NASCAR | Xfinity Series: Austin Cindric si conferma ancora a Phoenix

Dopo la vittoria valsa il titolo in Arizona l’anno scorso ed il successo di Daytona, Cindric allunga in vetta alla classifica


Non è stata una gara semplice, ci sono state infatti ben 12 caution (di cui nove canoniche e tre imposte) e pure i big hanno sbagliato, tuttavia Austin Cindric ha dimostrato ancora una volta di essere cresciuto molto in questo biennio e la seconda vittoria stagionale, ottenuta sulla stessa pista in cui nello scorso novembre aveva conquistato il titolo, fa capire a tutti la forza che il pilota di casa Penske ha in questo inizio di campionato.

La gara

Anche nel deserto fa freddo, ci sono meno di 20 °C, tira un forte vento, ci sono delle nuvole e la pioggia è caduta il giorno precedente in occasione della complicata gara della ARCA Series, vinta da Ty Gibbs presente anche in questa occasione dopo il successo del Daytona Road Course, tuttavia per la Xfinity Series non ci saranno problemi. È il primo short track della stagione e ad aumentare le incognite, anche in vista del gran finale di novembre, c’è il traction compound applicato nelle curve e che con queste temperature così basse farà fatica ad attivarsi.

A partire dalla pole è Daniel Hemric affiancato dal compagno di squadra Brandon Jones, tuttavia gli occhi di tutti sono ancora una volta sul JR Motorsports ed in particolare su Justin Allgaier – 12° in griglia – che in Arizona è andato sempre bene. Al via anche un gradito ritorno dall’Europa, quello di Loris Hezemans, campione della EuroNascar nel 2019 e alla seconda gara in Xfinity Series, la prima su un ovale americano senza libere né qualifiche dopo il debutto di Road America nel 2019.

Alla bandiera verde il più lesto è Austin Cindric, ultimo vincitore qui a novembre, che dalla corsia interna in seconda fila balza al comando tagliando la dogleg e alla prima curva è davanti a tutti così come successo finora nelle fasi iniziali in questo 2021. A seguirlo sono Hemric e Jones, il quale scavalca un Haley subito loose e passato dopo pochi giri anche da Harrison Burton. Nessuno sfrutta il traction compound e dunque i sorpassi sono per la maggior parte dovuti a piloti che sono stati sfavoriti dall’algoritmo, come Gibbs, Allgaier e Gragson, e che devono recuperare.

Alla competition caution del giro 20 Cindric ha 1.1” su Hemric, 2.8” su Jones, 3.3” su H.Burton il quale precede il trio Kaulig composto da Haley, Allmendinger e Jeb Burton nel quale si è infilato Gragson e che è davanti ai compagni di squadra Allgaier e Josh Berry. Dopo una caution prolungata per i problemi meccanici di Mills e Little si riparte senza soste di rilievo anche perché tutti hanno ai box soltanto tre set di gomme fresche e la strategia è abbastanza bloccata. Si riparte ai -19 nella prima stage e Cindric scatta al meglio dall’esterno rimanendo al comando, stavolta su Jones dato che all’interno Hemric ha dovuto alzare il piede e aprire la porta anche ad Harrison Burton.

Brandon cerca di rimanere nella scia della #22, tuttavia non riesce mai ad attaccarlo, le battaglie vere sono solo ai margini della top10 fra Snider, Gibbs, Berry, Herbst (anch’egli costretto alla rimonta), Moffitt e altri; Allmendinger invece sta precipitando dopo un buon inizio a causa di una vettura sovrasterzante, di un rapporto di poco amore con il traction compound e, last but not least, col fatto che non gareggiava in Xfinity Series a Phoenix addirittura dal 2008, poi però si scoprirà che la causa della perdita di una dozzina di posizioni era una foratura lenta all’anteriore sinistra.

Davanti nessun dramma – escluso lo specchietto di sinistra che rimane in mano a Cindric – ed Austin vince la prima stage su Jones, Harrison Burton, Hemric, Gragson (che con una ripartenza straordinaria all’esterno ha guadagnato cinque posizioni), Allgaier, Haley, Jeb Burton, Annett e Gibbs. In coda, proprio mentre Cindric taglia al traguardo, Little perde i freni e finisce a muro in curva1 venendo costretto al ritiro.

Il primo giro di soste rivoluziona la classifica, anche perché Cindric non ha uno stallo buono in pit lane dopo aver fallito i controlli tecnici pre-gara due volte a Las Vegas, e dunque ad approfittarne è Hemric che passa al comando davanti a Jones (che però si prende una penalità per eccesso di velocità), Harrison Burton, Gragson, Allgaier e lo stesso Cindric. E in questo momento termina la fase tranquilla ed inizia quella animata della gara.

Si riparte ai -34 dopo una lunga caution appunto per togliere la vettura di Little, poi Hemric non scatta al meglio ed Harrison Burton a lungo gli è affiancato; a interrompere la battaglia ci pensa Gaulding che tocca Bean e lo manda in testacoda alla prima curva.

Caution veloce e poi nuova bandiera verde ai -28 e arriva subito il primo colpo di scena della serata: non è chiara la causa, però è possibile ipotizzare che Gragson, ripartito in seconda fila, rompa qualcosa sotto il cofano – non per colpa sua ovviamente – nello scalino fra pista ed apron quando allo scatto come la gran parte dei piloti tagli la dogleg. La #9 perde subito olio, poi fuma ed infine va a fuoco, altra caution e per Noah c’è un altro ritiro bruciante in questo 2021.

Dopo un’altra lunga pulizia si parte di nuovo ai -14, dunque due terzi di stage sono andati via senza grossa attività, ed Hemric rimane davanti ad Harrison Burton e Allgaier mentre Haley e Cindric completano la top5. Justin tenta il sorpasso al suo omonimo ma non va a buon fine e così la #22 avanza in quarta posizione.

Negli ultimi giri succede poco, Burton tenta un piccolo attacco per la leadership tuttavia non riesce e così Hemric vince la seconda stage davanti allo stesso H.Burton, Allgaier, Cindric, Haley, J.Burton, Allmendinger, Berry, Gibbs e Jones. I problemi in casa JRM non sono finiti e anche Annett accusa problemi al motore dopo la buona prima stage e il giro di soste per lui è una fermata definitiva nel garage.

In pit lane Allgaier passa al comando mentre Harrison Burton arriva lungo e storto nello stallo e da secondo scende addirittura in 18esima posizione; alla bandiera verde mancano 102 giri al traguardo, tuttavia lo stint sotto green più lungo sarà di appena 26 ed arriva subito mentre nel mezzo ci saranno addirittura sei caution. Allo scatto ad Hemric non basta il taglio della dogleg per scavalcare Allgaier e così dall’esterno Cindric passa in seconda posizione; seguono poi Allmendinger e Berry mentre Snider è ancora coinvolto nelle lotte precedenti ai margini della top10 con Moffitt, Brown, Clements e Sieg.

Davanti la coppia Allgaier-Cindric allunga, Justin sembra poter andare in fuga ma dopo uno short run esaltante bastano due giri ed un paio di doppiati ad Austin per annullare un ritardo di circa 1.5” e tentare pure un attacco – fallito – di slancio. Dietro di loro Hemric va in crisi nera con una vettura sovrasterzante e precipita dalla terza addirittura alla 16esima posizione. Il primo incidente è in coda e coinvolge separatamente Martins e Vargas, entrambi riescono a proseguire.

Da questo punto si può arrivare al traguardo con un pieno, tuttavia la grande incognita sono le gomme dato che tutti hanno solo un set di pneumatici freschi in pit lane. Nonostante questo, tutti vanno ai box ai -74 con il solo Sieg che tenta qualcosa di diverso facendo solo il pieno; nel frattempo, a pagare dazio sono Hemric e Jeb Burton con una penalità per eccesso di velocità.

Si riprende e parte il cosiddetto cautions breed cautions: alla prima curva Cindric all’interno scavalca subito Sieg andando al comando, tuttavia Ryan non uscirà sano e salvo dalla stessa curva, infatti Berry arriva lungo, lo tampona e lo manda a muro; la gara prosegue, seppur brevemente dato che un giro più tardi Harrison Burton finisce in testacoda all’interno di Haley in curva2 dopo un attacco azzardato, ma per Sieg arriva il ritiro.

Perso l’unico pilota che aveva una strategia alternativa e con Berry che va ai box per una ruota mal fissata, si riparte ai -63 con i favoriti Cindric, Allgaier e Jones nelle prime tre posizioni. Allo scatto Austin dall’esterno si porta dietro Brandon ed i due sono davanti a Justin, tuttavia anche in questo caso la tregua dura poco, infatti Moffitt si gira sul muso di Clements che non taglia la dogleg; Brett non riporta troppi danni e riesce a proseguire.

Nel frattempo, Cindric dice di non avere una vettura a posto nelle ripartenze e infatti nello scatto ai -56 Jones parte meglio dietro di lui all’esterno e in curva3 lo scavalca andando al comando completando così la rimonta dopo la penalità precedente. Ci si aspetta un Brandon in formato primavera 2020, quando qui batté sia Kyle Busch che Keselowski, e invece in appena due giri Cindric è di nuovo davanti a tutti, appena prima dell’incidente principale della giornata.

Nel gruppo infuriano le battaglie e Berry cerca la rimonta dopo i problemi di prima, è attorno alla 15esima posizione quando attacca all’esterno in curva2 un Ferrucci che sta facendo il suo dovere. Santino è già largo sul traction compund e segue la sua traiettoria, Berry da dietro non molla, lo affianca all’esterno e – malgrado la traiettoria della #26 – non alza il piede, finisce sicuramente anche sui marbles e l’unica destinazione possibile è il muro.

Josh fora, si scompone, tocca anche l’innocente Perkins e poi in frenata perde il controllo finendo a muro segnando il terzo ritiro per il JRM. La reazione del focoso Berry, ragazzo cresciuto sugli short track, è un omaggio a Will Power e il doppio dito medo – per il quale si scuserà dopo la gara – a Ferrucci vale la censura in diretta della Fox.

La conseguenza di questa sequenza di caution è che Josh Williams recuperi l’ultimo giro di disavanzo (due con lucky dog, gli altri di strategia) dopo aver perso quattro tornate all’inizio della gara per un problema tecnico. Ripartenza ai -46 e Cindric scatta bene seguito da Allgaier che si mette davanti ad Hemric mentre Jones perde due posizioni subito ed una poco più tardi a favore di Gibbs. Dopo un paio di toccate al muro di Snider ci si aspetti che la caution successiva sia per Myatt e invece è lo stesso Jones a finire contro le barriere e la causa è Allmendinger che manca i tempi dell’incrocio in uscita di curva2 toccando Brandon.

Cindric ha preso le misure e alla bandiera verde dei -29 non ha problemi a restare primo seguito da Allgaier ed Hemric, quest’ultimo dopo una breve battaglia con Haley, mentre gli altri si staccano subito. Inizia ora uno stint da 21 giri che illude Austin, infatti la #22 guadagna subito 0.5-0.7” sulla #7 e poi aumenta il suo vantaggio fino a quando accarezza ormai la vittoria. Poi – purtroppo per lui – Williams manda in testacoda il compagno di squadra Labbé in curva4 e arriva la caution finale ad appena otto giri dal traguardo.

Come in tutte le caution precedenti nessuno si ferma ai box, anche perché le gomme al muretto sono finite da almeno un’ora, e dunque si riparte per uno sprint finale di due giri a posizioni invariate. E la confusione non finisce, tuttavia la Nascar decidere di chiudere un occhio e mezzo dopo i problemi precedenti e termina subito la gara malgrado quanto succeda.

Allo scatto Cindric parte bene ma non benissimo e Allgaier sembra poter rimanere sul suo passaruota all’esterno per poi tentare un attacco in curva3-4. Dietro di loro, nel frattempo, Jeb Burton sbaglia completamente la frenata in curva1 ed in un effetto domino manda a muro il compagno di squadra Haley ed il solito sfortunato Hemric. Niente caution come detto e non c’è neanche il tempo di reagire che incredibilmente Allgaier bacia il muro in curva2. Non si sa se sia colpa della troppa foga o dei marbles, comunque un errore così da parte di Justin è inatteso, o forse sì data la situazione generale del team nel 2021.

Tutta questa confusione permette a Cindric di iniziare l’ultimo giro con ampio margine su un Ty Gibbs che zitto zitto ha rimontato senza errori. Forse Austin gestisce anche troppo in curva1-2 e sul rettilineo opposto la #54 sembra vicina, tuttavia lo spazio per un attacco non c’è mai.

Austin Cindric vince dunque la sua seconda gara stagionale su Gibbs, l’incredibile Brandon Brown, Herbst (che ha faticato più del previsto ma è arrivato in alto), Allmendinger, Jeb Burton, Currey, Allgaier, Moffitt e Clements; Snider dopo aver fatto da pallina del flipper a lungo è 11° davanti ad uno spento, non solo oggi, Harrison Burton, Yeley, che a lungo è stato nono, Timmy Hill e Ferrucci ancora nella top15. Le vittime di Jeb Burton chiudono invece solo 23° (Hemric) e 26° (Haley).

Doveva essere la gara che segnava l’assestamento della classifica e invece regna ancora l’incertezza. Allgaier è l’unico JRM al traguardo e nella top12 virtuale e comunque è solo 11°, Herbst è 12° e precede ora Annett mentre Gragson è ancora ai margini della top20. In tutto questo Brown e Clements sono nelle posizioni nobili e sognano ancora. In vetta Cindric, alla quinta top5 in cinque gare, piazza il primo allungo, ha 47 punti di vantaggio su Hemric ma soprattutto già 14 playoff point più i 15 virtuali da leader della generale. Austin ha il vento in poppa, l’unico dubbio è se la vela rimarrà gonfia anche da settembre in poi.

I risultati odierni

La classifica della “Call 811 Before You Dig 200”

La classifica generale

Così in campionato dopo 5 gare su 33

I prossimi appuntamenti

Oggi alle 20:30 (diretta SI Motori e Nascar Trackpass) ci sarà a Phoenix la gara della Cup Series. La Xfinity Series tornerà sabato prossimo ad Atlanta insieme alla Truck Series.


Immagine: media.nascar.com

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