa, ma alla fine dal box decidono di proseguire e alla bandiera verde dei -20 Chase rimane al comando malgrado il 3-wide con Allgaier e Jones che alza per ultimo bandiera bianca. Il problema della #98 però è sempre più grande e al giro 35 Brandon passa al comando, Briscoe cerca di resistere ma finisce di traverso e deve alzare il piede e poi andare direttamente ai box: si crede sia solo una foratura ma poi si scopre che in realtà si è rotto un ammortizzatore e Chase ringrazia subito il fatto di aver vinto in Kansas. Briscoe chiuderà la gara 24° staccato di 16 giri.

Jones non riesce ad approfittare di questo problema perché subito dopo arriva la caution per Starr che perde liquidi in pista e dunque la pit lane si apre: ad andarci sono solo H.Burton, Annett, Alfredo, Snider e J.Burton e quindi allo sprint finale di un giro si parte con le prime posizioni invariate. Allgaier spinge bene Jones che vola davanti mentre Justin è costretto a lottare con Chastain, prima Ross passa secondo, poi Allgaier rimette il muso davanti all’avversario – che non è felice – con una toccatina. Jones vince la prima stage davanti ad Allgaier, Herbst, Clements, Chastain, Cindric, Haley, Currey, Sieg ed H.Burton.

Le strategie continuano a fioccare e metà gruppo va ai box lasciando in testa H.Burton davanti ad Annett e Gragson (unico dei big là davanti), con Jones 15° dopo essere uscito in testa dalla pit lane, Allgaier 16° e gli altri dei playoff a completare la top20. Si riparte e Gragson ed H.Burton lottano a lungo fianco a fianco, poi il pilota del JGR finisce loose e Noah passa. Altro colpo di scena intanto è il problema meccanico alla trasmissione di Sieg, costretto ad una lunga riparazione nel garage; si ritirerà con un 31° posto in tasca.

A metà stage Gragson è in testa ma H.Burton e Alfredo gli sono attaccati, Annett cerca di rimanere con loro a fatica ma ha staccato Allgaier, Chastain e Cindric che cercano la rimonta dopo la strategia sfalsata mentre Haley e Jones soffrono ancora nel traffico. Noah sembra in grado di gestire la situazione, tuttavia sul long run paga dazio. Ai -9 a complicargli la vita ci pensano anche i doppiaggi, in curva 3-4 sceglie l’interno per scavalcare Moffitt mentre H.Burton segue Brett all’esterno e sul traguardo sfila Gragson andando al comando. La #9 va in crisi e di lì a poco viene scavalcato anche dal compagno di squadra Allgaier in forte recupero. H.Burton vince la seconda stage davanti ad Allgaier, Gragson, Annett, Cindric, Alfredo, Chastain, Herbst, Haley e Jones.

La pit lane si riapre e le strategie si allineano, tutti cambiano quattro gomme e fanno il pieno, però si comincia a tenere d’occhio Cindric ed Haley, i quali hanno un solo set di gomme fresche a disposizione ai box contro i due di tutti gli avversari e quindi devono sperare in un’ultima stage tranquilla per non pagare nel finale. I loro desideri non verranno esauditi. Si riparte a 103 giri alla fine con H.Burton ancora in testa davanti ad Allgaier con Cindric addirittura terzo dopo i problemi iniziali.

Alla bandiera verde Burton scatta bene ma poi finisce largo e quindi Allgaier lo affianca, Cindric cerca di spingere la #20 davanti ma finisce ancora loose, così come Gragson poco più tardi, e quindi Allgaier prende il comando davanti a Cindric staccato però già di 1.5″. Harrison ha una vettura sovrasterzante e cerca di resistere ma ai -92 perde il controllo in curva4 e finisce in testacoda sull’erba per un’altra caution.

Solo Annett e H.Burton si fermano ai box, ed anche loro fanno compagnia ad Haley e Cindric con la strategia, dunque si riparte ai -88 ancora con Allgaier davanti a tutti seguito da Cindric mentre Chastain passa di forza Gragson ed è terzo. I tre vanno avanti insieme fino alla caution che decide strategicamente la gara: Herbst perde la vettura in curva2 all’interno di un Jeb Burton tornato nella top10 e finisce a muro. Mancano 69 giri alla fine, circa 10-15 in più di quanto duri il pieno e dunque tutti vanno ai box.

I cugini Burton – con Jeb davanti ad Harrison – non cambiano gomme cercando di tenere l’ultimo set fresco per il finale, ma se Harrison le ha cambiate una decina di giri prima dopo il testacoda, Jeb invece non le sostituisce da 30. Dietro di loro Annett si inventa due gomme fresche mentre tutti gli altri, guidati da Cindric che passa Allgaier ne cambiano quattro e dunque Austin si gioca ora l’ultimo set.

Si riparte ai -63 e Allgaier prova ad attaccare tuttavia finisce anche lui in sovrasterzo alla prima curva e crea scompiglio nel gruppo. Jeb Burton a sorpresa rimane al comando ma a seguirlo dopo aver evitato il rallentamento sono Haley e Chastain. Justin non ha una vettura al top e faticando per passare Jeb finisce per essere scavalcato dal compagno di squadra che così si mette nella posizione buona per vincere.

Chastain ci mette poco ad andare al comando e a seguirlo non è Haley (ancora loose) bensì Cindric mentre Allgaier è terzo dopo aver aperto la porta su J.Burton. Quest’ultimo resiste bene nella top10 fin quando a 42 giri dalla fine gli esplode uno pneumatico ormai a fine vita e per lui la gara è terminata qui. Virtualmente è finita anche la gara di Cindric ed Haley dato che tutti si possono fermare ai box e montare l’ultimo set di gomme. Tuttavia, pur essendo nella stessa situazione, ai loro muretti si seguono strategie diverse: Haley ed Annett preferiscono mantenere lo stesso set di gomme facendo solo il pieno mentre Cindric si rimette davanti ad Allgaier montando invece il set di gomme rodate di 15 giri del primo stint.

La bandiera verde viene sventolata ai -37 e Chastain va subito 3-wide all’interno e passa immediatamente al comando mettendo una seria ipoteca sulla gara. Dietro di lui ci sono Haley ed Allgaier mentre Cindric pur baciando il muro in curva4 rimane davanti a Gragson. Mentre Ross allunga, dietro di lui c’è un altro rimescolamento, con Gragson che si porta terzo, Cindric è invece quarto dato che la sua scelta strategica paga a differenza di quella di Haley che crolla.

Ai -31 la caution decisiva per l’esito della gara dopo quella di prima che lo era stata per la strategie: in curva2 c’è un groviglio in cui vengono coinvolti Snider, Howard e Graf. Praticamente nessuno si ferma ai box e la classifica è dunque invariata. La bandiera verde è ai -25 e Cindric spinge bene Allgaier che in curva1 è alla pari con Chastain, tuttavia finisce loose e i due si toccano finendo all’esterno. Poi Ross commette sul rettilineo opposto l’errore gravissimo (e lo ammetterà dopo, anche prima di aver sentito l’intervista polemica di Allgaier nei suoi confronti) di andare verso sinistra quando probabilmente non sa che Jones è al loro fianco. Justin è messo nel sandwich ed i tre si scontrano coinvolgendo anche Clements (anch’egli arrabbiato con Chastain).

Per Clements ma soprattutto Allgaier e Jones la gara finisce qua mentre Chastain deve riparare a ripetizione la vettura che ha un buco sulla fiancata di sinistra. In tutto questo Cindric ha preso il comando davanti a Gragson il quale così ha una grossa chance di ribaltare la griglia playoff dopo l’incidente in Kansas.

L’ultima ripartenza è a 15 giri dalla fine e Cindric finisce ancora loose spalancando la porta a Gragson, Alfredo e H.Burton. I tre staccano il resto del gruppo, poi Anthony inizia a cedere e Noah allunga. Burton sembra avere una vettura veloce ma non riesce ad attaccare la #21 e così il sogno di Gragson diventa sempre più realtà. Harrison si mette davanti ad Alfredo ad appena due giri dalla fine e tenta un disperato inseguimento. Sembra fatta per Gragson che inizia l’ultimo giro con 495 millesimi di vantaggio. Sembra.

Noah affronta curva1-2 in maniera fin troppo conservativa, ha un po’ di sottosterzo (caso più unico che raro visto che tutti gli altri sono loose) e sul rettilineo opposto Burton gli è in scia ma non riesce ad attaccarlo. Sembra ancora tutto a posto ma Noah ha impostato male curva3 ed è finito sugli avvallamenti e va largo, Burton invece affronta a tutta curva4 e passa. Gragson viene sverniciato e sul traguardo è staccato di 445 millesimi, dopo averne persi addirittura 940 in appena 1.5 miglia.

Harrison Burton vince così la terza gara stagionale, malgrado il testacoda nell’ultima stage, utile per lui purtroppo per fare un discreto passo avanti nella lotta per la futura quinta posizione in campionato, Gragson chiude delusissimo alle sue spalle seguito da Alfredo, Cindric, Brown, Annett, Haley e gli outsider Vargas, Williams e Martins; Chastain è 16° dopo non aver guadagnato né perso dopo le soste finali, Briscoe malgrado i problemi si mette davanti i ritirati Jones e Allgaier (25° e 26°).

La classifica generale viene completamente ribaltata dal sorpasso finale: Gragson era ad un passo dall’andare a Phoenix e invece così è a -24, sorridono (se non di più) Cindric che balza a +14 ed Haley a +4 nonostante la loro strategia sballata. Allgaier brucia il margine che aveva ed è a +8. Decisamente giù d’umore Jones (a -4 dopo aver faticato nel traffico e poi ritirato) ma soprattutto Chastain che come Gragson ha buttato una possibile vittoria ed invece è a -15; Sieg invece ovviamente obbligato a vincere.

Si va a Martinsville con umori molto contrastanti ma soprattutto dopo due gare accesissime fra Kansas e Texas. Non ci sono dubbi che in Virgina ci sarà una replica ancora più avvincente e soprattutto inedita.

I risultati odierni

La classifica della “O’Reilly Auto Parts 300”

La classifica generale

Così la griglia playoff dopo la seconda gara del “Round of 8”

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

Fra pochi minuti alle 17:00 prenderà il via sempre in Texas la gara della Truck Series (diretta su SI Motori), seguita alle 20:30 dalla Cup Series (diretta su DAZN). La Xfinity Series tornerà sabato prossimo a Martinsville per decidere gli ultimi tre che accompagneranno Chase Briscoe a Phoenix.

Immagine: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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