NASCAR | Xfinity Series: Allgaier si prende anche Darlington

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In una gara molto confusa, Allgaier combina la giusta dose di esperienza e aggressività per conquistare il secondo successo stagionale


Forse non è stata la gara più bella o intrigante della storia di Darlington, anzi è sembrata molto confusa ed i piloti non sono stati lucidissimi. Probabilmente è proprio per questo a vincerla è stato un veterano come Allgaier che non ha avuto la vettura più veloce nel complesso, ma al momento decisivo della corsa sì. Justin così si lancia definitivamente in classifica, mentre tutti i suoi principali avversari hanno qualcosa, di piccolo o di grande, su cui recriminare.

La gara

Sotto il sole di Darlington va in scena il secondo atto del “Nascar Throwback” ed in pista c’è la Xfinity Series che torna dopo un fine settimana di pausa. La stagione prosegue con una direzione sempre meno decisa, dato che Cindric mette sì insieme risultati buoni che lo lasciano in vetta alla classifica, ma le vittorie di inizio stagione sono ormai lontane.

Cindric secondo i pronostici dovrebbe essere anche in pole, tuttavia il suo giro più veloce a Talladega non è stato entusiasmante e quindi Allmendinger, con un ruolino di marcia migliore, si prende la pole ai danni di Austin; i due, inoltre, sono in corsa insieme a Jeb Burton e Gragson per il terzo premio del Dash4Cash, con Noah a caccia del filotto di assegni da 100’000$.

Al via, dopo la Chevrolet Nova di Dale Sr., restaurata e guidata da Dale Jr. come pace car, AJ dalla corsia esterna rimane agilmente al comando, mentre Cindric deve difendersi dagli attacchi di Haley; problemi elettrici, invece, per Gray Gaulding che prende il via con numerosi giri di ritardo. Dietro ai leader iniziano già i contatti, con Jeb Burton a rischiare grosso con Gragson ed Herbst.

Una volta respinto l’attacco di Haley, Cindric riprende subito Allmendinger (al debutto in questa categoria a Darlington) e al quarto giro è già al comando; pochi istanti più tardi arriva la prima caution: in curva2 Graf si vuole infilare nel mezzo fra Gdovic e Yeley e finisce il mezzo del sandwich, però a riportare i danni maggiori sono gli altri due.

Si riparte con sette giri completati, dunque ne mancano 13 alla competition caution, e non succede tanto, soltanto Gragson che ora segue la coppia di testa precedendo Haley, Hemric e Jeb Burton, poi arriva un’altra caution perché Gdovic fora e finisce a muro a causa dei danni precedenti. Succede poco anche nello stint successivo (tranne il sorpasso di Gragson a Cindric dalla corsia interna) perché, tra lo stupore di molti, i commissari non posticipano, né anticipano la competition caution e dunque si crea uno sprint di appena quattro giri.

Ai box si fermano in pochissimi e dunque si riparte ai -20, dopo una lunga pausa, con Gragson al comando, tuttavia Cindric gli restituisce subito il sorpasso nella stessa maniera e la #22 ritorna davanti a tutti. Il finale di stage scorre via senza ulteriori problemi e da notare c’è solo la rimonta di coloro che alla competition caution hanno osato montando un set di gomme fresche; il migliore di questi è Martins che prima entra nella top10 e poi negli ultimi giri pure nella top5.

Cindric vince così la prima stage sotto caution (incidente di Mills all’ultimo giro) davanti a Gragson, Harrison Burton, Hemric, Martins, Allmendinger, Snider, Allgaier, Gibbs e Annett. Il primo giro di soste per i leader è quello che decide molto: Cindric perde la prima posizione a favore di Hemric e praticamente esce di scena, mentre Gibbs, autore di una buona rimonta dalla 29esima posizione al via a causa dell’algoritmo, si prende una penalità per eccesso di velocità; Herbst invece prima va in crisi di assetto e scivola ai margini della top20.

L’inizio di seconda stage non vede scossoni ed Hemric mantiene il comando, mettendo circa 1″ fra sé e Gragson, seguono poi Allmendinger, un Cindric che si tiene a fatica dietro Jones, Allgaier, Harrison Burton e Berry. Il primo vero movimento nella top5 è il sorpasso di Allmendinger su Noah quando i due finiscono nel traffico dei doppiaggi e la #9 dal sogno di riprendere il leader finisce a 3″ di ritardo.

A fermare la corsa di Hemric è Little, che in curva1 cerca un sorpasso troppo deciso ad uno Herbst che, come sempre sfortunato, qualsiasi cosa faccia gli arrivano addosso auto da ogni parte. Mancano ormai meno di 10 giri alla fine della stage ed il gruppo di spacca: Gragson, Harrison Burton, Berry, Allgaier, Sieg, Snider e Herbst sono i big che decidono di fermarsi ora ai box e montare un set nuovo di gomme per lo sprint finale di tre giri.

Hemric è pronto per ripartire al comando ma, essendo sfortunato come Herbst, fora durante la caution e dunque è costretto a fermarsi dopo gli altri e ripartire in fondo al gruppo. Allmendinger eredita così la prima posizione, tuttavia la sua ripartenza non è eccezionale e così Jones lo infila per un attimo. I due pochi metri più avanti, infatti, si toccano e Brandon salva la vettura con Gibbs che lo evita per un pelo.

Allmendinger riesce a riprendere il filo e tornare primo; sembra tutto sistemato per quanto riguarda il traguardo intermedio, tuttavia questo rallentamento a posteriori gli sarà fatale, infatti in pochi si accorgono delle rimonte con gomme fresche di Harrison Burton e Gragson. Mentre Cindric bacia il muro e si toglie dalla contesa ai -2, la coppia Harrison-Noah raggiunge AJ e lo passa di slancio nell’ultimo quarto di giro. Burton vince la seconda stage su Gragson, Allmendinger, Berry, Sieg, Jeb Burton, Annett, Allgaier, Cindric e Moffitt.

Al break si completa il giro di soste e quindi H.Burton riparte ai -48, dopo una lunga pausa per pulizia detriti, davanti a Gragson, Berry, Sieg, Herbst, Snider, Berryhill e Brown mentre Allmendinger è 12° dietro ad Hemric che ha dovuto cambiare piani a causa della foratura. Alla bandiera verde il giovane del JGR sceglie l’esterno e ancora una volta la corsia buona invece è quella interna e dunque Gragson passa al comando.

Inizia così una lunga fase della gara in cui Gragson, Harrison Burton e Berry sono in totale controllo, non sono vicinissimi reciprocamente, ma con margine su un Sieg che, finché può, resiste così come Herbst. Il primo a cedere veramente è quest’ultimo, anche perché ovviamente viene toccato da un Gibbs in rimonta e deve alzare il piede; Snider nel frattempo bacia il muro per la seconda volta nella gara e poi arriverà anche la terza.

Ai -25 Gragson ha 1.5″ su H.Burton, 3″ su Gibbs, che con gomme più fresche guida la rimonta, e Berry, 5″ su Allgaier, 6″ su Allmendinger, 8″ su Sieg, 10″ su Haley, Hemric, Jones e Cindric, mentre Herbst esce dalla top10 dopo aver toccato il muro; la situazione non sembra aperta ad una possibile vittoria al di fuori dei primissimi, anche perché si può arrivare fino in fondo con il pieno ed il degrado delle gomme non sembra così grave da fermarsi obbligatoriamente ai box, a meno di una caution.

E la caution arriva poco più tardi: dopo i contatti col muro di Brown e Jeffrey Earnhardt, costretti ad una sosta per le forature conseguenti, ad andare contro le barriere è Gaulding e il colpevole è quel Graf che aveva minacciato vendetta fin da Martinsville. Il comportamento di Joe tuttavia è poco intelligente, primo perché la regola fondamentale in queste situazioni è di non danneggiare la propria vettura, e invece lui si appoggia al muro esterno, e secondo perché Gaulding era già staccato di almeno una dozzina di giri mentre Joe lottava per rimanere nella tornata dei leader.

Dopo la sosta di Herbst a pit lane chiusa per una foratura, arrivano i pit stop di tutti gli altri e ad uscire al comando è Harrison Burton davanti a Berry, Gragson, Allgaier e Allmendinger, mentre Gibbs si prende la seconda penalità per eccesso di velocità. Al choose cone Burton e Gragson scelgono l’esterno, con il duo JRM che invece va all’interno.

E ancora una volta in questa gara la decisione del leader è sbagliata, alla green dei -16 infatti Burton fa pattinare le gomme, blocca Gragson e così la coppia Berry-Allgaier vola al comando, per poco, tuttavia, dato che Graf finisce a muro e accusa i meccanici di non aver avvitato bene tutti i bulloni delle gomme; per Joe nel complesso una giornata da insufficienza pesante.

Ci si riprova ai -10 e ancora una volta il leader sceglie l’esterno, con lui ci va Harrison Burton, mentre Allgaier e Gragson vanno all’interno. Josh scatta anche bene, tuttavia l’aggressività di Justin ha la meglio ed Allgaier così prende il comando della gara. I quattro citati allungano su Jones prima e su Hemric poi, tuttavia il sogno di infastidire Allgaier dura poco, dato che la #7 si stacca sempre più dagli altri.

Solo una caution potrebbe fermare Allgaier e questa puntualmente arriva ai -6 per il testacoda di Vargas. A sorpresa Harrison Burton molla la terza posizione e decide di giocarsi l’ultimo set di gomme con Allmendinger, Cindric, Haley, Jeb Burton, Gibbs ed Herbst. Il problema per loro è che in pochi si fermano, e dunque ripartono tutti fuori dalla top15, e che al restart sarà già overtime, e quindi tutti devono sperare in ulteriori incidenti e OT.

Malgrado tutte le esperienze precedenti, al choose cone Allgaier va all’esterno lasciando il compagno di squadra Berry all’interno. I due lottano per un quarto di giro fianco contro fianco e rischiano molto, tuttavia alla fine a prevalere è il veterano Allgaier che stacca tutti gli avversari.

Justin Allgaier vince così la seconda gara stagionale davanti a Berry, Jones, Gragson, uno sfortunato Hemric, Clements, Annett, Moffitt, Sieg e Labbé, per una seconda parte di top10 ricca di outsider anche perché molti big o sono finiti ko prima (Herbst e Snider su tutti), o hanno sbagliato strategia (Harrison Burton 11°, Allmendinger 13°, Haley 14°), o hanno pagato le penalità (Gibbs 18°), o sono finiti a muro all’ultimo giro (Cindric 30°, dinamica dell’incidente sconosciuta).

Nel post-gara poi il colpo di scena: dopo 2h30′ (ben più del tempo usuale) di controlli tecnici, arriva la notizia della squalifica del quarto classificato e vincitore del bonus Dash4Cash Noah Gragson secondo la norma 20.14.c che vieta il fatto che i sostegni delle sospensioni permettano movimenti delle sospensioni stesse o della trasmissione oltre gli spostamenti/rotazioni ammesse. Il premio da 100’000$ dunque va ad Allmendinger (pur arrivando 12°) che a Dover si contenderà l’ultimo assegno con Allgaier, Berry e Jones.

Nella griglia playoff cambia poco, se non il fatto che Allgaier raggiunga Cindric in vetta a quota due successi, tuttavia il divario a vantaggio del pilota Penske è ancora notevole. Ancora una botta d’arresto, invece, per Herbst nella rincorsa alla top12 che alla fine raggiungerà, ma faticando più del previsto.

I risultati odierni

La classifica della “Steakhouse Elite 200”

La classifica generale

Così il campionato dopo 9 gare su 33

I prossimi appuntamenti

Oggi alle 21:30 (diretta SI Motori e Nascar Trackpass) ci sarà la gara della Cup Series sempre a Darlington. La Xfinity Series tornerà invece sabato prossimo a Dover per l’ultima tappa del Dash4Cash.


Immagine: media.nascar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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