NASCAR | Xfinity Series: Gibbs batte tutti al Watkins Glen!

Il giovane del Joe Gibbs Racing batte nel duello finale pure i re degli stradali Allmendinger e Cindric. Classifica invariata nelle prime posizioni


Ormai non ci si può stupire di quello che Ty Gibbs fa in pista. Anche se in ARCA Series non gli va ancora tutto liscio (e la battaglia con Corey Heim per il titolo sta diventando molto accesa), in Xfinity Series le sue prestazioni magnificenti sono ormai una consuetudine. Forse il successo del Watkins Glen dove ha battuto sul campo e alla pari due mostri sacri degli stradali come AJ Allmendinger e Austin Cindric, sorpassandoli in pista con manovre da applausi e senza ricorrere all’uso del paraurti è il più bello della sua giovane carriera. E chissà quante altre ce ne mostrerà in futuro Gibbs dato che Ty ha solo 18 anni.

La gara

Anche la Xfinity Series torna dalle ferie, tuttavia il suo percorso verso la fine della regular season è ancora lungo dato che mancano ben sette gare al taglio. Quindi quella del Watkins Glen, malgrado sia una tappa interessante su uno stradale, è solo una corsa interlocutoria. Anzi, proprio perché è su uno stradale forse l’interesse è addirittura minore visto che il pronostico si riduce a scegliere fra Austin Cindric (secondo al via), Allmendinger (sesto), Gibbs (15°) o uno degli altri 37 piloti al via che messi insieme hanno meno chance di ciascuno dei tre citati.

Forse la curiosità maggiore è vedere come guiderà Michael Annett dopo un mese lontano dal volante a causa di una frattura da stress alla gamba per la quale è stato operato ed ha saltato le ultime due corse; il pilota si presenta nel garage un po’ zoppicante e usa una mazza da hockey al contrario come stampella, poi in pista si comporta molto bene e conclude buon 11°, un risultato quasi migliore di quelli ottenuti durante il resto del campionato.

La gara prende il via su una pista ormai asciutta dopo il brevissimo temporale che ha messo fine alla corsa della Truck Series. Alla bandiera verde Cindric dall’esterno passa subito in testa passando il poleman Allgaier; in coda invece, già dopo qualche guaio prima del via, Sieg per tentare la rimonta tocca il debuttante David Smith alla penultima curva mandandolo in testacoda. Per Ryan sarà una gara complicata da guai al motore, ma conclusa al 18° posto.

La prima caution arriva dopo una manciata di giri: il rookie Munley, partito con due tornate di ritardo per problemi alla radio, in uscita dalla bus stop sbaglia una cambiata e finisce nelle gomme al Carousel; perderà qualche giro ma riuscirà a concludere la corsa dopo aver quasi pianto via radio al momento dell’incidente. Incredibilmente i commissari non trasformano questa nella competition caution già prevista al giro 10 e dunque la bandiera verde viene sventolata per un breve lasso di tempo.

In questa fase Allmendinger approfitta della ripartenza per portarsi in seconda posizione dietro a Cindric e davanti ad Allgaier ed il trio composto da Hemric, Harrison Burton e Gibbs già nelle primissime posizioni; Haley invece accusa guai alla trasmissione e per tutta la gara dovrà usare la frizione per ogni cambiata e non solo ai box. Alla competition caution non si ferma nessuno dei leader e dunque si riparte a posizioni di testa invariate a otto giri dalla fine della prima stage.

Ancora una volta i problemi sono in coda (Tilley bacia il muro e anche Mills viene coinvolto, poi Bilicki manda in testacoda Wright) ma si prosegue senza ulteriori caution e Cindric mantiene la prima posizione su Allmendinger, che gli è attaccato, Hemric, Gibbs ed Harrison Burton. Le strategie intervengono subito e prima del break si fermano Gibbs, Allgaier, Snider, e Brown, la coppia di testa invece non opta per questa decisione e dunque Cindric vince, non senza sudare, la prima stage su Allmendinger, Hemric, H.Burton. J.Burton, Haley, Gragson, B.Jones (dettagli necessario dato che c’è anche Erik con la #31 di Jordan Anderson), Herbst e Mayer.

Al break arriva anche qualche goccia di pioggia specialmente al Carousel, ma non è abbastanza per bagnare la pista e dunque il giro di soste è regolare; a sorpresa gli unici a non fermarsi sono Harrison Burton e Brandon Jones, seguiti da Austin Dillon (che lo aveva fatto alla caution precedente) e poi Gibbs ed Allgaier che precedono di qualche fila Allmendinger e Cindric, con AJ che ha scavalcato Austin perché quest’ultimo si è trovato davanti Sieg nello stallo col cofano alzato.

Alla ripartenza della seconda stage, rinviata di un giro perché Labbé aveva perso un semiasse all’ultima curva, Jones scatta bene e passa al comando seguito subito da Gibbs che può approfittare di Snider che si tiene dietro Allgaier per lanciarsi subito all’inseguimento del compagno di squadra. Ty ci mette meno di un giro, poi all’ultima curva è già al comando. Pochi metri più avanti Hemric finisce in testacoda alla prima curva come vittima di un tamponamento a catena che parte da Gragson e passa da Mayer.

Bastano pochi giri per far entrare Harrison Burton nella finestra buona per la sua strategia e quindi va ai box; davanti intanto c’è sempre Gibbs che vede i suoi rivali sempre più lontani, infatti Allmendinger e Cindric devono rimontare e la coppia Allgaier-Snider è più ostica del previsto da sorpassare, per non parlare di B.Jones che è ancora davanti a loro prima che il pilota della #19 vada anch’esso ai box prendendosi pure una penalità per eccesso di velocità in pit lane.

Quando per Gibbs la vittoria della stage sembra sia una formalità (ha 3″ di vantaggio), ecco che ai -8 arriva una caution – Labbé fermo in pista – che raggruppa tutti. I leader non si fermano (lo fanno solo Snider e Austin Dillon che erano fuori sequenza) e dunque alla ripartenza dei -4 è tutto pronto per un anticipo dello show fra Gibbs, Allmendinger, Allgaier e Cindric. Gibbs a sorpresa sceglie l’interno e così AJ dall’esterno all’ingresso delle Esses si prende la prima posizione mentre Cindric scavalca Allgaier. I tre favoriti sono così nelle prime tre posizioni ed il resto del gruppo quasi scompare, primo fra tutti Jeb Burton che va ai box con un passaruota ammaccato.

Gibbs ce la mette tutta, salta sui cordoli della bus stop (e deve stare attento perché nell’ultima edizione svolta nel 2019 Kyle Busch ruppe così la sospensione nella lotta con Cindric) ma AJ si dimostra in questo momento insuperabile. Allmendinger vince in volata (appena 0.017″ il divario) la seconda stage davanti a Gibbs, Cindric, Allgaier, Gragson, Herbst, Mayer, Annett, Erik Jones ed Hemric.

Al break c’è il primo vero colpo di scena, infatti il trio si spacca con Allmendinger che pitta subito con un atteggiamento molto prudente ed invece Gibbs e Cindric che proseguono cercando di andare in fondo con solo un’ulteriore sosta, anche perché il pericolo pioggia sembra ormai svanito. Si riparte ai -39, stavolta Gibbs sceglie l’esterno e rimane al comando davanti al pilota di Penske; Austin deve vedersela pure con Mayer, il quale prima gli rimane attaccato, poi arriva leggermente lungo e a ruote fumanti e viene invece pressato da Gragson. Nasce così l’attesa fuga a due.

Dopo il lungo di Little alla bus stop ed il testacoda di Snider nello stesso punto, si arriva i -35, ovvero all’apertura della finestra dell’ultima sosta, con Gibbs al comando con 1.3″ su Cindric, 4″ su Mayer, 5″ su Gragson e H.Burton, 6″ su B.Jones, Haley ed Hemric, 7″ su Allgaier, J.Burton ed Allmendinger che fatica nella rimonta. Quando tutti iniziano a pensare al pit stop, ecco che Mills finisce a muro all’uscita della bus stop (non si capisce se per una foratura o perché finito sullo sporco per evitare David Smith) e arriva la caution che manda tutti ai box.

A onor del vero non tutti si fermano, infatti solo Hemric (e non si capisce il motivo), Currey, Pardus, Graf e Jones non lo fanno, Allgaier tenta di riaprire la sua gara facendo solo il pieno uscendo dalla pit lane davanti a Gibbs; Cindric è ancora ostacolato da Sieg e finisce dietro ad A.Dillon, Clements, Gragson ed Haley. Mayer, Leicht, Clements ed Herbst finiscono in coda per delle penalità.

Si riparte ai -32 ed Hemric ovviamente scatta a razzo mentre Jones fatica a liberarsi di tutte le altre vetture, con Currey e Pardus che fanno correttamente la loro gara senza mollare subito; Gibbs invece scavalca subito Allgaier e sembra mettere una mano sulla vittoria. Quando la situazione si assesta, Hemric è al comando su Gibbs, B.Jones, Allgaier, Haley e Cindric; A.Dillon intanto è out per problemi meccanici e Brown manda in testacoda Pardus alla prima curva.

La caution non arriva in suo aiuto e quindi ai -26 Hemric è costretto alla sosta cedendo la prima posizione di nuovo a Gibbs che può gestire la situazione e alzare il piede perché gli dicono che è mezzo giro a corto col carburante. Dietro intanto si lotta ancora e a farne le spese è Clements, mandato in testacoda da Jeb Burton. Ai -20 Gibbs ha 2.4″ su B.Jones, 3.1″ su Cindric, 5.7″ su Allmendinger, Allgaier è sì quinto ma staccatissimo a oltre 10″ a causa di un problema ad una gomma.

I giri successivi sono frenetici: anche B.Jones si deve arrendere alla mancanza di caution e va ai box ai -17, Allgaier lo segue poco dopo per un cambio gomme d’emergenza, Sieg si fa sosta+penalità ed infine Wright va in testacoda toccato da un Mayer che cerca la rimonta. A pista libera Cindric sembra in grado di rimontare qualcosa su Gibbs, tuttavia ai -15 arriva la caution, con Erik Jones che finisce contro il guard rail della penultima curva perché rimasto senza freni.

La caution permette sì a Gibbs di respirare per quanto riguarda il suo serbatoio, però così Cindric ed Allmendinger gli si rifanno sotto. Ed il triello tanto atteso può andare in scena. Il gruppo si spacca fra pista e pit lane, ma importa a pochi, dato che i tre tirano ovviamente dritto e alla ripartenza dei -12 si presentano con Gibbs all’esterno e la coppia Cindric-Allmendinger all’interno. Ed è Austin a staccare forte in curva1 andando al comando, ma Ty ha nettamente l’auto più veloce e nemmeno gli serve il bump&run, anche se l’idea è nel taschino, al Carousel per tornare primo alla penultima curva al giro successivo quando ne mancano 10 alla fine.

Di questa manovra ne approfitta anche Allmendinger che all’ultima curva passa Cindric che scende in terza posizione e sembra dover alzare bandiera bianca e guardarsi dietro da un Harrison Burton arrembante. Intanto Gibbs ha potuto allungare ed ha accumulato circa 1″ su AJ e può sognare, tuttavia Weatherman si ferma in pista e scappa in fretta dalla vettura per un principio d’incendio dietro al cruscotto.

Si riparte dopo la caution per uno sprint di quattro giri e Gibbs sceglie a sorpresa l’interno perché, a quanto dirà dopo, si fida più della spinta di Cindric. L’effetto finale non è quello desiderato e dall’esterno della prima curva, mentre Hemric finisce in testacoda, Allmendinger lo sorpassa. Ty però non si lascia prendere da panico e rifà la stessa manovra effettuata in precedenza con Cindric, esattamente con gli stessi tempi (un giro e mezzo dopo), solo un un coefficiente di difficoltà maggiore, infatti scavalca Allmendinger non all’interno della penultima curva bensì all’esterno. E a questo punto anche AJ deve arrendersi e la gara finisce qua con due giri d’anticipo in pratica.

Ty Gibbs continua a stupire il mondo e vince davanti ad Allmendinger, Cindric, Allgaier, Harrison Burton, Brandon Jones, Gragson, Jeb Burton, Haley e Mayer; Annett come detto in apertura è ottimo 11°, Herbst 13° e ancora in lenta rimonta verso i playoff ora distanti 30 punti.

Mentre Ty Gibbs giustamente festeggia, l’immagine che descrive alla perfezione la gara è poco lontana dalla victory lane: appoggiati al muretto dei box ci sono Cindric, Allgaier ed Allmendinger, i tre sconfitti dal giovane rampante del JGR e tutti e tre con la faccia persa nel vuoto come se fossero stati investiti da un tornado fulmineo. L’unico che forse sorride è Austin, dato che nel 2022 non dovrà vedersela per il titolo con Gibbs, gli altri due invece sì e cominciano ad avere paura.

I risultati odierni

La classifica della “Skrewball Peanut Butter Whiskey 200 at The Glen”

La classifica generale

Così il campionato a 6 gare dalla fine della regular season

I prossimi appuntamenti

La Xfinity Series tornerà sabato prossimo su un altro stradale, stavolta il Road Course di Indianapolis; la gara sarà alle 22:00 preceduta alle 19:00 da quella della IndyCar. Domenica invece sarà la volta della Cup Series sullo stesso layout.


Immagine: media.nascar.com

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