NASCAR | Xfinity Series: Austin Cindric primo vincitore sul Road Course di Daytona

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Il pilota del Team Penske si conferma il re degli stradali. Briscoe e Allmendinger coinvolti in incidenti


Il debutto, dopo l’anteprima di venerdì notte della ARCA Series, della Nascar sul Road Course di Daytona non ha deluso, specialmente vista l’assenza di prove libere e qualifiche che hanno costretto tutti a fare affidamento su iRacing o sui simulatori dei costruttori. Per chi aveva esperienze dalla 24h di Daytona tanto meglio, ma trasmetterle su una stock car non è stato facile nessuno.

Il leitmotiv della corsa della Xfinity Series era chiaro: il re dei circuiti stradali Austin Cindric (vittorie fra 2019 e 2020 a Mid-Ohio, Watkins Glen e Road America) contro il re dei roval Chase Briscoe (successi nell’ultimo anno a Charlotte e Indianapolis), con i due amici e compagni di marca entrambi a difendere l’onore della Ford contro gli attacchi di AJ Allmendinger. I tre hanno letteralmente dominato la gara, staccando il più vicino degli avversari almeno di 1.5″ al giro, più spesso 2″, poi nel finale sia Chase che AJ hanno avuto problemi ad una ripartenza e per Cindric si è steso un tappeto rosso verso la quinta vittoria nelle ultime sei tappe.

La gara

Il classico meteo estivo della Florida con temporali sparsi ovviamente non può mancare. Il problema non è la pioggia (malgrado il banking la Nascar ha portato le gomme da bagnato) bensì i soliti fulmini. La bandiera verde così per la gara di circa 300 km arriva con due ore di ritardo e quando avviene su Daytona è arrivata anche la pioggia ma c’è abbastanza caldo e l’asfalto si asciuga in parte da solo.

Quando iniziano i giri di formazione i punti più umidi sembrano essere curve5 e 6 (le ultime due prime di tornare sull’ovale). La Nascar fa un po’ di confusione e dichiara prima “gara bagnata” dunque con obbligo di montare al via gomme wet, poi cambia idea e dice “gara umida” lasciando la discrezionalità ai team. E Briscoe sbagliando decide di mettere le gomme da bagnato malgrado una pista quasi asciutta, poi lui e il suo team si lamentano con i commissari per il cambio di idea troppo a ridosso dell’apertura della pit lane prima del via, ma Cindric davanti a lui pur entrando ai box decide di annullare all’ultimo la sosta e dunque il tempo per reagire c’era.

E’ la prima griglia di partenza stabilita non più con il sorteggio bensì con l’algoritmo che pesa il piazzamento (50%) e l’ordine nella classifica dei giri più veloci (15%) della gara precedente e infine il posto in classifica generale (35%). I calcoli per la pole position però sono semplici visto che Cindric era primo in tutte e tre le graduatorie, al suo fianco invece – gomme sbagliate o no – parte Briscoe.

Al via alla temuta curva1 sia Cindric che Briscoe vanno leggermente lunghi e ad approfittarne passando al comando è Gragson, tuttavia già in curva6 Austin accelera meglio tornando sul banking e alla Bus Stop è già di nuovo primo; Briscoe invece taglia la nuova discussa chicane inserita prima del traguardo e deve scontare un letterale stop&go che gli fa perdere numeroso posizioni.

Al secondo giro cominciano già le soste per quelli che sbagliando avevano montato gomme da bagnato come ad esempio Briscoe, Jones e Sieg; per fortuna di Chase esistono le stage e le caution, altrimenti rimontare un distacco di 1’10” a Cindric accumulato in appena tre giri sarebbe stato impossibile. Davanti intanto Allmendinger, partito 11°, scavalca Gragson al quarto giro ed è secondo ma a questo punto ha già 3″ di ritardo da Cindric. Dietro di loro il vuoto, infatti fra errori alla chicane (Chastain ed Haley in pochi secondi) e poca esperienza sugli stradali il quarto – lo stesso Chastain – è già a 13″. I divari si ampliano ulteriormente quando al giro successivo anche Gragson manca la chicane e dunque i primi due hanno quasi 15″ sul resto del gruppo.

Dopo i primi cinque giri movimentati più che altro dalle soste per cambio gomme e dagli errori alle chicane, il gruppo prende mano, ma con calma e gli effetti si vedono sul cronometro: al giro 10 (a -5 dalla fine della prima stage) Cindric ha 4.3″ su Allmendinger, 22″ su Chastain e Gragson, 34″ su Lally, Allgaier ed Haley, 38″ su Harrison Burton ed Herbst, 41″ su Clements ed Annett che chiudono la top10.

Poi arrivano i due minuti che il Kaulig Racing purtroppo ricorderà per sempre: in successione Allmendinger accusa un piccolo problema tecnico che gli fa prima perdere 8″ in un giro e poi rientrare ai box, poi Chastain rompe la trasmissione tornando sul banking fermandosi e provocando la prima caution e infine poco prima della bandiera gialla Haley (dopo essere stato mandato largo da Burton) taglia troppo la bus stop e lo splitter si pianta nell’erba facendolo decollare. Risultato complessivo di squadra: Haley ritirato con un 38° e ultimo posto, Chastain 36°, Allmendinger si prende una penalità evitabile (quando era in pit lane era arrivata la caution dunque poteva prendersi tutto il tempo) di un giro perché riparte dallo stallo con tanica della benzina e meccanico ancora attaccati.

Si riparte per uno sprint di un giro con Cindric che non cambia gomme e resiste alla rimonta con pneumatici freschi di Gragson dalla settima posizione. Meno bene va la ripartenza ad Hemric che in mezzo ad un 4-wide in uscita di curva1 viene toccato da dietro e spedito nelle gomme. E per Daniel è la seconda uscita anticipata da incolpevole su uno stradale dopo Road America. Cindric dunque vince la prima stage davanti a Gragson, Buford, Herbst ed Earl Bamber al debutto in Nascar.

La seconda stage è relativamente più tranquilla. Cindric deve fare la sua sosta e riparte 19° lasciando il comando a Gragson mentre Briscoe ha annullato il distacco ed è quinto. Alla bandiera verde Noah rimane in testa mentre dietro di lui Bamber spedisce in testacoda Herbst mandando in fuga proprio Gragson. Peccato che nemmeno 20″ più tardi la #9 finisca larga alla Kink sull’erba bagnata e perda il controllo in frenata in curva5. Gragson finisce piroettando nelle gomme e provoca una caution insieme a Jeffrey Earnhardt fermo in pista fin da prima della ripartenza.

Nella confusione Briscoe è passato in testa davanti a Burton ma le notizie principali sono che Cindric ha evitato tutto ed è 12° mentre Allmendinger torna a pieni giri. Si riparte con 11 giri da fare nella seconda stage e, dopo un altro contatto all’International Horseshoe (Annett manda in testacoda Martins) e Little che imita Gragson, arriva un’altra caution con Williams che finisce fuori pista alla Bus Stop e distrugge cartelli e muso. Bandiera verde ai -8 e stavolta va tutto liscio con Briscoe e Burton che allungano sul resto del gruppo. Tuttavia Cindric è scatenato e poco dopo svernicia Harrison alla chicane ed è secondo.

Mancano cinque giri alla fine della stage e inizia così finalmente il duello fra Briscoe e Cindric, Chase viene ripreso ma riesce a tenersi dietro in curva Austin il quale invece in staccata ha margine sull’amico-rivale. Sembra che la #98 sia in grado di rimanere davanti ma all’ultimo giro Cindric attacca all’esterno di curva5 per poi portarsi all’interno della successiva, Austin stacca forte, Chase chiude la porta ed i due arrivano al contatto fiancata contro fiancata ma la #22 passa. Per Cindric sembra fatta tuttavia Briscoe ha una accelerazione migliore e lo ripassa alla Bus Stop andando a vincere la stage davanti a Cindric, Burton (staccato di 12″), Allmendinger e Lally.

Durante la caution Cindric si arrabbia via radio con Briscoe perché secondo lui lo ha stretto quando erano già in frenata, una manovra da evitare e di cui avevano già parlato in settimana, Austin è talmente arrabbiato che lancia la bottiglietta d’acqua dal finestrino contro la vettura di Briscoe, poi si calma e chiede scusa al team. Dopo il giro di soste (anticipato da Bilicki ed Heckert che sono davanti a tutti seguiti da Briscoe e Cindric) si parte per l’ultima stage con 20 giri da disputare.

Alla prima curva Cindric tenta ancora la via esterna che non paga e così perde metri preziosi da Briscoe che invece all’interno non ha problemi e torna in testa ma soprattutto ha in mano il pallino della gara. Ai -18 Allmendinger sorpassa Burton e si porta in terza posizione però è già a 2.5″ da Cindric e 3.2″ da Briscoe; in ogni caso finalmente i tre favoriti sono nelle prime tre posizioni ed il loro vantaggio sugli altri diventa un solco enorme. Iniziano anche i discorsi sulla benzina: le Toyota iniziano subito a risparmiare quel qualcosa per essere sicuri di arrivare al traguardo, alla Chevy di AJ dicono di alzare leggermente il piede mentre le Ford, secondo gli addetti ai lavori quelle con il consumo carburante migliore, tirano dritto.

Con Allmendinger che rallenta leggermente il triello sembra diventare un duello, ma anche Cindric perde terreno. Incapace infatti di raggiungere e attaccare Briscoe, gli viene detto di risparmiare gomme e meccanica in vista del finale e quindi si stacca. Dietro di loro intanto le Toyota oltre ad avere problemi con la benzina iniziano a pagare dazio coi freni: Burton arriva lungo alla Bus Stop ed Herbst lo passa prima di finire a sua volta in testacoda per ben due volte.

Ai -10, quando Bamber finisce fuori per la seconda volta alla Bus Stop, solo che ora decolla come Haley e arriva la caution, Briscoe ha 2.1″ su Cindric, 5.6″ su Allmendinger ma soprattutto 25″ su Jones, Lally, Burton e Allgaier i quali dunque tornano in corsa. Tutti i big vanno ai box per montare gomme fresche ma i tre – nell’ordine invariato – devono ripartire dietro a Currey, Snider e Weatherman che non si sono fermati per ribaltare la propria gara.

La ripartenza a 7 giri dalla fine è quella che decide la gara. Briscoe decide di affiancare Weatherman all’esterno e dietro di lui Allmendinger colma il buco ma finisce lungo come lo stesso Weatherman davanti a lui e toccandolo leggermente lo manda contro Briscoe ancora più verso l’erba. All’interno intanto Anche Currey e Snider sono finiti a ruote fumanti con Cindric dietro di loro a spingerli. In pratica tutte le prime tre file sono finite lunghe in curva1 e a ringraziare sono Jones ed Allgaier che passano in testa. Non è finita qua però, visto che tutti questi devono poi rientrare in traiettoria. E passare da 7-wide a 2- o 3-wide in curva2 non è semplice, infatti ne nasce una carambola che manda ko fra i tanti Briscoe e Allmendinger; per Chase arriva il ritiro, per AJ invece una sosta ai box.

Cindric fra l’incidente e la caution si era riportato davanti ad Allgaier dunque alla ripartenza finale ai -5 è al fianco di Jones seppur ancora una volta all’esterno. L’attacco a Brandon arriva ancora come con Briscoe fra curva5 e curva6 ed Austin ritorna in testa. A questo punto Cindric deve solo controllare la rimonta di Allmendinger in caso di una ulteriore caution ma ciò non avviene, infatti AJ per recuperare in fretta attaccando Lally finisce lungo in curva6 e tampona Allgaier mandandolo in testacoda. I due poi si chiariranno nel post gara.

Cindric vince dunque la prima gara Nascar sul Road Course di Daytona davanti a Jones (+7.1″), Gragson (+8.4″ malgrado l’incidente nella seconda stage), Allmendinger (+9″), Lally (+10.3″), Clements (+11.6″, finito nelle gomme durante la caution di Haley), Herbst (+14.4″, almeno tre testacoda per lui), Burton (+15″), Allgaier (+15.9″) e Snider (+20.3″).

Austin malgrado non sia felicissimo della sua gara – vedasi il duello con Briscoe – conquista il quinto successo stagionale nelle ultime sei gare, dato che, unito al secondo posto in Kansas, pareggia il record di Sam Ard nella categoria. Tale risultato lo manda anche in vetta alla griglia playoff visto che pareggia Briscoe a quota cinque ma ora è a +48 in classifica generale. In coda alla top12 gara difficile per Brown che mantiene 28 punti su Clements e 52 su Snider.

I risultati odierni

La classifica della “UNOH 188”

La classifica generale

Così il campionato a 7 gare dai playoff

I prossimi appuntamenti

Oggi sempre sul Road Course di Daytona altre due gare. Alle 18:00 (diretta su SI Motori) scenderanno in pista i Truck mentre alle 21:00 (diretta su DAZN) sarà la volta della Cup Series. Anche per queste categorie si prevede una gara accesa e movimentata.

Immagine: nascarmedia.com

MONOPOSTO by SAURO

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Gabriele Dri
Nato a Udine 27 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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