NASCAR | Xfinity Series: Daytona è di Austin Hill! Paura per Myatt Snider

Austin Hill supera Allmendinger all’ultimo giro proprio mentre dietro di loro si scatena il big one. Snider vola nelle reti, vettura distrutta ma Myatt ne esce quasi indenne solo con un piede dolorante


Come al solito il Kaulig Racing ha dominato a Daytona, ma alla fine a vincere è stato il Richard Childress Racing, nello specifico Austin Hill, il pilota che era al “debutto” (negli anni ha già disputato appena una decina di corse) in Xfinity Series dopo una carriera nei Truck iniziata da pay driver e chiusa da pilota più volte vicino al titolo e con merito.

Hill ha passato al momento giusto AJ Allmendinger dopo che i suoi compagni di squadra Hemric e Cassill avevano già dovuto alzare bandiera bianca, il primo (campione in carica) perché tornato alle vecchie abitudini riguardo agli errori evitabili, il secondo perché sempre nelle prime posizioni ma mai primissime.

Il sorpasso è avvenuto a mezzo giro dalla fine proprio mentre dietro di loro si scatenava uno dei big one più paurosi degli ultimi anni. Dopo due contatti in serie la vettura di Myatt Snider è decollata in prossimità delle reti, agganciando le stesse con una ruota innescando così una carambola distruttrice che ha lasciato intatta praticamente solo la scocca. Per fortuna il pilota è sceso dalla vettura autonomamente solo zoppicando leggermente.

La gara

La competizione vera inizia nelle qualifiche del pomeriggio: ben 47 vetture si sfidano per 38 posti. La battaglia dei millesimi alla fine è crudele per Starr, Labbé (vera sorpresa negativa), Parsons, Massey, Decker, Gaulding, Bassett, Harrison Rhodes (nessuna parentela) e Viens. Hemric domina le prove cronometrate e si prende la pole, ma sono due gli altri fatti da notare.

Il primo è una curiosità cronometrica degna di Jerez 1997: nel primo round Landon Cassill e Josh Berry sono ottavi alla pari con un tempo di 49.702″, pochi minuti più tardi nel secondo turno destinato alla top10 Landon Cassill e Josh Berry sono sesti alla pari con un tempo di 49.552″. Il doppio pareggio fra gli stessi piloti è qualcosa di sicuramente unico; alla fine il posto migliore in griglia va a Cassill perché la #10 ha più owner point (del 2021 ovviamente) della #8.

L’altro fatto sono le due sorprese nella top10: favoriti ovviamente da un assetto da qualifica Jade Buford ed il giovane Ryan Vargas si piazzano rispettivamente secondo e terzo nel primo round e poi si qualificano rispettivamente terzo e ottavo, migliore qualifica in carriera (ancora breve) per entrambi.

Dopo aver mandato in fondo al gruppo Mayer, Ryan Truex e Lee (modifiche in parco chiuso, in effetti i loro tempi in qualifica erano anomali), la stagione della Xfinity Series può iniziare. I primi giri sono tranquilli, il gruppo cerca un ordine in fila indiana e pian piano questo arriva. I primi due giri sono del poleman Hemric, poi a prendere il testimone è Austin Hill che era partito in prima fila con lui. Al giro 11 ritorna al comando Daniel e non lo lascerà più per tutta la stage.

Il primo guaio dell’anno è per Anthony Alfredo: la sua vettura perde il finestrino ed è costretto ad andare ai box per rimontarlo perdendo due giri. Poco più tardi anche la prima caution: Drew Dollar perde il controllo, forse toccato leggermente da Buford, in curva2 e parte per la tangente dove stringe a muro Jeremy Clements.

Per entrambi c’è il ritiro e l’opinione generale su Dollar crolla ancora, primo perché appena due ore prima era finito a muro nello stesso punto anche nella gara della Arca Series (vinta da Corey Heim) e secondo perché Drew è Dollar di nome è di fatto, ovvero un pay driver più noto per la mancanza di talento e/o gli incidenti in cui è coinvolto. E Clements commenta subito il fatto.

Negli 11 giri che completano la prima stage (dopo qualche sosta tattica ai box) non succede nulla ed il gruppo rimane calmo: Hemric mantiene controllo e si aggiudica il traguardo intermedio davanti ad Allmendinger che fa buona guardia al neo compagno di squadra, Herbst, Hill, Gragson, Gibbs, Allgaier, Sieg, Brown e Mayer.

Il giro di strategie prosegue anche a questa caution. Al turno di soste passa in testa Joe Graf (che ad inizio gara era addirittura doppiato prima di un lucky dog) seguito da Brown, Herbst, Gragson, Mayer, Austin Hill, Jeb Burton e Gibbs mentre Hemric scende da primo a nono.

Alla ripartenza mancano 24 giri alla fine della stage (ed anche metà gara) e Graf precipita subito mandando al comando Brandon Brown – in livrea americana anonima dopo il caso LGB Coin – seguito da Gragson. La corsia esterna prevale nettamente mentre i colori del tramonto illuminano Daytona. La fila indiana si forma in fretta, solo Creed tenta il recupero all’interno, ma il suo rientro nella scia mette a bilancio una perdita di posizioni.

Il gruppo è compatto e tranquillo per una manciata di giri, poi il Kaulig Racing si riorganizza e ai -15 lancia il suo attacco coordinato all’interno e risale la classifica. I leader se ne accorgono e Brown deve coprire con Gragson, scompigliando però un po’ l’ordine stabilito finora.

Brown non può nulla contro Gragson e così Noah, prendendo la scia giusta, passa al comando malgrado la penalità precedente seguito da Sieg ed Hemric che guida appunto la truppa Kaulig. Il gruppo è da riorganizzare, Hill ed Allgaier provano ad approfittarne portandosi dietro un piccolo gruppetto. L’efficacia di Kaulig (in questo caso solo Hemric e Allmendinger perché Cassill è poco più indietro) è evidente e Daniel è chirurgico nel far saltare Sieg dalla linea e così la #11 è seconda.

Il gruppo si è selezionato e quindi davanti rimangono solo i big; il tentativo successivo di attaccare i leader è da parte di Gibbs. Ty diventa pericoloso ai -5, poi però Allgaier e Creed vanno 3-wide e quindi il trenino deraglia e si ritorna in poco tempo alla fila indiana. Ci riprovano ai -3 Mayer e Allgaier, Sieg salta su con loro, ma non è abbastanza.

L’attacco inevitabile di Kaulig arriva all’ultimo giro, ma non nel punto atteso: Gragson, infatti, ha come un’indecisione fra curva1 e 2, Hemric decide di approfittarne subito e si infila all’interno. Lo spazio non è abbastanza, i due si toccano e per fortuna Gragson completa un salvataggio incredibile evitando il big one, tuttavia la velocità è andata.

Anche Daniel ha perso velocità, ma ci pensa dietro di lui Sieg a salvarlo dall’attacco di Allmendinger. Hemric vince dunque anche la seconda stage davanti a Sieg, Mayer, Allmendinger, Allgaier, Brown, Gibbs, Berry, Jones ed Herbst; Jeffrey Earnhardt beffa Alfredo per il lucky dog.

Ai box stavolta le strategie si riallineano e quasi tutti cambiano due gomme oltre a fare il pieno; Hemric rimane al comando mentre Jeb Burton (falsa partenza della pit crew con leggero investimento del jackman) e Iwuji (ruota vagante in pit lane) si prendono una penalità. Allgaier, invece, decide di unire il non rischio di incidenti alla strategia rabboccando a poco dalla ripartenza.

La green arriva ai -54 ed Hemric controlla la ripartenza, tuttavia sull’altra corsia Creed spinge Gibbs al comando seguiti all’esterno da Cassill. Hemric per un attimo pensa ad infilarsi fra Sheldon e Landon, ma lo spazio è insufficiente e così decide di rimanere con Allmendinger; è la scelta giusta e infatti al giro successivo Daniel è di nuovo primo. Il duo Kaulig decide di coprire l’esterno, Jones all’aria perde terreno ed ai -50 inizia a formarsi la fila indiana.

Austin Hill però non molla e rimane all’interno recuperando poco terreno. Con una mossa poco chiara tuttavia Hemric e gli altri leader decidono di coprire. Il motivo è chiaro pochi minuti più tardi: si è aperta la finestra per l’ultima sosta e tutti si stanno preparando. Al giro 74 a dare il via è proprio il trio di Kaulig, ma nessuno li segue; al giro successivo è la volta di tante Chevy e Sam Mayer finisce in testacoda, probabilmente leggermente toccato da dietro, finisce in testacoda perdendo il paraurti, ma la caution non arriva essendo il 360° ed il detrito lontani dalla traiettoria.

Al giro 76 è la volta della maggior parte del gruppo, quasi tutti effettuano solo un pieno. Mentre il leader virtuale è Austin Hill, in sette (Bilicki, Mills, Vargas, Currey, Williams, Lee e CJ McLaughlin) scommettono su una caution. La caution arriva davvero per cinque di loro (Williams e Mills si fermano prima): il paraurti di scorta messo alla vettura di Mayer – obbligatorio il cambio per regolamento – si stacca e si ferma sull’apron in curva4 a qualche decina di metri dall’originale.

Solo gli audaci e pochi altri si fermano ai box e tra questi c’è anche Hemric che all’entrata della pit lane alla sosta precedente ha spiattellato le gomme e la vibrazione è insostenibile; Daniel butta così una possibile vittoria tornando alle vecchie abitudini. Hill dunque riparte al comando ai -30 e Kaulig è in seconda fila a spingere rispettivamente Austin e Noah.

La green dura però poco: in curva4 McLaughlin perde il controllo e travolge gran parte delle retrovie fra cui Brett Moffitt, Martins, Gase (che finisce pericolosamente in pit lane), J.Earnhardt ed anche Hemric che paga subito l’errore precedente; Alfredo torna finalmente a pieni giri dopo essere stato anche a -2.

Si riparte ai -23, Hill scatta bene ma rimane da solo e così il tandem Allmendinger-Cassill va al comando. Si lotta affiancati, Hill non vuole mollare, ma alla fine AJ è decisamente davanti al resto del gruppo. Quando tutto sembra risolto, ecco che un doppiaggio rompe gli equilibri, Austin si rifà sotto e torna primo, Jones invece deve frenare per non tamponare la vettura più lenta.

Ai -15 Allmendinger perde Cassill e così deve fare tutto da solo; trova subito un alleato in Allgaier che lo rimanda davanti a tutti malgrado un side draft estremo di Gragson. Il gruppo non è ordinato e la confusione rischia di diventare pericolosa, tuttavia incredibilmente tutti riescono a trovare un posto ed ai -11 si è già in fila indiana con Allmendinger davanti ad Hill, Gragson, Herbst, Creed, Snider, Buford, Bilicki, Brown ed Allgaier.

La situazione rimane calma fino ai -5, quando qualche attacco, ed un Allgaier che rischia, creano di nuovo un gruppo compatto. Si forma la seconda fila con Justin e Cassill e pian piano prende forza. Ai -3 Gragson e Creed decidono di coprire l’attacco intervenendo in prima persona; Allmendinger copre e riesce nella difesa.

Si arriva così all’ultimo giro quando in uscita di curva2 Hill decide di uscire dalla scia di AJ e lo affianca. Dietro di loro il big one: nella confusione di un gruppo fra 2- e 3-wide Alfredo tocca leggermente Snider e lo manda verso destra, qui la #31 tocca la vettura di Jeb Burton (teammate di Alfredo) e la vettura di Myatt decolla.

Il volo è quasi al rallentatore con un 180° completato sopra le altre vetture, la distanza dalle reti è però ridotta e quando la posteriore sinistra le tocca, si scatena l’inferno. Snider rimbalza verso la pista dopo aver distrutto due pali di sostegno e trenta metri di protezioni, poi viene travolta dalle altre auto. L’assale posteriore si stacca in un sol pezzo, il motore attraversa tutta la pista, per poco non viene centrato da Mills e finisce sull’erba ben distante dalla auto che per fortuna atterra nel verso giusto.

Il fuoco per fortuna non si innesca malgrado due piccole fiammate e dopo qualche secondo di recupero Snider esce da solo dalla vettura zoppicando leggermente a causa di una forte botta al piede sinistro. Ma la sicurezza di queste vetture è ancora confermata.

Confermata anche la sicurezza delle reti: gli spettatori più vicini sono quelli nella zona destinata ai camper e sono tre figure famose: Bubba Wallace, Denny Hamlin e Michael Jordan. Nessuno di loro rimane ferito, anche se i pezzi volanti sono arrivati molto vicini alla zona in cui erano.

Nel frattempo si va alla moviola visto che la caution è stata immediata: al replay Hill era davanti e quindi la prima vittoria in Xfinity Series è sua davanti ad Allmendinger, Gragson, Herbst, Allgaier, Creed, Alfredo, Sieg, Bilicki e Brown.

I festeggiamenti in victory lane possono iniziare quasi subito (la moviola e le buone notizie su Snider sono immediate infatti) ed Austin Hill può dire fin dalla prima gara che la scommessa della promozione in Xfinity Series è stata vinta. Da qui la strada per lui non può che essere in discesa, sperando di fare meglio di quanto dimostrato dallo stesso Snider (stessa vettura) nel 2021.

https://twitter.com/NASCAR_Xfinity/status/1495201420882038784?s=20&t=0AHyJg1hWM9xdiFq7Ij8Dg

I risultati odierni

La classifica della “Beef. It’s What’s for Dinner. 300”

La classifica generale

Così in campionato dopo 1 delle 33 gare della Nascar Xfinity Series 2022

I prossimi appuntamenti

Alle 20:30 prenderà il via (bandiera verde effettiva alle 21:06) la Daytona 500. Diretta su Mola TV (con commento in italiano, registrazione gratuita su sito e app) e Nascar Trackpass. La Xfinity Series tornerà sabato prossimo a Fontana.


Immagine: media.nascar.com

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