NASCAR | Xfinity Series: Gragson conquista pure Richmond

La serie di caution nel finale mantiene aperto il pronostico. Gragson è il più abile alla ripartenza e resiste al ritorno di Haley con gomme fresche. A Bristol gli ultimi verdetti


La vittoria di Darlington si può dire che abbia finalmente sbloccato Noah Gragson, il quale a Richmond ha fatto subito il bis in una gara che lo ha visto quasi sempre nella top5, ma che ha poi conquistato nel complicato intreccio di strategie e caution che hanno scombussolato gli ultimi 30 giri della corsa. Le gomme hanno determinato l’andamento della gara, favorendo prima Allmendinger, Gibbs ed Harrison Burton, ma anche l’outsider Tommy Joe Martins che ha deciso di osare tutto alla competition caution.

La gara

Sotto il sole di Richmond la Xfinity Series è pronta per scendere in pista per la penultima gara della regular reason. La battaglia in vetta si fa sempre più intensa: AJ Allmendinger dopo i guai di Darlington ha mantenuto un solo punto di margine su Austin Cindric che però parte dalla pole position. In coda alla top12 Michael Annett è alla caccia di un ribaltone che accorci le distanze della sua vettura da almeno uno fra Clements, Jones ed Herbst.

Fra i nomi nuovi della giornata da notare ci sono sicuramnte quello di Dale Earnhardt Jr., che disputa sulla sua #8 la ormai canonica unica gara stagionale, San Mayer, dirottato sulla #99 tecnicamente del team di BJ McLeod ma che in pratica è una quinta vettura del JR Motorsports, Ty Dillon che sostituisce ancora una volta Brett Moffitt, convalescente non si sa da quale malattia, e Bayley Currey che prende il posto di Colby Howard dopo che quest’ultimo ha deciso di lasciare il JD Motorsports.

Alla bandiera verde Cindric, pur non scattando al meglio, riesce a mantenere dall’interno la prima posizione su Harrison Burton che partiva in prima fila con lui, Haley invece va a rilento, Gragson non ne approfitta, Jeb Burton prova ad infilarsi e così la #22 e la #20 vanno in fuga. Le difficoltà di Justin sono conclamate, al punto che in appena 10 giri è scivolato in settima posizione dietro anche ad Allgaier ed Allmendinger con Gibbs ed Hemric che premono dietro di lui.

La gara di Kaulig non inizia al meglio, infatti poco dopo anche Jeb Burton va in crisi e perde quattro posizioni in pochi giri permettendo a Gragson di portarsi in terza posizione mentre Allmendinger scalza Allgaier. Dietro anche Dale Earnhardt fa fatica, la sua rimonta dalla 30esima posizione si è fermata al 19° posto, faticando a sorpassare Josh Williams (la lotta fra i due è dura, poi nel post gara arriveranno sorrisi e complimenti fra i due) e venendo scavalcato di nuovo da Josh Berry che è un suo pilota ma che in questa occasione corre con la #31 del team di Jordan Anderson.

Alla competition caution del giro 35 Cindric è in testa su Harrison Burton, Allmendinger, Gibbs, Allgaier, Gragson (che ha perso qualche colpo), Hemric, Jeb Burton, Haley e Sieg; Annett è 11° su Nemechek, Snider, Herbst e Jones. In pochi vanno ai box (ci sono soli quattro set di gomme a disposizione) e fra di essi ci sono Brown, Martins, Cassill e Boyd; non va in pit lane ma si ferma in pista Jeb Burton per il primo colpo di scena di serata. La vettura #10 del Kaulig Racing viene spinta ai box per un problema elettrico e riparte dopo l’intervento dei meccanici staccata di un paio di giri.

La bandiera verde viene sventolata ai -33 nella prima stage ed Allmendinger dalla corsia interna della seconda fila scatta bene e va subito 3-wide all’interno, Harrison Burton preferisce alzare il piede e così AJ si prende la seconda posizione; dietro di loro Gibbs prova ad approfittare dell’indecisione del compagno di squadra, ma non completa la manovra e così al quarto posto passa Allgaier. Lo short run di Cindric è ancora deficitario e così al giro 46 Allmendinger lo sorpassa in curva1 per una manovra che in ottica regular season ha notevole importanza.

Cindric cede terreno di schianto, incapace di tenere la corda in curva, al punto che in appena quattro tornate è stato passato anche da Harrison Burton ed Allgaier. Quando sembra tutto finito per Austin, invece riesce a trovare una punta d’orgoglio e si inserisce nella lotta che è alle spalle del leader.

Nel frattempo però si è inserito un nuovo pilota nella lotta ed è a sorpresa Tommy Joe Martins sulla sua #44. Infatti, il pilota-team owner come detto ha cambiato gomme e l’effetto lo ha lanciato in una rimonta quasi inimmaginabile e che lo porta a sorpassare Gragson, Gibbs, Cindric e poi anche Harrison Burton, dunque ai -18 Martins è secondo a soli 2.2″ da Allmendinger. A provare a seguirlo a sorpresa è Cindric che, dopo aver resistito a Gibbs, passa Allgaier e pure Harrison Burton con un leggero bump&run.

Il recupero di Martins è inesorabile mentre a sorpresa c’è il crollo di uno dei favoriti, infatti Allgaier in una decina di giri scivola dal terzo addirittura al 14° posto a causa del sottosterzo, passato anche da Yeley e Boyd che hanno provato, con relativamente meno successo, la strategia di Martins. Poco più indietro Snider ed Annett viaggiano con le loro vetture leggermente ammaccate dopo un contatto alla ripartenza dopo aver stretto a sandwich Yeley.

Ai -10 Martins raggiunge Allmendinger approfittando anche dei doppiaggi e lo sorpassa ai -5 in curva1 per l’entusiasmo di tutti. AJ però non molla la preda, soprattutto perché vede un prezioso playoff point sul tavolo davanti a lui. Ai -2 prova un contrattacco ma non va a buon fine e dunque si va all’ultimo giro con soli due decimi a separarli.

I doppiaggi si fanno sempre più intensi e purtroppo per Martins sulla sua strada all’ultima curva c’è David Starr che decide di resistere a tutti i costi (mossa lecita visto che è sempre meglio restare a pieni giri), Martins deve frenare e così Allmendinger deve solo schivarlo e fregarlo per soli 0.033″. Mentre Starr diventa l’uomo più odiato d’America (anche per la reazione via radio, evidentemente non capendo minimamente cosa ha combinato), il sogno di Martins è praticamente finito, dato che si è giocato subito un set di gomme che non avrà più dopo nel finale.

Per la cronaca Allmendinger vince la prima stage davanti a Martins, Cindric, Gibbs, Yeley, Harrison Burton, Hemric, Gragson, Boyd ed Emerling; Allgaier è precipitato addirittura in 23esima posizione. Alla sosta successiva Cindric torna al comando perché, ironia della sorte, Martins ed Allmendinger hanno gli stalli vicini in pit lane ed involontariamente si ostacolano, Tommy esce dalla top10 invece AJ è sesto, dunque a sorpresa al secondo posto sale Hemric.

Alla ripartenza Cindric conferma le difficoltà precedenti e dall’esterno Hemric lo sorpassa andando al comando, segue poi un 3-wide fra Gibbs, Gragson e Harrison Burton; la contesa viene interrotta subito da una caution e ad andare in testacoda senza troppi danni è proprio Martins, in un certo cornuto e mazziato in quanto spiattella il set di gomme appena montato, toccato da Boyd che prende paura perché Haley (finito in coda pure lui) va 3-wide e si allarga notevolmente verso destra in curva1 toccando appunto la #44.

Si riparte ai -59, Hemric fa pattinare le gomme e Gragson prova lui a tuffarsi all’interno stavolta nel 3-wide, la manovra non riesce e dunque la classifica vede ancora Hemric davanti a Cindric, seguono Gibbs, lo stesso Gragson e Nemechek che sulla #26 del Sam Hunt Racing conferma il suo talento. La lotta fra John Hunter e Ty manda in fuga momentanea i tre di testa, poi Cindric ricomincia il suo piccolo calvario, al punto che vedendo Gibbs più veloce di lui lo lascia passare. Austin ha ragione, infatti al giro 97 Ty scavalca pure Hemric ed è al comando.

Nemechek ha osato troppo con le gomme e si vede passato da Allmendinger ed Harrison Burton, dietro di lui c’è Mayer che sta facendo un’ottima gara sulla citata #99 e precede un Herbst che non si fa notare e ciò è buona cosa ed Earnhardt che finalmente entra nella top10. Davanti invece Cindric si riprende e torna al secondo posto passando Hemric ad 1.1″ da Gibbs.

La rimonta più importante però è quella di Allmendinger che, ripartito sesto, ha scavalcato prima Harrison Burton, poi un Hemric in discesa, dunque Gragson ed infine anche Cindric ai -30. E Austin cede subito terreno sulla scia di quanto successo in precedenza vedendosi prima avvicinato e poi superato dai rivali. AJ tenta di andare a riprendere Gibbs e attorno ai -10 sembra farcela, poi però Ty reagisce e mantiene a distanza il rivale sulla #16 malgrado i doppiaggi.

La stage si chiude sotto caution dopo un incidente ai -4: CJ McLaughlin ha avuto problemi tecnici per tutta la gara e i commissari gli hanno esposto la bandiera nera perché sta andando troppo lento. CJ dunque può tornare ai box per la chance che viene concessa a tutti di migliorare la vettura e tornare in gara. Quella che è pericolosa tuttavia è la manovra che fa per entrare in pit lane, infatti attraversa tutta la pista da destra a sinistra ad una velocità insufficiente e Buford non può evitarlo.

Sul traguardo Gibbs dunque precede Allmendinger, Harrison Burton, Gragson, Hemric, Cindric, Mayer, Herbst, Sieg e Nemechek; Earnhardt è 12° davanti ad un Allgaier in leggera ripresa, Haley, Brown, Berry e Snider, Annett è 20°, Jones addirittura 22° in una gara disastrosa per lui. Al giro di soste i primi tre perdono posizioni e la nuova prima fila è a sorpresa Hemric-Gragson. Tutti i big hanno ora solo un set di gomme ai box e il grande dubbio è come e quando utilizzarlo.

Si riparte ai -92, Hemric sceglie l’esterno e Gragson lo frega all’interno passando al comando e dimostrando ancora una volta come la sfortuna di Daniel nella caccia alla prima vittoria in carriera si stia trasformando in autosabotaggio. Hemric addirittura deve difendersi con Gibbs, Ty è costretto ad alzare il piede per non finire a muro e così anche Harrison Burton ci prova.

L’involuzione di Hemric parte al sorpasso subito al secondo tentativo da Gibbs ed è ancora più chiaro quando ai -85, dunque appena sette giri dopo la bandiera verde, Daniel è addirittura ottavo dietro a Gragson, Gibbs, Harrison Burton, Mayer, Allmendinger, Allgaier (tornato nella top10) ed Earnhardt; male anche Cindric, solo 11° dietro a Nemechek ed Haley. Al giro 166, secondo il filone della stage precedente, Gibbs si riporta al comando seguito da H.Burton.

Poco più tardi arriva una caution per Currey finito in testacoda, toccato da Mills in un 3-wide. È troppo presto per cambiare strategia e praticamente solo Sieg e Snider vanno ai box. Si riparte ai -74 e Gibbs, in una procedura poco ordinata, fa pattinare le gomme sulla corsia esterna permettendo ad Harrison Burton di superarlo e di andare in testa davanti allo stesso Gibbs, Mayer, Allgaier e Gragson. Pochi giri ed arriva un’altra caution: Cassill procede a passo d’uomo e l’inerzia lo porta a fermarsi proprio all’inizio della corsia box.

Stavolta sì che in molti vanno ai box: i leader H.Burton, Gibbs, Allgaier, Gragson, Hemric, Jones (che si prende pure una penalità), Allmendinger, Nemechek, Cindric, Berry, Annett e altri decidono di montare ora l’ultimo set di gomme a loro disposizione. Non si sono fermati in 10 (Mayer, Haley, Earnhardt, Herbst, Brown, T.Dillon, Sieg, Weatherman, Massey e Mills) e si riparte così ai -63.

Mayer resta al comando, tuttavia dal 4-wide che c’è poco dietro a lui emerge prepotentemente dall’esterno Harrison Burton che in due giri è già terzo e ai -59 è di nuovo al comando seguito da Gibbs e, poco più tardi man mano che le gomme fresche fanno effetto, Allmendinger, Nemechek e Cindric. Il gruppo si assesta, tuttavia col passano i giri i leader temono sempre di più una caution che farebbe prevalere chi invece ha aspettato a montare l’ultimo set a disposizione.

E la caution arriva a 27 giri dalla fine quando il giapponese Ogata manda incredibilmente in testacoda Josh Williams. Tutti decidono di andare ai box, chi per un set nuovo e chi solo per un set “ricondizionato” dagli stint precedenti. Rimangono in pista solo Allmendinger e Cindric, i quali probabilmente si marcano a vicenda sperando che più piloti seguano la loro tattica ma in pratica affondando la loro gara, e Brandon Jones che cerca ogni modo per risollevare una gara che definire insufficiente è gentile.

Si riparte ai -20 dunque con i tre citati davanti ad Harrison Burton, ma tutti tengono d’occhio Haley (13°, anch’egli fino a questo momento non all’altezza ma che ha una chance), Mayer (17°) ed Herbst; Jeb Burton, tornato a pieni giri, ed Earnhardt si tolgono dalla contesa per una penalità. Alla bandiera verde Allmendinger rimane al comando, Jones prova ad infilarsi nel mezzo, Cindric è lento e dunque Harrison Burton va 4-wide; la caution arriva però da dietro ed è un altro testacoda di Martins.

Si riparte ai -14, con AJ che tira un sospiro di sollievo perché meno giri di green ci sono e meno le gomme fresche verranno sfruttate, e stavolta l’ordine vede Allmendinger davanti a Jones, Cindric, Harrison Burton, Nemechek, Allgaier, Hemric, Gibbs e Labbé con Haley che non ha guadagnato. Alla bandiera verde AJ scatta bene a differenza di Jones, dunque Gragson dall’esterno ne approfitta per passare lui al comando in curva3, tuttavia un’altra caution (Clements in testacoda toccato da Snider in un 3-wide) ferma tutti di nuovo.

Ai box ci va solo Cindric, precipitato in 15esima posizione e ormai disperato, e dunque alla green dei -7 Gragson precede Nemechek, Allmendinger, Allgaier, Jones, Gibbs, Haley, Hemric (e che riceve le critiche del compagno di squadra Ty), Harrison Burton ed Herbst. Sullo scatto Gragson parte bene a differenza di Nemechek che però mantiene la seconda posizione.

Gli occhi di tutti però sono su Haley, quello che è meglio piazzato con gomme fresche, però la sua rimonta ha i giri contati, Gragson, Nemechek ed Allgaier scappano via e Justin fatica a passare Gibbs ed Allmendinger. La lotta fra John Hunter e Justin poi “ostacola” ulteriormente l’altro Justin, dunque Noah ha il via libera. Haley compie un piccolo capolavoro ai -4 passando sia Nemechek che Allgaier, tuttavia il secondo di ritardo dalla vetta è troppo anche per la differenza di gomme.

Gragson bissa così subito il successo di Richmond davanti ad Haley, Nemechek (miglior risultato di sempre per il Sam Hunt Racing), Allgaier, Herbst (ottima gara per lui), Hemric, Gibbs, Brown, Harrison e Jeb Burton (che recupera in modo ragionato due giri di ritardo); Mayer è 12° dietro a Ty Dillon (che toccando Labbé lo priva di un ottimo risultato) e davanti a Sieg, Earnhardt e Weatherman dopo che questi ultimi due si sono toccati nelle concitate fasi finali. Allmendinger precipita negli ultimissimi giri ed è solo 18°, davanti sì a Brandon Jones (20°) ma dietro a Cindric che negli ultimi giri recupera fino alla 16esima posizione.

In campionato in vista di Bristol, dove si chiuderà la regular season, i due scenari sono relativamente facili da capire. AJ Allmendinger andrà in Tennessee da leader della classifica con soli cinque punti di margine su Cindric e dunque anche le stage saranno fondamentali per l’assegnazione dei 15 (e dei 10) playoff point. In coda alla top12 invece Annett, malgrado la prestazione nella media, perde punti e dunque a Bristol per qualificarsi è obbligato a vincere eliminando così eventualmente uno fra Clements, Jones ed Herbst con questi tre piloti che sono racchiusi in appena otto lunghezze.

I risultati odierni

La classifica della “Go Bowling 250”

La classifica generale

Così in campionato ad 1 gara dai playoff

I prossimi appuntamenti

Nel prossimo weekend la Nascar andrà a Bristol per il classico trittico in notturna e sarà un trittico di eliminazioni. Fra giovedì e venerdì ci sarà la conclusione del “Round of 10” per la Truck Series con l’eliminazione di due piloti dai playoff, fra venerdì e sabato ci sarà la fine della regular season della Xfinity Series con la definizione dei 12 piloti qualificati, infine fra sabato e domenica l’ultima gara del “Round of 16” della Cup Series con quattro piloti che saluteranno il titolo.


Immagine: media.nascar.com

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