NASCAR | Xfinity Series: dominio JRM, Berry conquista Charlotte!

Il team di Dale Jr. si conferma il più forte finora: Gragson arriva quarto con un cilindro in meno, Mayer parte dalla pole e chiude terzo, il finale diventa un duello mozzafiato fra Berry ed Allgaier. Justin bacia il muro e fora chiudendo settimo, Josh vince con addirittura 18″ di vantaggio su Gibbs


Un duello rischioso ma che alla fine ha portato un altro successo a Josh Berry e al JR Motorsport che ha dominato la corsa, ma ha rischiato di rimanere con in mano solo un pugno di mosche. Per sua fortuna solo Allgaier ha forato nel duello ravvicinato col compagno di squadra, così Berry ha potuto involarsi alla fine di uno stint sotto green durato quasi tutta l’ultima stage e che, senza più avversari, lo ha visto vincere con un margine mai visto negli ultimi 20 anni di Xfinity Series.

La gara

Ancora una volta la sfida nella Xfinity Series inizia fin da subito, infatti a Charlotte si presentano ben 42 vetture per 38 posti. Ed i colpi di scena arrivano da subito: Kyle Sieg (il fratello di Ryan) non scende in pista, Jeffrey Earnhardt si ferma sul rettilineo opposto per un problema ai freni e fa perdere con una bandiera rossa 6 dei 20′ di libere a disposizione, infine a poco dalla bandiera a scacchi Gibbs ha un problema momentaneo allo sterzo e finisce a muro in curva2; Trevor Bayne, di ritorno sulla #18 del JGR, è il più veloce.

Le qualifiche non sono da meno: Ronnie Bassett ci prova due volte, ma la sua #77 non prende mai velocità, Jeffrey Earnhardt, Kyle Sieg e Ty Gibbs sono già nel garage e quindi non segneranno un tempo, Herbst finisce contro le barriere in curva3 nel giro di lancio e quindi sono ben cinque i 0.000″ a fine turno, dunque le provisional fioccano. A conquistare la pole position è Sam Mayer che batte di oltre di due decimi (30.018″ contro 30.240″) il compagno di squadra Allgaier, Preece (su una vettura del team di BJ McLeod assistita dallo SHR), Berry e Jones; i DNQ sono Massey, Starr, Bassett e Kyle Sieg.

Lunga è anche la lista dei piloti che devono partire dal fondo: Herbst decide di usare direttamente il muletto, Gibbs invece ripara la vettura ammaccata e dunque viene penalizzato per modifiche in parco chiuso (per Ty a dire il vero le riparazioni avvengono direttamente in sede dato che siamo a Charlotte) insieme ai compagni di squadra Bayne e Jones, a Vargas, Earnhardt e Graf.

Dopo aver aspettato inutilmente Poole che ha problemi meccanici e risolto quelli di Ryan Sieg alla window net, la gara può cominciare. Sullo scatto Mayer parte bene e si mette subito davanti alla coppia Preece-Allgaier che invece lotta per circa mezzo giro, poi in curva3 Ryan prevale; Gragson invece battaglia con Berry per il quarto posto. La leadership di Sam dura però appena due giri, poi in curva4 Preece si infila all’interno, Mayer finisce largo in curva1 e la #5 passa al comando. Mayer viene messo all’esterno, poi va loose in curva4 e da primo in un attimo passa quinto.

Anche la leadership di Preece dura poco, infatti al quarto giro in curva3 Gragson lo infila e pure Allgaier lo attacca in curva1 ma non riuscendoci finisce dietro a Berry. Da dietro, invece, Gibbs è già scatenato ed inizia la rimonta entrando nella top20 con Jones che cerca di seguirlo. Il primo ad avere guai è Brown, il quale fora la anteriore destra al giro 7 e rientra lentamente ai box con le polemiche del suo team per la caution non chiamata (a differenza di quanto successo ad Allgaier la scorsa settimana).

Se si esclude la lotta che prosegue fra Berry ed Allgaier, la gara sembra essersi assestata, ma al giro 15 inizia quella che sarà una prima metà di gara molto convulsa: a provocare la prima caution è proprio Brandon Jones che nella rimonta finisce da solo in testacoda in curva1 quando era già 12° anche davanti a Gibbs senza tuttavia riportare danni se non una foratura da spiattellamento. Brown recupera uno dei giri persi.

Nessuno va ai box e dunque si riparte a posizioni invariate ai -26 con Gragson in testa, ma la green dura ben poco infatti Timmy Hill, dopo una incredibile qualifica conclusa al nono posto, perde il controllo, si appoggia al muro e finisce pure lui in testacoda in curva4; poco dopo si ritirerà con un supporto dell’ammortizzatore rotto. E in questo momento, favorito anche dalla caution precedente, Gibbs è già nella top10 mentre il lucky dog va a Brown che torna ora a pieni giri.

Nuova ripartenza ai -20 ancora a prime posizioni invariate e Gragson ancora una volta dall’interno mantiene il comando e nettamente su Berry che non scattando bene per poco non viene passato da Mayer; Allgaier è quarto per un poker JR Motorsports mentre Preece cerca di difendersi da Allmendinger. Al giro successivo, tuttavia, Mayer sbaglia leggermente e perde una posizione trovandosi ora AJ attaccato dopo il sorpasso subito anche dalla #5; Jeb Burton invece fora e deve andare ai box. Mayer è sempre più loose e deve controllarsi, ma arriva una caution ad aiutarlo e a provocarla è Brown che fora di nuovo; Jeb Burton è il lucky dog.

Mancano ormai pochi giri alla fine della stage, ma nessuno dei leader si ferma ai box e nemmeno in coda nessuno osa, quindi i big andranno a caccia dei punti del traguardo intermedio. Gragson sceglie ancora l’interno, tuttavia stavolta Berry scatta benissimo ed è agilmente al comando mentre Noah al pelo si mette davanti ad Allmendinger lasciando aperta la porta ad Allgaier. Il duello fra la #7 e la #9 lancia in fuga la #8 ad appena 10 giri dalla fine della stage.

Ma questa stage non è destinata a finire in maniera regolare: ai -3 in curva4 Jeffrey Earnhardt finisce largo e travolge sia Ellis che è leggermente dietro di lui che Weatherman che è poco davanti e nella carambola coinvolge anche Snider e Vargas che tagliando sul prato salta anche sulla tranzizione fra erba e asfalto non riportando danni. Earnhardt e Weatherman sono costretti al ritiro. Berry vince dunque la prima stage sotto caution davanti ad Allgaier, Gragson, Allmendinger, Hemric, Mayer, Preece, Gibbs, Jones (risalito di nuovo) e Moffitt che batte Bayne. Brown è ancora una volta il lucky dog.

Il break regala altri colpi di scena: Cassill pitta in anticipo con la pressione della benzina a zero e dopo una sosta nel garage tornerà in gara staccato di numerosi giri; concluderà 29°. Anche Gragson lancia segnali di allarme, infatti dice che negli ultimi giri della stage il suo motore non andava come previsto. La sosta diventa lunghissima ma l’analisi sotto il cofano non fa capire ai meccanici quale sia il problema e così la #9 riparte facendo uno strano rumore e probabilmente funzionando a soli sette cilindri.

All’uscita dei box ad uscire al comando è Allgaier davanti a Berry, Jones (sosta incredibile per lui, ma è in deficit di un set dopo il testacoda), Mayer, Hemric, Allmendinger, Gibbs, Moffitt, Creed e Sieg; a poco dalla ripartenza Graf finisce in testacoda sul rettilineo opposto per motivi non chiariti. Alla partenza della seconda stage Allgaier non ha problemi a difendersi dagli attacchi del compagno di squadra per rimanere in prima posizione, il tutto grazie alla grande spinta ricevuta da Mayer, poi però Josh si rifà sotto e tenta lo slide job in curva1 mancandolo; Berry deve quindi accodarsi, poi finisce loose in curva1 e scivola anche dietro a Mayer ma davanti ad Allmendinger.

Berry ha una vettura molto veloce, ma molto sovrasterzante, tuttavia riesce a sfruttarla e dopo qualche giro per riorganizzarsi si rimette Mayer alle spalle, ma ormai a questo punto Allgaier è scappato ed ha 1″ di vantaggio su di lui; seguono Allmendinger che lotta con Jones, Hemric, Gibbs, Bayne, Preece e Creed. Il primo vero long run manda in fuga Allgaier ed un Berry che non molla rosicchiando via via qualche centesimo a Justin. Dopo il doppiaggi di Vargas (anch’egli problemi di pressione benzina), per un attimo si riforma il poker JRM, ma il problema è che Gragson è davanti ad Allgaier e la #9 perde il giro.

Noah non si salva poco più tardi né quando Cassill torna lentamente in pista ma dopo mezzo giro intelligentemente sfrutta un varco nelle barriere per tornare nell’infield, né quando ai -15 arriva una caution per un altro problema per Jeb Burton, risalito in 16esima posizione, che stavolta finisce in testacoda; il lucky dog va a Smithley che sostituisce Labbé sulla #36 a causa della mancanza di sponsor del canadese.

Ancora una volta nessuno va ai box e quindi si riparte a posizioni invariate ai -12. La principale differenza stavolta è che Allgaier sceglie l’esterno lasciando Berry all’interno, i due scattano alla pari ed in curva1 rischiano perché Josh è ancora loose e rischia di travolgere Justin, i due si toccano leggermente, la #7 quasi finisce a muro, poi nel tornare verso la pista intraversandosi per poco non si gira sul muro della #8 e di inerzia va pure a bloccare Allmendinger all’interno, il tutto mentre Mayer involontariamente all’esterno crea un 4-wide.

Dalla confusione alla fine ne esce leader sempre Allgaier perché Mayer va largo in curva3 e riesce a tenersi dietro Allmendinger per un pelo; Berry invece ha dovuto alzare il piede ed è uscito dalla top5. Chi deve ancora soffrire ai -11 è però Jones che in curva3 finisce di traverso, ma salvando la vettura prima del testacoda non provoca alcuna caution. Alla ripartenza ha perso posizioni anche Preece che sgomita poi per recuperarle passando Hemric facendosi sentire col paraurti e poi cerca di superare Bayne.

Dopo il panico della ripartenza, i giri finali scorrono via tranquilli ed Allgaier vince la seconda stage davanti ad uno scatenato Berry che recupera quanto perso, Mayer, Bayne, Preece, Allmendinger, uno spento Gibbs, Creed, Hemric e Moffitt; Austin Hill alza il piede nel finale per paura di una foratura e Jeb Burton si prende un altro lucky dog. Il secondo giro di soste ribalta la classifica: Berry esce dai box davanti a Bayne, Mayer, Allgaier (sosta lenta per lui) e Creed, seguono poi Preece, Allmendinger, Hemric, Austin Hill ed Herbst. Problemi anche per Sanchez che esce dai box con il sollevatore incastrato nella fiancata.

La green sventola a 101 giri dalla fine e Berry, pur scivolando ancora ma stavolta è all’esterno, rimane al comando mentre dietro di lui Bayne si deve difendere da Mayer, tuttavia Josh finisce ancora loose in curva4 e quindi per un attimo Trevor può riattaccarlo, però non riesce a farcela. Ad approfittarne così è Preece che torna al secondo posto; Allgaier è ora quarto dopo il sorpasso su Mayer che sullo short run paga sempre troppo. La tregua dura però poco: ai -97 Herbst fora e si appoggia al muro in curva3 per un’altra caution; Riley chiuderà 25° mentre Gragson torna a pieni giri.

Ovviamente nessuno va ai box perché pittare ora sarebbe equivalente a mandare all’aria la strategia, dunque si riparte con lo stesso ordine ai -91 con Berry che sceglie ancora l’esterno, ma stavolta Preece ha una ripartenza più precisa e quindi progressivamente recupera terreno fin quando in curva3 è davanti alla #8 proprio mentre si scatena un incidente notevole: Austin Dillon fora in curva3 dopo un contatto con Brandon Jones e crea un tamponamento a catena in cui finiscono dentro anche Sieg, Parsons, Alfredo e Graf. Tutti e cinque saranno costretti al ritiro.

Dopo una lunga caution ed ancora zero soste (tranne Gragson che cerca ancora di risolvere il problema al motore) perché da qui non si può arrivare in fondo, la bandiera verde sventola a 81 giri alla fine. Il caos finisce all’improvviso e fino al traguardo ci sarà un lunghissimo stint sotto green. Alla ripartenza Allmendinger va subito 3-wide, ma deve alzare il piede e rimanere dietro a Mayer mentre Berry dall’esterno rimane al comando seguito da Allgaier che torna secondo su Preece.

Inizia così probabilmente il più bel duello del 2022 (finora) fra Berry ed Allgaier con i due mai distanti e a tentare di sorpassarsi diverse volte. E mentre fanno questo non perdono velocità, anzi pian piano staccano il gruppo fino a non vederlo più nello specchietto. La sorpresa però è quella di Gragson che dopo il lucky dog, conquistato come si scoprirà dopo dopo un duello leggermente ruvido con Burton.

Arrivano anche altri colpi di scena: ai -70 Allmendinger, che lottava con il sottosterzo, fora la anteriore destra e deve andare ai box fuori sequenza. Questa sosta anticipata gli costerà la 13esima top10 in 13 gare e chiuderà 19° a due giri. Clamorosamente invece Gragson è nono e dimostra discreta velocità malgrado il suono del motore sia ancora anormale. Interessante anche la lotta fra Preece e Mayer per la terza posizione, ma ai -65 sono già staccati oltre 5″ dal leader.

La breve fuga di Berry finisce ai -60 quando Josh inizia a prendere i primi doppiati, ma Justin per ora non attacca. Ai -50 Berry dunque guida con 0.5″ su Allgaier, 7.8″ su Mayer, 8.0″ su un Bayne in progressione, 9.4″ su Preece, 9.5″ su Gibbs (che poco dopo passa Ryan con uno slide job in curva3-4), 9.9″ su Jones, 10.7″ su Gragson, 15.5″ su Austin Hill e 16.7″ su Hemric, poi Creed, Snider, Moffitt, Currey ed Ellis.

Il giro di soste finale sotto green viene iniziato da Creed ai -47 dopo che Sheldon aveva baciato il muro, poi è la volta di Preece ed è qui che arrivano a cascata tutti gli altri inclusi Mayer (che si ferma tutto storto), Bayne ed Austin Hill penalizzati per speeding, Allgaier che anticipa il pit di Berry ai -52 di un giro e questo gli basta per completare il giro di soste, dopo il tentativo di Gragson di andare lungo, di andare al comando ai -38.

Ma Berry uscito dai box non molla Allgaier e tenta subito un attacco in curva1, poi un altro in curva3 ed in uscita i due si toccano leggermente fiancata contro fiancata, poi stanno affiancati fino in curva2 dove Allgaier per il momento resta davanti. Josh deve dunque rilanciarsi, ma nel frattempo il pubblico può ammirare il duello fra Jones e Mayer per il quinto posto.

Il secondo attacco di Berry arriva ai -25 dopo che Allgaier ha faticato a doppiare Allmendinger e Moffitt. In questo momento Preece è terzo ma addirittura a 14.1″, Gibbs è a 14.6″, Mayer a 16.8″, Jones a 17.6″, Gragson a 19.6″, Hemric a 23.3″, Creed a 29.2″ ed ultimo a pieni giri con Moffitt primo doppiato ma decimo. In curva4 Justin sfiora il muro e così Josh lo affianca sul traguardo provando lo slide job in curva1, Allgaier incrocia in uscita e in curva3 è davanti, ma scivola largo con Berry che alla sua destra sfiorando il muro e che deve alzare il piede.

La gara però si risolve mezzo giro dopo: Allgaier finisce loose in curva1, si appoggia al muro, Berry sorpreso si appoggia a lui non sapendo dove andare ma passa. La #7 prova a rilanciarsi, ai -21 è ancora vicina alla #8, poi però tocca leggermente di nuovo il muro sempre in curva1, si stacca leggermente, non ha lo stesso passo di prima e non riesce ad attaccare il compagno di squadra che ha pure un detrito sulla griglia, tolto poi aerodinamicamente ai -16. Justin prova ad approfittarne in curva4 ma rimane dietro. Per rimanergli incollato Allgaier finisce a muro in curva1 e fora.

La #7 è costretta ad andare ai box, ma il vantaggio è tale che Justin esce dai box al settimo posto. A questo punto Berry deve solo gestire un vantaggio enorme di 17″ su Gibbs ad appena 13 giri dalla fine, ma il suo ritmo è tale che nel finale il margine aumenterà ancora.

Josh Berry esce vincitore dal duello in casa JR Motorsport e taglia il traguardo con addirittura 18.039″ di vantaggio su Gibbs, il più grande in Xfinity Series dal 2002 (stessa pista con Jeff Burton a vincere con 19.493″ su Michael Waltrip), terzo è Mayer (che corre un rischio enorme ai -9) a 18.773″, Gragson clamorosamente quarto a 19.856″, Preece crolla nel finale ed è quinto a 25.039″, Hemric sesto a 31.650″. Allgaier è settimo e primo dei doppiati davanti a Creed, Bayne e Snider. Fuori dalla top10 Moffitt, Jeb Burton, Ellis, Austin Hill, Currey (-2), Jones (pit stop nel finale), Brown, Yeley, Allmendinger e Mills.

Mentre Berry festeggia il secondo successo stagionale, in pit lane c’è spazio per altri attriti: Gragson affronta Burton per un contatto subito, Jeb risponde per le rime, ma solo su Twitter ed in maniera decisamente infantile prima dicendo che Noah è solo un pilota pagante è che per le statistiche lui sarebbe migliore (ovviamente la seconda è una fake news), poi quando mostra il motivo del contendere si vede che mentre i due lottavano per il lucky dog Noah ha fatto uno slide job duro ma pulito a cui Jeb ha reagito tamponando la #9 quasi facendole alzare le ruote posteriori dall’asfalto. In sintesi Burton si infila in un vicolo cieco di brutte figure.

Si arriva così a metà regular season della Xfinity Series con sette vincitori diversi e cinque posti disponibili per i playoff; al momento dentro in base ai punti ci sono Mayer (ampiamente), Herbst, Hemric, Cassill e Sieg che, malgrado l’incidente, mantiene ben 48 punti di margine sul taglio con Alfredo, Burton e Creed ad inseguirlo. Il girone di ritorno non permetterà errori di alcun tipo per gli inseguitori.

I risultati odierni

La classifica della “Alsco Uniforms 300”

La classifica generale

Così in campionato dopo 13 delle 33 gare della NASCAR Xfinity Series 2022

I prossimi appuntamenti

A mezzanotte ci sarà la tradizionale Coca-Cola 600 della Cup Series; a partire dalla pole position sarà Denny Hamlin. La Xfinity Series la prossima settimana si staccherà dalle altre due categorie (che andranno a Madison in Illinois) per fare il suo viaggio sulla costa Ovest per il suo debutto sullo stradale di Portland.


Immagine: media.nascar.com

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