NASCAR | Xfinity Series: a Bristol vince di forza Gragson

NASCAR | Xfinity Series: a Bristol vince di forza Gragson

Se la Cup Series domenica non ha deluso, la Xfinity Series non poteva essere da meno a Bristol. La gara è stata molto movimentata con una classifica che cambiava ad ogni giro e che ha visto molti protagonisti finire anzitempo la corsa. E se nella categoria maggiore era mancato lo scontro in casa, la serie cadetta ha aggiunto anche questo tema. Il JR Motorsports ha dominato la gara con Allgaier e Gragson, ma solo uno dei due poteva vincere la corsa. Alla fine dopo uno scontro a pochi giri dalla fine a portare a casa il successo è stato il giovane Noah che bissa così la vittoria di Daytona ma conferma allo stesso tempo che in pista deve ancora smussare qualche spigolo.

La gara

Dopo i problemi di Charlotte con la tempesta tropicale Bertha, la Xfintiy Series è costretta per problemi logistici, connessi anche alle limitazioni imposte dal coronavirus, a posticipare l’atteso evento di Bristol dal sabato pomeriggio al lunedì sera dopo la Cup Series. La pista che si trovano dunque è decisamente più gommata e si decide per una sola competition caution al giro 35, poco prima di metà stage. Stavolta i favori del sorteggio per definire la griglia vanno ad Harrison Burton, atteso al riscatto dopo due gare in ombra, con al suo fianco il compagno di squadra Brandon Jones.

Come per la gara della Cup Series, però alla competition caution non ci si arriva indenni, infatti se le prime posizioni rimangono invariate dietro ci sono già problemi. Ad esempio Allagier bacia il muro in curva2 ma riesce a proseguire, poi Cindric e Chastain viaggiano ancora una volta affiancati (dopo i vari scambi nelle scorse settimane) nella top5 e tutto sembra regolare ma poi all’improvviso al sesto giro Ross fora l’anteriore destra e oltre a travolgere Cindric coinvolge anche Annett. Ovviamente Austin e Michael sono costretti al ritiro subito mentre Ross, seppur staccato di una 40ina di giri riuscirà a proseguire e concluderà 28° in una corsa molto selettiva.

Alla ripartenza Burton rimane in testa difendendosi da Jones il quale poi finisce largo dopo una toccatina subita da Haley e cede la seconda posizione; stessa sorte la subisce da Gragson che continua la sua rimonta dalla nona posizione mentre Brandon finisce in fondo alla top10. Haley ci prova e per un giro mette il muso davanti a Burton ma poi il figlio d’arte torna in testa e alla competition caution è in testa. In questa occasione i leader non si fermano ai box (il primo è proprio Jones dalla decima posizione) e così si riparte. Gragson riesce a completare la rimonta e al giro 46 si porta in testa alla gara seguito da Burton, Briscoe, Haley ed Allgaier quando arriva una caution per detriti.

A sorpresa in questa occasione Burton va ai box per riparare il muso ammaccato in seguito ad un contatto e così Gragson ha via libera, dietro di lui si porta Allgaier con la classica manovra quarto-secondo alla bandiera verde ma non riesce a sorpassarlo. Gragson vince dunque la prima stage davanti ad Allgaier, Briscoe, Haley ed Hemric. Il giro di soste penalizza Gragson (cambio gomme lento) ed Hemric (eccesso di velocità) ma favorisce Burton che grazie al pit stop fatto in precedenza si riporta in testa alla gara. Nei rimescolamenti in seguito alla bandiera verde a portarsi in seconda posizione è Briscoe davanti ad Haley ma dura poco ed il giovane Justin torna il principale avversario di Burton, tuttavia la caution per il testacoda di Timmy Hill con il coinvolgimento di Miller blocca tutto.

Nel nuovo stint Gragson va in difficoltà perché non riesce a tenere la linea interna – la più veloce in questa occasione – e così Allgaier si riporta nelle prime posizioni, ma la gara non ha tregua infatti il successivo pilota a finire in testacoda è Allmendinger, al debutto stagionale dopo l’incredibile DNQ di Daytona. A questo punto della gara (giro 125 di 300) il gruppo è talmente selezionato che il lucky dog (ovvero il primo dei doppiati) è il debuttante Carson Ware, il quale recupera uno dei tre giri di distacco. Si riparte con 41 giri da disputare nella stage e Allgaier ne approfitta per balzare in testa mentre Gragson quasi tampona Burton. Ogni giro succede qualcosa ma c’è il tempo per la mini fuga di Allgaier, Burton, Haley e Gragson, poi ricominciano gli incidenti.

Mentre Martins bacia il muro (era nella top15 prima di rimanere senza freni) ma si prosegue, più dietro in seguito ad un disaccordo Mills spedisce volontariamente – da quanto si capisce dalle minacce via radio riportate su Twitter – il debuttante Emerling il quale finisce violentemente a muro. Partick sta bene, ma curva3 come 24 ore prima diventa una piscina d’olio ed in seguito, dopo una bandiera rossa da 9’31”, una spiaggia piena di filler. Quando si torna sotto caution Sieg e Clements vanno ai box per tentare qualcosa di diverso, poi si riparte con 22 giri da disputare ancora nella stage. Burton scatta male e così Gragson lo passa seguito da Haley. Davanti Allgaier non ha problemi e vince la seconda stage seguito appunto da Gragson, Haley, Burton e Briscoe.

Mentre in pit lane Gragson quasi centra Allgaier (appuntamento rinviato), Sieg non si ferma e a 128 giri dalla fine prende la bandiera verde in prima posizione ma le gomme usurate non lo aiutano e la #7 lo passa seguito subito dal compagno di squadra. Inizia così lo stint più lungo della gara (65 giri) in cui Allgaier e Gragson allungano decisamente sul gruppo, ma sul long run emerge prepotentemente Haley il quale si riporta sui leader. Dietro di loro Jones mantiene una tranquilla quarta posizione seguito da un quartetto compatto composto da Hemric, Briscoe, Herbst e Allmendinger, però poco più tardi AJ fora ed esce dalla lotta per la vittoria. Approfittando dei doppiaggi a circa 80 giri dalla fine Haley sorpassa Gragson ed è secondo, ma il suo possibile sorpasso ad Allgaier viene impedito dall’incidente di Martins a 53 giri dal traguardo.

Tutti vanno ai box per montare l’ultimo set di gomme a disposizione ma Herbst tenta il colpaccio seguendo la stessa strategia di Keselowski 24 ore prima, sostituire solo le due gomme di sinistra, quelle più triturate dal traction compound. Riley ha così la grandissima occasione per cancellare un inizio di stagione in cui è stato oscurato dal compagno di squadra Burton, tuttavia la butta via malamente in mezzo giro, infatti non scatta al meglio, Allgaier lo supera, in curva2 finisce loose e va a muro stringendo contro le barriere pure Haley. Per Riley la gara è finita mentre Justin prosegue con una fiancata malandata.

Si riparte a 36 giri dalla fine e in prima fila ci sono Allgaier e Gragson, ma ad approfittane è Jones che fa la manovra quarto-secondo e per poco non va al comando, tuttavia finisce ancora una volta largo e così si riforma l’uno-due del JR Motorsports. La gara è ancora lunga e le macchine lo risentono: il primo a forare è Sieg, il secondo è Haley come conseguenza dell’incidente precedente, ma entrambi si salvano. Diversa è la sorte di Howard, anch’egli coinvolto nell’incidente di Herbst ed Haley, che fora l’anteriore sinistra in ingresso di curva3 e finisce duramente a muro.

La selezione brutale della pista unita al long run precedente hanno lasciato alla ripartenza dei -7 appena 13 auto a pieni giri, tuttavia i favoriti sono solo due e sono in prima fila. Alla bandiera verde Gragson commette quasi una falsa partenza ma poi riesce a seguire Allgaier. Per un giro Justin riesce a tenere la linea interna, quella più veloce e che impedisce attacchi, poi ai -6 arriva l’errore fatale, l’unico di cui ha colpa, infatti la #7 non tiene la traiettoria e scivola di mezzo metro, quel tanto che basta a Gragson di attaccarlo. Ai -5 i due sono affiancati, poi ai -4 Noah tenta l’attacco ma la vettura si scompone e tocca quella del compagno di squadra. Allgaier finisce così a muro e arriva la caution che manda tutti all’overtime.

L’overtime non regala ulteriori incidenti, Gragson tiene a bada Briscoe e Jones pur scegliendo la corsia esterna, la meno veloce ma la più adatta alla sua vettura, andando a conquistare la seconda vittoria stagionale chiedendo subito scusa al team per l’incidente che ha rovinato la gara del compagno di squadra. Dietro a Noah concludono Briscoe, sempre leader del campionato, Jones, Burton, Snider (ottimo risultato ottenuto senza clamore né contatti vari), Hemric, Brown, Clements, Williams e Allmendinger. Sole 14 auto su 37 a pieni giri, il 20° classificato a otto giri, Mason Massey 30° dopo aver iniziato la gara mentre il leader ne aveva completati già 189 e che nei 114 giri seguenti ne perde soltanto altri 4, 11 ritirati e ben 12 caution, il dato maggiore insieme a quello del 2018 degli ultimi 15 anni.

I risultati odierni

La classifica della “Cheddar’s 300 presented by Alsco”

La classifica generale

Così il campionato dopo 7 gare

I prossimi appuntamenti

Il prossimo weekend si gareggerà ad Atlanta. Sabato per la prima volta dalla ripresa del campionato ci saranno due gare in un giorno (sempre senza libere né qualifiche) con i Truck alle 19:00 italiane e la Xfinity Series alle 22:30 circa. Il giorno dopo la Cup Series prenderà il via alle 21:00.

Immagine: nascarmedia.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 26 anni fa, sono un ingegnere civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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