NASCAR | Xfinity Series: Cindric torna alla vittoria a Dover

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Dopo due mesi a digiuno, Cindric vince una corsa e staca di nuovo Allgaier in classifica


Ci si aspettava il dominio del JR Motorsports a Dover, una pista amica del team di Dale Earnhardt Jr., e invece alla distanza è emerso Austin Cindric, il quale ha smaltito dunque l’incidente all’ultimo giro a Darlington ed ha saputo recuperare dalla conseguente 16esima posizione al via. Per il pilota del Team Penske è la terza vittoria stagionale, una risposta importante ad Allgaier che giusto una settimana fa lo aveva raggiunto a quota due.

La gara

Il weekend di Dover inizia presto, addirittura al mercoledì. Infatti, il JR Motorsports ha presentato ricorso contro la squalifica di Gragson a Darlington e, a sorpresa, lo vince. Dunque Noah si riprende in un solo colpo quarto posto (più i 18 punti delle stage), il terzo posto in griglia di partenza, ma soprattutto l’assegno – il terzo di fila – da 100.000$ del Dash4Cash e l’opportunità di fare cappotto, contro Allgaier, Berry e Jones, a Dover. E la Nascar, di fronte a questo, il giorno dopo emana una direttiva tecnica che chiude la zona grigia del regolamento.

Venerdì è un’altra giornata di notizie importanti: Justin Haley viene fermato a causa dei protocolli Covid (non è lui ad essere positivo, ma evidentemente è venuto a contatto con uno con il coronavirus) e dunque deve essere sostituito sulla #11 del Kaulig Racing. Il prescelto è Zane Smith, che l’anno scorso aveva gareggiato in Xfinity Series con il JR Motorsports. Per Justin tuttavia nessuna preoccupazione, anche saltando una gara la Nascar gli concede il waiver (come successo l’anno scorso per A.Dillon e Johnson) e poi la qualificazione ai playoff non è a rischio.

A rischio a Dover sono invece le gomme. La pista fatica a gommarsi e la gara del venerdì della ARCA East, vinta da Ty Gibbs su Berry, vede molte forature. La Nascar preventivamente concede ai team di usare cinque set di gomme, uno più di quanto stabilito in precedenza. Per fortuna i guai non arriveranno dalle forature.

Al via Daniel Hemric mantiene la pole position davanti ad Allgaier, tuttavia la sua gara competitiva dura appena un giro, poi Justin lo sorpassa e si invola mentre la #18 perde posizioni rapidamente. Allgaier scappa subito via e alla competition caution del giro 20, proprio mentre Starr torna ai box al rallentatore con problemi al motore, ha già 1.5″ su Berry, che col passare dei giri anche guadagna sul compagno di squadra, 3.7″ su Jones, 6″ su Hemric, Allmendinger e Gragson, 7″ su Harrison Burton, Sieg e Cindric.

Nessuno dei big, tranne Jeb Burton e pochi altri, si ferma ai box e quindi si riparte a posizioni invariate. Cominciano però le prime scaramucce e a farsi notare è soprattutto John Hunter Nemechek, al debutto stagionale sulla #26 del Sam Hunt Racing, il quale tiene i gomiti larghi nella rimonta dal fondo. E a pagarne le conseguenze, dopo Martins in apertura ma Tommy Joe salva la vettura, è Herbst, il quale finisce in testacoda ai -13.

Anche in questa occasione non cambia nulla, né in pit lane dato che nessuno ci va, né alla ripartenza, e allo sprint finale di otto giri Justin tiene a bada tutti e dunque Allgaier vince la prima stage davanti a Berry, Allmendinger, Harrison Burton, Jones, Gragson, Gibbs, Cindric (che ha salvato anch’egli la vettura dopo un contatto con Ty ed Austin non è tanto felice del comportamento del giovane nipote d’arte), Ryan Sieg (necessario specificare il nome visto il debutto del fratello Kyle) e proprio Nemechek.

Finalmente i leader vanno ai box e si assistono ai primi movimenti: Martins, Herbst e Jeb Burton non si fermano avendolo fatto in precedenza e dunque sono davanti ad un Allgaier che alla fine ha preso il via dato che la moglie non è entrata in travaglio per la nascita del secondo figlio. La seconda stage sarà anche la più animata, con tre incidenti in successione: alla ripartenza Justin va subito 3-wide e torna primo seguito su Berry ed Allmendinger, tuttavia arriva subito la caution.

Little tocca leggermente l’apron in curva2, perde il controllo (oppure alza il piede e viene toccato da dietro, questo non è chiaro) e finisce in testacoda. Si innesca così un tamponamento a catena e finiscono a muro anche Williams ma soprattutto Jaskol (nella vita anche spotter di Marco Andretti) che termina la sua corsa sulla vettura di Little.

Dopo una bandiera rossa di 10′ per disincastrare le vetture (tutti i piloti stanno bene) si riparte, ma solo per poco. Mentre Allgaier scappa via ai -25, fuori dalla top10 un altro incidente particolare: Zane Smith attacca Jones in curva1, tuttavia anche Snider si fa vedere all’interno, pur non tentando il sorpasso. Sul momento sembra come che Zane prenda paura vedendo Myatt alla sua sinistra e per non chiudere la porta finisca per colpire Jones che è al suo esterno, tuttavia poco dopo si scoprirà che Smith è rimasto senza freni e Brandon è stato ancora una volta sfortunato; per entrambi c’è il ritiro.

Con la certezza che il JR Motorsports incasserà anche il quarto assegno da 100.000$, resta da decidere chi fra Allgaier, Berry e Gragson lo conquisterà e se uno di questi vincerà anche la gara. La bandiera verde viene sventolata ai -16, Allgaier rimane al comando dalla corsia esterna, tuttavia poco più tardi finisce loose e Berry ne approfitta per portarsi in prima posizione; passa una manciata di giri e ai -6 Kyle Sieg fora e finisce a muro. Non si riesce a pulire la pista in tempo e dunque Berry vince la seconda stage sotto caution su Allgaier, un Cindric in rimonta dalla 16esima posizione causa incidente a Darlington, Allmendinger, Harrison Burton, Gragson, Annett, Nemechek, Gibbs ed Herbst.

In pit lane, mentre Moffitt si prende la seconda penalità di giornata per eccesso di velocità, Allgaier ripassa Berry anche grazie al primo stallo in pit lane, invece Cindric perde tre posizioni a vantaggio di Allmendinger, Gragson ed Harrison Burton. Si riparte a 104 giri dalla fine e le prime tre posizioni rimangono invariate; si pensa che siano questi a contendersi la vittoria, e invece Cindric zitto zitto emerge alla distanza, dimostrando che il recupero nella convulsa seconda stage non era un caso.

Delle tre posizioni perse in pit lane, Cindric riguadagna quella su Gragson approfittando dell’attacco di Harrison Burton che manda Noah all’esterno (scivolerà fino alla settima posizione), poi passa anche lo stesso Burton ed infine Allmendinger che si era staccato dalla coppia del JR Motorsports. Si crea così un nuovo trio che allunga sul resto del gruppo.

Allgaier già in precedenza sul long run aveva dimostrato delle difficoltà, e queste si ripresentano anche in questa fase, soprattutto nei doppiaggi. Ed è proprio mentre cerca di scavalcare Vargas che ai -86 Berry tenendo l’esterno lo sorpassa prendendosi la prima posizione ed i virtuali 100.000$. Josh allunga subito, favorito anche dal fatto che Cindric non riesca ad approfittarne e per i 20 giri successivi rimanga dietro ad Allgaier.

Quando si inizia a pensare di ultimo giro di soste sotto green, mentre Berry ai -65 ha 2″ su Allgaier e Cindric, 6.5″ su Allmendinger, 7.5″ su Harrison Burton, 11″ su Gibbs, 12.5″ su Gragson, 13″ su Annett e 14″ su Nemechek, è proprio John Hunter a provocare l’ultima caution. Dalla sua vettura esce del fumo e preventivamente i commissari espongono la bandiera gialla, tuttavia non si è rotto il motore bensì un pezzo della sospensione ed il salvataggio di Nemechek è notevole in curva3.

In pit lane Berry, Allgaier e Berry escono come sono entrati mentre Snider sorride perché si è preso il lucky dog ai danni di Herbst. Si riparte ai -56 e Berry, pur scattando dalla migliore corsia esterna, deve cedere il passo ad uno scatenato Allgaier al suo fianco. Josh è costretto a stare su questa corsia e ad approfittarne è anche Cindric che si porta in seconda posizione.

Austin ha trovato ai box l’ultimo aggiustamento che serviva a migliorare la sua vettura e lo sfrutta subito, dato che ai -50 attacca Allgaier e si porta al comando della corsa malgrado un piccolo contatto fra le due fiancate. Cindric scappa via subito, favorito anche dal fatto che la #7 sia ancora in difficoltà sul long run.

Berry tiene sempre l’esterno mentre Allgaier è all’interno; Josh lavora ai fianchi del compagno di squadra e alla fine lo scavalca, tuttavia quando ci riesce è troppo tardi, dato che mancano 28 giri alla fine e Cindric ha già accumulato 3.3″ di vantaggio. Per un attimo Berry recupera, poi però Austin riaccelera e non arriva nemmeno una caution ad aiutare Josh.

Cindric vince dunque la terza gara stagionale con 3.7″ su Berry (ma erano anche 5″ a pochi giri dalla fine), 4.1″ su Allgaier, 7.6″ su Allmendinger, 8.7″ su Gibbs, 8.9″ su Harrison Burton (con i due che si sono scambiati le posizioni due volte nel finale), 14″ su Annett e Sieg, 15″ su Hemric, 23″ su Brown, Annett e Clements, ultimo a pieni giri.

Mentre Berry si consola con l’assegno da 100.000$, Allgaier corre a casa dalla moglie, Gragson mastica amaro per aver perso una possibile top5 due giri dalla fine per una sosta imprevista a causa di una ruota mal fissata (e per evitare possibili multe e/o squalifiche), Cindric esulta in victory lane. Per Austin non sono stati due mesi di successo, tuttavia si è sempre mantenuto nelle posizioni alte accumulando punti. Ora invece sono arrivati altri cinque playoff point che fanno capire di nuovo a tutti che Cindric vuole davvero il bis a fine stagione.

I risultati odierni

La classifica della “Drydene 200”

La classifica generale

Così in campionato dopo 10 gare su 33

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 20:00 (diretta SI Motori e Nascar Trackpass) sempre a Dover scenderà in pista la Cup Series. Nel prossimo weekend – sabato Truck e Xfinity, domenica Cup Series – la Nascar farà il suo debutto al Circuit of the Americas ad Austin.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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