NASCAR | Xfinity Series: Berry stupisce ancora e conquista Las Vegas!

Josh Berry, ancora in veste di sostituto dell’infortunato Annett, domina il finale e si prende il secondo successo stagionale. Un big one manda ko Jeb Burton, Herbst e Clements


Il talento di Josh Berry si sta espandendo: da specialista degli short track aveva conquistato la prima vittoria in carriera quest’anno a Martinsville, poi già in Michigan era ad un passo da un altro successo stavolta inaspettato, poi una serie di caution gli fece perdere il sorriso. Ora invece Berry ha fatto un ulteriore passo in avanti, vincendo a Las Vegas al debutto dei playoff in cui lui personalmente non si è qualificato causa attività part-time, ma che la vettura doveva onorare per l’owners championship. Josh non si è tirato indietro ancora una volta nel sostituire Annett ed ha trionfato sui compagni di squadra Allgaier e Gragson.

La gara

Sotto il sole di Las Vegas iniziano i playoff della Xfinity Series e tutta la tensione del finale di Bristol pare come svanita. Pure il pre-gara è tranquillo e da notare ci sono solo la premiazione di Allmendinger per la vittoria nella regular season e l’arrivo di Jaskol col paracadute (sì, Matt è un professionista e anche stuntman; la Nascar ha dato l’ok all’iniziativa a patto che il team avesse pronto un pilota di riserva), inoltre non ci sono nemmeno problemi ai controlli tecnici.

L’algoritmo mette davanti per regolamento i piloti e le vetture ancora in corsa per il titolo, dunque oltre ai 12 che tutti conoscono (pole per Cindric ovviamente davanti ad Allmendinger ed Allgaier), nel conteggio entrano in corsa anche le vetture #54 (guidata qui da Gibbs), #8 (Mayer) e #1 (ancora una volta con Berry al posto dell’infortunato Annett) dato che nell’owners championship si sono qualificate al posto della #19 di Jones, della #98 di Herbst e della #51 di Clements.

Alla bandiera verde Cindric riesce a rimanere davanti ad Allmendinger che dall’interno prova ad infilare il muso; completano la top5 Haley, Gibbs ed Allgaier con Justin che perde due posizioni. Il ritmo della #11 del Kaulig Racing (che nel 2022 passerà ad Hemric) non è esaltante e così Austin ed AJ vanno subito in fuga permettendo agli altri di raggrupparsi e creare una lotta interessante ed avvincente.

Si inizia con Gibbs vs Allgaier: Justin si accoda a Ty dopo il via, cambia corsia passando all’esterno e sorpassa la #54 tentando di slancio la stessa manovra su Haley non riuscendoci. Da dietro intanto stanno arrivando Harrison Burton, Hemric e Gragson che raggiungono Gibbs. Al giro 10 Allgaier ci riprova su Haley, ma finisce loose e deve alzare il piede in curva4 venendo ripassato da Gibbs e di slancio da Hemric che si era appena messo alle spalle il compagno di squadra Burton.

È già tempo del primo potenziale colpo di scena: Harrison Burton via radio dice che Allgaier davanti a lui perde olio. La #7 non fuma, né ci sono segni evidenti di ciò, quindi ad Allgaier dicono di proseguire. Lo stesso Burton nel frattempo inizia a far vedere i segni di quella che diventerà una gara difficile e viene passato da Gragson. Al giro 15 Gibbs si libera di Haley, ma quando lo fa (mancano 10 giri alla competition caution) ha già quasi 6″ di ritardo dalla coppia di testa. Ty inizia a recuperare qualcosa, ma solo perché Cindric deve già vedersela con i doppiaggi.

Il sottosterzo di Haley si fa sempre più insopportabile e quindi perde ancora più posizioni, al punto che neanche si impegna nel resistere agli avversari. Chi rimonta negli ultimi giri con decisione è invece Hemric, il quale ad un paio di tornate dal break si porta in terza posizione davanti a Gibbs, tuttavia il ritardo è aumentato a 6.2″.

Davanti intanto Cindric, che aveva messo anche 1.5″ su Allmendinger, fatica con qualche doppiato (specialmente la #23 di Perkins) ed AJ negli ultimi metri tenta il sorpasso all’interno mentre Austin si ostina a mantenere l’esterno lungo il muro, in questo caso riuscendoci. Alla competition caution del giro 25 Cindric è in testa su Allmendinger (+0.5″), Hemric (+6.4″), Gibbs (+6.7″), Allgaier (+7.4″), Gragson (+9.5″), H.Burton (+11.2″), Haley (+13.0″), Jones (+15.2″) ed Herbst (+16.3″); seguono Moffitt, Sieg, Snider, J.Burton, Berry, Mayer, T.Dillon e Clements.

Per la gara ci sono cinque set di gomme a disposizione e dunque alla competition caution si potrebbe anche osare una sosta, dato che il passo si è alzato un circa 2″ rispetto a inizio gara, e invece fra i big ai box ci vanno solo Allgaier (e solo per verificare se la perdita ci sia) e Clements. Justin riparte con il retrotreno leggermente sporco d’olio e l’ok dei meccanici che gli dicono che la perdita era solo qualcosa che aveva traboccato dei liquidi in più e che la situazione ora è tranquilla.

Si riparte ai -15 e Cindric sceglie ancora l’esterno permettendo ad Allmendinger di mettere il muso davanti in curva1, solo che stavolta Austin non ha l’occasione per controbattere in curva2 perché dietro di loro è successo il big one. Qualcuno fa pattinare le gomme ed il 2-wide diventa in fretta 5-wide. Al centro c’è Berry che si vede stringere nel sandwich a sinistra da Jeb Burton e a destra da Herbst.

Josh ne esce quasi indenne, gli altri due si girano sul suo muso con Riley che parte per primo ed innesca un incidente che coinvolge anche Clements, Lupton, Graf, Mayer, Timmy Hill, Currey, Yeley, Ty Dillon, Labbé, Brown e McLeod. A pagare caro col ritiro sono soprattutto i piloti della #10, #51, #98 e della #8 ancora in lotta per i rispettivi titoli.

Dopo una lunghissima caution per pulire la pista, si riparte con appena cinque giri da disputare e la coppia Allmendinger-Cindric, che sceglie l’esterno, viene spezzata da un Hemric in grande forma che al giro successivo riesce a infilarsi all’interno in curva1; Daniel si avvicina anche alla vetta, ma mancano i giri a sua disposizione. Allmendinger vince la prima stage davanti ad Hemric, Cindric (il quale perde due punti ed un playoff point dal rivale), Gibbs, Gragson, H.Burton, Sieg, Jones, Berry, e Moffitt; Snider è 11° davanti ad Haley, Allgaier 14° in rimonta ed infine Herbst, J.Burton e Clements come detto ritirati.

Al break si completa il primo giro di soste e a passare al comando sono Ty Dillon e Brandon Brown, gli unici a fermarsi in occasione della caution del big one; in pit lane Hemric esce davanti ad Allmendinger, Jones, H.Burton e Cindric che perde due posizioni a causa di un meccanico che scivola; le prime penalità della gara sono per Sieg e soprattutto per Gragson che taglia troppi stalli altrui per entrare nel proprio.

Si riparte e, come era prevedibile, Brown fa pattinare le gomme rallentando la corsia di Allmendinger, mentre Cindric dietro di lui riesce a trovare un varco prima nel mezzo e poi all’esterno per lasciare sul posto AJ. Quando la situazione si è assestata, Ty Dillon è ancora al comando su Hemric, Jones, H.Burton, Allgaier, Gibbs e Cindric, mentre Allmendinger è finito fuori dalla top10. A concedergli una seconda chance ci pensa Sieg che finisce da solo in testacoda in curva2. Un altro colpo di scena arriva dalla sosta di Jones sotto bandiera gialla per una ruota precedentemente mal fissata.

Nuova bandiera verde ai -31 e Ty Dillon, sulla #31 del team di Jordan Anderson, resiste ancora in maniera spettacolare in testa alla corsa seguito stavolta da Allgaier il quale approfitta delle consuete difficoltà di Cindric sullo short run e di quelle di Hemric che si ritrova nella corsia interna passato da tutti, al punto che da secondo scivola al settimo posto. Alla fine Ty è costretto a cedere ed Allgaier lo scavalca ai -24 proprio mentre la Nascar rimette sotto osservazione la #7 per una possibile perdita di olio che però non viene rilevata ufficialmente.

Dietro di loro Hemric tenta la rimonta e non si risparmia, la dimostrazione è il contatto col compagno di squadra Gbbs; Harrison Burton, invece, perde ancora posizioni in una gara complicata dal punto di vista dell’assetto (sovrasterzo) e non solo, visto che avrà anche un principio di surriscaldamento. Le sorprese nella top10 sono dunque quelle dei rimontanti ed arrembanti Moffitt e Berry, rispettivamente settimo ed ottavo ma con la top5 in vista. La lotta fra questi tre e Gragson è molto intensa e vivace.

La vera sorpresa è che anche Allmendinger è loose e dopo aver perso alla precedente ripartenza è ancora decimo; la lotta con Haley per la nona posizione è intensa e, così come a Bristol, AJ si lamenta parecchio via radio – e dai replay non si capisce il motivo, viste le modalità con cui poi la #16 restituisce i sorpassi – dell’atteggiamento del compagno di squadra. Allgaier vince a sorpresa (se si pensa a dove e come era mezz’ora prima) su Dillon, Cindric, Gragson, Hemric, Berry, Gibbs, Moffitt, Allmendinger ed Haley; Snider è 11° su H.Burton e Jones.

Con una selezione già notevole in pista (18 a pieni giri più il lucky dog, per la seconda volta, Vargas), si torna ai box per il secondo giro di soste; Allgaier rimane al comando su Cindric, Hemric e Gragson che però si prende un’altra penalità stavolta per eccesso di velocità. Paga dazio invece Ty Dillon, il quale sbaglia incredibilmente stallo per fortuna non arrivando lungo.

La green viene sventolata a 105 giri dalla fine e tutti si dovranno fermare ancora una volta. Allgaier scatta bene e allunga subito su Cindric che deve lottare per tenersi dietro Hemric (riuscendoci tenendo la linea esterna); di questo ne approfitta a sorpresa anche Allmendinger che stavolta trova il varco giusto e dopo una stage in ombra si ritrova al terzo posto. Daniel invece cede un’altra volta sul più bello e scivola anche dietro a Gibbs e Berry che entra così nella top5.

I leader sono leggermente separati l’un l’altro, tuttavia riescono ad allungare su un gruppo combattivo ed equilibrato in cui si è inserito pure Snider, Jones rimonta con Gragson mentre Haley (sottosterzo) ed Harrison Burton perdono ancora. Il dubbio per l’ultima stage è se fare una o due soste, tuttavia si arriva presto ad una soluzione, infatti ai -81 Moffitt tocca Haley in ingresso di curva3 e lo manda in testacoda; non basta per il pieno tuttavia le gomme hanno perso il meglio e dunque tutti vanno ai box. Allgaier esce ancora in testa su Cindric, Gibbs, Allmendinger e Gragson che ha una grandissima occasione per dimostrare anche davanti la velocità dimostrata nelle due rimonte effettuate.

Si riparte ai -75 e Cindric fatica ancora, pur mantenendo il secondo posto su Gibbs; Gragson ed Allmendinger (malgrado tocchino entrambi il muro) lottano duramente per il quarto posto, AJ ha la meglio e così Berry ne approfitta per recuperare una posizione al compagno di squadra. Pochi istanti più tardi Allmendinger ci prova anche su Gibbs, tuttavia la manovra non completata permette a Berry di recuperare momentaneamente altre due posizioni.

La sorpresa più grande arriva tuttavia ai -67 quando Cindric attacca e passa Allgaier in curva1 all’interno andando al comando. Justin non sembra preoccuparsene troppo dicendo che ha tutto sotto controllo, e infatti quattro tornate più tardi la #7 torna al comando con un attacco all’interno di curva4. Ai -60, quando si apre la finestra per l’ultimo pieno, la gara è ancora apertissima, visto che Allgaier ha 1″ su Cindric, 1.3″ su Berry, 1.6″ su Allmendinger e Gragson e 1.9″ su Gibbs, Hemric è attaccato per un pelo dato che è a 2.7″, Jones, Haley e Dillon sono più lontani con Harrison Burton e Snider (che ha toccato il muro) ben fuori dalla top10.

Allmendinger tenta in questo momento l’ultima sortita provando il sorpasso ad un Cindric che sta cedendo terreno da Allgaier, tuttavia la manovra non riuscita gli fa perdere su Berry la prima di una lunga serie di posizioni. Se Gragson è sì veloce, ma non come ci si aspettava pur essendo ora quarto davanti ad Allmendinger, la sorpresa vera è quella di Berry che ai -57 si porta al secondo posto a circa 1.5″ dalla vetta. E la sorpresa ulteriore è che Josh recupera terreno ad Allgaier.

Tutti i piloti aspettano l’ultima occasione per andare ai box e quindi la pit lane rimane poco attiva. Fra i -45 ed i -40 l’attività vera è in pista, visto che prima Gragson si prende la terza posizione da Cindric (sottosterzo crescente) e poi, soprattutto, Berry passa al comando scavalcando Allgaier, che finisce loose, scappando via senza nemmeno voltarsi indietro. Ai -30 Berry è in fuga con 3″ su Allgaier, 5.3″ su Gragson, 9.7″ su Gibbs, 10.1″ su Cindric, 10.9″ su Hemric, 12.3″ su Allmendinger, 12.6″ su Haley, 16.8″ su Jones, 17.2″ su T.Dillon, 20.5″ su H.Burton e 25.6″ su Moffitt; solo 12 i ploti a pieni giri e fra di essi non c’è Snider che 15°.

Il primo dei big ad andare ai box è Jones ai -26 e di lì a poco lo seguono tutti, ma non Berry che è sicuro del suo ritmo, al punto che lascia addirittura un undercut di tre giri ad Allgaier che lo sfrutta in pieno e quando Josh esce dai box è di poco dietro al compagno di squadra che momentaneamente torna al comando; dietro si osa, con Gragson che rischia grosso in ingresso di pit lane ma si salva a differenza di Gibbs che si prende una penalità fatale per la sua corsa.

Berry tuttavia è scatenato e in pochi giri recupera il secondo di ritardo da Allgaier ed ai -16 lo ripassa all’esterno di curva2 e chiude praticamente qui la gara dato che Gragson è a 7.8″, Jones (avanzato grazie all’undercut che poi pagherà nel finale) a 10.6″, Hemric a 11″, Cindric a 12″ ed Allmendinger ad oltre 16″. Nel finale, oltre alla fuga di Berry ed alla lotta innescata dal crollo delle gomme di Brandon, non succede più nulla.

Berry vince, anzi domina, la seconda gara in carriera riscattando la beffa del Michigan aprendo la tripletta del JR Motorsports (che emula il poker del ThorSport nei Truck) battendo Allgaier (+4.3″), Gragson (+8.1″), Cindric (+12.6″), Hemric (+12.9″), Jones (+16.9″), Allmendinger (+18.2″), Ty Dillon (+22.3″), Haley (+23.2″) ed Harrison Burton, ultimo a pieni giri a 31.7″; doppiati Gibbs, Moffitt, Currey, Martins e Snider .

Mentre Berry festeggia per sé un risultato che tutti sanno che Annett difficilmente avrebbe ottenuto, oltre che la qualificazione della #1 al “Round of 8” nell’owners championship, c’è da notare l’amaro record di Hemric, giunto alla 56esima top5 in carriera in Nascar senza vittorie ottenute, mai nessuno come lui nella storia. In campionato Cindric mette sette punti su Allmendinger e 28 su Allgaier, ma perde un playoff point da entrambi, poi la situazione è già abbastanza definita in attesa delle sorprese di Talladega, visto che Snider è a -10, Jeb Burton a -27, Herbst a -32 e Clements a -36, praticamente tutti obbligati a vincere in Alabama dove la pressione maggiore sarà sicuramente su Jeb.

I risultati odierni

La classifica della “Alsco Uniforms 302”

La classifica generale

Così la griglia playoff dopo la prima gara del “Round of 12”

Nascar Xfinity classifica post Las Vegas 2021

La classifica completa

I prossimi appuntamenti

Stanotte a Las Vegas (h 1:00) anche la Cup Series inizierà il suo “Round of 12”. La Xfinity tornerà insieme ai Truck sabato prossimo a Talladega.


Immagine: media.nascar.com

CANALI TEMATICI SU TELEGRAM

NEWSLETTER

P300 MAGAZINE

PARTNERS

GRUPPI AMICI

ULTIMI ARTICOLI

COMMENTA

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

ALTRI DALL'AUTORE

CANALI TEMATICI SU TELEGRAM