NASCAR | Xfinity Series: Cindric ricomincia a Daytona da dove aveva lasciato

CONDIVIDI

SEGUI P300.it

Telegram | Canale News

Telegram | Discussione

Google News

Twitter

Instagram

Il campione in carica Austin Cindric regala a Roger Penske la prima vittoria in Xfinity Series a Daytona battendo Moffitt


Non ci era riuscito Sam Hornish Jr., nemmeno Allgaier, neanche Parker Kligerman e neppure la triade Keselowski-Logano-Blaney. In 34 tentativi Roger Penske non aveva mai vinto in Xfinity Series a Daytona, dunque non aveva mai conquistato il trofeo singolo più prestigioso dell’anno. A pensarci alla fine è stato Austin Cindric, il quale col successo di ieri ricomincia la stagione nello stesso modo in cui aveva finito la scorsa, ovvero in victory lane.

La gara

Daytona si sveglia al sabato sotto un cielo grigio ed in fretta arriva la pioggia che costringe la Nascar a cancellare le qualifiche e questo fatto rischia di avere delle conseguenze pesanti perché penalizza i nuovi team non dando loro owner point per qualificarsi per le prossime settimane quando ci sarà solo la gara. A tornare a casa sono Cockrum, Bassett, Anderson, Gosselin e soprattutto Reddick con la seconda vettura dell’Our Motorsports perché non può sfruttare la provisional dell’ex campione in quanto – a differenza di James Buescher il giorno prime nei Truck – nel 2020 non ha corso almeno una gara nella Xfinity Series.

La griglia di partenza segue la classifica – sempre per owner point – del 2020 e quindi a partire dalla pole è la Ford Mustang #22 guidata sempre da Austin Cindric davanti ad Allgaier. Dopo aver avviato a fatica le vetture di Brandon Jones e Robby Lyons si può dare il via per quello che si può prevedere come un nuovo duello fra JR Motorsports e Kaulig Racing che fra Daytona e Talladega hanno dominato negli ultimi anni, tuttavia questi due team assommeranno appena 15 giri su 120 (122 alla fine) in testa.

La difficoltà della Ford sugli superspeedway negli ultimi anni era principalmente dovuta alla scarsità di Mustang nel gruppo di fronte alla stragrande presenza di Chevy ed al plotoncino Toyota, e allora Cindric è ben felice al via di trovare in seconda fila il compagno di marca Riley Herbst sulla #98 dello Stewart-Haas Racing. Dunque al via Cindric sceglie l’esterno lasciando l’interno ad Allgaier che ha così Haley a spingerlo.

Il tira e molla fra le due file dura a lungo al punto che al giro 5, quando arriva la prima caution per il testacoda di Labbé, che per fortuna non coinvolge nessuno, i due sono ancora alla pari. Iniziano già ora le scelte strategiche fra gomme e pieno (uno di quelli che va ai box è il vincitore dell’anno scorso Gragson) poi al giro 8 si riparte con Allgaier dato primo ma le coppie sono le stesse di prima e quindi l’equilibrio rimane fino ad un’altra caution, sempre per una vettura del DGM Racing ma stavolta è Williams che fora la posteriore sinistra.

Altre soste (fra i tanti Annett e Berry) e altra ripartenza a metà stage con l’unica differenza che stavolta Cindric ed Herbst sono all’interno. L’equilibrio finalmente si spezza e a prevalere sono questi ultimi che riescono a mettersi davanti ad Allgaier lasciando Brandon Jones al vento. Sullo slancio di questa manovra però al giro 18 Herbst si sfila dalla scia di Cindric, Austin blocca, Riley Herbst incrocia e passa al comando. La seconda caution provocata da Williams – stesso problema – però blocca tutto di nuovo.

Il gruppo si spezza ancora fra pista e pit lane ma i leader proseguono e rimane da disputare uno sprint di sette giri; Herbst e Cindric rimangono davanti ad Allgaier ma all’interno da selezione delle soste ha raggruppato le quattro Toyota del JGR che insieme recuperano, al punto che ai -3 le due Ford di testa devono coprire la rimonta. Al giro successivo c’è un nuovo attacco coordinato delle Supra e Cindric non può fare nulla che alzare bandiera bianca, tuttavia Herbst riesce a coprire la prima mossa, non la seconda nell’ultima tornata: Brandon Jones vince la prima stage di appena quattro millesimi su Herbst, seguono poi Ty Dillon, Cindric e Gragson.

Si completa il primo giro di soste e a non fermarsi in questa occasione sono in sette, con Sieg che passa al comando su Brown, White, Allmendinger, Haley, Snider e Jeb Burton mentre Gragson facendo solo il pieno esce per primo dalla pit lane ed è ottavo. La seconda stage è molto interessante pur non succedendo quasi nulla di fatto, infatti contro ogni previsione il gruppo praticamente disposto in maniera casuale non si riorganizza per team o costruttori e praticamente non c’è spazio per attacchi coordinati.

Il gruppo non per questo non si rimescola, ad esempio solo Jones salva la vettura in curva4 e deve alzare il piede, e in fretta si forma la fila indiana lungo il muro con Sieg sempre al comando davanti ad Haley, Brown, Snider e Moffitt. L’unico che ci prova sul serio è Ty Dillon che uno ad uno salta gli avversari in una battaglia di side draft. Solo nei giri finali qualcuno (Cindric e Gragson soprattutto) si organizza all’interno. La loro fila prende forza al punto che Moffitt decide di saltarci su e d’inerzia prende il comando della gara su un Sieg che sta perdendo anche un pochino d’olio.

Negli ultimi due giri nessuno riesce ad attaccare la #02 e così Moffitt vince la seconda stage – la prima nella storia dell’Our Motorsports – davanti a Ty Dillon, Cindric, Haley e Brown. Dietro di loro in uscita di curva4 Brandon Jones prova a fare un side draft all’esterno e quando torna verso sinistra non si accorge che Snider è già lì e si gira sul suo muso.

La #19 finisce nell’erba bagnata e non rallenta la sua corsa tagliando di nuovo la pista finendo a muro. Ware perde il controllo per evitare l’incidente e invece finisce lo stesso contro Jones (e sarebbe potuto essere un contatto ben più pericoloso) ed infine Labbé non riesce ad evitare la carambola. Per tutti e tre c’è il ritiro.

Dopo la bandiera rossa (la prima dell’anno in Nascar) per la pulizia della pista c’è il giro di soste di metà gara e Ty Dillon prende il comando davanti a Cindric (due gomme per loro), Gragson ed Allgaier mentre Sieg è costretto ad una lunga sosta col baule aperto per capire cosa sta perdendo. Si riparte con 55 giri da disputare ma anche in questa occasione come nella gara dei Truck sarà una stage sofferta. Alla bandiera verde prevale il treno guidato da Cindric e dunque la #22 torna al comando.

Come a inizio gara però ricomincia il tira e molla, quando Cindric sembra prevalere è proprio in quel momento che Ty Dillon e la sua corsia rimontano e quando la #54 del JGR sembra pronta al sorpasso è l’istante in cui invece crolla. Questa fase viene interrotta a 45 giri dalla fine quando si apre la finestra per l’ultima sosta e quasi tutti si tuffano in pit lane. E’ sempre un momento critico e infatti Annett viene tamponato da Finchum e si scatena il primo big one che coinvolge anche Gragson, J.Earnhardt, Howard, Gaulding, Currey (DNF per loro), Vargas e Sieg.

Sotto caution si effettua poi la sosta e quelli più penalizzati sono i leader Cindric e Allgaier in quanto stavano entrando in pit lane, ma non hanno potuto fare il pit stop e quindi si sono dovuti riaccodare perdendo molte posizioni al punto che alla ripartenza dei -37 sono 12° e 13° mentre in testa si è portato Haley davanti ad Harrison Burton. L’elastico in questo caso dura poco ed il giovane Burton, grazie alla spinta del compagno di squadra Hemric, prende il comando. Si forma in fretta la fila indiana con tre JGR (Burton, Hemric e Ty Dillon) davanti ad un Cindric già di nuovo davanti.

Mentre Snider rischia con Moffitt che preme forte ed Haley finisce quasi a muro, nasce una fuga di 18 vetture con tutti i big dentro, nella seconda parte c’è smania di ricucire e Weatherman spinge troppo Bacarella che segue la locomotiva White mandandolo in testacoda per una nuova caution ai -20. Nessuno va ai box e quindi la green dei -17 vede il trio del JGR operare il consueto gioco di squadra che li lascia nelle stesse posizioni di prima.

Poi il disastro: all’interno Berry spinge Ty Dillon che decide di non alzare il piede sul rettilineo opposto bensì di passare all’esterno il compagno di squadra Hemric, poi in curva3 pur non avendo completato la manovra chiude la porta e si gira sul muso di Daniel innescando un altro big one che coinvolge anche Allgaier, Herbst, Haley, J.Burton, Berry, Clements, Brown, Timmy Hill, White, Finchum, Bohn e Lyons che con la vettura danneggiata finisce il giro dopo contro una vettura dei commissari e per lui c’è la convocazione in direzione gara.

Dopo l’intervista piccata di Allgaier nei confronti di Dillon, si può proseguire e parte la conta: Harrison Burton è sì in testa ma ha perso tutti i compagni di squadra, Cindric è secondo ma non ha più Herbst come alleato, Moffitt è terzo e sogna il colpaccio, Allmendinger è quarto e a meno di un miracolo di Jeb Burton anch’egli è da solo, Snider è quinto e partiva già senza compagni di squadra. I big superstiti sono finiti, rimane dietro di loro una dozzina di outsider alla caccia del colpaccio.

Si riparte a otto giri dalla fine e Moffitt spinge Cindric ancora una volta molto forte ma non basta per far andare Austin davanti, e allora inizia la battaglia dei side draft che ai -7 in curva4 raggiunge il limite estremo con un quasi contatto fra le fiancate della #22 e della #20. Al giro successivo nella stessa curva Jeb Burton arriva di slancio da dietro e cerca di infilarsi fra Cassill e il muro ma Landon non se ne accorge, si gira sul suo muso e dopo l’impatto a muro coinvolge anche Martins e Clements.

Si va così all’overtime con molti piloti al limite con la benzina. Cindric è stato dato in testa all’ultimo timing loop e sceglie l’interno con alle spalle Allmendinger e Snider lasciando H.Burton con Moffitt. Alla ripartenza AJ spinge bene Austin mandandolo davanti a tutti a difendersi dalle due file, la prima da bloccare è quella esterna con Burton e la manovra riesce per ben tre volte, prima e dopo la spinta di Moffitt sul rettilineo opposto e poi su quello principale all’inizio dell’ultimo giro.

Il gruppo è ormai allineato e Moffitt stavolta anziché spingere Burton lo passa e si accoda a Cindric, tuttavia anche i suoi tentativi non vanno a buon fine ed Austin si difende alla perfezione. Cindric vince la prima gara del 2021 davanti a Moffitt, Harrison e Jeb Burton, Allmendinger, Brown, Snider, Gdovic, Hemric e White.

Per Cindric questa è la prima vittoria su uno superspeedway e per uno che era nato come solo specialista degli stradali è una bella chiusura del cerchio. E per chi avesse avuto dei dubbi su un campione rilassato o distratto dalla Daytona500, i pensieri sono stati dissolti in fretta, Cindric c’è e punta a fare il bis, oggi nella Daytona500 (impresa riuscita a Bobby Allison, Darrell Waltrip, Dale Earnhardt Jr. e Kevin Harvick, l’ultimo 14 anni fa) a fine stagione.

I risultati odierni

La classifica della “Beef. It’s What’s for Dinner. 300”

La classifica generale

Così il campionato dopo 1 gara di 33

I prossimi appuntamenti

Oggi è il grande giorno della Daytona500. Alle 20:30 prenderà il via la gara più importante della stagione e sarà in diretta su SI Motori e Nascar Trackpass. La Xfinity Series torna sabato prossimo sul Road Course di Daytona.


Immagine: media.nascar.com

ULTIMI ARTICOLI

MONOPOSTO by SAURO

Avatar of Gabriele Dri
Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

ALTRI DALL'AUTORE