NASCAR | Weekly News – #26

NASCAR
Tempo di lettura: 9 minuti
di Gabriele Dri @NascarLiveITA
5 Gennaio 2023 - 21:50
Home  »  NASCAR

Ad un mese dall’inizio ufficiale della stagione ultimi spunti di mercato per le tre categorie principali della NASCAR con Xfinity e Truck protagoniste. Occhi anche su Tulsa dopo lo Shootout e prima del Chili Bowl


In anticipo rispetto ai tempi consueti del team, ma comunque non a sorpresa, il Front Row Motorsports ha confermato la sua lineup per il 2023 tenendo Micheal McDowell sulla #34 e Todd Gilliland sulla #38. Il crew chief di McDowell, in sostituzione di Blake Harris chiamato dall’Hendrick Motorsports per la #48 di Bowman, sarà Travis Peterson proveniente dal RFK Racing dove l’anno scorso aveva svolto il compito di ingegnere di vettura per Chris Buescher e anche crew chief per quattro gare in sostituzione dello squalificato Scott Graves.


Josh Bilicki sarà uno dei piloti che si alterneranno sulla #78 del Live Fast Motorsports. Bilicki in seguito ha annunciato la sua partecipazione al prossimo Chili Bowl.


Primi test per Jimmie Johnson per il 2023. Il sette volte campione, infatti, ha fatto prove sedile al Petty GMS Motorsports dove quest’anno correrà qualche gara in Cup Series (l’ipotesi più probabile è che il numero utilizzato sarà il #49, uno in più del suo storico #48 ma anche 7×7 a simboleggiare i sette titoli suoi e di Richard Petty), ma anche sulla vettura per Le Mans per la quale, tuttavia, la lineup ufficiale non è stata ancora annunciata.


Per il Busch Clash al LA Coliseum che si svolgerà fra un mese esatto la NASCAR ha optato per un format leggermente diverso da quello dell’anno scorso. La novità principale è che alla gara verranno ammesse quattro auto in più rispetto al 2022 per un totale di 27: 20 provenienti dalle batterie (i migliori cinque delle quattro heat), sei dai ripescaggi (tre per ciascuna LCQ) ed infine il 27° sarà il migliore pilota della stagione 2022 non ancora qualificato, dunque l’unico al momento al sicuro in griglia è il campione – della Cup Series ma anche della gara – Joey Logano.

NASCAR Busch Clash 2023 format

Al sabato (per noi già domenica notte) ci sarà una sessione di libere e poi una di qualifiche con due giri cronometrati. Alle batterie accederanno le 36 auto dotate di charter (obbligate a partecipare) ed eventualmente le quattro vetture Open più veloci. Il resto del programma sarà domenica con le quattro batterie (da dieci vetture dunque) su 25 giri, i ripescaggi (sempre da dieci auto) su 50 giri ed il main event su 150 giri effettivi di green flag. L’appuntamento per l’accensione dei motori è alle 0:00 di domenica 5 febbraio, con il Busch Clash lunedì alle 2:00.


Senza grandi proclami la NASCAR ha inviato ai team gli aggiornamenti al regolamento tecnico 2023. Nessuna grossa sorpresa al riguardo, ci sono tutte le modifiche a favore di sicurezza nel retrotreno su cui si era già discusso con i piloti fra ottobre e novembre, tuttavia, come fa notare Rodney Childers (crew chief di Kevin Harvick) anche quest’anno le consegne ai team dei materiali, forniti gratuitamente dalla NASCAR come gesto distensivo, sono in ritardo e le squadre arriveranno ad inizio stagione con il numero di telai completi appena sufficiente per presentarsi in pista.

Corretti, sulla carta, anche i problemi alle prese di raffreddamento che in qualche occasione a causa dell’accumulo di detriti di gomme avevano causato surriscaldamenti nella zona degli scarichi con conseguenti principi d’incendio. In negativo, invece, pare appurato che non ci sarà alcuna modifica al pacchetto aerodinamico sugli short track e si interverrà in altro modo per rendere più entusiasmanti le gare su queste piste, grande punto dolente della prima stagione della Next Gen.

Piccole modifiche al fissaggio del dado unico delle ruote dopo i tanti pneumatici non montati correttamente o con fatica nella scorsa stagione e che hanno portato ad una decina di casi di gomme perse uscendo dalla pit lane con conseguente squalifica per quattro gare di crew chief e meccanici.

Più sorprendente, invece, la conferma non ufficiale che la NASCAR effettivamente porterà in pista il prossimo anno sugli short track le cosiddette “gomme da umido”, pneumatici intagliati da utilizzare in piste come LA Coliseum, Martinsville, New Hampshire, North Wilkesboro, Richmond e Phoenix, dunque con velocità e banking limitati, per accorciare i tempi di ripresa delle attività dopo la pioggia permettendo di gareggiare anche in condizioni non completamente asciutte. Maggiori dettagli non sono stati forniti ma nel prospetto regolamentare la voce al riguardo è presente.

Un riassunto con i punti principali è nel tradizionale thread di Bozi Tatarevic.


Dopo quattro anni si è conclusa la valutazione della bancarotta del BK Racing. Il tribunale ha deciso che l’ex proprietario Ron Devine dovrà affidare al curatore fallimentare l’ingente somma di 31 milioni di dollari per ripianare i debiti con fisco e creditori.


Si celebrano quest’anno i 75 anni della NASCAR. Non è ancora chiaro il programma completo delle iniziative (ci sono solo speculazioni al riguardo fra cui il brevetto depositato pochi giorni fa sul marchio NASCAR Classic) , ma in questi giorni si apre alla Hall of Fame una mostra dedicata e aggiornata nei contenuti.


Solo mercato in primo piano per le altre categorie. Brett Moffitt ha trovato casa al “neonato” AM Racing di Austin Wayne Self che sta facendo il salto dalla Truck Series.

Più complicata la lineup dell’Alpha Prime Racing e delle sue ben tre vetture. Dopo annunci dilazionati nel tempo, al momento sulla #43 ci saranno Ryan Ellis (25 gare), Sage Karam (sette) con una corsa ancora da coprire, sulla #44 a tempo pieno ci sarà invece Jeffrey Earnhardt, sulla #45 infine Caesar Bacarella (due), Sage Karam (ulteriori 10 gare), Leland Honeyman, Stefan Parsons e altri piloti.

Ufficializzato il raddoppio del team di Jordan Anderson: i due piloti saranno Jeb Burton (proveniente dall’Our Motorsport riguardo al quale le voci di corridoio non sono buone e dal quale si porta pure il #27) ed il giovane molto promettente Parker Retzlaff che si prende la #31 che era di Myatt Snider, ora rimasto senza sedile.

Senza sedile anche Joe Graf, il cui addio dal SS-Green Light Racing è stato annunciato dal team owner Bobby Dotter negli auguri di Natale postati sui social.

Annuncio anomalo e a sorpresa per il MBM Motorsports: qualora il pilota riesca a trovare i fondi necessari, allora ad Austin sulla #13 correrà l’argentino Baltazar Leguizamón che, dopo la gavetta nelle formule americane, sta correndo nelle categorie turismo in madre patria.

I fratelli Bassett, Ronnie e Dillon, hanno annunciato la riduzione delle attività del team che il prossimo anno schiererà vetture solo nelle Late Model e non anche in Xfinity Series.


La notizia più importante del mercato Truck è finalmente arrivata: il ThorSport Racing cambia per l’ennesima costruttore, lascia Toyota e torna con Ford e sulla vettura #13 correrà Hailie Deegan. O meglio, la notizia sarebbe da riformulare nel seguente modo: la Ford ha fatto un’offerta non rifiutabile al team per piazzare da qualche parte la propria protetta che, dopo una annata decisamente negativa, rischiava di trovarsi tutte le porte chiuse, sia nei Truck che in Xfinity dove fino a qualche mese fa il salto sembrava quasi certo.

Spencer Boyd ha annunciato che nel 2023 rimarrà allo Young’s Motorsport in caccia di una stagione in recupero dopo il deludente 2022 chiuso al 28° posto in classifica generale.

Vince Welch ha annunciato che il 31 dicembre ha lasciato dopo numerosi anni la FOX e dunque nel 2023 non sarà più lui il commentatore della Truck Series. La TV americana non ha comunicato chi lo sostituirà.


Lavori in corso sulle due piste che faranno ritorno in calendario. A Milwaukee il progetto di ristrutturazione per accogliere la Truck Series il 27 agosto è ormai pronto mentre a North Wilkesboro le attività sono in fermento. A dicembre si è tenuta una conferenza stampa in loco per mostrare quello che si sta eseguendo in vista della All-Star Race di fine maggio.

Steve Swift, vicepresidente di Speedway Motorsports, ha dichiarato l’intenzione di lasciare il più possibile la patina nostalgica risalente al 1996, anno dell’ultima gara NASCAR su questa pista, inclusi i murales, le grafiche e le pubblicità presenti, inclusa quelle delle sigarette Winston (allora sponsor del campionato) e che secondo le leggi attuali non si potrebbe più esporre, ma non toccando quella esistente allora non si violerebbero le norme federali.

Per il resto tutto è stato o preservato o riparato: rinforzato il muretto per evitare che ceda sotto manovre alla Chastain e anche per l’installazione delle SAFER Barrier, rifatto l’infield, rimesso in opera il sistema di drenaggio, ristrutturate e messe in sicurezza le tribune, rimodellata la pit road per le esigenze attuali ma soprattutto verrà installato un nuovo sistema di illuminazione per poter gareggiare in notturna.


Malgrado la tempesta artica di fine anno, si è svolto all’Expo Center il tradizionale Tulsa Shootout che fa da anteprima al Chili Bowl che inizia domenica. 1722 le vetture iscritte, 1655 quelle presenti (record sfiorato) in sei categorie diverse. È stata una edizione un po’ nervosa con un paio di scazzottate post gara, anche potenziali emuli di Chastain, ma nel complesso regolare.

Da notare la presenza della coppia padre-figlio Kyle e Brexton Busch, entrambi senza successo, quella di Santino Ferrucci che l’anno scorso aveva lasciato Tulsa con un trauma cranico e ultimo nel Chili Bowl, e di Daison Pursley, di nuovo competitivo dopo un terribile incidente nel 2021.

Sei come detto le categorie presenti e dunque sei i Golden Driller in palio. Nelle Stock Non Wing a vincere è stato il giovane, ma già forte, Gavan Boschele, nelle Junior Sprint – dedicate ai giovanissimi – il pilota di casa Mattix McBride, nelle Outlaw Non Wing finalmente dopo oltre dieci anni di tentativi è stato TJ Smith, nelle Restricted Jack Thomas, nelle A-Class per il secondo anno di fila un altro big come Jake Hagopian ed infine nella classe più importante, la Outlaw Winged uno da tenere d’occhio anche nella prossima settimana, ovvero Emerson Axsom.

All’edizione del Chili Bowl che inizierà domenica per concludersi sabato 14 gennaio verrà dedicato ampio spazio su P300.it la prossima settimana.


È stato pubblicato il calendario ufficiale del campionato ufficiale NASCAR su iRacing. 19+1 le gare in programma fra il 31 gennaio ed il 26 settembre con playoff che si disputeranno fra Michigan, Dover, Phoenix e gran finale ad Homestead. La sorpresa più grande è che ci sarà una corsa disputata “fuori dagli USA” e sarà a Monza l’11 aprile; data la lunghezza – soli 30 giri – si presume che verrà disputata sul layout F1 e non sull’ovale da alta velocità teatro fra l’altro del famoso caso Larson tre anni fa.


Prima di Natale, dopo Daniel Suárez, a sorpresa anche Kevin Harvick ha fatto tappa in Italia, per la precisione al kartodromo di Sarno dove il figlio Keelan ha disputato il Trofeo Ayrton Senna classificandosi quinto (quinto in gara1 e terzo in gara2) nella classe Mini Gr.3 e 18° assoluto.


Immagine: Media NASCAR

I Commenti sono chiusi.