NASCAR | Xfinity Series: cinquina di Cindric ad Indianapolis

Dopo quattro vittorie sugli ovali, Cindric finalmente conquista anche uno stradale ed è uno di quelli più desiderati dal talento di casa Penske. Annett di nuovo ko ed ora è virtualmente out dai playoff


Per Austin Cindric Indianapolis è come una seconda casa, anche se per il giovane talento di casa Penske di luoghi familiari ce ne sono tanti. È nato sì a Mooresville, la capitale della Nascar alla periferia di Charlotte, però Mid-Ohio (pista che è stata di proprietà del ramo materno della sua famiglia e dove aveva già ricevuto soddisfazioni) ed Indianapolis sono nel suo cuore e quindi Cindric desiderava vincere tantissimo anche sulla Brickyard. L’anno scorso gli era andata male nel duello finale, in questa stagione ha controllato la gara in ogni suo momento all’apparenza senza mai dover forzare.

La gara

Dopo il Watkins Glen va in scena un’altra gara su uno stradale, dunque il pronostico sembra essere quello della settimana precedente fra Ty Gibbs, Austin Cindric, AJ Allmendinger o uno degli altri piloti che stavolta sono 33 e non 37 perché con le qualifiche (pole di AJ su Austin, Ty solo quinto dietro ad Haley ed Allgaier) hanno selezionato il gruppo lasciando a casa ben otto DNQ fra cui i piloti della EuroNascar Hezemans ed il debuttante svizzero Giorgio Maggi.

La notizia del sabato mattina è tuttavia un’altra: malgrado la buona prestazione al Glen, Michael Annett deve alzare bandiera bianca di nuovo dopo l’operazione alla gamba. Il pilota del JRM nelle libere era apparso subito in difficoltà completando appena due giri, poi la decisione di fermarsi di nuovo. Chad Knaus deve così tirare giù dal letto Chase Elliott (che crede di aver perso le libere della Cup Series e di venire licenziato) che riesce intanto a piazzare la #1 al 25° posto in griglia. Per Annett la terza gara saltata mette a questo punto a rischio la qualificazione ai playoff.

In quella che sembra essere una gara sprint (62 giri per 150 miglia), la preoccupazione più grande sembra essere quello dell’aderenza, infatti la corsa si svolge dopo la IndyCar e la differenza di costruttore di pneumatici (Firestone per le monoposto, Goodyear per le stock car) potrebbe generare qualche problema. Dopo aver mandato in fondo alla griglia per vari problemi Mayer, Sieg, Cassill, Weatherman, Yeley ed Austin Dillon, si può partire ed Allmendinger va leggermente lungo alla prima curva, impedendo involontariamente il sorpasso di Cindric e lanciando allo stesso momento il compagno di squadra Haley.

La chicane del rettilineo opposto al primo giro fa già numerose vittime: all’esterno, ben al di fuori della linea bianca, è stato posto un cordolo arancione (ben visibile malgrado molti piloti abbiano detto che nelle libere non era stato notato) per impedire ai piloti di usare troppo l’asfalto di quella che era ed è la strada di accesso all’infield.

Nelle concitate fasi iniziali ovviamente il gruppo viaggia affiancato e sia la paura di finire sul cordolo interno, sia la foga porta in molti all’esterno e così in molti decollano. Brandon Jones, Pardus, Brown ed Harvick sono costretti al ritiro, Harrison Burton riesce invece a proseguire; la caution esce tecnicamente per Pardus fermo, ma anche Labbé, Sieg e Bilicki sono ammaccati.

Dopo aver capito bene come ci si deve comportare alla chicane, si riparte ai -16 nella prima stage con Haley davanti a Cindric, Gibbs (che ha mandato largo Allmendinger), Allgaier e Gragson; AJ è solo ottavo e molto arrabbiato con sé stesso per il primo giro disastroso. Il secondo tentativo va meglio e l’unico vero problema alla chicane ce l’ha Gibbs che deve alzare il piede nella lotta con Allgaier e allora viene attaccato da Gragson ed Herbst con Snider ed Allmendinger spettatori interessati.

A metà stage la classifica si assesta ed Haley ha 1″ su Cindric, 4″ su Gibbs e Allgaier, 5.5″ su Herbst, 6.5″ su Allmendinger, staccati invece Gragson, Snider ed Hemric con il debuttante Sage Karam che completa la top10. Sul long run tuttavia Cindric è nettamente più veloce e prima raggiunge e poi sorpassa Haley ai -5 nella prima stage.

Iniziano anche i primi problemi: l’atteso Rodgers finisce in testacoda, Snider invece prima finisce in testacoda due volte, poi si ferma ai box, ma quando torna in pista perde in pratica una ruota spargendo detriti nel complex obbligando i commissari a chiamare la caution.

Il gruppo si spacca in pit lane e non si fermano in sette (Herbst, Karam, Jeb Burton, Martins, Pumpelly, Williams e Clements) per uno sprint di due giri. Cindric rimane imbottigliato e così dall’esterno è Haley a recuperare posizioni, passando Herbst in vista del traguardo. Haley vince quindi la prima stage su Herbst, Jeb Burton, Cindric, Karam, Gragson, Clements, Martins, Elliott e Gibbs.

Al break si completa il giro di soste e dunque Haley riparte al comando di nuovo su Cindric all’inizio della seconda stage. Gragson sul rettilineo principale va 3-wide e così Haley, messo nel mezzo, decide di alzare il piede permettendo a Cindric di tornare al comando. Alla chicane di nuovo confusione: Gibbs finisce in testacoda, Wright decolla ispirandosi forse ai fratelli padri del volo e all’atterraggio colpisce il retrotreno di Herbst, poi Elliott finisce anch’egli in testacoda alla staccata successiva toccato da Mayer ed Hemric rimedia un tire rub proseguendo la giornata disastrosa per il JGR visto che era stato lui a toccare Gibbs.

Quando la situazione sembra tornata calma, poco prima di metà stage Austin Hill si ferma all’ultima curva con la scatola dello sterzo rotta e così tutti si ricompattano permettendo a Gibbs di prendere il lucky dog. Solo chi ha bisogno di riparazioni va ai box e dunque ai -8 Cindric può ripartire al comando. Austin ci rimarrà poco, infatti come in altre occasioni fatica nel primi metri e si fa passare da Gragson ed Allmendinger che mezzo giro più tardi salta anche Noah. Ai -5 AJ è al comando su Haley, Gragson, Cindric e Mayer, ma le strategie dettano ancora la classifica.

Prima del break, infatti, il gruppo si spacca, il duo Kaulig prosegue mentre gran parte degli inseguitori anticipa il pit e la loro scelta è quella vincente, infatti Rodgers (che, testacoda a parte, si stava comportando molto bene) esce dai box col freno in fiamme e deve abbandonare la vettura. La chiusura della pit lane impedisce la sosta di Allmendinger ed Haley mentre Allgaier ci aveva provato a farla all’ultimo, tuttavia la pit lane viene chiusa pochissimi istanti dopo il suo ingresso nella corsia di decelerazione. Allmendinger vince così la seconda stage sotto caution su Haley, Gragson, Gibbs, Lally, J.Burton, Hemric, Clements, Herbst e Williams.

Al break si completa di nuovo il giro di soste: Gibbs rimane in pista avendo pittato dopo il contatto con Hemric, Cindric è secondo ad Harrison Burton che ha il muso ammaccato dal primo giro, Allmendinger è solo 12° dopo aver sorpassato Haley in pit lane pur essendo uscito dallo stallo con mezza lunghezza dietro a Justin rischiando molto una penalità per eccesso di velocità. Si riparte ai -19 con il solo Gibbs che è a corto di carburante e ha bisogno sicuramente di una caution per rimanere in lotta per la vittoria.

Allo scatto Harrison Burton prova a mettersi davanti a Cindric, ma non ce la fa e dunque Gibbs rimane l’unico avversario per Austin; ovviamente la differenza di prestazioni delle gomme è notevole e al giro successivo in curva1 la #22 del Team Penske si porta nuovamente davanti a tutti. E la gara, dato che non arriveranno caution in aiuto di Ty, virtualmente si chiude in questo momento.

Negli ultimi 18 giri da rilevare ci sono la tamponata di Elliott a Mayer che costringe Sam al ritiro e la rimonta di Allmendinger che lo porta alla top5 ai -17 e poi al sorpasso su Elliott, Snider e Gibbs (che si fermerà ai box ai -5) fino alla seconda posizione ai -12 quando però ha ormai 3.8″ di ritardo sulla vetta ed il gap, tranne rari casi, non si riduce. Da notare anche il testacoda di Pumpelly, aiutato da Jeb Burton quando aveva già perso il controllo, in curva1 mentre attaccava addirittura Allgaier ed i guai al motore di Karam nei giri finali.

Austin Cindric conquista così la sua prima gara su uno stradale nel 2021 (cinque quelle in totale aumentando così il vantaggio in vetta alla griglia playoff) cantando “Back Home Again in Indiana” come Jim Nabors via radio, emozionato per il successo su una pista che chiama casa fin da prima che il suo titolare la comprasse dalla famiglia George.

Cindric chiude con 2.1″ su Allmendinger, 9.3″ su Haley, 11.0″ su un Elliott in crescita ma che ha sulla coscienza l’incidente con Mayer, 18.5″ su Gragson, 18.9″ su A.Dillon (questi ultimi due al termine di un bel duello), 21.6″ su Snider, 24.9″ su Herbst, 26.6″ su Harrison Burton che al primo giro era decollato sul cordolo e 27.4″ su Lally che precede un Allgaier che non ha concretizzato la rimonta dopo la penalità.

In campionato in vetta cambia poco, a parte Cindric che guadagna quattro playoff point su Allmendinger, ma la differenza è in coda: malgrado abbia rappresentato la pista di atterraggio per il volo di Wright, i punti raccolti permettono ad Herbst di sorpassare Annett nella griglia playoff ed entrare fra i virtualmente qualificati. Michael ora ha 10 punti da recuperare oltre ad una forma fisica che gli permetta di lottare con Riley nelle ultime cinque gare.

I risultati odierni

La classifica della “Pennzoil 150”

La classifica generale

Così in campionato a 5 gare dai playoff

I prossimi appuntamenti

La Xfinity Series tornerà sabato prossimo in Michigan insieme alle altre due categorie, con i Truck che venerdì notte inizieranno i loro playoff.


Immagine: media.nascar.com

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