NASCAR | Xfinity Series: Austin Hill si ripete a Daytona!

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Tempo di lettura: 15 minuti
di Gabriele Dri @NascarLiveITA
19 Febbraio 2023 - 16:35
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Austin Hill vince per il secondo anno consecutivo la gara di apertura a Daytona dominando, prima recupera due volte dal fondo e poi approfitta del suicidio strategico del JR Motorsports che non sfrutta il vantaggio del 4 contro 1 nei giri finali


Austin Hill inizia il 2023 nella stessa maniera del 2022, dominando a Daytona, proprio come aveva fatto nei Truck Zane Smith. In attesa del terzo possibile bis, quello di Austin Cindric, il pilota del Richard Childress onora al meglio Dale Earnhardt con una prova dominante, fatta di due rimonte dal fondo nelle prime due stage ed una gestione delle fasi critiche perfetta. Ad aiutarlo però ci ha pensato il JR Motorsports che in netta superiorità numerica ha sprecato tutto con una pessima esecuzione negli ultimi due giri.

La gara

Per la gara di apertura della stagione 2023 della NASCAR Xfinity Series si presentano ben in 44, dunque le qualifiche saranno un punto cruciale per la stagione di molti piccoli team alla caccia di premi gara importanti per tirare avanti il più possibile.

Le qualifiche sono disastrose per DGM e MBM Motorsports che perdono due vetture a testa (Bilicki e Williams per i primi, Timmy Hill e Stacey per i secondi); tornano a casa in anticipo anche Labbé, che quest’anno non dovrebbe essere a tempo pieno, e Vargas il cui debutto con il CHK Racing non avviene per problemi tecnici. La pole position va ad Austin Hill, vincitore qui esattamente un anno fa, davanti al sorprendente Kligerman.

Il pre-gara però non è esente da guai. Jeb Burton, al debutto con il team di Jordan Anderson, deve sostituire la batteria al volo ma soprattutto il poleman ha problemi alla radio che deve obbligatoriamente sistemare e così entrambi sono costretti a partire dal fondo. Con loro ci sono anche Parsons (che ha sostituito al volo il malato Bacarella sulla #45), Ellis (trasmissione), Perkins, Gaulding, Kyle Sieg e Gase (modifiche in parco chiuso).

In una giornata relativamente fresca (19 °C) e ventosa (27-30 km/h) la corsa parte dunque in maniera anomala, con Kligerman all’esterno ed in comando della procedura ed al suo fianco Custer che è avanzato in prima fila.

Forse è anche per questo che al via c’è un po’ di scompiglio, nella corsia interna c’è quasi un tamponamento a catena le cui vittime principali sono Ellis, che perde subito la scia del gruppo, e Sammy Smith che si ritrova il muso della sua #18 del Joe Gibbs Racing ammaccato.

Parker, ad una seconda chance in carriera con il Big Machine Racing, scatta molto bene, ma l’altra corsia – nonostante i problemi citati – riesce ad organizzarsi e così Custer passa al comando e si mette all’esterno davanti alla #48 lasciando Allgaier a comandare la fila di sinistra. L’assestamento delle corsie dura qualche giro e di questa fase ne approfitta in modo incredibile Austin Hill che dal fondo in un paio di giri rientra nella top20.

L’interno avanza ed Allgaier emerge come nuovo leader che si sposta anche lui all’esterno lasciando spazio alla coppia Jones-Hemric e da qui il 2-wide per tutto il gruppo si stabilizza. Questo momento di tranquillità dura ben poco, infatti la coppia Kaulig composta da Haley e Chandler Smith si trova nel mezzo cercando di avanzare insieme, ma l’effetto è quello di rallentare la corsia di sinistra e rilanciando l’azione di Allgaier.

Sono passati appena cinque giri e l’equilibrio è ancora lontano. Allgaier copre all’interno permettendo a Nemechek, seguito da Herbst, di affiancarlo. A fermare questa prima serie di azioni ci pensa la trasmissione della vettura di Currey che si rompe provocando la prima caution; alla bandiera gialla Nemechek viene dato al comando ma stupisce la rimonta di Austin Hill, dal fondo del gruppo all’ottavo posto in soli otto giri.

Malgrado sia impossibile andare in fondo fino alla seconda stage fermandosi ora (il pieno dura circa 40 giri e al secondo break programmato ne mancano ancora 52), qualcuno si ferma ai box e fra di essi c’è la coppia SHR di Herbst e Custer, Mayer e Berry, due JGR (Snider e Sammy Smith che ripara il muso) e il Jordan Anderson Racing con un buon Jeb Burton e Retzlaff.

Si riparte con ancora 19 giri da disputare nella prima stage e, dopo il primo choose cone a Daytona (le regole sono cambiate in vista del 2023), l’esterno spinge forte con Kligerman che lascia davanti Nemechek, tuttavia sono soli ed una corsia interna più compatta manda al comando Allgaier mentre Parker perde il filo ed Austin Hill lo scavalca.

Il gruppo fatica a riorganizzarsi, Jones ed Hemric sono nel mezzo di un 3-wide con Daniel che fatica a riunirsi ai compagni di squadra Haley e Chandler Smith che seguono il leader Allgaier. Alla fine Justin non ne approfitta e così Nemechek lo riaffianca, la #9 e la #11 tornano in fila per un attimo, poi Hemric si rilancia con Kligerman. Nemechek è costretto a coprire e così apre di nuovo la porta ad Allgaier.

All’improvviso però la situazione cambia, l’interno si disunisce per una terza fila che si è formata ora al centro con Hill e Jones, Hemric precipita con Brandon mentre Austin si salva ancora e così Nemechek rimane al comando. In coda Grala si stacca di nuovo per problemi al cofano.

La situazione sembra calmarsi di nuovo e invece arriva il primo incidente della gara. Con il gruppo 2-wide in curva4 Mayer cerca un varco nel mezzo all’interno di Perkins, ma lo spazio non c’è e così Sam manda in testacoda Perkins, che finisce contro il muro interno e nella traiettoria centra l’incolpevole Hemric. Entrambi sono costretti al ritiro.

Il gruppo si spacca di nuovo ai box e stavolta da qui si può andare in fondo alla seconda stage. Si riparte con Allgaier davanti ad Haley ed Austin Hill ai -5; la corsia interna non scatta al meglio e dunque Justin rimane solo e passato dalla coppia #10-#21. Ben presto però Hill si sbarazza di Justin e completa la rimonta andando al comando con un tuffo in curva1. Gli sono bastati 27 giri.

Gli ultimi tre sono pieni di rischi per i piloti, ma le vetture arrivano al break sane e salve. A rischiare è anche il leader nel tentativo di coprire prima la coppia Kaulig sopravvissuta e poi in curva3 Allgaier che non apprezza il blocco all’ultimo momento della #21. Austin Hill vince la prima stage davanti a Chandler Smith (i due DNQ della Daytona 500), Allgaier, Haley, Jeb Burton, Creed, Berry, Kligerman, Nemechek e Snider.

Si completa il giro di soste e a passare al comando è Creed, che si era fermato alla caution precedente, davanti a Kligerman, Mayer, Herbst ed un Clements con una vettura non all’altezza delle aspettative; Hill riparte dal 12° posto. Penalità invece per Gase, Starr ed Ellis che perde una ruota.

Alla ripartenza Clements si perde subito e così la coppia Kligerman-Creed rimane da sola; basta poco quindi ad Herbst per mandare al comando Mayer. La vettura #1 è dunque prima e la #2 seconda. L’idillio matematico dura pochissimo però: la lotta fra le due corsie che si riforma porta a poderose spinte e Kligerman esagera, Creed davanti a lui sbanda e Sheldon, sempre sfortunato in queste occasioni, rimbalza fra il muro ed un Austin Hill già in rimonta.

Sembra il principio di un big one ed invece i ritiri sono appena due, quello di Creed col motore ko e quello di Ellis che rompe il radiatore dopo aver toccato nel parapiglia il compagno di squadra Parsons. Rimediano danni anche Allgaier, Haley ed Hill che va ai box con una foratura all’anteriore destra.

Alla ripartenza dei -15 Mayer è al comando e dall’esterno scatta bene con Brandon Jones, tuttavia in curva1 Chandler Smith spinge Kligerman in prima posizione. Il tira e molla fra le corsie si vede e prevedere chi avrà la meglio è difficile. All’inizio la fila disunita sembra quella esterna, poi invece quella interna e così Mayer resta primo mentre Kligerman precipita.

Il gruppo cerca di organizzarsi in fila indiana, ma gli attacchi non mancano, prima quelli di Herbst e Ryan Sieg, poi quello di un Austin Hill già nella top5 con Alfredo. Mayer lo copre una volta, alla seconda viene superato. E così Hill completa una seconda rimonta tornando al comando.

Dietro alla #21 in un gruppo selezionato ci sono molti movimenti. Allgaier si mette davanti al compagno di squadra Mayer e lancia il suo attacco al leader che non viene supportato abbastanza da Alfredo. Alla fine è proprio Allgaier a prevalere e sembra destinato a prendersi la stage, ma negli ultimi giri Mayer lo attacca ed Hill salta sul suo treno lasciando la #7 con Jeb Burton che però viene spostato poco più tardi da Jones.

Ai -3 Allgaier sembra perdersi, ma si salva e così ai -2 può lanciare il suo attacco ad un Mayer che si ritrova troppo solo davanti a Hill. Sam sbaglia il tempo del blocco all’ultimo giro e così Allgaier vince la seconda stage (malgrado sia su gomme usate dopo la caution) davanti a Mayer, Hill, Jones, Moffitt, Berry, Herbst, Nemechek, Custer e Burton che sul traguardo si tocca con Sammy Smith, che finisce in testacoda, dopo un tentativo maldestro di sorpasso da parte del suo ex compagno di squadra Alfredo.

Dopo il giro di soste comunitario si riparte ai -54 con Allgaier davanti ad Hill, Berry, Herbst e Jones. Alla bandiera verde Justin ed Austin rimangono da soli dopo le spinte ricevute e alla lunga la #7 mantiene la prima posizione.

La stage inizia in maniera normale con il gruppo che cerca un assestamento in 2-wide con una doppia coppia, Allgaier e Berry interni, Herbst e Custer esterni, ma succede un fatto strano. Malgrado la previsione per il pieno sia di una quarantina di giri, i team attorno ai -50 iniziano a parlare di ultima sosta da fare appena possibile, in ogni caso addirittura fuori dalla finestra originariamente prevista.

E infatti succede proprio questo: ai -45 si fermano praticamente tutte le Chevrolet (con Jones che manda in testacoda Kligerman all’ingresso dei box), ai -44 Ford e Toyota, fra i -43 ed i -42 i pochi audaci che erano in coda al gruppo.

Dopo questa fase di rimescolamento a prendere il comando di un gruppo spezzato in più tronconi è un Berry che ha fatto un ingresso in pit lane perfetto ed una sosta veloce che sorpassa di slancio le Ford che erano uscite davanti dai box.

Ai -40 in testa c’è un gruppetto di otto vetture (Berry, Austin Hill, Allgaier, Mayer, Herbst, Jones, Custer e Moffitt) che precede la coppia JGR di Nemechek e Snider e poi un altro gruppo di 10 vetture che comprende Haley, Buford, Poole, Chandler Smith, Burton, Alfredo, Ryan Sieg, Grala, Clements e Parker Chase.

Inizia così la fase di attesa. I gruppetti viaggiano in fila indiana senza prendersi rischi e la selezione è puntuale. Il primo a saltare è Poole che si ritira per un problema tecnico. La coppia JGR viene raggiunta dal plotone successivo e quindi al comando c’è un gruppo da otto da una altro da sette (Nemechek, Snider, Haley, Buford, Chandler Smith, Alfredo e Burton) in arrivo.

I leader viaggiano stranamente lungo il muro mentre gli inseguitori in arrivo sono interni. Nessuno da davanti copre l’arrivo da dietro e così ai -35 Nemechek raggiunge e passa di slancio Moffitt. Alla fine il ricongiungimento avviene e nella fusione a pagare sono gli audaci Nemechek e Snider che rimangono da soli all’interno e devono andare in fondo al gruppo da 15.

Appena si forma questo gruppo arriva la caution: sul traguardo il ritardatario CJ McLaughlin finisce a muro coinvolgendo anche Sammy Smith (doppiato) in una dinamica non chiarita dalle immagini. Le soste arrivano solo in coda e dunque il plotone si ricompatta in vista della ripartenza dei -26. Al choose cone Berry sceglie l’esterno e con lui va tutto il resto del JR Motorsports con Allgaier, Mayer e Jones dietro a Josh.

A prevalere però dopo un giro di battaglia è la corsia interna con Hill sospinto dalle Ford di Herbst e Custer. Austin copre l’esterno e si mette davanti al quartetto. Pian piano si forma di nuovo la fila indiana, non senza qualche sorpresa, come quella della coppia Kaulig di Chandler Smith ed Haley che rimbalza indietro.

Ai -20 la situazione il trenino di Hill, Berry, Allgaier, Mayer, Jones, Nemechek, Snider, Sieg, Alfredo, Jeffrey Earnhardt, Kligerman, Herbst, Retzlaff, Graf, Buford ed altri in questo ordine con C.Smith 19° ed Haley 20°.

Inizia così la grande attesa e di nuovo una selezione puntuale. Moffitt fora e va ai box, Herbst ci prova da solo ma non va e rimbalza, il gruppo si sfilaccia e saltano sia Parsons che a sorpresa Chandler Smith. Poi Kligerman fa un’altra vittima ed il tentativo di slide job su Earnhardt in curva1 è disastroso e Jeffrey paga con una foratura. I due avranno un confronto verbale dopo la gara con Earnhardt che digerisce a fatica la manovra.

L’attesa è tutta per l’attacco in blocco del JR Motorsports ma anche di quello del JGR con la coppia JHN-Snider. Myatt e Jones stanno provando infatti il timing della grande manovra che, dai team radio, in casa JRM dovrebbe arrivare soltanto all’ultimo giro.

E invece tutti i piani saltano a sorpresa. L’attacco solitario di Allgaier in curva1 ai -2 sembra quasi quello di un disertore che non ci sta ad una vittoria molto vicina per il compagno di squadra Berry. Josh è il primo che viene scavalcato, ma Austin Hill non si fa sorprendere e così l’attacco di Allgaier fallisce. Tutti i piani vengono stracciati in pochi secondi, specialmente quando poco più tardi sul rettilineo opposto Jones si gira sul muso dello stesso Berry.

Si va dunque all’overtime con Hill davanti ad Allgaier, Berry, Mayer ed Alfredo. Poco male, il JRM ha ancora tre vetture vicine. Ma la situazione precipita: Berry, che ha un buco sul muso dal contatto con Brandon, rimane pure a secco di benzina a riprova che la sosta era stata troppo veloce e anticipata, poi all’ultimo giro prima della ripartenza pure Allgaier va sull’apron temendo di rimanere fermo.

La ripartenza tarda e così i rischi per molti altri aumentano, anche se a pagare alla bandiera verde è solo Gaulding. Ovviamente al choose cone si segue il pronostico, Hill ed Alfredo esterni, Allgaier e Mayer interni.

Sullo scatto Austin parte bene, tuttavia il supporto di Alfredo ovviamente non può essere dei migliori. Nonostante questo Hill lotta e rimane alla pari con Allgaier fino a curva3, prima assieme alla seconda fila, poi da soli. Alla fine però l’interno ha la meglio perché Alfredo si perde e Sam lancia Justin davanti in curva4. Lo lancia bene, fin troppo bene e così Allgaier all’inizio dell’ultimo giro è davanti, troppo davanti.

È inevitabile che la #7 venga ripresa, bisogna vedere quando e come. Mayer si lancia e cerca il sorpasso su Allgaier all’esterno di curva2, Justin si allarga e cerca di portare la #1 verso il muro, ma la differenza di velocità è troppa e così Mayer mette il muso davanti.

Allgaier con questa manovra, però, ha aperto la porta all’interno al ritorno di Nemechek, Justin deve coprire e così apre il varco nel mezzo ad Hill. Austin prova ad infilarsi, ma Allgaier chiude anche questa porta, la stessa idea che ha pure Mayer all’esterno. Hill ha la lucidità di spostarsi a destra quel tanto che basta a lasciare i compagni di squadra in rotta di collisione con le fiancate, Mayer reagisce andando verso destra ma lì c’è già il muso di Hill.

Mayer scarta così verso il muro e dopo l’impatto si ribalta per fortuna senza conseguenze né per il pilota, né per altre vetture. Arriva la caution, ma capire chi era davanti al momento della bandiera gialla è molto difficile.

Sul traguardo si presenta davanti Nemechek, ma alla fine del giro d’onore si fermano in pista in tre, la #20, la #7 e la #21 che sembravano affiancate. La moviola dura circa cinque minuti a far capire quanto ravvicinata sia la situazione.

Alla fine il responso, comprovato dal fotogramma, è chiaro. Hill era davanti di un’inezia su Nemechek mentre Allgaier era già scivolato più indietro (e dunque la bandiera gialla era arrivata un paio di decimi dopo quanto si credeva) e quasi beffato da Retzlaff e Snider. Completano la top10 Herbst, Graf, Sieg, Custer ed Haley.

Austin Hill, nel giorno del 22° anniversario della morte di Dale Earnhardt, si conferma il migliore sugli superspeedway della Xfinity Series, bissando il successo di 12 mesi fa. L’annata per lui inizia al meglio e chissà se il pilota del RCR non possa essere la sorpresa della stagione.

I risultati odierni

La classifica della “Beef. It’s What’s for Dinner. 300”

La classifica generale

Così in campionato dopo 1 delle 33 gare della NASCAR Xfinity Series 2023

I prossimi appuntamenti

Stasera alle 20:30 (diretta su Mola con pre-gara dalle 20:00 a cura del nostro Simone Longo e Andrea Di Giacomo e poi telecronaca di Matteo Senatore e Daniele La Spina) ci sarà l’appuntamento con la 65esima edizione della Daytona 500, la gara più importante dell’anno e che vale una carriera intera. A partire dalla pole sarà Alex Bowman.

La NASCAR Xfinity Series tornerà invece sabato prossimo da Fontana per quello che dovrebbe essere l’ultimo weekend sull’ovale californiano con un layout da 2 miglia.


Immagine: Media NASCAR

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