NASCAR | Xfinity Series: Austin Cindric si prende gara e titolo!

CONDIVIDI

SEGUI P300.it

Telegram | Canale News

Telegram | Discussione

Google News

Twitter

Instagram

Il pilota del Team Penske domina la gara. Una caution nel finale rimette in gioco Allgaier, ma a gomme fresche Cindric torna davanti ai rivali


La lotta equilibrata tanto attesa è avvenuta. Haley purtroppo è mancato all’appello, ma Cindric, Allgaier e Briscoe si sono contesi il titolo della Xfinity Series fino all’ultimo giro, o quasi nel caso di Chase. Due assetti diversi, due strategie diverse, una caution ovviamente che costringe Austin e Justin a giocarsi tutto in appena due giri.

A prevalere è stato il giovane del Team Penske, il quale così spazza via tutti i dubbi e le critiche che lo avevano accompagnato negli ultimi anni. Cindric corona la migliore stagione della carriera e regala un altro titolo a Roger, forse uno dei più insperati dato che in primavera in piena pandemia Penske era quasi convinto di dover chiudere subito il programma Xfinity Series.

La gara

Il cielo a Phoenix è leggermente velato e tira un vento sostenuto, anche in questo caso la pioggia non è esclusa tuttavia per fortuna non arriverà mai. I “Championship 4” che si sfidano per il titolo della Xfinity Series sono Chase Briscoe, vincitore di nove gare in questo 2020, Austin Cindric, che completa la coppia Ford, Justin Allgaier, il vero favorito per i risultati passati su questa pista, e Justin Halet, un’altra Chevy e outsider di lusso.

Caso più unico che raro non ci sono altre vetture in lotta per il titolo a squadre e quindi i piloti hanno un doppio peso sulle loro spalle. Come detto Allgaier è favorito, anche perché nel test generale di Richmond un paio di mesi fa aveva ottenuto due vittorie mentre Briscoe aveva deluso molto, Cindric invece si era difeso. Anche Haley ha delle speranze, dato che nella gara primaverile qui era stato il migliore dei quattro.

Per Haley però ci sono delle preoccupazioni, infatti la sua pit crew titolare (e che in Cup Series lavora per Ganassi) è bloccata a casa per delle positività al Covid e così deve ricorrere ad una di ricambio presa in prestito dal Richard Petty Motorsports. Problemi anche per Briscoe prima del via: il suo team è convinto che la pace car nei giri di formazione non girasse alla velocità dichiarata e quindi il test in pit lane ha dato a risultati sballati sul tacheometro (in Nascar non c’è il bottone che imposta il limitatore) generando così un po’ di paura per eventuali penalità per eccesso di velocità.

L’algoritmo ha dato la pole position ad Allgaier davanti a Briscoe, Cindric ed Haley ed alla bandiera verde Justin mantiene il comando davanti alla coppia Ford mentre Gragson sorpassa Haley, tuttavia dopo soli due giri arriva subito una caution: la vettura di Jeffrey Earnhardt rallenta all’improvviso in curva2 e viene tamponata da dietro da Currey finendo a muro.

Ovviamente nessuno va ai box e così si riparte con uno sprint di nemmeno 20 giri verso la competition caution. Al choose cone l’unico che va all’esterno è Briscoe il quale approfitta della brutta partenza di Allgaier e scavalcando Cindric, virtualmente primo per qualche centinaio di metri, passa al comando della gara. Il duo Ford allunga subito, con Chase che sceglie l’esterno sul traction compound ed Austin l’interno per attaccarlo.

Briscoe paga subito il sovrasterzo e in una occasione ha anche toccato leggermente il muro, tuttavia Cindric non riesce ad approfittarne e, malgrado un ultimo attacco all’ultima curva, Chase alla competition caution è in testa davanti ad Austin, Allgaier, Gragson, Chastain, H.Burton ed Haley scivolato in settima posizione; Hemric invece è già ai box con il cofano alzato per un problema meccanico.

Nessuno va in pit lane e quindi si riparte a posizioni invariate, con le Ford all’esterno ed Allgaier all’interno, tuttavia l’attacco di Justin non va a buon fine. La #7 avrà subito un’altra occasione, infatti in curva3 pare che Mills tocchi Theetge e per evitarli finiscono in testacoda anche McLaughlin (CJ, Scotty invece è ospite d’onore al box del Team Penske) e Yeley.

Dietro intanto c’è già maretta fra Haley e Gragson, i due hanno dei conti in sospeso e non si sopportano, ora c’è un altro capitolo con Justin che non ha digerito lo slide job completato al millimetro da Noah e glielo fa capire sotto caution. Si riparte ai -10 con lo stesso schieramento e a differenza di prima Allgaier riesce a scavalcare Cindric, tuttavia contro Briscoe si può fare poco. I tre allungano su Gragson e sono talmente vicini che, dalla onboard camera della #22, la #7 di Allgaier eclissa totalmente la #98 di Briscoe.

Il duello diventato triello è emozionante e molto bello, Allgaier ci prova solo una volta a tornare al comando, poi invece è costretto a subire l’attacco all’esterno di Cindric il quale poi prosegue perché non vuole stare dietro a Briscoe per il citato problema in pit lane che si presenterà di lì a poco e lo attacca all’ultima curva di nuovo, però anche questa volta senza successo mancando il sorpasso per 34 millesimi anche a causa di un doppiato. Briscoe vince la prima stage davanti a Cindric, Allgaier, Gragson, Chastain, Annett, Haley, Burton, Herbst e Jones.

Il primo giro di soste va tutto come previsto: Briscoe è molto prudente e quindi rallenta molto il gruppo, Allgaier ha la sosta migliore ed esce dalla pit lane davanti a Gragson, Briscoe e Cindric tuttavia Martins non si ferma ai box ed è in testa dopo aver cambiato gomme alla caution precedente; Haley invece è decimo alla caccia della velocità non ancora trovata.

Alla ripartenza Briscoe sceglie l’interno dietro a Martins e tagliando la dogleg in curva1 torna al comando, tuttavia Allgaier dall’esterno incrocia la traiettoria e in curva2 è lui davanti, Chase manca il contrattacco e così la #7 è prima. Per tutti gli altri però c’è un problema: Allgaier prende e va, sullo short run ha una vettura eccezionale ed in caso di ripartenza nel finale ha un notevole vantaggio. Briscoe subisce anche i sorpassi da parte di Gragson e Cindric ed in poco tempo da primo passa quarto, sempre pagando il sovrasterzo.

Cindric come nella prima stage va all’attacco e passando Gragson torna secondo, tuttavia Allgaier è quasi 2″ più avanti; Chastain invece ha una ruota mal fissata ed è costretto ad una sosta supplementare che gli fa perdere un giro. A pista libera Austin guadagna anche tre decimi al giro a Justin ed in poco lo raggiunge. Tre attacchi non vanno in porto e così a loro si avvicina un Briscoe che sul long run emerge prepotentemente. La caution provocata dalla rottura del motore di Martins però ferma tutto. Malgrado manchi poco al break nessuno dei big rischia con la strategia.

Si riparte ai -10 anche in questa occasione e i tre big della serata (Haley ancora non pervenuto) scelgono tutti l’esterno lasciando a Gragson l’interno e la prima fila. Noah però non parte bene e in curva2 deve alzare il piede lasciando passare un Jones emerso all’improvviso. Ai -7 Cindric piazza l’attacco deciso che gli permette di andare al comando per la prima volta e con il passare dei giri allunga, infatti solo ora sta dando il massimo, prima – ha detto via radio – non aveva voluto rischiare. Cindric vince la seconda stage davanti ad Allgaier, Briscoe, Jones, Gragson, Annett, Haley, Burton, Clements e Snider.

Durante il break è interessante il commento di Allgaier via radio, il quale dice al suo crew chief che non sa come fermare Cindric sul long run, dunque dovrà trovare qualcosa alla sosta. Anche in questa occasione c’è un rimescolamento, con Jones che va addirittura al comando seguito da Briscoe, Cindric e Allgaier mentre Haley è sesto dietro a Gragson; Chastain invece torna a pieni giri.

Si riparte a 102 giri dalla fine (praticamente metà gara) e Allgaier sfrutta l’interno denigrato da quelli che aveva davanti per tornare al comando sfruttando la sua eccezionale velocità sullo short run; a seguirlo ci sono Jones, Briscoe, Cindric ed Haley tornato nella top5. Justin addirittura ci prova su Austin, poi deve alzare il piede e così inizia la rimonta di Cindric che in sequenza passa Briscoe e Jones e quando torna secondo deve recuperare anche in questo caso circa 1.5″ ad Allgaier.

Austin sembra non riuscire a rimontare subito, ma anche lui sta gestendo dato che mancano 90 giri alla fine e tutti si devono fermare ancora una volta. Ci mette 10 tornate a raggiungere il leader e a distanza lo segue pure Jones, vincitore qui in primavera addirittura battendo Kyle Busch e Keselowski. Briscoe invece è quarto e staccato di oltre 3″, ancora loose e che ha rischiato di andare a muro di nuovo, davanti a Gragson ed Haley.

Dopo 10 giri di studio, e con una piccolissima toccata sul paraurti, Cindric scavalca di nuovo Allgaier tornando primo. Justin prova a resistere ma non riesce a contrattaccare e così deve anche guardarsi da Jones che ormai era con loro. Briscoe resiste invece sul loro ritmo malgrado un altro bacio al muro senza perdere la posizione su Haley che ha passato Gragson.

La strategia riguardante l’ultima sosta si fa cruciale, soprattutto per Allgaier. Justin infatti alza i tempi e viene sorpassato da Jones e dice via radio di avere una gomma praticamente a fine vita, per poi dopo subito dire che invece è tutto ok, e questo mette il suo crew chief in una brutta situazione, infatti lui vorrebbe far fermare Allgaier il più tardi possibile per sfruttare lo short run finale, però con queste perdite di tempo ogni giro sarebbe tutto vano.

A 50 giri dalla fine Cindric è ancora davanti ma Jones ora Brandon è più veloce di lui e gli è attaccato, Allgaier è terzo a 3″ e vede Briscoe avvicinarsi, Burton ed Haley sono ora a 5″ davanti ad un Chastain in rimonta e a Gragson. Oltre al problema della sosta (nessuno vuole essere il primo), c’è anche quello dei doppiaggi e Jones, dopo aver abbozzato un mezzo attacco a Cindric, gestisce male il doppiaggio di Moffitt e Austin così può guadagnare. Ci si aspetta che Brandon torni sotto ma questo non accadrà.

Il primo dei big ad andare ai box ai -40 è alla fine Allgaier, il quale era stato passato anche da Briscoe, e nei giri successivi lo seguono in sequenza Haley il giro dopo e poi ai -37 Cindric e Briscoe; questa differenza di tre giri fra la #7 e la #98 rimanda Justin davanti a Chase mentre la #22 è ancora leader virtuale. I soliti audaci alla caccia di una caution in questa occasione sono Chastain, Gragson, Annett, Williams e Moffitt ed il loro coraggio verrà premiato dato che ai -30 Graf finisce a muro per una caution cruciale.

Infatti dei quattro contendenti solo Cindric e Allgaier sono a pieni giri (Justin si era sdoppiato da poco), Briscoe invece è il lucky dog mentre Haley è condannato dal compagno di squadra alla wave around. La pit lane si riapre e Justin si ferma ai box per cambiare gomme mentre Briscoe fa solo una modifica di assetto. Cindric così torna in testa davanti a Jones ed ha gomme usurate da qualche giro mentre Allgaier potrà sfruttare lo short run tanto amato.

Si riparte ai -23 e Chastain attacca subito dall’interno andando in testa, tuttavia ci rimane appena mezzo giro, poi incredibilmente Cindric lo scavalca di nuovo seguito da Allgaier. Ci si aspetta da un momento all’altro che la #7 passi la #22 e invece Cindric resiste in maniera magistrale dando il massimo e sfruttando le gomme già rodate che sono entrate nella fase migliore per la sua vettura.

Così Cindric allunga di giro in giro sempre di più su Allgaier che ai -15 ha mezzo secondo di ritardo, Chastain è terzo a quasi 2″ davanti ad Annett, Jones, Briscoe, Gragson, Burton, Haley ed Herbst, ultimo a pieni giri. Cindric non commette errori e affronta i doppiaggi al meglio, al punto che a quattro giri dalla fine ha 1.4″ di margine sul rivale principale. Il titolo sembra nelle sue mani, quando come il giorno precedente, a due giri e mezzo dal traguardo arriva una caution.

Stavolta però il colpevole non è un doppiato bensì addirittura Briscoe che, tornato in quarta posizione, sta ancora forzando e in curva 3-4 perde il controllo vittima del sovrasterzo che lo affligge da tutta la gara. Qualcuno osa dire che Chase sia andato intenzionalmente in testacoda per potersi giocare meglio le sue carte, ma vista l’onestà di Chase e le difficoltà pregresse è solo una accusa ingiusta.

Si va quindi all’overtime, tuttavia prima si apre la pit lane. Ci sono appena 10 vetture a pieni giri e tutti hanno negli occhi quanto successo meno di 24 ore prima a Creed e – soprattutto – a Moffitt. E così Cindric decide di andare ai box per giocarsi il tutto per tutto, Allgaier ovviamente decide di fare l’opposto e a seguirlo c’è Chastain. Il problema per Justin (e Ross) è che tutti e sette gli altri piloti alle loro spalle imitano quanto fatto dalla #22 e vanno in pit lane.

Così Allgaier e Chastain negli ultimi due giri si dovranno difendere dagli attacchi nell’ordine di Cindric, Gragson, Burton, Annett, Jones, Haley, Briscoe e Clements, tornato a pieni giri col lucky dog, tutti con gomme nuove. La #7 al choose cone sceglie l’esterno così come Cindric mentre Chastain va all’interno.

Alla bandiera verde Allgaier parte bene così come il compagno di squadra Gragson all’interno e Cindric mentre Chastain viene passato quasi subito. Il momento decisivo è all’uscita di curva2: Allgaier è in testa seguito da Cindric ma all’interno di Austin c’è Gragson che gli impedisce di attaccare Justin e può favorire il compagno di squadra. In curva3 Allgaier va leggermente largo e così sul traguardo sono 3-wide, Cindric si appoggia in uscita contro la #7 che tocca anche il muro ma i due proseguono.

La #22 così può rilanciarsi alla caccia di Gragson, conscio ormai di avere la vettura migliore anche in questa fase ed il principale rivale alle spalle. Potrebbe anche risparmiarsi il sorpasso dato che Allgaier è finito anche dietro a Jones, però Cindric non resiste e Gragson è corretto e non crea problemi, Austin attacca all’ultima curva e sul traguardo oltre al titolo si prende anche la vittoria finale.

Con il sesto successo stagionale Austin Cindric diventa anche campione della Xfinity Series, coronando una stagione in cui è stato il pilota più costante là davanti. Alla bandiera a scacchi precede Gragson, Jones, Annett, Allgaier, Burton (ufficialmente rookie dell’anno), Chastain, Haley, Briscoe e Clements.

Il pilota del Team Penske non ha dunque demeritato il titolo, certo vedere Briscoe sconfitto – come Harvick – con nove vittorie non è mai bello, poi sapere che è finito quarto in campionato all’ultima occasione utile per conquistare questo titolo (salirà in Cup Series sulla #14) dispiace, ma la Nascar vuole vedere anche la sfida diretta in gara secca. Haley non è mai stato in gara, tuttavia il futuro è dalla sua così come quello di Gragson. Allgaier tornerà nel 2021 per conquistare finalmente il titolo che gli è sfuggito ancora, rende l’onore delle armi a Cindric e gli dà appuntamento alla prossima stagione quando si riaffronteranno tutti.

Il campione

Austin Cindric nasce a Columbus, Ohio il 2 settembre 1998 ma cresce a Mooresville, NC. Suo papà Tim Cindric è presidente del Team Penske dal 2006 nonché stratega in IndyCar prima per Will Power e poi con Josef Newgarden, con i quali ha vinto i titoli del 2014, 2017 e 2019. Sua mamma invece è la figlia del team owner e a lungo proprietario di Mid-Ohio Jim Trueman, scomparso nel 1986 a soli 51 anni per un tumore al colon appena una decina di giorni dopo che Bobby Rahal aveva vinto la Indy500 con un sua vettura.

La sua carriera inizia come per molti con le vetture legends e Bandolero in North Carolina poi, dopo aver seguito la Skip Barber Racing School per affinare la guida sugli stradali, passa alle monoposto. Nel 2013 corre nella US F2000, il quarto gradino nella gavetta per arrivare in IndyCar, con l’Andretti Autosports (!) ma la stagione è molto deludente e nemmeno il cambio di squadra per il 2014 gli fa ottenere molti risultati.

Abbandona così le ruote scoperte ma continua a sperimentare. A fine 2014 debutta nelle categorie minori dell’IMSA ed entra nella junior academy della Porsche, poi ritorna nel 2015 al fuori strada. Nel Global RallyCross Championship al debutto nella categoria Lites è medaglia di bronzo agli X Games di Austin – nomen omen – (gli stessi in cui Sheldon Creed prese la medaglia d’argento nei SuperTrucks) e nel 2015 in campionato è secondo sempre nelle Lites dietro ad Oliver Eriksson.

Il 2015 è un anno ricco di esperienze per Cindric. A gennaio ad esempio a soli 17 anni è il più giovane pilota nella storia della 12 ore di Bathurst, prosegue poi anche in IMSA (vittoria a Mosport), debutta in ARCA Series (quarto in Iowa, 17° in Kentucky) ed infine anche nella Truck Series con il Brad Keselowski Racing dove sostituisce l’infortunato Theriault.

Il 2016 è un anno di transizione dove corre poco fra Pirelli World Challenge, K&N Pro Series (vittorie al Virginia International Raceway e al Watkins Glen), Truck Series (sempre con il BKR ma senza risultati di rilievo) e ARCA Series dove vince in Kentucky e ottiene quattro top10 in quattro gare.

Nel 2017 Cindric diventa pilota titolare nei Truck per il BKR, in quella che sarà l’ultima stagione per il team. Dopo un inizio difficile Austin si riprende, ma la rincorsa verso i playoff è complicata. L’occasione buona arriva a Mosport dove domina ma la strategia all’ultimo giro lo mette in seconda posizione. Cindric non esita a mandare in testacoda Kaz Grala al tornante (non una manovra inedita su questa pista) e si prende vittoria e posto ai playoff. Le critiche lo sommergono e l’incidente la settimana successiva con Scott Speed al debutto nel Global RallyCross non fanno altro che riaccendere le polemiche.

Cindric però ormai è lanciato è nei playoff avanza fino al gran finale di Miami dove è quinto in gara e terzo in campionato battuto da Bell e Sauter. La gara era stata vinta dal compagno di squadra Chase Briscoe, purtroppo già eliminato dai playoff, ma che continuerà ad essere al suo fianco anche nel 2018. Cindric infatti, dopo aver debuttato in Xfinity Series col Team Penske a Road America prendendosi la pole dopo la cancellazione delle qualifiche e chiudendo 16°, dividerà con Chase la #60 del Roush Fenway completando poi la stagione sulla #22 e la #12 di Penske.

Purtroppo la #60 è una vettura maledetta e arrivano (per entrambi) più incidenti che risultati e le critiche per Austin tornano subito. Malgrado l’annata difficile dividendosi fra due team e tre crew chief, Cindric riesce a qualificarsi per i playoff dove però viene eliminato dopo il “Round of 8” per un incidente in Kansas e chiude ottavo in campionato.

Il 2019 per Cindric si rivela l’anno decisivo: ad appena 21 anni diventa titolare della #22 del Team Penske in Xfinity Series e la serenità che era mancata l’anno prima diventa fondamentale oltre all’esperienza. In estate approfitta degli amati stradali per conquistare due vittorie in una settimana al Watkins Glen e a Mid-Ohio, le prime della categoria. Purtroppo per lui nei playoff arriva un altro incidente in Kansas e un’altra eliminazione, stavolta però con un sesto posto finale in campionato.

Con l’addio alla Xfinity Series dei big3 Reddick, Bell e Custer si aprono per tutti gli altri ampi spazi di conquista, tuttavia i dubbi su Cindric rimangono dato che una vittoria nella categoria su un ovale manca ancora e per ambire a qualcosa di più, anche un posto in Cup Series, servono anche queste. Dopo un altro inizio consistente, in estate Cindric si scatena conquistando nell’arco di poco più di un mese due vittorie in Kentucky (lo stesso del successo nella ARCA Series), una in Texas, a Road America e sul Road Course di Daytona con in mezzo il secondo posto in Kansas.

Questi risultati gli permettono di artigliare il titolo di migliore della regular season e partire nei playoff alla pari dell’amico Chase Briscoe. Mentre il pilota dello SHR continua a vincere, Austin rischia ancora una volta a causa di un incidente in Kansas ma approda lo stesso al gran finale. L’animo è comunque sereno, è consapevole della maturità acquisita e le critiche del passato sono lontane, il futuro poi è assicurato (2021 in Xfinity Series e qualche gara in Cup con Penske, poi 2022 con il Wood Brothers) e dunque il risultato di Phoenix non deve sorprendere proprio perché è l’apice di un lungo processo di maturazione completato ad appena 22 anni.

I risultati odierni

La classifica della “Desert Diamond Casino West Valley 200”

La classifica finale

La classifica finale della “NASCAR Xfinity Series 2020”

I prossimi appuntamenti

Stasera alle ore 21:00 in diretta su DAZN ci sarà l’epilogo della Cup Series con Joey Logano, Chase Elliott, Brad Keselowski e Denny Hamlin a contendersi il titolo. La Xfinity Series invece tornerà in pista a Daytona il 13 febbraio 2021.

Immagine: nascarmedia.com; twitter.com/NASCAR_Xfinity

P300 MAGAZINE

Continua a seguirci

Avatar of Gabriele Dri
Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

P300 MAGAZINE

NEWSLETTER

ULTIMI ARTICOLI

GRUPPI AMICI

Telegram | Passione Motorsport

ALTRI DALL'AUTORE

P300 MAGAZINE

Continua a seguirci