NASCAR | Xfinity Series: Gragson beffato, prima vittoria per Snider a Miami!

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Noah guida per gran parte del finale, poi ai -2 Starr fora e lo travolge. Snider ne approfitta e conquista la prima vittoria in carriera dopo due OT.


E’ l’anno dei primi successi. Esclusi Rhodes nei Truck e Cindric in Xfinity infatti il 2021 della Nascar si è aperto con ben quattro nuovi vincitori nelle rispettive categorie se non in assoluto, e così dopo McDowell, Gibbs e Bell è arrivata la prima vittoria anche per Myatt Snider, l’anomalo figlio d’arte (suo papà Marty è pit reporter per la NBC) che ha approfittato del convulso finale per prendersi un successo che lancia la sua stagione verso obiettivi finora forse nemmeno considerati. Gragson invece mastica amarissimo dopo aver perso ancora una volta il successo a Miami, di nuovo a pochi giri dalla fine.

La gara

“Checkers or wreckers”, ovvero “vittoria o muro”, questo dice Noah Gragson prima del via riguardo alla gara di Miami, infatti l’inizio di stagione suo e di tutto il JR Motorsports è stato orribile e il pilota della #9 ha conquistato soltanto un 32° e un 28° posto. Gragson però, malgrado parta 23°, è il favorito per la vittoria dato che nelle due gare del 2020 ha guidato praticamente per metà dei giri (83 e 81 rispettivamente) portando a casa dopo due beffe però un terzo e un quinto posto.

L’attenzione di tutti però è anche sulla fila davanti a quella di Noah, infatti al debutto assoluto in Nascar senza aver percorso un solo giro in libere o qualifiche c’è dalla 21esima posizione Santino Ferrucci alla guida della #26 del Sam Hunt Racing. Per fortuna i due caratteri forti della Xfinity Series non si incroceranno mai direttamente in pista. Dalla pole grazie all’algoritmo scatta Austin Cindric, il quale sceglie l’interno a sorpresa ma poi riesce a rimanere al comando davanti ad Hemric e Moffitt.

Le prime due stage hanno una dinamica simile, uno stint di circa 25 giri, poi una caution a scombinare le carte ed infine uno sprint finale di circa 10 giri. Dopo un inizio prudente, nella prima stage Cindric prende il comando con decisione, forse troppa dato che, come accade quasi sempre, chi domina alla luce del sole poi all’arrivo della sera crolla improvvisamente. Dopo 10 giri la #22 ha 2″ di vantaggio su Hemric ed Haley mentre Moffitt tiene a bada la coppia JGR composta da Harrison Burton e Jones; Gragson da 23° è già settimo in maniera spettacolare mentre Herbst, un altro penalizzato dai risultati precedenti, fatica a rimontare.

La sorpresa della prima fase di gara è Moffitt che alla guida della #02 senza sponsor dell’Our Motorsports, come la gemella #23 affidata a Reddick – anch’egli in rimonta dal 38° posto – in un complesso giro di team ed owner points, che approfitta del traverso di Haley, il quale per passare Hemric finisce dietro pure a Brett che poi passa in seconda posizione. Queste lotte permettono a Cindric di andare in fuga con 5.3″ su Moffitt, 6.5″ su Hemric e soprattutto Gragson che è già lì.

Noah prosegue nella rimonta e quando è addirittura terzo ai -14 arriva una caution (testacoda di Parsons in curva4) che sembra aiutarlo. E invece Cindric e Gragson decidono di non fermarsi ai box risparmiando un prezioso set di gomme; ad andare in pit lane sono Hemric – che investe per fortuna senza conseguenze fisiche un suo meccanico – Haley, Jones, Ferrucci, Harrison Burton, Allgaier e Allmendinger, tuttavia davanti a questi ci sono ben 19 vetture che non si sono fermate.

La stage riparte per uno sprint di 10 giri e per i leader non c’è scampo, le gomme fresche hanno prestazioni nettamente superiori. Le difficoltà di Cindric però iniziano ben prima, e si vedranno per tutta la gara, dato che alla ripartenza (è anche il primo choose cone del 2021) Gragson lo attacca e lo manda sulla corsia interna e così la #22 viene passata da numerosi rivali che sono sulla sua stessa strategia; ad acuire il suo sovrasterzo ci pensa anche Moffitt che a momenti lo manda in testacoda.

L’illusione di Gragson al comando dura appena due giri, poi arriva Haley che passa da 20° a primo, tuttavia anche Justin deve alzare bandiera bianca infatti il suo compagno di squadra Allmendinger fa ancora meglio dal 25° posto e, dopo un primo tentativo andato a vuoto, passa in testa ai -3 andando a vincere la prima stage davanti allo stesso Haley, ad Hemric, Harrison Burton, Jeb Burton, Allgaier, Jones, Berry, Annett e Gragson finito 10° ma comunque meglio di Cindric 14°.

Al break tutti vanno ai box e quindi coloro che si sono fermati prima ufficializzano il deficit di un set di gomme rispetto a piloti come Gragson e Cindric; in uscita di pit lane si ricompone il trio Kaulig al comando con Allmendinger davanti ad Haley e Jeb Burton. La ripartenza scorre tranquilla per i leader, meno per Ferrucci in coda che bacia il muro, fora ed è costretto ad una sosta in cui si prende anche una penalità; la sua gara competitiva finisce qua in pratica, dopo un buon inizio a cavallo del 20° posto perde due giri che però manterrà fino alla fine concludendo 30°.

Davanti il trio Kaulig è diventato una coppia dato che Jones ed Harrison Burton hanno scavalcato Jeb, tuttavia arrivano da dietro Cindric e soprattutto Gragson; Austin si perde proprio quando dovrebbe seguire come un’ombra Noah il quale invece scappa via. La #9 prosegue con le manovre spettacolari passando Jones ed H.Burton in un sol colpo, poi si ripete su Haley proprio poco prima di un’altra caution ed è a causa di fluidi in pista. Non si capisce di chi siano ma dietro la pace car è evidente il colpevole: la #20 di Harrison Burton fuma vistosamente ed è il primo colpo di scena della giornata. Per lui c’è il ritiro e (provvisoriamente) anche l’ultimo posto.

Il gruppo si spacca ancora in pit lane, Allmendinger è costretto a non fermarsi con gli altri per il deficit citato in precedenza e a seguirlo è anche Gragson mentre Cindric prende la via dei box passando all’attacco. Il problema per lui è che stavolta non si sono fermati di più (ben 21) e i giri a disposizione per la rimonta sono meno, solo sei. Però per Austin non ci sono problemi e, dopo anche un 4-wide, in appena due giri e una curva è al comando andando a vincere la seconda stage davanti a Snider, Gragson, Herbst, Jones, Clements, Sieg, Allmendinger, J.Burton e Cassill.

La situazione si consolida in pit lane, solo Howard non si ferma ai box mentre dietro la #15 tutti hanno gomme fresche, qualcuno però come Gragson e Moffitt con un set in più al muretto. Alla ripartenza ai -80 Cindric conferma le enormi difficoltà nei primi metri al punto che viene affiancato all’interno da Gragson e all’esterno da Snider. Austin alla fine resiste, sia Noah che Myatt devono alzare il piede e al giro successivo, in un altro 3-wide stavolta con Allmendinger, Snider finisce loose e tocca Gragson che si appoggia al muro.

Per la #9 sembra essere l’ennesimo colpo di sfortuna a Miami, tuttavia Gragson si ricompone, reagisce con la solita grinta e inizia un’altra rimonta dalla quarta posizione. Ad approfittarne sono AJ ed Haley che vanno in fuga attaccati a Cindric, tuttavia a bloccare tutti è un altro colpo di scena: Allgaier sbaglia completamente l’uscita di curva2 e travolge al suo esterno l’incolpevole Herbst. Per Justin arriva un altro ritiro e nelle prime tre gare stagionali sono arrivate zero top25 per la #7.

La sosta di gruppo (tranne per Clements, Jeffrey Earnhardt e Bean) dei leader lascia davanti Cindric, tuttavia l’attenzione di tutti è sulla strategia: arrivare fino in fondo da qui è quasi impossibile mentre la maggior parte dei piloti ha ancora ai box un solo set di gomme nuove. Alla bandiera verde dei -65 la #22 riesce ad azzeccare una ripartenza e, dopo un 4-wide, ritorna subito prima seguita da Haley, Allmendinger, Jones ed Hemric mentre Gragson ha perso in pit lane per riparare le ammaccature; chi è rimasto nel garage è invece Ty Dillon col radiatore bucato da un detrito.

Ad aiutare nella questione benzina – ma non quella gomme – ci pensa subito Howard che perde fluidi e torna in pit lane con le fiamme che escono da sotto la vettura. Il gruppo si spacca ancora con soltanto Moffitt, Yeley, Sieg, Clements, Hill, Cassill e Martins che vanno ai box a giocarsi il tutto e per tutto con gomme fresche. Si riparte ai -52, Cindric scatta ancora male, Haley lo manda loose ed Austin viene passato da tutti; ad approfittarne è Jones che va al comando.

Mentre Haley si perde e Jeb Burton non è nelle prime posizioni da tempo, del trio Kaulig è rimasto solo Allmendinger ed AJ ha una vettura veloce al punto che ai -45 è al comando su Jones ed Hemric, tuttavia Moffitt sta arrivando di slancio e tutti hanno capito come andrà a finire. Ai -37 Brett si porta in prima posizione e, in assenza di una caution nel finale, il favorito per la vittoria diventa lui.

Mentre molti sono distratti dalla #02 in pochi però guardano i tempi di Gragson, il quale nel complesso ha una vettura migliore e sta rimontando come una furia malgrado le gomme più usurate. L’esempio più lampante è quello dei -32 quando Noah pur completando il sorpasso su Allmendinger mangia sei decimi a Moffitt quasi arrivandogli in scia.

La gara nel frattempo comincia a fare le prime vittime, Berry dopo un bel duello con lo stesso Gragson, Hemric e con Cindric si appoggia troppo al muro e fora; il giro dopo la #9 prende e scavalca Moffitt andando di forza al comando. E a questo punto inizia un grande gioco di gestione delle gomme e soprattutto della benzina.

Gragson alza quasi da subito il piede, allo stesso tempo però deve accelerare per tenersi dietro un Moffitt combattivo che invece può attaccare essendosi fermato alla caution successiva; i due non sono mai separati da più di 1″ ed hanno un margine ampio ai -25 di 3″ su Allmendinger e Jones, 4″ su Reddick in rimonta, 8″ su Cindric e Snider. Più si va avanti e più la tensione sale, la caution non arriva, nemmeno per Annett che come il compagno di squadra Berry fora e va ai box.

Si va avanti così fino ai -9, in equilibrio sul filo, poi questo si spezza all’improvviso: Moffitt sbaglia proprio quando non dovrebbe, ovvero nel momento in cui Gragson deve vedersela con doppiaggi sempre più impegnativi, si appoggia al muro e fora. Brett deve alzare bandiera bianca e all’inseguimento relativo – dato che ora il gap è di oltre 5″ – della #9 si porta il compagno di squadra Reddick.

Dai box dicono subito a Gragson che ora ha un margine di tutta sicurezza e che si sta ampliando su Reddick, la questione benzina è ancora in ballo anche se sembra tutto ok. Noah alza sì il piede, però non molla la traiettoria lungo il muro che, a parte due rari casi, i doppiati sembrano lasciargli. Sembra tutto apparecchiato per la sua vittoria, poi l’imponderabile.

A due giri e mezzo dalla fine in curva3 Noah sta per doppiare Starr, in quel momento 12esimo e ancora a pieni giri. Malgrado abbia quasi 9″ di vantaggio su Reddick, Gragson sceglie ancora la traiettoria lungo il muro, Starr gli lascia la corsia preferita tuttavia la sua gomma anteriore destra, ormai sulle corde, cede all’improvviso e la sua vettura scarta verso destra proprio quando sta arrivando la #9. Noah non può evitarlo ed il tamponamento è inevitabile così come la terza beffa consecutiva per Gragson a Miami.

Comprensibili sono le dichiarazioni a caldo di Gragson in assenza di un replay, convinto di essere stato buttato fuori da un doppiato, meno i tweet ore dopo che lo vedono ancora convinto – malgrado le prove – che Starr non abbia forato. “Checkers or wreckers” aveva detto prima del via, col senno di poi con una vettura con poca benzina e 9″ di vantaggio sarebbe stato meglio starsene lungo la linea bianca all’interno e non ancora una volta a pochi centimetri dal muro pur essendo in controllo.

Si va così all’overtime con Reddick che ha ereditato il primo posto davanti a Jones, Snider, Allmendinger e Cindric, tuttavia di mezzo c’è ancora una sosta per giocarsi l’ultimo set di gomme e anche per rabboccare visto che quasi tutti sono quasi a secco. Ai box i meccanici della #2 compiono la mossa decisiva e mettono Snider davanti a Reddick.

Alla ripartenza però Myatt si fa fregare dall’inesperienza in queste situazioni, lascia pattinare le gomme e si lascia sfuggire Reddick che qui a Miami ha vinto ben due titoli in Xfinity Series. La partenza al rallentatore di Snider blocca anche Jones alle sue spalle e così il terzo della fila, Allmendinger, prova un attacco simile a quello di Logano a Edwards nel 2016. Stavolta non c’è nessun blocco estremo, il problema è che AJ in curva1 si presenta nel punto più interno della traiettoria, finisce in un mezzo testacoda e – per paura di un big one – i commissari chiamano una caution preventiva anche se la #16 si raddrizza.

Si va così al secondo overtime con Reddick stavolta davanti a Snider, Cindric e Jeb Burton. Tyler parte non benissimo e sul rettilineo Myatt lo passa andando al comando; il problema per Reddick è che da dietro Hemric va 3-wide (e condanna un Cindric ancora una volta al rallentatore nello scatto) e il gruppo alle spalle di Snider si ostacola. Quando Reddick riesce a liberarsi dei rivali ad un giro e una curva dalla fine è ormai tardi per riprendere la #2 e nemmeno un ultimo giro estremamente prudente e difensivo di Snider gli permette un attacco.

Myatt Snider vince così la sua prima gara in carriera in Nascar (e bisogna dire tutta la Nascar visto che nel 2019 ha fatto una stagione completa in EuroNascar) davanti a Reddick – poi squalificato per vettura irregolare – Jones, Hemric, Jeb Burton, Cindric (che per passare una vettura da short run ad una da long run non ha ottenuto né l’una, né l’altra e pur deludendo porta a casa una top5), Haley, Moffitt, Sieg, Clements e Berry.

In campionato Snider raggiunge ai playoff Cindric (che con 147 punti su 180 disponibili è già in fuga proprio sullo stesso Snider) mentre dietro di loro la classifica fatica ad assestarsi; si nota moltissimo l’assenza dei tre titolari del JR Motorsports (zero top10, due top25) dalle posizioni nobili con Annett 17°, Allgaier 26° e Gragson 27°. La situazione non è grave, mancano ancora 23 gare ai playoff, tuttavia è scontato con quale frase in mente si alzerà in casa a Las Vegas Noah Gragson, per lui sarà ancora “checkers or wreckers”.

I risultati odierni

La classifica della “Contender Boats 250”

La classifica generale

Così in campionato dopo 3 gare su 33

I prossimi appuntamenti

Oggi alle 21:30 (diretta su SI Motori e Nascar Trackpass) sempre a Miami scende in pista la Cup Series. La Xfinity Series tornerà sabato prossimo a Las Vegas.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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